sabato 21 dicembre 2013

21 DICEMBRE: NASCE GIUSEPPE PITRÈ


Giuseppe Pitrè, scrittore, letterato e antropologo, nasce a Palermo il 21 dicembre 1841.
È noto principalmente per il suo lavoro nell'ambito del folclore regionale. Fu il più importante raccoglitore e studioso di tradizioni popolari Siciliane.
Giuseppe Pitrè, nella seconda metà dell'Ottocento, ha tracciato la via ad altri come Salvatore Salomone Marino ed è stato d'ispirazione sia a Luigi Capuana, che nel suo repertorio trovò materiale per le proprie fiabe, sia a Giovanni Verga, che si ispirò a lui per le "tinte schiette" e le
particolari usanze del suo mondo di umili e perfino per argomenti specifici d'alcune novelle come Guerra di Santi.
Proveniva da una famiglia umile (il padre, marinaio, era morto di febbre gialla a New Orleans). Divenne medico di professione e venne così a contatto con i ceti più umili e col mondo dei marinai e dei contadini. Tra di essi, spinto dalla passione per gli studi storici e filologici, raccolse i Canti popolari siciliani attinti anche dalla voce della madre che egli dice “era la mia Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane”, dedicandole appunto questa sua prima opera. Questo lavoro confluì poi nei due volumi tra il ‘70 e il '71 di quella Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane, pubblicata in venticinque volumi fra il 1871 e il 1913.
Tale opera comprende nelle sue sezioni oltre ai canti d'amore, di protesta, legati alle stagioni e culture, giochi, proverbi, motti e scongiuri, indovinelli, fiabe, spettacoli, feste, medicina popolare, leggende, cartelli, Pasquinate, Usi nuziali e lo specchio del costume nella famiglia, nella casa, nella vita del popolo siciliano.
Collaborò proficuamente con Salvatore Salomone Marino, col quale fondò nel 1880, dirigendola fino al 1906, la più importante rivista di studi sul folclore del tempo, Archivio per lo studio delle tradizioni popolari. Intrattenne una fitta corrispondenza con studiosi di tutto il mondo. Queste lettere sono oggi conservate in una sezione del museo etnografico di Palermo.
Nel 1903 per i suoi indubbi meriti nel campo degli studi sulle tradizioni siciliane, Pitré fu nominato Presidente della Reale Accademia di Scienze e Lettere di Palermo.
Il 16 febbraio 1909 fu eletto socio dell'Accademia della Crusca.
Come sostiene il Cocchiara, l'opera del Pitrè presenta due aspetti, uno storico e l'altro poetico, rivelando un'umanità viva e vibrante per cui egli era convinto che era giunto il tempo di studiare con amore e pazienza le memorie e le tradizioni, per custodirle. Da questo nacque anche la creazione nel 1910 del Museo Etnografico, dove raccogliere tutti i materiali e gli oggetti pazientemente ricercati per la Sicilia, che oggi porta il suo nome, ed è ospitato nelle ex-stalle della palazzina cinese, all'interno del Parco della Favorita di Palermo.
Sempre nel 1910 fu chiamato ad insegnare demopsicologia (come lui era solito chiamare il folclore) all'Università di  Palermo, quando già aveva acquistato fama e apprezzamenti fra l'élite culturale del tempo. Già nel 1894 aveva, infatti, pubblicato la Bibliografia delle tradizioni popolari in Italia, intrattenendo rapporti con i più importanti studiosi specialmente della scuola toscana.
Per i suoi meriti e la sua fama fu nominato Senatore del Regno il 30 dicembre del 1914, quando anche in America venivano tradotte e pubblicate le sue opere per le Edizioni Crane, specialmente i proverbi e le fiabe.
Pitrè morì a Palermo il 10 aprile 1916.

