Visualizzazione post con etichetta teatro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta teatro. Mostra tutti i post

giovedì 4 settembre 2014

4 settembre 1896: nasce Antonin Artaud


Antonin Artaud fu un commediografo, attore teatrale, scrittore e regista teatrale francese, noto per le teorie esposte nei due manifesti del "Teatro della Crudeltà". Per crudeltà non intendeva sadismo, o causare dolore, ma lo stimolo al sacrificio di qualunque elemento non concordante al fine della rappresentazione. Artaud riteneva che il testo avesse finito con l'esercitare una tirannia sullo spettacolo, ed in sua vece spingeva per un teatro integrale, che comprendesse e mettesse sullo stesso piano tutte le forme di linguaggio, fondendo gesto, movimento, luce e parola.
Nacque a Marsiglia, il 4 settembre 1896, da una famiglia borghese. Suo padre, Antoine Roi, era capitano di lungo corso e sua madre, Euphrasie Nalpas, era originaria di Smirne (Turchia).
All'età di quattro anni fu colpito da una grave forma di meningite, alla quale furono attribuiti tutti i problemi neurologici di cui Artaud soffrì in seguito, in particolare crisi di nevralgia, balbuzie ed episodi di depressione grave.
Artaud subì quindi una lunga serie di ricoveri in sanatorio, con una pausa di due mesi, durante i quali si arruolò nell'esercito, dal quale venne presto scartato per episodi (autoindotti) di sonnambulismo. Durante i periodi trascorsi in sanatorio lesse Rimbaud, Baudelaire e Poe. Nel maggio 1919 il direttore del sanatorio gli prescrisse il laudano, facendolo precipitare nella dipendenza a vita dagli oppiacei.
Nel marzo 1920 Artaud si trasferì a Parigi, si avvicinò ai surrealisti ed iniziò ad interessarsi di teatro. Quello stesso anno incontrò Lugné-Poe, direttore del Théâtre de l'Œuvre, noto per mettere in scena autori come Maurice Maeterlinck, Alfred Jarry, Oscar Wilde, Henrik Ibsen, che lo assunse; Artaud rivelò grandi doti di attore e di artista eclettico, creando scene e costumi per La vita è sogno di Calderón de la Barca. In seguito lavorò con Charles Dullin, che aveva da poco fondato il Théâtre de l'Atelier, riprendendo la riforma di Jacques Copeau interrotta dalla Prima guerra mondiale
con l'intento di resuscitare lo spirito degli antichi "Compagnons du Devoir" del Medioevo. In questa circostanza incontrò "Génica Athanasiou", attrice e sua futura amante, che interpretava il ruolo di "Antigone" nell'omonima messa in scena della tragedia classica, la cui scenografia era stata disegnata per l'occasione da "Picasso".
Nel 1923 lasciò Dullin e passò nella compagnia di Georges e Ludmilla Pitoëff.
Sempre nel 1923, la prima raccolta di scritti di Artaud venne rifiutata da Jacques Rivière, direttore della Nouvelle Revue Française, e fra i due iniziò una corrispondenza.
Jacques Riviere pubblicò la corrispondenza sulla rivista, colpito dall'estrema contrapposizione tra la lucidità dell'autodiagnosi in forma epistolare e la vaghezza dell'operato in poesia.
Deluso dal teatro che gli proponeva solo piccoli ruoli, Artaud si volse al cinema, alla ricerca di maggiore spazio. Si rivolse allora a suo cugino Louis Nalpas, direttore artistico della Société des Cinéromans, che gli fece ottenere una parte in Surcouf, le roi des corsaire di Luitz-Morat e in Fait divers, un cortometraggio di Claude Autant-Lara, girato nel marzo 1924.
