venerdì 29 novembre 2013

29 NOVEMBRE: AUGURI AD ALEX GREY


Alex Grey nasce a Columbus (USA), il 29 novembre 1953.
Specializzato in arte psichedelica (Visionary art) è spesso associato al movimento New Age..
Pittore, scultore, performer, creatore di opere multimediali e installazioni, è divenuto famoso in ambito commerciale grazie alle collaborazioni con il gruppo alternative/metal californiano Tool e a band quali SCI, Beastie Boys e Nirvana. Insieme alla moglie Allyson è fondatore del CoSM (Chapel of Sacred Mirrors), un'istituzione no-profit a supporto della Visionary Culture newyorkese.

Figlio di un graphic designer che incoraggia la sua abilità nel disegno, Alex frequenta il Columbus College for Art and Design (1971 - 1973) che poi abbandona per dedicare l'anno successivo alla realizzazione di tabelloni pubblicitari. A partire dal 1972 Alex Grey dà inizio ad una serie di circa cinquanta performance condotte nel corso degli ultimi trent'anni attraverso diverse fasi del proprio sviluppo psicologico. In tali art actions, di cui la più recente è "WorldSpirit" (un'interazione di voce e musica realizzata con Kenji Williams nel 2004) Grey intende mostrarci la propria versione di un ipotetico "rito di passaggio", ispirandosi ad antiche culture sciamaniche. Frequenta dal 1973 al 1974 la Boston Museum School, per studiare con l'artista Jay Jaroslav. Qui incontra la sua futura moglie, l'artista Allyson Rymland Grey, con la quale sperimenterà gli effetti allucinogeni dell'LSD. Alcuni anni dopo, in un'intervista a Ken Wilber per Integral Naked, egli racconterà come le allucinazioni dell'acido lo abbiano influenzato e spinto verso la pratica spirituale.
Alex passa cinque anni lavorando presso il Dipartimento di Anatomia della Harvard Medical School, preparando cadaveri per la dissezione, e presso l'Harvard's Department of Mind/Body assistendo il Dr. Herbert Benson e il Dr. Joan Borysenko nei loro esperimenti sulle energie curative. Grey approfondisce così la propria conoscenza del corpo umano e si prepara alla realizzazione di "Sacred Mirrors" e di una serie di tavole anatomiche.
Per dieci anni insegna Anatomia Artistica e Scultura Figurativa alla New York University.
Tiene tuttora corsi di Visionary Art insieme alla moglie Allyson presso l' Open center e l' Omega Institute di
Rhinebek (New York), il Naropa Institute di Boulder (Colorado), il California Institute of Integral Studies (California). Vive attualmente a New York insieme alla moglie e alla figlia Zena Grey, attrice.

Per ulteriori informazioni http://it.wikipedia.org/wiki/Alex_Grey




giovedì 28 novembre 2013

28 NOVEMBRE 1757: NASCE WILLIAM BLAKE

William Blake nasce il 28 novembre 1757 a Londra, nel quartiere di Soho. La famiglia composta da sei figli è benestante; il padre James Blake è commerciante di maglieria. William non frequenta la scuola: è la madre Catherine a occuparsi della sua educazione. Il giovane Blake mostra un precoce talento per l'arte che il padre non esita ad incoraggiare.

All'età di dieci anni William inizia a frequentare la scuola di disegno di Henry Pars nello Strand. Terminati gli studi inizia un apprendistato come incisore, facendo la prima esperienza nello studio di uno degli artisti più noti nel suo campo, William Ryland. Il rapporto di William Blake con il maestro è però conflittuale e nel 1783 entra in un altro studio, quello di James Basire, un altro incisore meno conosciuto.

Di carattere introverso Blake non va molto d'accordo con i compagni e questo motivo lo porta a passare molto tempo in solitudine, chiuso nell'Abbazia di Westminster, lavorando a schizzi preparatori per illustrazioni destinate a libri d'antiquariato. E' proprio in questo periodo che nasce in William la grande passione per l'arte medievale.