mercoledì 18 dicembre 2013

18 DICEMBRE: NASCE ANTONIO LIGABUE


Antonio Ligabue nasce a Zurigo il 18 dicembre 1899 da Elisabetta Costa, originaria di Cencenighe Agordino, e da padre ignoto e viene registrato anagraficamente come Antonio Costa. Il 18 gennaio 1901 Bonfiglio Laccabue, emigrato in Svizzera dal comune di Gualtieri, sposa Elisabetta e il 10 marzo successivo riconosce il bambino che assume così il nome di Antonio Laccabue. Il pittore però, divenuto adulto, cambierà il cognome in Ligabue nel 1942, presumibilmente per l'odio che nutriva verso il padre da lui visto come l'uxoricida della madre Elisabetta, morta tragicamente nel 1913 insieme a tre fratelli in seguito a un'intossicazione alimentare.
Nel settembre del 1900 viene affidato agli svizzeri Johannes Valentin Göbel ed Elise Hanselmann che, a causa delle disagiate condizioni economiche e culturali, sono costretti a continui spostamenti: Ligabue rimarrà con i Göbel fino al 1919. Il carattere difficile e le difficoltà di apprendimento lo portano a cambiare scuola: prima a San Gallo, poi a Tablat e infine a Marbach da dove viene espulso nel maggio del 1915 per cattiva condotta. Si trasferisce quindi con la sua famiglia adottiva a Staad.
Tra il gennaio e l'aprile del 1917, in seguito a una violenta crisi nervosa, viene ricoverato per la prima volta in un ospedale psichiatrico a Pfäfers. Nel 1919, su denuncia della Hanselmann, viene espulso dalla Svizzera. Da Chiasso viene condotto a Gualtieri, paese d'origine di Bonfiglio Laccabue ma, non sapendo una parola d'italiano, fugge tentando di rientrare in Svizzera. Riportato al paese, vive grazie all'aiuto dell'Ospizio di mendicità Carri. Nel 1920 gli viene offerto un lavoro agli argini del Po: proprio in quel periodo inizia a dipingere. Nel 1928 incontra Renato Marino Mazzacurati che ne comprende l'arte genuina e gli insegna l'uso dei colori ad olio, guidandolo verso la piena
valorizzazione del suo talento. In quegli anni si dedica completamente alla pittura, continuando a vagare senza meta lungo il fiume Po.
Nel 1937 viene ricoverato in manicomio a Reggio Emilia per atti di autolesionismo. Nel 1941 lo scultore Andrea Mozzali lo fa dimettere dall'ospedale psichiatrico e lo ospita a casa sua a Guastalla, vicino Reggio Emilia. Durante la guerra fa da interprete alle truppe tedesche. Nel 1945, per aver percosso con una bottiglia un militare tedesco, viene internato in manicomio rimanendovi per tre anni. Nel 1948 si fa più intensa la sua attività pittorica e giornalisti, critici e mercanti d'arte iniziano a interessarsi a lui. Nel 1957 Severo Boschi, firma de Il Resto del Carlino e il noto fotoreporter Aldo Ferrari gli fanno visita a Gualtieri: ne scaturisce un servizio sul quotidiano con immagini tuttora
celebri.
Nel 1961 viene allestita la sua prima mostra personale alla Galleria La Barcaccia di Roma. Subisce un incidente in motocicletta e l'anno successivo viene colpito da paresi. Guastalla gli dedica una grande mostra antologica. Chiede di essere battezzato e cresimato: muore il 27 maggio 1965. Riposa nel cimitero di Gualtieri e sulla sua lapide viene posta la maschera funebre in bronzo realizzata da Mozzali. È denominato Al Matt (il matto) o Al tedesch (il tedesco).