Divenuto per qualche tempo direttore dell'Ufficio delle ricerche surrealiste, scrisse varie sceneggiature cinematografiche e alcuni poemi in prosa, e alcuni dei suoi testi furono pubblicati su La Révolution surréaliste. Alla fine del 1926, nel corso di una riunione del gruppo surrealista, venne proposta l'adesione al partito comunista francese. La proposta si scontrava con l'idea di rivoluzione culturale e spirituale totale, non politica di Artaud che si oppose all'adesione e fu escluso dal movimento surrealista che, tra l'altro, non aveva espresso l'entusiasmo aspettato per il "teatro rivoluzionario" da lui proposto.
Lo stesso anno fonda, con Roger Vitrac e Robert Aron, il Théâtre Alfred Jarry; il nome fu scelto in maniera provocatoria in onore di Alfred Jarry, autore della patafisica, molto amato in ambito surrealista. L'esperienza fu breve e nel 1930, per mancanza di fondi, il teatro chiuse i battenti dopo la messa in scena e la direzione da parte di
Artaud di Le mystères de l'amour di Vitrac (1927), la sua commedia Le ventre brûlée ou la mère folle, Gigogne di Aron, Le partage de midi di Claudel (1928), Il sogno di Strindberg (1928) e Victor ou les enfants au pouvoir di Vitrac.
Nel 1931, avvenne l'incontro fondamentale con il teatro balinese, in occasione di uno spettacolo presentato nel quadro dell'Esposizione coloniale. Ne ricevette una forte impressione, decidendo di usare il teatro balinese come esempio e conferma di una convinzione maturata in lui in quel periodo: il teatro deve avere un proprio linguaggio, un linguaggio che non coincide con quello delle parole e che si fonda, all'opposto, sulla fisicità degli attori.
Nel 1935 tentò di mettere in pratica le sue teorie teatrali elaborate sul "Teatro della Crudeltà" (il cui primo manifesto risale al 1932, il secondo al 1933) e di riscattare il Théâtre Alfred Jarry, mettendo in scena il dramma I Cenci al Thèâtre des Folies-Wagram, che fu però un insuccesso.
Artaud salpò da Anversa l'11 gennaio 1936 diretto in Messico, dove sperimentò il Peyote. Durante il viaggio Artaud ebbe l'occasione di tenere tre conferenze all'Anfiteatro Bolivar dell'Universidad Nacional Autónoma de México o UNAM di Città del Messico: Surrealismo e rivoluzione, il 26 febbraio 1936, L'uomo contro il suo destino, il 27 febbraio 1936 e Il teatro e gli dei il 29 febbraio
1936. In questo periodo Artaud fece pubblicare Il teatro e il suo doppio, da Jean Paulhan, subentrato alla direzione della Nouvelle Revue Française dopo la morte di Jacques Rivière (14 febbraio 1925).
Nel 1936, di ritorno dall'Irlanda, Artaud venne arrestato, bloccato con una camicia di forza e, tornato in Francia, internato in diverse cliniche, dove sperimentò angoscia e fame, quindi cinquantuno cadute in coma da elettroshock nei successivi nove anni, fino al 1945.
Nel gennaio del 1943 fu trasferito alla clinica Rodez del dr. Ferdière, sperimentatore dell'"arte terapia" ma anche sostenitore dell'utilità della terapia elettroconvulsivante.
Nella primavera del 1946 Artaud lasciò Rodez e fu accolto a Ivry, nella clinica del dr. Delmas, che gli permise  libertà di movimenti, così che poteva recarsi quasi quotidianamente a Parigi e mantenere i contatti con le persone a  cui era legato: scrittori, artisti, uomini di teatro, tra cui Pierre Loeb, il quale suggerì ad Artaud di scrivere qualcosa su  Van Gogh. Fu in questa occasione che Artaud ne commentò la mostra parigina, in un libro dai toni accesi, di  denuncia contro la società e il sistema psichiatrico in particolare, responsabile, secondo lui, dell'alienazione dei  "folli", invidioso della genialità. Il libro Van Gogh il suicidato della società  fu il seguito di tale riflessione.
Il  4 marzo 1948 muore a Ivry-sur-Seine, con la sua scarpa in mano, forse per una dose letale del farmaco chloral.

