venerdì 13 dicembre 2013
13 DICEMBRE: AUGURI AD AMY LEE
Auguri ad Amy Lee, cantante, compositrice e polistrumentista statunitense, cofondatrice degli Evanescence.
Nata il 13 dicembre 1981 al Parkview Hospital di Riverside, in California, Amy Lee è figlia di John, disc jockey e appassionato musicista, e Sara Cargill. Due sue sorelle, Carrie e Lori, collaborarono all'album The Open Door del 2006; un'altra, nata nel 1984, morì a tre anni nel 1987. L'evento della morte della sorella fu citato sia in Hello (da Fallen) e Like You (dal citato The Open Door).
Visse in varie parti del Paese tra cui Illinois, Kansas e Florida, per poi stabilirsi a Little Rock, in Arkansas. Si diplomò all'Accademia Pulaski nel 2000; durante i suoi anni di liceo fu anche la direttrice del coro della scuola.
Frequentò per un breve periodo l'università del Tennessee.
Nel 1994 Amy incontrò Ben Moody a un campo giovanile mentre lei stava suonando I'd Do Anything for Love (But I Won't Do That) di Meat Loaf al pianoforte; in un'intervista a Rolling Stone Italia tuttavia Amy Lee ha definito tale idea una "diceria". I due scoprirono di condividere una passione per Jimi Hendrix e Björk e iniziarono a scrivere canzoni insieme.
Per diverso tempo però non trovarono altri musicisti con cui suonare e, non avendo i fondi necessari per pagare un'assistenza professionale, non poterono esibirsi dal vivo. Ma ben presto una delle loro canzoni, Understanding (dal loro Evanescence EP), incominciò ad essere trasmessa alla radio e trovò posto nelle classifiche locali, facendo lievitare le richieste di esibizioni dal vivo. Quando finalmente la band riuscì ad esibirsi, diventò una delle più popolari della zona.
I notevoli risultati di vendita di Fallen, pubblicato in tutto il mondo il 4 marzo 2003, garantiscono alla Lee un ritorno di fama mondiale. Assieme agli Evanescence Amy parte per un tour mondiale che si conclude nell'agosto 2004 con prestigiose tappe al Rock Am Ring e al Rock in Rio. Nel settembre 2005, Amy entra in studio per la realizzazione del secondo album degli Evanescence, The Open Door, avvalendosi della collaborazione di Terry Balsamo, il nuovo chitarrista coi dread della band e nuovo co-autore al posto di Ben Moody. L'album viene pubblicato il 3 ottobre 2006 e viene seguito da un tour mondiale più ampio rispetto al precedente, comprendente le tappe del Family Values Tour 2007 assieme, tra gli altri, ai Korn e ai Flyleaf. Successivamente vengono sostituiti i membri Rocky Gray e John LeCompt con Will Hunt e Troy McLawhorn, membri dei Dark New Day.
L'11 ottobre 2011 viene pubblicato il terzo album, intitolato semplicemente Evanescence, di cui Lee è di nuovo autrice di tutti i testi, nonostante, come dichiarato dalla stessa, il disco abbia visto un maggior coinvolgimento di tutti i membri della band. Nel primo singolo estratto dall'album, intitolato What You Want, la Lee parla del proprio rapporto con la musica, i fan e la propria attività di cantante e musicista.
giovedì 12 dicembre 2013
12 DICEMBRE 1863: NASCE EDVARD MUNCH
Edvard Munch, pittore norvegese, è nato a Løten il 12 dicembre 1863 e morto a Oslo il 23 gennaio 1944).
Autografo di Munch
È stato anche simbolista, incisore e un importante precursore dell'arte espressionista.
L'urlo (1893) è probabilmente la sua opera più conosciuta. È parte di una serie di opere denominate Il Fregio della Vita, in cui Munch ha esplorato i temi di vita, amore, paura, morte, malinconia ed ansia. Munch ne ha dipinte molte versioni, tra cui una esposta alla Galleria nazionale di Oslo ed una al Museo Munch della stessa città. Ambedue le opere, insieme all'opera denominata Madonna, furono oggetto di furto e poi recuperate.
L'autore stesso sostiene di aver concepito l'opera mentre camminava al tramonto presso un punto panoramico chiamato Ekeberg a Oslo, in compagnia di due amici. Di colpo, fermandosi, immerso nell'atmosfera rosso sangue, ebbe un attacco di panico.