18 DICEMBRE 1839: NASCE EMILIO PRAGA



Emilio Praga, scrittore, poeta, pittore e librettista italiano nasce a Gorla, il 18 dicembre 1839.
Proveniva da un'agiata famiglia industriale, e la sua condizione sociale gli permise, tra il 1857 e il 1859, di compiere numerosi viaggi in Europa, durante i quali trascorse lunghi soggiorni a Parigi e si dedicò allo studio di Baudelaire, Victor Hugo, Alfred de Musset e Heinrich Heine.
Fu nella capitale francese che iniziò a dipingere, utilizzando la tecnica
dell'acquerello.
Tornato a Milano, cominciò a frequentare gli ambienti della Scapigliatura, divenendone uno dei maggiori esponenti e legandosi di amicizia con i fratelli Camillo ed Arrigo Boito. Ma dopo la morte del padre, e il dissesto finanziario dell'azienda familiare, non seppe adattarsi a un lavoro regolare e si diede all'alcool, abbandonandosi a una vita disordinata, costellata spesso dall'uso di sostanze stupefacenti.
In questo, tra gli scapigliati, fu quello che visse più autenticamente il modello del maledettismo (o del poeta maledetto) incarnato da Baudelaire. La separazione dalla moglie e poi il litigio con il figlio Marco (1873) accentuarono il suo malessere: morì in miseria, nel 1875, a soli 36 anni, distrutto
dai propri vizi.

Opere

Poesia
Tavolozza, Milano, 1862
Penombre, Milano, 1864
Fiabe e leggende, Milano, 1867
Trasparenze, Milano, 1878

Edizioni novecentesche
Poesie, Milano, 1922 (raccolta completa dell'opera poetica)

Narrativa
Le memorie del presbiterio, romanzo terminato da Roberto Sacchetti e pubblicato a Torino nel 1881 e a Milano nel 1940

Teatro
Le madri galanti, Milano, 1863 (opera teatrale composta in collaborazione con Arrigo Boito)

Libretti per melodrammi
I profughi fiamminghi, Milano, 1864, musicato da Franco Faccio
L'avvocato Patelin, Milano, 1871, tratto dalla La Farce de Maître Pathelin (François Villon?), musicato da Achille Montuoro
I promessi sposi, tratto da I promessi sposi di Alessandro Manzoni, musicato da Amilcare Ponchielli
Il viandante, tratto da Le passant di François Coppée, musicato da Giulio Litta Visconti Arese
Atala, Milano, 1876, musicato da Giuseppe Gallignani
Il conte di Montecristo, Milano, 1888, tratto dall'omonimo romanzo di Alexandre Dumas, terminato da Ferdinando Fontana, musicato da Raffaele Dell'Aquila
Maria Tudor, Milano, 1879, tratto da Marie Tudor di Victor Hugo, musicato da Antônio Carlos Gomes
Fantasma, musicato da Andrea Ferretto


Penombre

Noi siamo figli dei padri ammalati;
aquile al tempo di mutar le piume
svolazziam muti, attoniti, affamati,
sull'agonia di un nume.
Nebbia remota è lo splendor dell'arca,
e già all'idolo d'or torna l'umano,
e dal vertice sacro il patriarca
s'attende invano;
s'attende invano dalla musa bianca
che abitò venti secoli il Calvario,
e invan l'esausta vergine s'abbranca
ai lembi del Sudario.