lunedì 1 settembre 2014

1° settembre 1937: nasce Carmelo Bene



Carmelo Bene, attore, drammaturgo, regista, scrittore e poeta italiano, nasce a Campi Salentina (provincia di Lecce), il 1º settembre 1937, da genitori originari di Vitigliano, frazione di Santa Cesarea Terme. I suoi genitori, Umberto Bene e Amelia Secolo, gestivano una fabbrica di tabacco
dove lavoravano diverse centinaia di giovani operaie. Bene era un bambino gracile, timido, introverso e taciturno. Sua madre era fervente cattolica e praticante, così il piccolo Carmelo si trova a servire «un'infinità di messe», sia a Campi Salentina che a Lecce, dove abitava la zia Raffaella, anche tre o quattro al giorno. Una vocazione, questa, che abbandona man mano, sino a diventare allergico a qualsiasi tipo di ritualizzazione religiosa.
Frequenta la scuola degli Scolopi di Lecce, mostrandosi critico verso i propri insegnanti, definiti successivamente nella sua autobiografia come incompetenti in teologia, bestemmiatori e
pedofili. Dopo gli studi presso l'Istituto Calasanzio dei Padri Scolopi di Campi Salentina, dove
frequenta le scuole medie e il liceo classico sino al secondo anno, conclude gli studi classici nel Collegio Argento dei Padri Gesuiti di Lecce.
In seguito si iscrive, diciassettenne, alla Facoltà di Giurisprudenza a Roma, senza tuttavia frequentarla. Si iscrive allo stesso tempo al primo anno dell'Accademia Sharoff. Intanto da Lecce gli arriva la cartolina precetto e parte così per la visita di leva, ma riesce a evitare di svolgere servizio militare fingendosi omosessuale.
Anche all'esame psichiatrico risulta la sua ambivalenza, guadagnando così l'attestato di RAM (ridotta attitudine militare).
Nel 1957 si iscrive all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica «Silvio D'Amico» e ne frequenta i corsi per un solo anno, ritenendoli inutili: esisteva infatti un certo attrito fra lui e gli insegnanti.
A Roma i genitori gli pagano l'affitto e un minimo di vitto, perciò in questi primi anni romani Carmelo, per sostenere la propria vita sregolata, deve lavorare di astuzia e praticare sotterfugi. In questi anni si ubriaca frequentemente e fuma molto. Finisce spesso per essere arrestato.
Debutta ventiduenne in teatro con Caligola di Albert Camus nel 1959, per la regia di Alberto
Ruggiero. Dopo le prime esibizioni romane torna a Campi Salentina con l'intento di sposare Giuliana
Rossi, attrice fiorentina di sei anni più grande, mal vista dalla famiglia di lui. Il padre, in combutta con il primario, arriva a farlo internare al manicomio per un paio di settimane, con l'intenzione di scemare l'attrazione e l'intenzione a realizzare il matrimonio; Giuliana poi subisce esplicite minacce. Si sposano comunque a Firenze il 23 aprile del 1960 e dalla loro unione nasce un figlio, Alessandro, che viene allevato prevalentemente dai nonni materni e muore di tumore a soli 5 anni.
In questo periodo avviene l'incontro letterario fondamentale della sua vita; legge l'Ulisse di James Joyce che lo affascina talmente da sconvolgerne il modo di pensare, sottraendogli gli ultimi residui di esistenzialismo. In seguito Dopo questo Carmelo Bene lascia Firenze e vagherà senza una meta, prima di approdare a Genova. Nel 1960 conosce e si lega in amicizia con Aldo Braibanti e Sylvano Bussotti il quale cura le musiche dello Spettacolo-concerto Majakovskij che si tiene a Bologna nello stesso anno. Con la seconda serie di repliche del Caligola del 1961 Bene diventa «regista di se stesso», e da Genova in poi, non delegherà più a nessun altro la regia del suo teatro. Tra il 1961 e il 1962 realizza il primo Amleto, «tutto shakespeariano, non ancora pervertito in Laforgue», e il primo Pinocchio.