Edvard Munch è noto come il pittore dell'angoscia: gli unici temi che lo interessano sono la passione, la vita e la morte. L'ombra di questa lo accompagnerà lungo l'arco della sua intera esistenza: muore la madre, mentre è ancora bambino e, adolescente, assiste alla morte della giovane sorella, logorata dalla tubercolosi. Questi episodi acuiranno la sua sensibilità nervosa e ne influenzeranno già i primi quadri.
Frequentò l'Accademia di belle arti di Oslo (l'allora Christiania), anche grazie a una borsa di studio vinta per le sue capacità tecniche tutt'altro che comuni. Finita l'Accademia, si reca a Parigi (1885), dove approfondisce imparando da Gauguin, Van Gogh, Toulouse-Lautrec e Degas, fino a delinearsi nella serie della Madonna (da intendersi come "donna") che, se alla sua prima mostra parigina scandalizza l'intera opinione pubblica da un lato, dall'altro attira comunque una piccola frangia di giovani artisti. L'uso dei colori, la potenza dei suoi rossi (non si dimentichi che spesso Munch usa per la campitura dei quadri un nero perlaceo), la lucidità violenta con cui tratta i suoi temi, lo porteranno ad essere il precursore, se non il primo degli espressionisti.
Nel 1892 Munch espose a Berlino una cinquantina di suoi dipinti e il giudizio della critica è così drastico che dopo una sola settimana la mostra viene sospesa; l'evento ebbe influenza sulla posizione presa dai secessionisti berlinesi.
La permanenza di Munch a Berlino si protrae fino al 1908, interrotta solo da un breve viaggio a Parigi nel 1895. La fama non gli concede la felicità; cerca di attutire la sensibilità con l'abuso di alcool; il periodo è travagliato e si ricovera in una casa di cura per malattie nervose a Copenhagen.
Nel 1914 i tempi erano ormai maturi affinché la sua arte, anche se mai del tutto compresa, venga accettata anche dalla critica. Membro dell' Accademia tedesca delle arti e socio onorario dell' Accademia bavarese di arti figurative di Monaco di Baviera, nel 1937 Munch conosce le prime persecuzioni naziste. Il regime hitleriano definisce degenerate ben 82 opere dell'artista esposte nei vari musei pubblici della Germania e ne dispone la vendita. Nel 1940, quando i Tedeschi invadono la Norvegia, l'artista rifiuta qualsiasi contatto con gli invasori.
Quando morì, nel 1944, lasciò tutti i suoi beni e le sue opere al municipio della capitale: oltre 1100 quadri molti dei quali quasi rovinati, perché Munch li lasciava volutamente all'aperto per un trattamento che egli chiamava "cura da cavalli". Oslo nel 1963, in occasione del centenario della nascita, gli dedica un apposito museo: il Museo Munch (Munch Museet) che si trova nel quartiere di Tøyen. Nel museo si trova anche la serie Il fregio della vita che Munch realizzò intorno alla fine del XIX secolo, tele enormi dove l'artista cerca di comunicare la sua visione finale della vita, intesa come il rigenerarsi di amore e morte. Altri suoi dipinti si trovano nella Galleria Nazionale della capitale norvegese; da ricordare Il sole una enorme tela che accoglie gli studenti dell'Università di Oslo.
mercoledì 11 dicembre 2013
11 DICEMBRE 1874: NASCE PAUL WEGENER
Attore e regista, Paul Wegener naque nella Prussia occidentale a Arnoldsdorf (oggi Jarantowice, Polonia), l'11 dicembre 1874 e morì a Berlino il 13 settembre 1948.
Esordì a 21 anni ed ebbe una lenta ascesa che gli assicurò piena maturità e dominio dei mezzi espressivi. Dal 1905 con M. Reinhardt al Deutsches Theater di Berlino, dal 1921 girò con formazioni proprie l'Europa e l'America Meridionale. Dal 1937 attore di stato, recitò a Berlino al teatro di stato e al teatro Lessing; nel 1939 con H. George al teatro Schiller, nel 1943 tornò al teatro di stato.