lunedì 16 dicembre 2013

16 DICEMBRE 1908: NASCE REMEDIOS VARO


Remedios Varo, pittrice surrealista spagnola naturalizzata messicana, nasce ad Anglès, il 16 dicembre 1908, da padre valenciano e madre nata in Argentina ma di origine basca.
Si interessò fin da molto giovane al disegno, cui venne introdotta dal padre, ingegnere idraulico e libero pensatore; così che a soli 15 anni si iscrisse all'Accademia d'Arte a Madrid. Appena terminata l'Accademia e stufa delle restrizioni del collegio femminile, partì col marito alla volta di Parigi, dove trovò il sospirato spirito libero e bohemien che in seguito segnerà la sua arte. Nel 1932, dopo un solo anno, tornò in Spagna nella città che meno le avrebbe fatto sentire la mancanza della capitale francese: l'altra capitale del surrealismo, Barcellona.
Durante la guerra civile spagnola si schierò senza esitazione coi Repubblicani; separata dal marito, conobbe il poeta Benjamin Péret, che parteggiava per gli antifascisti, e si recò con lui a Parigi. Nuovamente in Francia, questi la introdusse nel circolo surrealista di André Breton. Nel 1941, con l'occupazione nazista della Francia, la pittrice e il poeta furono nuovamente costretti a fuggire e emigrarono in Messico, paese dove la politica di accoglienza del presidente Lázaro Cárdenas permise ai due rifugiati politici di naturalizzarsi rapidamente ed intraprendere la propria
attività.
Nelle Americhe, Remedios Varo dovette usare sia le conoscenze di disegno tecnico-scientifico apprese prima dal padre e poi all'Accademia, sia quelle di disegnatrice pubblicitaria già praticate a Barcellona per guadagnarsi da vivere. Fu solo dopo le seconde nozze col politico austriaco Walter Gruen, nel 1952, che poté dedicarsi esclusivamente all'arte.
Nel 1955 la pittrice presentò al pubblico i suoi lavori in una prima esposizione collettiva a Città del Messico, seguita l'anno successivo da un'esposizione individuale.
In Messico la pittrice conobbe personalmente gli artisti messicani Frida Kahlo e Diego Rivera, ma stabilì una relazione di amicizia più forte con altri intellettuali in esilio, in particolare con Leonora Carrington, con cui collaborò.
Morta di arresto cardiaco l'8 ottobre del 1963, è oggi considerata una delle più grandi artiste del Messico.