Dal 1961 fino al 1963 costituisce il cosiddetto "Teatro Laboratorio". Viene in seguito chiuso
definitivamente a causa del fattaccio del «piscio» sulla platea e sull'ambasciatore argentino attribuito a Carmelo Bene, ma probabilmente perpetrato dal pittore argentino Alberto Greco. Al Teatro Laboratorio si allestiscono gli spettacoli cabaret con titoli significativi come Addio porco, una specie di happening, goliardata o presa in giro, che serviva a raggranellare denaro attirando gente snob e ricca a caccia di emozioni forti. Lo spettacolo Cristo '63 scatena più d'uno scandalo, fino ai tafferugli con la polizia.
Il 1964 segna l'anno del debutto al Teatro delle Muse della prima Salomè tratta da Oscar Wilde. Lo spettacolo è osannato da Ennio Flaiano e da Alberto Arbasino, oltre che dal critico John Francis Lane del Times; fu criticato invece aspramente da Giuseppe Patroni Griffi. Dello stesso anno è la Manon, spettacolo teatrale tratto dalla Manon Lescaut di Prevost.
Nel 1965 si cimenta anche come scrittore, producendo il paradossale testo Nostra signora dei Turchi, l'anno dopo, il romanzo viene adattato e messo in scena al teatro Beat '62.
Nel 1966 scrive il Credito italiano, anch'esso portato poi a teatro.
Viene portato in scena al Teatro delle Muse Il Rosa e il Nero, rivisitazione di The Monk di
Matthew Gregory Lewis.
Comincia negli stessi anni la sua parentesi cinematografica, prima come attore nel film di Pasolini Edipo Re, poi come regista del film Nostra signora dei Turchi, ancora una volta tratto da quel suo primo romanzo. Il film vince il premio speciale della giuria a Venezia e rimane un caso unico nell'ambito della sperimentazione cinematografica. In seguito, gira ancora due film Capricci (1969) e Don Giovanni (1970), mentre del 1972 è L'occhio mancante, libro edito da Feltrinelli e rivolto polemicamente ai suoi critici. Con Salomè (1972) e Un Amleto in meno (1973) si chiude la sua esperienza cinematografica, ripresa solo nel 1979 con l'Otello, girato per la televisione e montato solo in tempi recenti.
Il 1974 segna l'anno della sua prima apparizione in televisione con Quattro modi di morire in versi: Majakowski, Blok, Esenin, Pasternak con la collaborazione di Roberto Lerici e Angelo Maria Ripellino, che ottiene un grande successo di pubblico e critica e un indice d'ascolto elevatissimo.
Torna al teatro con La cena delle beffe (1974), con S.A.D.E. (1974) e poi ancora con Amleto (1975). Seguono numerose opere, ma molto rilevante è la sua cosiddetta "svolta concertistica", rappresentata in prima istanza da Manfred (1980), un lavoro basato sull'omonimo poema sinfonico di Schumann. Ottimi i successi di pubblico e critica. Nel 1981 dalla Torre degli Asinelli a Bologna recita la Lectura Dantis, poi negli anni '80 Pinocchio (1981), Adelchi (1984), Hommelette for Hamlet (1987), Lorenzaccio (1989) e L'Achilleide N. 1 e N. 2 (1989-1990). Dopo una pausa di 4 anni, pubblica nel 1995 la sua opera "omnia" nella collana dei Classici Bompiani, cui farà seguito nel 2000 il poemetto I mal de' fiori.
Muore a Roma il 16 marzo 2002.