Nel 1779 termina il suo apprendistato con Basire e l'8 ottobre dello stesso anno si iscrive presso la scuola d'arte più prestigiosa d'Inghilterraalla, la Royal Academy of Arts. La sua esperienza qui è breve ed infelice, segnata dall'ostilità nei confronti di Sir Joshua Reynolds, preside dell'Accademia. Tuttavia Blake coltiva importanti amicizie fra gli studenti.

Nel 1780 un suo acquarello viene esposto al pubblico nelle sale della Royal Academy; sempre in quell'anno inizia a ricevere le prime commissioni come incisore.

Il 18 agosto 1782, nonostante il parere contrario del padre, William Blake sposa Catherine Boucher, figlia ventenne di un fioraio ambulante. Grazie all'aiuto del marito Catherina impara a scrivere e leggere; non avranno figli ma vivranno un'unione molte felice. Successivamente Catherine aiuterà il marito nelle varie fasi del suo lavoro come editore.

Nel 1783 Blake pubblica il suo primo libro illustrato "Schizzi poetici". Solo un anno più tardi muore il padre: William Blake diventa editore e commerciante di stampe, purtroppo in breve l'impresa fallisce.

In questi anni ospita in casa il fratello minore Robert: per la coppia diventa il figlio che non hanno mai avuto; ma un'altra tragedia si consuma quando nel febbraio del 1787, a soli diciannove anni, Robert muore di tisi.

La figura del fratello continua ad ossessionare Blake che si convince che il fratello defunto gli sarebbe apparso per aiutarlo a risolvere i problemi relativi ad una nuova tecnica di stampa.

L'obiettivo di Blake era quello di combinare testi poetici ed illustrazioni sulla medesima lastra, elaborando un nuovo metodo di stampa che rendesse possibile l'operazione.

Blake battezza questa tecnica "stampa miniata" ed il primo esempio è costituito dalla raccolta peotica "Canti dell'innocenza" terminata nel 1789. Nel 1794 pubblica i "Canti dell'esperienza".

Secondo l'artista, le due parti illustravano esattamente gli "stati opposti dell'animo umano": i primi sono meditazioni sull'infanzia, i secondi (che comprendono il famoso "Tyger, Tyger") riguardano l'innocenza perduta dell'età adulta.

Fra queste due raccolte poetiche si colloca il più importante fra i lavori in prosa di William Blake, "Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno", pubblicato nel 1793 come libro miniato, una complessa opera filosofica in cui esprime la rivolta contro i valori consolidati della sua epoca.

Blake realizza poi una serie di monotipi conosciuti generalmente con il nome di "grandi stampe a colori". Se ne conoscono dodici - di alcune esiste anche più di un esemplare - ma è certa l'esistenza almeno di un altro monotipo, che pare non sia giunto sino a noi. Si tratta probabilmente di vari soggetti ispirati alla Bibbia, a William Shakespeare e a Milton.

Purtroppo le opere non ottengono il successo sperato e l'artista fatica a guadagnarsi da vivere come incisore.

Conosce improvvisa fortuna quando nel 1795 l'amico Flaxman lo presenta a Thomas Butts, funzionario pubblico, che a partire dal 1799 e per i vent'anni successivi sarà suo mecenate: Butts versa a Blake un regolare stipendio e riempie la casa delle sue opere.

Nel 1803 a causa di una lite con un soldato ubriaco, Blake viene denunciato ed accusato di essere responsabile della lite, ma soprattutto viene accusato di aver pronunciato frasi sediziose contro il re e l'esercito.

L'11 gennaio 1804 si tiene il processo e grazie all'intervento di un amico venne assolto.

Nel 1809 Blake alleste una mostra nella casa natale che purtroppo si rivela un disastro. All'età di cinquant'anni Blake si sente un fallito agli occhi del mondo.