16 DICEMBRE 1928: NASCE PHILIP DICK


Scrittore la cui fama aumentò notevolmente dopo la morte, fu precursore del movimento cyberpunk, le cui opere visionarie hanno anticipato temi come il controllo sociale, il simulacro, la concezione del "falso", il problema della "realtà", l'alienazione tecnologica, gli androidi, le sostanze stupefacenti, la ricerca della spiritualità.
Nasce il 16 dicembre 1928 a Chicago, da una famiglia difficile e dai rapporti burrascosi, e ha trascorso in California, a Los Angeles e nella zona della Baia, la maggior parte della sua vita inquieta.
Cresciuto da una madre possessiva e nevrotica, che aveva presto divorziato dal padre, Dick sviluppò una personalità contraddittoria, caratterizzata da atteggiamenti diffidenti e contrastanti nei confronti del sesso femminile. Non è quindi un caso che i suoi rapporti con le donne siano sempre stati particolarmente difficili (ma la sua vita fu anche segnata da problemi fisici e psicologici, come asma, tachicardia e agorafobia). L'incontro con la fantascienza avvenne nel 1949, a dodici anni, quando comprò per errore una copia di "Stirring Science Fiction" al posto di "Popular Science", rivista di divulgazione scientifica. Da allora nacque in lui la passione per questo genere letterario, che non l'avrebbe più abbandonato.
Alla fine delle superiori incontrò e sposò Jeanet Marlin. Il matrimonio durò sei mesi, poi divorziarono e non si incontrarono mai più.
Iniziò l'università a Berkeley, frequentando corsi di tedesco e di Filosofia e in questo periodo conobbe la sua seconda moglie, Kleo Apistolides, sposata nel 1950. Pessimo studente, non riuscì a terminare gli studi, anche a causa della sua appassionata attività politica, che lo portava ad opporsi all'iniziativa bellica americana in Corea.
Già da allora Dick mostrava segni di una particolare insofferenza per la politica della destra americana e non pochi furono i suoi scontri con gli esponenti del "maccartismo": i suoi biografi raccontano con una certa ironia di come due agenti dell'FBI fossero tanto assidui nei controllo della vita intima e lavorativa di Dick da diventare alla fine suoi buoni amici.
In quel periodo, comunque, aveva iniziato come molti scrivendo racconti e inviandoli per posta alle riviste. Nel 1952 si scelse un agente, Scott Meredith, e quasi subito vendette il suo primo racconto: "The Little Movement", che apparve soltanto su "Magazine of Fantasy & Science Fiction". La vendita del racconto gli fece decidere di diventare scrittore a tempo pieno. Il primo romanzo,"Solar Lottery", uscì tre anni dopo, nel 1955, quando Dick non aveva ancora trent'anni. Un dato statistico molto semplice fa capire le difficoltà di Dick in quel periodo: nel solo arco degli anni '50 scrisse undici romanzi oltre settanta racconti, al di fuori del genere fantascientifico e tutti ricevettero il rifiuto alla pubblicazione (soltanto uno fu poi pubblicato, "Confessioni di un artista di merda").
Negli anni che seguirono, Dick pubblicò una quantità di racconti e romanzi, tra i quali ricordiamo "Il disco di fiamma" (1955), "Autofac" (1955), "Noi marziani" (1963/64). La lista potrebbe continuare a lungo. Tra i tanti, citiamo ovviamente "Il cacciatore di androidi" (titolo originale: "Do the Androids Dream of Electric Sheeps?", 1968), dal quale Ridley Scott ha poi tratto il film "Blade Runner", e "Ubik (1969), forse il suo romanzo più significativo.
Nel 1958 abbandona la vita della metropoli per Pt. Reyes Station dove conosce Anne Rubenstein che sposerà l'anno successivo, dopo il divorzio da Kleo. La vita, per lui, cambia e assume un aspetto più familiare: alle tre figlie precedenti della moglie si aggiunge la nascita della sua figlia, Laura Archer. Gli anni '60 sono per lui un periodo tumultuoso: il suo stile cambia, si fa più interiore e diventa sempre più pressante la domanda, di stampo metafisico ma per Dick assai legata ai mutamenti di prospettiva indotti dall'evoluzione tecnologica, "che cos'è che fa di un uomo un uomo?". Nel 1962 pubblica "The Man in the High Castle" (tradotto in Italia come "La svastica sul sole") che gli farà ottenere nel 1963 il premio Hugo e con esso il riconoscimento come autore di primo piano.
Cambia anche il tipo di opere scritte: negli anni '60 scrive diciotto romanzi e venti racconti. Un ritmo di scrittura impressionante, al limite dello stress psicofisico (oltre sessanta pagine al giorno) finirà col distruggere la sua vita familiare (divorzierà nel 1964) e il suo fisico (si volgerà sempre di più ai medicinali, soprattutto anfetamine). Ben presto Dick cadrà in depressione e in questo periodo oscuro sposa Nancy Hackett (1966), una donna schizofrenica che lascerà quattro anni dopo ma che contribuirà non poco a spingerlo verso un declino sempre più inarrestabile.
L'arrivo di un'altra donna, Kathy DeMuelle, arresterà la caduta anche se non farà iniziare la risalita. L'inizio degli anni '70, quindi, si presenta come un periodo sterile, intriso di paranoia e dominato dalla droga. Seguono l'abbandono di Kathy, i viaggi in Canada e l'incontro con Tessa Busby che sposerà e che nel 1973 gli darà un figlio, Christopher, per poi divorziare ancora nel 1976. Nel 1974, e precisamente il 2 Marzo, la vita di Dick cambia: ha quella che definisce una "esperienza mistica". Ricomincia a scrivere romanzi molto diversi da quelli scritti in precedenza, e perde interesse per la narrativa breve (l'ultimo racconto sarà "Frozen Journey" pubblicato su Playboy nel 1980) e indirizza tutto il suo entusiasmo verso un sogno ambizioso: una trilogia di romanzi con tendenze mistiche: la trilogia di Valis (comprende i romanzi: "Valis", "The Divine Invasion" e "The Trasmigration of Timothy Archer"). Un infarto, il 2 febbraio 1982, lo stroncherà mentre sta lavorando ad un nuovo romanzo, "The Owl in Daylight".



Citazioni di Philip Dick.

Lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole. (da How To Build A Universe That Doesn't Fall Apart Two Days Later, 1978)

La verità diverte sempre gli ignoranti. (da Noi marziani)

Sono solamente onesta. Dico semplicemente: "Un uomo è l'unico modo che ha lo sperma di produrre altro sperma." Questo è essere realisti. (da Labirinto di morte)



domenica 15 dicembre 2013

15 DICEMBRE 1896: NASCE PAUL CITROEN


Paul Citroen è stato un artista, fotografo e docente, olandese di origine tedesca, tra i più interessanti esponenti della cultura delle avanguardie tra le due guerre, cofondatore della New Art Academy di Amsterdam.
Paul nasce in una famiglia ebraica olandese della media borghesia, emigrata in Germania alla fine dell’800. Contro la volontà dei genitori, che lo vorrebbero indirizzare a lavorare nella bottega di pellicceria di proprietà, abbandona giovanissimo la scuola per dedicarsi alle arti, alla pittura e alla fotografia.
Dopo le prime fallimentari esperienze, proprio a Berlino entra in contatto con la celebre galleria Der Sturm, dove 1918, conosce George Grosz, finendo per aderire entusiasta al movimento Dada. Si fa subito notare per la sua intelligenza e per il suo carattere da leader, tanto che viene nominato direttore della centrale Dada di Amsterdam, e nel 1920 collabora alla preparazione del “Dada-Almanach”. Nel 1922 decide di fare il grande passo e, superati gli esami di ammissione, entra alla Bauhaus di Weimar, dove studia sotto Paul Klee, Wassily Kandinsky e Johannes Itten. Sarà proprio lì, che nel 1923 esporrà il suo lavoro più celebre Metropolis, un ciclo di fotomontaggi ispirati alle città del futuro nei quali è riconoscibile l’influenza di altri suoi docenti come Raoul Hausmann (inventore del fotomontaggio) e di Hannah Hoch. Un’opera fortemente innovativa, che attirerà l'attenzione della critica e che darà l'idea al regista espressionista Fritz Lang per realizzare l’omonimo film-capolavoro, al quale vorrà dare lo stesso nome.
A partire da questi anni Citroen continua a produrre i suoi famosi fotomontaggi, che troveranno la loro massima espressione tra il 1929 e il 1935, splendida sintesi della ricerca formale di quegli anni.
Insieme a Charles Roelofsz fonda quindi la Nieuwe Kunstschule ad Amsterdam per poi divenire docente presso l’Accademia Reale. Smesso l’insegnamento continua a dipingere, ritornando al figurativo. Muore nel 1983 a Wassenaar.


