giovedì 20 luglio 2017

ADDIO A GEORGE ROMERO: IL PADRE DEI MORTI VIVENTI


Il 16 luglio ci ha lasciati George Romero, il padre dei morti viventi.
"Living deads" e non "zombies", come il regista teneva a specificare, nonostante nella nostra cultura i due termini avessero finito per combaciare.
In un'intervista di alcuni anni fa (che potete leggere al seguente link), asseriva:
"Non li ho mai chiamato “zombie”, i miei ragazzi erano i “vicini”, gente che conosci e a cui tieni. Essenzialmente le regole erano cambiate ed erano diventati dei morti viventi. Così pensavo di aver creato qualcosa di nuovo, ma tutti da allora li hanno definiti “zombie”, così adesso lo sono, anche se non posso che necessariamente debbano essere chiamati in questo modo, perché gli zombie non sono morti, mentre i miei ragazzi lo erano senza dubbio!".
Il suo Night of the Living Dead, uscito nel 1968, è diventato un vero e proprio cult, tanto da essere  selezionato dalla Library of Congress per la preservazione nel National Film Registry come film esteticamente "significativo".
Realizzato con mezzi amatoriali e un bassissimo budget, incassò 18 milioni di dollari in tutto il mondo.
Nato e cresciuto a New York, da padre cubano di remote origini spagnole e da madre statunitense di origini lituane, Romero studia alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Pennsylvania. Dopo essersi diplomato, inizia a girare diverse pellicole, perlopiù cortometraggi e pubblicità. Insieme ad alcuni amici forma la Image Ten Productions nei tardi anni sessanta. Mettono insieme circa 10.000 dollari per produrre quello che sarebbe diventato uno dei più celebri film horror di tutti i tempi, scritto da Romero insieme a John A. Russo: La notte dei morti viventi (1968). Il film divenne un vero e proprio cult negli anni settanta ed è considerato anche il film che ha codificato il genere zombie movie.
Dopo aver girato There's Always Vanilla (1971), La città verrà distrutta all'alba (1973), La stagione della strega (1973) e Wampyr (1977), nel 1978 tornò al genere zombi, con Zombi (1978). Girato con un budget di solo 1,5 milioni di dollari, il film ne incassò oltre 40, ed è stato inserito nella lista dei film cult più importanti dalla rivista Entertainment Weekly nel 2003. Dopo Creepshow (1982) Romero completò la sua "Trilogia dei morti viventi" nel 1985 con Il giorno degli zombi. In seguito dirige Monkey Shines - Esperimento nel terrore e il film a episodi con Dario Argento Due occhi diabolici. Nel 1993 dirige La metà oscura. Il regista torna a dirigere un film solo dopo sette anni, con Bruiser - La vendetta non ha volto, che non ha successo né di critica né di pubblico.

Romero ha girato nel 2006 il quarto capitolo della sua serie sugli zombi, La terra dei morti viventi, una produzione di 16 milioni di dollari (il più alto della sua carriera). A La terra dei morti viventi hanno fatto seguito Le cronache dei morti viventi (2007), girato in digitale, e Survival of the Dead - L'isola dei sopravvissuti (2009) che è stato presentato in anteprima mondiale alla 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.


venerdì 30 dicembre 2016

Una serata contro la violenza di genere


Stasera, alle ore 17,30, presso Progetto Auto di Scerne di Pineto presentazione del volume antologico “Eva non è sola” e della mostra fotografica “Fuori dall'ombra”.  Una location inusuale per due progetti importanti. Si parlerà di violenza di genere e di donne che emergono dall'ombra in compagnia del fotografo Cristian Palmieri e di alcune autrici di Eva non è sola, fra le quali Sabrina Abeni, Lucia Guida, Roberta Andres, Annarita Petrino e Lorena Marcelli, ideatrice e curatrice del progetto stesso.
“Eva non è sola” è una raccolta di testi di 30 autori, composta da 23 racconti e 7 poesie. 30 autori provenienti da tutta Italia che si sono uniti a Lorena Marcelli, scrittrice e promotrice del progetto. 30 autori che hanno raccolto le loro voci, le loro storie e le loro poesie in un’antologia il cui ricavato di vendita sarà devoluto ad associazioni e centri antiviolenza abruzzesi.
“Fuori dall'ombra” è un progetto fotografico di Cristian Palmieri composto da 48 ritratti a grandezza naturale di donne italiane e non solo. 48 protagoniste di oggi, madri, figlie, lavoratrici, ricercatrici, estete, artiste, muse. Donne come tante valorizzate dalla società contemporanea a cui appartengono e spesso da quest’ultima vessate e poi ancora messe da parte e rigettate di nuovo nella rete di fatti di cronaca che la vuole “vittima”.
L’obiettivo comune dei due progetti è quello di sensibilizzare la società attraverso l’arte, la cultura, il dibattito, il dialogo, la condivisione, per noi e per le generazioni future.