 

sabato 30 agosto 2014

30 agosto 1811: nasce Théophile Gautier


Théophile Gautier, scrittore, poeta, giornalista e critico letterario francese, nasce a Tarbes (Alti Pirenei), il 30 agosto 1811,  ma molto presto, nel 1814, si trasferisce con la famiglia a Parigi, poiché il padre, impiegato delle imposte dirette, venne trasferito.
Qui, oltre a svolgere regolarmente gli studi, legge i romanzi Robinson Crusoe di Daniel Defoe e Paul e Virginie, di Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre.
Nel 1822, soggiorna brevemente nel pensionato del liceo Louis-le-Grand ma i genitori devono ritirarlo all'inizio del trimestre a causa del suo deperimento. È più felice quando studia come
esterno al collegio Carlomagno dove incontra il giovane Gérard Labrunie (il futuro Nerval) e manifesta un gusto particolare per i poeti latini detti decadenti, i «grotteschi». In questo periodo, frequenta lo studio del pittore Louis Édouard Rioult, in rue Saint-Antoine, e forma, con alcuni amici artisti, il famoso «Petit Cénacle». Decide di dedicarsi alla pittura e fa parte del movimento letterario del Parnasso.
L'incontro nel giugno del 1829 con «il maestro» Victor Hugo accelera la sua carriera di scrittore.
Il 25 febbraio 1830, partecipa alla battaglia d'Hernani, dove si fa notare tra i difensori di Hugo.
Gautier la sera stessa lascerà lo studio di Rioult.
Il 28 luglio 1830,vengono pubblicate le sue Poésies.
Sfortunatamente quello è anche il giorno delle barricate di Parigi e la raccolta passa inosservata.
Tre anni più tardi, Gautier ristampa i suoi primi versi in una nuova raccolta intitolata Albertus.
Nel 1833 pubblica una serie di racconti, Les Jeunes-France, che rendono conto in modo crudo della vita degli artisti e degli scrittori del Petit Cénacle.
Nel 1836 Gautier diventa giornalista per ragioni finanziarie e pubblica il romanzo Mademoiselle de Maupin, che fa scandalo causa l'argomento piuttosto scabroso per l'epoca.
Mentre lavora ad un nuovo romanzo, Il Capitan Fracassa, che finirà solo trent'anni più tardi, dal 1837 al 1866 vede pubblicati diversi romanzi e racconti.
Al giornale «La Presse», Gautier lavora come critico d'arte.
Gautier inventa un suo modo di scrivere le critiche d'arte che non si limita solo al giudizio, all'analisi ma che cerca anche di ricreare il giusto sentimento estetico. Egli cerca di rendere, con le parole, le sensazioni visuali e musicali prodotte dalla percezione diretta dell'opera d'arte. Questo compito di cronista occuperà tutta la sua vita.
Nel 1838 pubblica La Comédie de la Mort, una raccolta di poemi molto diversi dai precedenti dove, sotto l'influenza di Shakespeare, Goethe e Dante, scolpisce con forza lo spettro della morte. Nel 1839, Gautier scrive per il teatro Une Larme du Diable, poi Le Tricorne Enchanté e Pierrot Posthume.
Sono racconti fantastici, per un teatro lirico, impossibile e immaginario, gli stessi scenari che fanno da sfondo anche ai libretti dei balletti da lui scritti, tra i quali il più celebre è quello di Giselle, danzato all'Opéra il 28 giugno 1841, con un successo straordinario. In questo periodo si innamora
di Carlotta Grisi, la ballerina che per prima interpretò Giselle e che gli darà una figlia. Ma l'amore tra i due non è dei più felici e Gautier sposerà la sorella di lei, Ernesta Grisi.
Nel 1840 Gautier scopre la Spagna, e il soggiorno di sei mesi in quel paese gli darà lo spunto per scrivere Voyage en Espagne e i versi di España, che compaiono nella raccolta delle Poésies complètes nel 1845. Questo è il primo di una serie di viaggi. Nel 1845 è l'Algeria, nel 1850 l'Italia, nel 1852 la Grecia e la Turchia, nel 1858 la Russia e nel 1862 l'Egitto. Ognuno di questi viaggi darà luogo a pubblicazioni, ma soprattutto servirà da ispirazione per le sue opere letterarie, i romanzi, le novelle o le poesie.
Nel 1852, pubblica la prima versione di Smalti e cammei (Emaux et camées), raccolta che fino al 1872 si arricchisce di poesie nuove.
Nel 1858 pubblica il Romanzo della mummia.
In questo periodo, Gautier è considerato un caposcuola: Baudelaire si dichiara suo discepolo e gli dedica la sua opera maggiore, Les Fleurs du Mal, soprannominandolo «poeta impeccabile».
Eletto nel 1862 presidente della Société nationale des Beaux-Arts, è attorniato da un comitato composto dai pittori più prestigiosi: Eugène Delacroix, Pierre Puvis de Chavannes, Edouard Manet, Albert-Ernest Carrier-Belleuse e Gustave Doré. Questa elezione ad un incarico così in vista provoca l'invidia di una parte dei letterati meno conosciuti e gli costa l'esclusione, dopo tre rifiuti (1866, 1868 e 1869), dall'Académie française.
Profondamente scosso dalla guerra franco-prussiana del 1870, Gautier ritorna a Parigi dove finisce i suoi giorni. Muore il 23 ottobre 1872 a  Neuilly.