sabato 14 dicembre 2013

14 DICEMBRE 1895: NASCE PAUL ELUARD


Paul Eluard, poeta surrealista francese, nasce a Saint Denis il 14 ottobre del 1895. Il suo vero nome è Eugène Emile Paul Grindel, ma nel momento stesso in cui decide di avvicinarsi alla poesia sceglie il cognome Eluard, quello della nonna materna. Il padre Clément è un contabile mentre la madre fa piccoli lavori di sartoria casalinga per aiutare l'economia familiare. Paul si rivela di salute cagionevole fin dalla più tenera infanzia e a sedici anni la madre lo accompagna in Svizzera a causa di alcuni problemi polmonari. Nel dicembre del 1902 viene ricoverato in sanatorio a seguito della diagnosi di tubercolosi.
Il periodo vissuto in sanatorio è fondamentale per Paul Eluard: è qui infatti che scrive le prime poesie ed è sempre qui che incontra la sua musa protagonista di tante sue poesie, la giovane russa Helena Dmitrievna Diakinava. I due si innamorano e restano vicini per tutto il tempo che Paul rimane in sanatorio, vale a dire fino al febbraio del 1914. Lui la chiama affettuosamente Gala, e con questo nome la introduce nella sua poesia. Nel 1913 pubblica la sua prima raccolta "Losirs, Pierrot, Les cinq rondels de tuou jeune homme" firmandosi Paul Eugène Eluard.
Paul e Gala vorrebbero sposarsi, ma i genitori li frenano a causa della giovane età e delle difficoltà economiche a cui andrebbero certamente incontro. Gala ritorna così in Russia e Paul, diventato nel frattempo infermiere, viene inviato al fronte il 3 agosto del 1914.
L'esperienza della prima guerra mondiale e la terribile ecatombe di suoi simili a cui assiste lo segna nel profondo, sia da un punto di vista intimo, che fisico. Mentre è ancora al fronte pubblica persino una raccolta di poesie, "Le devoir", in cui esprime il suo orrore per la guerra e che firma semplicemente come Paul Eluard.
Nel settembre del 1916 Gala ritorna finalmente in Francia e i due si sposano poco dopo nel 1917. Dopo solo un anno nasce anche la loro prima ed unica figlia, Cécile. Gala diventa intanto l'ispiratrice della poesia di Paul Eluard, che pubblica la raccolta "Le devoir et l'inquiétude" (1917). Grazie alla pubblicazione della raccolta "Les poèmes pour la paix" conosce André Breton e più tardi entra anche nel movimento surrealista, divenendone uno dei principali animatori. Prima però di far parte dei surrealisti, il poeta francese frequenta per un breve periodo, circa tre anni, il gruppo dei dadaisti, fondando contemporaneamente la rivista "Proverbe" (1920).
Dopo la rottura con il movimento Dadà, inizia per Paul un momento difficile: nascono infatti dei contrasti con il padre a causa dei problemi economici in cui si dibatte il poeta, ed anche il suo legame con Gala comincia a scricchiolare. Così, dopo la pubblicazione della raccolta "Mourir pour ne pas mourir", parte segretamente da Marsiglia per un viaggio in giro per il mondo. Gala e i suoi amici si convincono addirittura che Paul sia morto, in quanto durante la sua assenza non dà alcuna notizia di sé, né parlerà mai di questo misterioso viaggio. Nonostante questo colpo di testa, Gala lo raggiunge in un viaggio in Asia durante l'estate del 1924. Di ritorno in Francia, Eluard entra a far parte attivamente del gruppo surrealista e si iscrive al partito comunista. Pubblica anche la raccolta "Capitale de la douleur".
Il suo rapporto con Gala entra però nuovamente in crisi e nel 1930 la donna lo lascia per il pittore Salvador Dalì. Nello stesso anno Eluard incontra il secondo grande amore della sua vita: l'alsaziana Maria Benz, alla quale attribuisce il nomignolo di Nusch, con cui compare in tante poesie. Da questo momento la vita poetica di Paul Eluard diviene ricca di pubblicazioni: "La vie immédiate" (1932); "La rose publique" (1934), "Donner à voir" (1939).
Durante la resistenza la sua passione politica lo porta ad essere un poeta combattente, universalmente riconosciuto come tale. A lui si deve al pubblicazione clandestina nel 1942 de "Poésie et Vérité" che contiene la famosa poesia "Liberté", che gli aerei inglesi paracadutano dai cieli come incitamento alla resistenza.
Paul rientra anche nel Partito Comunista dal quale è stato espulso per alcune divergenze sul modello politico sovietico. Alla fine della guerra viene festeggiato e circondato dall'affetto generale dei francesi proprio per il ruolo avuto durante la resistenza. Purtroppo però la sua vita privata viene nuovamente funestata da una tragedia: Nusch muore a causa di un'emorragia celebrale nel 1946.
Paul Eluard è talmente disperato che pensa addirittura al suicidio, ma riesce a rendere omaggio alla sua Nusch dedicandole molte delle poesie contenute nella raccolta "Le temps déborde" (1947).
L'incontro con Dominique, a tre anni di distanza dalla morte della sua compagna, riesce a guarire le ferite di Paul, che si risposa nel 1951. Dominique sarà l'ispiratrice della raccolta di poesie d'amore "Le Phénix". L'anno successivo alla celebrazione delle nozze la sua salute cagionevole gli provoca una crisi cardiaca: Paul Eluard muore il 18 novembre del 1952 dopo aver pubblicato la sua ultima raccolta di poesie: "Les sentiers et le routes de la poésie".