Tornato sulle scene dopo la seconda guerra mondiale, fu ancora interprete efficace di grandi figure drammatiche (Shakespeare, Otello e Riccardo III; Schiller, I masnadieri; Strindberg, ecc.).
Nel cinema esordì come attore e regista in Der Student von Prag (1913, in collab. con S. Rye), seguito da Der Golem (1915, in collab. con H. Galeen), film fantastici e visionarî tra i più rappresentativi del cinema espressionista tedesco.
Diresse alcuni film fiabeschi, influenzati dalla lezione di M. Reinhardt (Rübenzahls Hochzeit, 1916; Der Rattenfänger von Hamlin, 1918), e una nuova versione del Golem (1920). Come attore partecipò ancora ai film Vanina (1922), Alraune (1928), Der grosse König (1942).
martedì 10 dicembre 2013
10 DICEMBRE: AUGURI A BRIAN MOLKO
Auguri a Brian Molko, frontman dell'alternative rock band britannica Placebo.
Brian Molko (Bruxelles, 10 dicembre 1972) è un cantante e chitarrista inglese con cittadinanza statunitense, leader del gruppo musicale inglese Placebo.
Nato in Belgio da padre americano di origine francese e italiana e madre scozzese, a causa della professione del padre, un banchiere internazionale, nei primi anni di vita Brian è costretto a viaggiare molto: dalla Liberia al Libano, ed infine in Lussemburgo dove si stabilisce. Parla perfettamente la lingua inglese e francese. Ha una discreta conoscenza della lingua tedesca e spagnola, e in un'intervista ad una radio italiana durante la promozione di Battle for the Sun, ha dichiarato di non saper parlare la lingua italiana, ma di comprenderla sufficientemente. Pur essendo nato in Belgio non possiede la nazionalità belga ma la doppia nazionalità inglese e americana.
In Lussemburgo ha frequentato prima la Scuola Europea e poi l'International School of Luxembourg dove già emergono le sue preferenze per l'arte, il teatro e la fotografia. Nella stessa scuola c'è anche Stefan Olsdal, che fa però parte del gruppo popolare e si dedica di più allo sport, avendo quindi pochi contatti con Brian. L'adolescenza di Brian non fu semplice; il ragazzo era spesso vittima di prese in giro da parte dei compagni, i quali spesso gli attribuivano l'appellativo di "fag" (finocchio) a causa del suo modo di vestirsi e di porsi.
A 17 anni Brian decide di trasferirsi a Londra per studiare recitazione al Goldsmiths College. Per mantenersi trova lavoro in un locale dove suona l'armonica, riuscendo, in questo modo, anche a coltivare la sua passione per il rock, in particolare per i Sonic Youth. Un giorno il destino lo fa incontrare in metropolitana con l'ex compagno di scuola Stefan Olsdal che viene invitato da Brian a vederlo suonare nel locale dove lavorava. Stefan rimane colpito dal talento e dalla voce di Brian e i due decidono di formare una band assieme a Robert Schultzberg poiché Steve Hewitt (che diventerà batterista dei Placebo nel 1996 e che lascerà nel 2007 e verrà poi sostituito da Steve Forrest) era impegnato già con un'altra band.
Brian Molko era stato educato in una famiglia tradizionale che disapprovava le espressioni artistiche (suo padre avrebbe voluto che diventasse un bancario come il fratello maggiore Barry, mentre sua madre avrebbe voluto avvicinarlo alla Chiesa). Egli si ribellò ostentando un'immagine androgina, usando smalto per le unghie, rossetto e ombretto, ed ascoltando musica glam rock. Uno degli idoli di Brian Molko è senza dubbio David Bowie, che collaborerà all'interpretazione del brano Without you I'm nothing. Con il suo modo di essere, il cantante vuole creare confusione, destabilizzare i canoni stabiliti nella mente della gente che lo circonda. Questa tematica viene espressa intensamente nel brano Burger Queen, che racconta il disagio di un ragazzo introverso e alternativo costretto a vivere in un grigio paesino.
Nel 2005 diventa padre del piccolo Cody insieme alla compagna Helena Berg. Brian ed Helena si sono lasciati nel 2009.
Brian Molko in passato ha fatto uso di droghe, finendo in riabilitazione due volte, nel 2010 ha però dichiarato di essersi completamente disintossicato e di non drogarsi più.