Gli anni che seguono sono tra i più tormentati della sua esistenza, con frequenti difficoltà economiche superate solo grazie all'appoggio del devoto Butts.

Nel 1818 incontra l'altro suo grande mecenate, John Linnell, all'epoca ritrattista e paesaggista di discreto successo. Proprio grazie a Linnell l'ultimo decennio della vita Blake si trasforma in un periodo sereno e produttivo, senza più l'assillo di problemi economici.

A partire dal 1821 inizia a lavorare alle tavole per "Il libro di Giobbe" e per la "Divina Commedia" di Dante Alighieri. Quest'ultimo lavoro comprende alcuni dei più grandi capolavori di William Blake, purtroppo la morte gli impedirà di portare a termine l'opera.

L'ultimo grande libro miniato di William Blake è "Gerusalemme", realizzato tra il 1804 ed il 1820.

Negli ultimi anni Blake soffre di quelli che egli chiama "tremori improvvisi"; si ammala di itterizia. La morte sopraggiunge il 12 agosto 1827, all'età di sessantanove anni.

Ossessionato dalle visioni fin dalla primissima infanzia (a quattro anni raccontò che Dio gli era apparso alla finestra), fu l'antecedente della stagione romantica, nonché modello per i surrealisti. Ma, soprattutto, incarnò l'idea dell'artista per eccellenza, eccellente pittore e incisore, ma anche ispirato poeta. Egli stesso volle unire questi suoi talenti, realizzando lastre in cui il disegno e la poesia s'incontravano formando un'unica opera d'arte, dando l'illusione di manoscritti medievali finemente decorati. Infatti, le sue due raccolte di poesie, Songs of innocence (1789) e Songs of experience (1794), furono incise su piastre di rame e decorate con la tecnica dell'illuminated printing, cioè la miniatura a stampa. Lo schema formale delle poesie era quello della ballata popolare, ma il loro contenuto rivelava un pensiero completamente discordante con gli ideali del tempo. La fiducia illuministica nella razionalità, viene ribaltata in favore di una poetica visionaria e di un'esaltazione dell'immaginazione. Egli espresse pienamente con la sua arte le correnti preromantiche che si stavano sviluppando soprattutto nel nord Europa (Inghilterra e Germania), come riflesso di una serpeggiante sfiducia verso il progresso. In fondo, gli ideali illuministici avevano portato alle violenze del Terrore post Rivoluzione francese, gli istinti si erano scatenati in nome della libertà, dell'uguaglianza e della fraternità. In questo sfondo di sfiducia trova alimento la personalità spirituale e visionaria del Blake. I suoi scritti, chiamati da lui "libri profetici", traboccano della sua convinzione che le sue visioni fossero più reali della realtà stessa, oltre che richiamare il pensiero neoplatonico (Swedenborg, Böhme), la cabala e la Bibbia. Egli arriva così a formulare una propria mitologia, intrisa d'esoterismo e simbologie. Blake asserisce l'unità dell'universo, esalta l'energia e l'immaginazione criticando, a sua volta, la morale del tempo e l'industrialismo. L'unico modo per poter ricomporre una realtà scissa è far uso dell'immaginazione. Inoltre, arriva ad elaborare un concetto d'innocenza a cui si giunge, paradossalmente, attraverso l'eccesso che produce, alla fine, produce consapevolezza. L'eccesso viene collegato all'energia, quindi al corpo, opposto all'anima collegata alla ragione. Il fattore unificante supremo tra gli elementi opposti che costituiscono l'uomo è la visione, quindi proprio l'immaginazione, che permette di andare fuori dal proprio Io per toccare il divino. Quindi, l'unico modo per trasformarsi interiormente è attraverso l'immaginazione creatrice, cioè l'arte, che riconduce l'uomo verso una dimensione superiore.