Ma morte vivante

Dans mon chagrin, rien n’est en

mouvement

J’attends, personne ne viendra

Ni de jour, ni de nuit

Ni

jamais plus de ce qui fut moi-même

Mes yeux se sont séparés de tes

yeux

Ils perdent leur confiance, ils perdent leur lumière

Ma bouche s’est

séparée de ta bouche

Ma bouche s’est séparée du plaisir

Et du sens de

l’amour, et du sens de la vie

Mes mains se sont séparées de tes mains

Mes

mains laissent tout échapper

Mes pieds se sont séparés de tes pieds

Ils

n’avanceront plus, il n’y a plus de route

Ils ne connaîtront plus mon poids,

ni le repos

Il m’est donné de voir ma vie finir

Avec la tienne

Ma

vie en ton pouvoir

Que j’ai crue infinie

Et l’avenir mon seul espoir

c’est mon tombeau

Pareil au tien, cerné d’un monde indifférent

J’étais si

près de toi que j’ai froid près des autres.


La mia morte vivente

Nel mio dolore nulla è in movimento

Di quello che io stesso sono stato

Attendo, nessuno verrà

Né di giorno né di notte né mai più.

I miei occhi si sono separati dai tuoi occhi

Perdono fiducia perdono la luce

La mia bocca si è separata dalla tua bocca

La mia bocca si è separata dal piacere

E dal senso dell’amore e dal senso della vita

Le mie mani si sono separate della tue mani

Le mie mani lasciano sfuggire tutto

I miei piedi si sono separati dai tuoi piedi

Non avanzeranno più non ci sono più strade

Non conosceranno più né il peso né il riposo

Mi è concesso di veder finire la mia vita

Con la tua

La mia vita è in tuo potere

che ho creduto infinita

E l’avvenire la mia sola speranza è il mio sepolcro

identico al tuo circondato da un mondo indifferente

Ero così vicino a te che ho freddo vicino agli altri.

14 DICEMBRE 1916: NASCE SHIRLEY JACKSON



Il 14 dicembre 1916, a San Francisco, nasce Shirley Jackson, un'autrice che ritengo uno dei capisaldi della letteratura fantastica/horror contemporanea, senza di lei forse non esisterebbero autori che ammiro come Matheson e King...Segnalo a tutti un racconto raggelante, La lotteria, che dimostra come con gran classe e senza alcun barocchismo cruento si possa turbare l'animo.
Particolarmente nota come autrice de L'incubo di Hill House del 1959 e La lotteria, ha esordito scrivendo per la prestigiosa testata The New Yorker nel 1948. Nella sua carriera ha scritto anche opere per bambini, come Nine Magic Wishes, e persino un adattamento teatrale di Hansel e Gretel, dal nome The Bad Children.
Nel 1965 la Jackson muore per infarto durante il sonno, all'età di 48 anni. Si pensa che la cura a base di psicofarmaci che stesse facendo possa aver contribuito.

Opere
The Road Through the Wall (1948)
Hangsaman (1951)
The Bird's Nest (1954)
The Sundial (1958)
La casa degli invasati o L'incubo di Hill House (The Haunting of Hill House) (1959)
Cosi dolce, cosi innocente o Abbiamo sempre vissuto nel castello (We Have Always Lived in the Castle) (1962)

Da L'incubo di Hill House: Nessun organismo vivente può continuare per molto a mantenere la propria sanità mentale in condizioni di assoluta realtà; anche gli uccellini e le cavallette, dicono, sono capaci di sognare. Hill House, insana, stava da sola contro le colline, contenendo in sé solo il buio, era stata così per ottant’anni e poteva rimanere tale per altri ottanta. All’interno, le pareti continuavano a essere erette, i mattoni a stare uno accanto all’altro, i pavimenti erano saldi  e le porte erano assennatamente chiuse, il silenzio si stendeva sul legno e la pietra di Hill House, e qualsiasi cosa vi fosse dentro, era sola