Il 19 Dicembre 2012 Brian Molko ha ricevuto l'Honorary Fellowship dal Goldsmiths College in cui aveva studiato (laureandosi nel 1993), ricevendo l'onorificenza insieme ad altri importanti ex alunni (Rose Tremain, John Bird, Jane Goodall e Moira Buffini)
ALBUM
Placebo (1996)
Without You I'm Nothing (1998)
Black Market Music (2000)
Sleeping with Ghosts (2003)
Once More with Feeling: Singles 1996-2004 (2004)
Meds (2006)
Extended Play '07 (2007)
Battle for the Sun (2009)
B3EP (2012)
Loud Like Love (2013)
Collaborazioni:
Losers – Summertime Rolls
Asia Argento – Je T'aime, Moi Non Plus
Faultline & Françoise Hardy – Requiem for a Jerk
Timo Maas – Pictures, Like Siamese, First Day, College 84
Kristeen Young – No Other God
Dream City Film Club – Some
Jane Birkin – Smile
AC Acoustics – Crush
Alpinestars – Carbon Kid
Trash Palace – The Metric System
Hotel Persona – Modern Kids
Indochine – Pink Water 3
Westbam – Sick
Fiona Brice – West End Girls
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10 DICEMBRE 1935: NASCE JAROMIL JIRES
Jaromil Jireš, regista della nouvelle vague cecoslovacca, nasce il 10 dicembre 1935 a Bratislava.
Durante gli anni Sessanta entrò spesso in conflitto con la censura, il suo primo lungometraggio del 1963, Il grido, viene ritenuto la prima opera della nouvelle vague cecoslovacca, un movimento noto per il suo humor nero, l'uso di attori non professionisti, la predilezione per il grottesco e il surreale, sovvertendo le strutture narrative convenzionali.
Adattò in Lo scherzo (1969) un libro di Milan Kundera, realizzando il film durante il periodo della Primavera di Praga, infatti possiamo trovarvi la satira e la critica del potere comunista; la proiezione del film fu in seguito vietata dalle autorità per ben 20 anni.
Fantasie di una tredicenne (1970) è basato su un romanzo di Vítězslav Nezval; il film fu realizzato con uno stile gotico, concentrandosi sul tema della scoperta della sessualità da parte di una tredicenne.
I suoi lavori successivi furono meno controversi, continuò ad essere attivo fino agli anni Novanta, occupandosi anche della regia di opere liriche e balletti.
Muore a Praga, il 24 ottobre 2001
10 DICEMBRE 1824: NASCE GEORGE MACDONALD
George MacDonald naque il 10 dicembre 1824 a Huntly e morì il 18 settembre 1905 ad Ashtead.
Fu scrittore, poeta e ministro di culto cristiano scozzese, noto soprattutto come romanziere di genere fantasy, ispirando molti autori come W. H. Auden, J. R. R. Tolkien, C. S. Lewis, E. Nesbit e Madeleine L'Engle.
Figlio di contadini, crebbe in terra scozzese di culto calvinista, fede che però contestò nella dottrina relativa alla predestinazione dell'anima; nei suoi romanzi successivi, infatti, come ad esempio Robert Falconer e
Lilith, si noterà un suo disgusto per l'idea che l'amore di Dio sia limitato solo ad alcuni e negato ad altri. Sua madre Helen muore nel 1832, sei anni dopo suo padre si risposerà con Margaret McColl.
George studia e si laurea ad Aberdeen, dove si mette a insegnare matematica, quindi si trasferisce a Londra per studiare teologia e diventare pastore alla Trinity Congregational Church nel 1850. Tuttavia i suoi sermoni,
appunto non sempre coerenti al protestantesimo inglese, ebbero poco consenso tra i fedeli tanto da fargli ben presto abbandonare la vita pastorale. L'anno dopo, inoltre, si sposerà con quella che sarà il suo unico amore, Louisa Powell.
Successivamente lavorò per il ministero inglese a Manchester, poi si trasferì per qualche anno ad Algeri, quindi di nuovo a Londra come docente. Nel 1872-1873 viaggiò anche negli Stati Uniti, dove conobbe anche gli scrittori americani Longfellow e Walt Whitman.