The Divine Image
To Mercy, Pity, Peace, and Love All pray in their distress; And to these virtues of delight Return their thankfulness For Mercy, Pity, Peace, and Love Is God, our Father dear, And Mercy, Pity, Peace, and Love Is man, His child and care. For Mercy has a human heart, Pity a human face, And Love, the human form divine, And Peace, the human dress. Then every man, of every clime, That prays in his distress, Prays to the human form divine, Love, Mercy, Pity, Peace. And all must love the human form, In heathen, Turk, or Jew; Where Mercy, Love, and Pity dwell There God is dwelling too.

La Divina Immagine
Grazia, Amore, Pace, e Pietà Chi è negli affanni prega, E ad esse virtù che liberano Torna l’animo grato. Grazia, Amore, Pace, e Pietà E’ Iddio, Padre caro, Grazia, Amore, Pace e Pietà E’ l’uomo, Suo figliolo e Suo pensiero. La Grazia ha cuore umano; Volto umano, Pietà; Umana forma divina, l’Amore, E veste umana, Pace. Ogni uomo, d’ogni clima, Se prega negli affanni, L’umana supplica forma divina, Amore e Grazia e la Pietà e la Pace. Da tutti amata sia l’umana forma, In Turchi si mostri o in Ebrei; Dove trovi Pietà, l’Amore e Grazia, Iddio sta di casa.
William Blake - da Songs of Innocence, 1789-94 traduzione di G.Ungaretti




mercoledì 27 novembre 2013

27 novembre 1960: nasce Mark Kostabi


Auguri a Mark Kostabi, pittore e compositore statunitense.
L'artista Mark Kostabi nasce da una famiglia di immigrati estoni in California, dove rimarrà per i primi anni della sua vita nella località di Whittier.
Studia disegno e pittura alla California State University. Nel 1982, si trasferisce a New York e dal 1984 diventa un'importante figura di riferimento all'interno del movimento artistico dell'East Village.
Durante questi anni si diverte nell'uso provocatorio dei mass media con auto interviste con a tema l'arte contemporanea. Dal 1987 viene riconosciuto come artista internazionale poiché le sue opere vengono richieste da gallerie di Giappone, Stati Uniti, Australia e Germania. Nel 1988 fonda "Kostabi World": il suo studio, galleria, ufficio a New York. Questa struttura produce grazie ai molti assistenti circa 1000 quadri all'anno, di cui solo una piccola parte porta la firma del maestro.
Dal 1996 divide la sua vita tra New York e Roma dove diventa un modello per molti artisti italiani. Negli ultimi anni si è dedicato al disegno di marchi pubblicitari tra i quali gli orologi Swatch, tazze per
caffè espresso, accessori per il computer e recentemente ha ricreato la maglia rosa del Giro d'Italia. Ha collaborato pittoricamente con Enzo Cucchi, Arman, Howard Finster (nel 1992),
Tadanori Yokoo (nel 1993) e Enrico Baj (nel 1992). Ha rilasciato interviste alla CNN e al canale MTV oltre che a numerose riviste e settimanali quali: New York Times, People, Vogue, Playboy, Forbes New York Magazine Domus, Artforum, Art in America, Artnews Arts, Flash Art e Tema Celeste.



domenica 22 settembre 2013

SIMBOLI E ARCHETIPI: OTTAVIO ELEUTERI


Ottavio Eleuteri è nato ad Ascoli Piceno nel 1982. Ha conseguito la maturità artistica all'istituto statale d'arte Osvaldo Licini di Ascoli Piceno, dove ha frequentato scalpellini e artigiani locali da cui ha appreso le tecniche artigianali di lavorazione della pietra e del legno.
Nel 2007 ha  conseguito il diploma di Scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Roma.
Le sue opere sono state esposte in varie mostre e pubblicate in diversi cataloghi.