venerdì 22 luglio 2016

Metamorphosis: gli artisti e le opere. Kristian Sinzar-Hafner








Kristian Sinzar- Hafner è nato a Bolzano nel 1992.
Ha frequentato il Liceo Artistico "G. Pascoli" di Bolzano e l'Istituto d'Arte "A. Vittoria" a Trento, dove ha conseguito il diploma di scuola media-superiore.
Dopo gli studi iniziali ha deciso di trasferirsi a Venezia e frequentare l'Accademia di Belle Arti, con specializzazione in Grafica d'Arte. Nel 2015 ottiene il Diploma di I Livello in Arti Visive - Grafica d'Arte sotto la guida del professore e artista Andrea Serafini.
Tutt'oggi continua gli studi all'Accademia.
Ha partecipato alla collettiva internazionale Luci e ombre: Giger Tribute, organizzata dal Dedalus Studi nel 2015.
La sua tecnica preferita è l'incisione, ma crea anche dipinti con l'acrilico su tela.




giovedì 21 luglio 2016

Metamorphosis: gli artisti e le opere. Hector Toro






Hector Toro è un artista di origine colombiana che vive a Parigi dal 1989.
Oltre che dedicarsi all'arte, si è occupato anche di teatro e fotografia.
Ha partecipato a varie mostre internazionali di arte di arte fantastica, visionaria e surrealista.
Le sue opere riflettono una visione onirica e metafisica dell'arte, rappresentando la condizione umana in tutte le sue sfaccettature.
Nella  sua arte fonde le sue origini colombiane con il panorama artistico parigino in cui vive.




Metamorphosis: gli artisti e le opere. Antonio Salamino







Antonio Salamino nasce a Brindisi il 20.6.1953.
Nel 1971 consegue la maturità artistica presso il liceo artistico di Salerno e quattro anni dopo si diploma in pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Bari.
Attualmente è docente di discipline pittoriche presso il liceo artistico di Teramo.
Ha esposto in varie personali e collettive a Salerno, Bari, Teramo, Ascoli Piceno e Milano.
Ha partecipato alla collettiva internazionale Luci e ombre: Giger Tribute, organizzata dal Dedalus Studi nel 2015.
Hanno scritto sul suo lavoro Pietro Marino critico d’arte di Bari, il Messaggero, il Tempo, il Centro di Teramo, il Resto del Carlino di Ascoli.
Realizza quadri, ceramiche, opere grafiche, installazioni, sculture e si occupa anche di fotografia.




Metamorphosis: gli artisti e le opere. Luca Rossi


Luca Rossi, nato nel 1971 a Roma dove vive e lavora.
Artista autodidatta, ha collaborato con diversi artisti internazionali per la realizzazione di vari Exquisite Corpse.  Ha partecipato alla collettiva internazionale Luci e ombre: Giger Tribute, organizzata dal Dedalus Studi nel 2015.
Membro della Visionary Art Gallery e dell'Exquisite Corpse Group, ha partecipato a varie mostre in italia e all'estero, sia collettive che individuali, e ha anche lavorato come illustratore di libri e manifesti pubblicitari.



Metamorphosis: gli artisti e le opere. Helle Rask Crawford


Helle Rask Crawford studia scultura e pittura sia in Danimarca (suo paese d'origine) che a Melbourne, Australia. Ha esposto in tutto il mondo, tra cui in Italia (a Lecce, Reggio Emilia, Civitanova), a Copenhagen, a Melbourne e a Sydney, in Nuova Zelanda e  nel Regno Unito.
Ha partecipato alla collettiva internazionale Luci e ombre: Giger Tribute, organizzata dal Dedalus Studi nel 2015. La sua tecnica privilegiata è la scultura in bronzo, l'artista s'ispira al mondo organico, introducendo anche elementi presi dalla storia e dalla mitologia. Le sue opere enfatizzano gli elementi del movimento e dell'espressività spesso drammatica. Permane nelle sue sculture un tratto surrealista, alludendo spesso in modo umoristico a fiabe e miti.



domenica 17 luglio 2016

Metamorphosis: gli artisti e le opere, Catalin Precup





Catalin Precup è un'artista rumeno che realizza quadri, disegno, assemblaggi e illustrazioni. Ha studiato all'Accademia delle Belle Arti di Cluj-Napoca.
Il suo stile può essere definito surrealista, in cui s'incontrano gli interessi per l'alchimia e la poesia. Le sue opere uniscono frammenti di realtà con il fantastico, il perturbante, l'assurdo e l'ironico, creando mondi onirici.