Sebbene non particolarmente conosciuti, i suoi lavori (in particolare le sue fiabe e romanzi fantasy) hanno ispirato ed ammirato autori del calibro di W. H. Auden, J. R. R. Tolkien e Madeleine L'Engle. C. S. Lewis addirittura ha scritto di ritenere MacDonald come suo "maestro": un giorno, leggendo una copia di Phantastes in una stazione ferroviaria, Lewis pensò di aver «attraversato una grande frontiera».
Chesterton citò La principessa e i goblin come libro che «made a difference to my whole existence» («cambiò la mia esistenza»). Perfino Mark Twain, che inizialmente disprezzava MacDonald, diventò suo amico, e ci sono alcune prove che Mark Twain sarebbe stato influenzato da MacDonald.
Nel 1879 lo scrittore e la famiglia si trasferirono definitivamente in una delle mete da lui - e da tanti altri
inglesi - molto amata, la Riviera dei Fiori in Liguria, Italia, quasi al confine francese, e precisamente a Bordighera dove, tra l'altro vi era presente una chiesa anglicana; innamorato di quel paese, vi visse per ben 20 anni, scrivendo quasi la metà dell'intera sua produzione letteraria, soprattutto quella in stile fantasy.
Nella cittadina ligure fondò anche uno studio letterario, da lui battezzato Casa Coraggio, che divenne ben presto uno dei maggiori centri culturali del tempo, frequentata da viaggiatori italiani e stranieri (ovviamente in maggioranza inglesi) e da persone del luogo. Nella residenza si
svolgevano spesso apprezzate recite ed ogni settimana avvenivano letture dei classici, da Dante a Shakespeare.
MacDonald ebbe ben otto figli, tuttavia la sua vita fu funestata dalla morte, per malattia e lungo i suoi anni, di ben quattro delle sue creature: Mary Josephine, Maurice, Grace e Lilia, e poi anche sua moglie nel 1902. Dopo aver seppellito tutti a Bordighera, rattristato fece ritorno in Inghilterra, prima a Haslemere, quindi nella vicina Ashstead, entrambe nella contea del Surrey, a sud di Londra.
Morì in terra inglese nel 1905 ma le sue ceneri furono, secondo le sue volontà, riportate a Bordighera nel 1906, dai suoi figli ancora vivi Ronald, Caroline, Irene e Winifrid, per giacere accanto alla moglie.
Casa Coraggio passò di proprietà e divenne l'albergo della Regina. Lo scrittore ligure-piemontese Edmondo de Amicis, affascinato dalla vita dello scrittore scozzese, visse proprio lì dal 1906 fino alla sua morte, nel 1908. Oggi non esistono più né Casa Coraggio né l'hotel della Regina, ma sulla facciata della costruzione, nell'attuale via Vittorio Veneto, 34, due targhe commemorative ricordano entrambi gli scrittori
lunedì 9 dicembre 2013
9 DICEMBRE 1608: NASCE JOHN MILTON
John Milton nasce a Londra, il 9 dicembre 1608; è considerato uno dei letterati britannici più celebri,
apprezzati e influenti dell'epoca successiva a quella shakespeariana.
Educato in un ambiente puritano, dopo aver conseguito la laurea al Christ's College di Cambridge, Milton avvertì insoddisfazione verso il clero anglicano; contestualmente, il crescente interesse per la poesia lo indusse a rinunciare a prendere gli ordini sacri. Vivendo con il padre, dal 1632 al 1638 nel Buckinghamshire, poté studiare, libero da ogni preoccupazione, i classici e la storia ecclesiastica e politica, specialmente su testi di Bembo, Dante, Petrarca e Tasso.
Negli anni successivi viaggiò molto tra Francia e Italia, incontrando anche Galileo, e sarebbe sceso in Sicilia e in Grecia, se non fosse scoppiata la guerra civile in Inghilterra; sennonché, dopo essere tornato in patria e aver fissata la sua dimora a Londra, si dedicò all'insegnamento e alla scrittura di trattati religiosi e politici.
Milton ricoprì anche cariche di Stato: quando l'Inghilterra fu attraversata dalla guerra civile ed egli appoggiò con i suoi scritti la causa parlamentare fu nominato nel 1649 segretario degli Affari esteri. Pochi anni dopo, nel 1652, fu colpito da cecità e per proseguire a scrivere dovette ricorrere all'aiuto di un segretario. Dopo la restaurazione di Carlo II Milton venne incarcerato, perché simpatizzante di Oliver Cromwell; però, si liberò con l'influenza del suo amico e studente Andrew Marvell (che successivamente fu
anche poeta). Muore a Londra nel 1674.