sabato 14 settembre 2013

SIMBOLI E ARCHETIPI: EVELYN ADAMEK


Evelyn Adamek è nata a Lodz in Polonia, città ricca di stimoli culturali, provenienti soprattutto dal campo delle arti visive. In seguito si è trasferita in Italia.
Si è accostata istintivamente all'arte surrealista e visionaria, rifiutando però di rifarsi a un  modello preesistente, preferendo la ricerca dell'originalità in assoluto. La sua pittura potrebbe essere definita surrealista, visionaria, a volte espressionista.
Tuttavia, ciò che più la caratterizza è il rifiuto di rifarsi ad alcun modello preesistente, la ricerca dell'originalità in assoluto.
I motivi della sua pittura sono tutti da ricondurre alle tematiche del mondo contemporaneo: la solitudine, la mancanza di dialogo, l'ipocrisia dei rapporti sociali, le difficoltà di comprensione fra uomini e donne, il rapporto uomo-terra.
Spesso ricorre la figura femminile, a volte per esprimere la forza delle donne nonostante le difficoltà della vita; altre volte essa viene mostrata oppressa e schiacciata da una società ostile.



giovedì 5 settembre 2013

SIMBOLI E ARCHETIPI: SALLY ECKERT


Sally Eckert vive con la sua famiglia sulle splendide montagne di Gold Hill in Colorado. Sally ha conseguito la laurea in Progettazione Ambientale alla School of Design di Parson e ha approfondito la tecnica pittorica da studiando in Europa con i maestri del realismo fantastico. Qui ha imparato le antiche tecniche della tempera a uovo. Lavora ed espone la sua arte nel suo studio / galleria nella nuova area urbana della North Boulder, nonché a Denver, a Santa Fè Street. Ha venduto negli Stati Uniti vari pezzi commissionati . Il suo murales è apparso su Channel 9 News di Denver, durante il programma Friday Night Story . Ha dipinto per molte case private e luoghi commerciali. Crea pezzi personalizzati, nonché le proprie opere visionarie. Sally dipinge a mano mobili-sculture, murales su larga scala, e quadri visionari. Realizza ritratti a olio su ordinazione. Sally crede che l'arte dovrebbe avere un impatto e una storia dietro il dipinto. Non deve solo essere bella ma davvero catturare l'essenza delle idee nel pezzo.


mercoledì 4 settembre 2013

SIMBOLI E ARCHETIPI: MARCEL BAKKER


Marcel Bakker è un artista olandese autodidatta con un grande interesse per il surrealismo e l'arte visionaria. Considera l'arte un percorso purificatore, che proviene dal cuore, meditativo, contemplativo, per comprendere la natura, per raggiungere il proprio Sè interiore. Nelle sue opere usa un simbolismo personale che descrivono questo suo percorso. Per lui l'arte è libertà, purezza e linea guida per la vita.


martedì 3 settembre 2013

SIMBOLI E ARCHETIPI: VALERIE S. JOHNS


Valerie S. Johns è un'artista e psicoterapeuta che ha raccolto le idee e gli ideali mostrandoli al mondo attraverso i suoi gioielli, dipinti e la scrittura. Lei è la creatrice di Jizo & Chibi, una linea di gioielli e arte che servono a ricordare a chi li indossa come trovare la pace interiore, rimanendo a terra.
Tutto è iniziato con Chibi, che significa "piccolo" in giapponese e rappresenta il bambino in tutti noi. Valerie inizia a dipingere il "piccolo" come un modo per elaborare i traumi riferiti dai pazienti durante le sedute di terapia. Il principio buddista della compassione ha permesso Valerie per abbracciare Chibi e farne arte, invece di controllarlo o rigettarlo. Più tardi arrivarono i dipinti di Jizo, un bodhisattva buddhista, le cui statue ha scoperto durante un viaggio a Kyoto. Jizo è il protettore di donne, bambini e viaggiatori.
Insieme, Jizo & Chibi forniscono un veicolo per Valerie per condividere le sue intuizioni sulla meditazione, le curiosità e le sfide della vita.
Valerie vive a Los Angeles con il marito, due cani e cavalli. Il suo lavoro è apparso in diverse gallerie a Los Angeles, più recentemente The Whole 9 galleria.



Per vedere altre sue opere jizoandchibi.com