Il suo capolavoro è il poema epico Paradiso perduto (Paradise Lost), pubblicato nel 1667 quando, ormai cieco e in povertà, ne vendette i diritti per poco prezzo. L'opera, che dà vita a quello che viene considerato un vero e proprio dramma cosmico, fu da lui iniziata negli anni della produzione saggistica.
L'Areopagitica (del 1644), appello carico di fervore con cui sosteneva la libertà di stampa, è invece la sua opera in prosa più conosciuta.Milton scrisse anche 24 sonetti (in parte pubblicati postumi) e un breve testo didattico, il Trattato dell'educazione (Tractate of Education).
domenica 8 dicembre 2013
8 DICEMBRE 1861: NASCE GEORGES MÉLIÈS
Georges Méliès, uno dei pionieri del cinema fantastico, nasce a Parigi il giorno 8 dicembre 1861, in una famiglia proprietaria di una piccola impresa artigiana di scarpe. Nel 1884 parte per Londra, dove lavora come commesso in un negozio di busti; qui inizia a frequentare i teatri di magia. Conosce David Devant, prestigiatore dell'Egiptian Hall: sotto la sua guida diventa apprendista illusionista. Nel 1885 torna a Parigi dove, prima di dedicarsi al cinema, lavora come prestigiatore presso il Teatro Robert-Houdin. Nel 1888 acquista il teatro e ne assume la direzione.
Nel 1895 ha occasione di assistere ad una dimostrazione pubblica dei fratelli Lumière. Inizia quindi a interessarsi e studiare gli apparecchi per creare immagini in movimento: già due anni dopo possiede uno studio attrezzato, posto in un solaio a Montreuil. I suoi attori (e sovente lo stesso Méliès) recitano di fronte ad una scenografia dipinta, secondo le tradizioni teatrali nonché delle esibizioni di magia cui il neo-regista è avvezzo.
In circa vent'anni (tra il 1896 e il 1914), Méliès dirigerà ben 531 pellicole. Il soggetto delle sue produzioni è spesso derivato dalle esperienze degli spettacoli di magia e giochi di prestigio che Méliès conosceva personalmente; la scene erano farcite di trucchi ed eventi impossibili, come ad esempio oggetti che scomparivano o che cambiavano dimensione.
La sua opera più conosciuta è Viaggio nella Luna (Le Voyage dans la Lune) e risale all'anno 1902. Questo, come altri film, richiamano più o meno indirettamente l'opera di Jules Verne e possono essere perciò considerati i primi film di fantascienza. Anche le origini del cinema horror trovano tracce nell'opera di Méliès, soprattutto nel titolo Le manoir du diable.
La compagnia cinematografica di Méliès, la Star Film, conosce la bancarotta nel 1913, a causa delle politiche commerciali dei grandi rivali americani e francesi. Il regista viene estromesso dalle produzioni cinematografiche, decidendo così di dedicarsi solo alla magia: il teatro Robert-Houdin viene però demolito e sulle sue ceneri nasce il Boulevard Haussmann.
Méliès allora si manterrà con un chiosco di giocattoli presso la stazione di Montparnasse.
Lentamente la sua opera viene riscoperta, portata alla luce e sostenuta. Nel 1925 un giornalista di una rivista cinemagrafica lo incontra al suo chiosco ed il proprietario di un cinema ritrova alcune pellicole abbandonate nei magazzini di un centro commerciale. Negli anni che seguiranno sarà la nipote Madeleine Malthête Méliès a salvare ciò che rimane dell'opera del nonno.
Nel 1931 gli viene assegnato il premio più importante che si possa ottenere in terra di Francia, la Legion d'Onore, ricevuta direttamente dalle mani di Louis Lumière. L'anno seguente grazie all'interessamento di un sindacato cinematografico gli viene conferita una pensione e viene ospitato in una casa di riposo per artisti. Recita anche in alcuni spot pubblicitari.
Georges Méliès muore a Parigi nella clinica Leopold Bellan, il 21 gennaio 1938; è sepolto nel cimitero parigino di Père Lachaisem.
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