lunedì 26 maggio 2014

26 maggio 1900: nasce Vítězslav Nezval


Vítezslav Nezval, poeta, drammaturgo e romanziere ceco, nasce a Biskoupky, il 26 maggio 1900.
Suo padre era un insegnante, amante dell'arte, e musicista, A 11 anni Nezval andò al ginnasio a Třebíč, dove imparò a suonare il pianoforte e a comporre musica. Iniziò presto a scrivere. Dopo la prima guerra mondiale Nezval si trasferì a Praga e cominciò a studiare filosofia all'università, ma non si laureò mai.
Fin dagli esordi fu particolarmente sensibile alle avanguardie letterarie, da Apollinaire a Majakovskij. Nelle sue prime raccolte di poesie, Il ponte, del 1922, Pantomima del 1924 e Poesie della notte, del 1930,
esalta il piacere di vivere.
Fu aderente convinto al poetismo, corrente in contrapposizione con la letteratura proletaria allora in voga, dai primi anni '30 divenne il più importante protagonista del surrealismo ceco, insieme a Karel Teige, per il quale nel 1934 redasse anche un manifesto. È proprio nell'ambito surrealista che prendono corpo le sue migliori opere drammatiche, fra le quali ricordiamo: La paura, del 1929; Gli amanti del chiosco, del 1931; Valeria e la settimana delle meraviglie, del 1935 e la raccolta Il becchino assoluto, del 1937. Alla fine degli anni '30, il suo periodo più prolifico, diresse la sua attenzione verso tematiche civili e sociali di maggiore respiro con le opere: 52 amare ballate dell'eterno studente Robert David, del 1936 e Madre di speranza, del 1938.
Gli anni della Seconda guerra mondiale fecero di Nezval un convinto militante per la pace e le sue raccolte Canto per la pace, del 1950 e Dalla mia casa, del 1953 confermano questo suo ulteriore indirizzo. Nel 1953 è stato proclamato artista nazionale ceco.
Muore a  Praga, il 6 aprile 1958.

giovedì 22 maggio 2014

22 maggio 1808: nasce Gérard de Nerval


Gérard Labrunie, poeta e scrittore francese, conosciuto come Gèrard de Nerval, nasce a Parigi, il 22 maggio 1808, a soli 2 anni perde la madre a causa della meningite;  la perdita della madre, vissuta forse
solo inconsapevolmente data l'età di Nerval, sarà destinata a condizionarlo per tutta la vita. Secondo il parere dominante dei critici, alla base delle celebri figure femminili di Nerval (Sylvie in testa) c'è proprio tale perdita. Fu portato a Mortefontaine (Oise) dal prozio Antoine Boucher (fratello della nonna materna) che gli
farà da maestro. L'ambiente di Mortefontaine, dove trascorrerà più tardi anche le vacanze, è per il giovanissimo Gérard esaltante e fonte di ispirazione per il futuro: lo zio, che morirà nel 1820, era un grande appassionato di occultismo e di religioni pagane, e sotto la sua egida Nerval sviluppa un rapporto del tutto particolare con la religione.
Nel 1814 il padre torna a Parigi e vuole subito il figlio con sé.
Nel 1822 Gérard entra al Collège Charlemagne, dove ha, tra i compagni di scuola, Théophile Gautier. Già durante gli studi liceali, Nerval inizia a delineare tramite una fervida attività letteraria e teatrale il suo gusto per l'ideale "gotico-nazionale-popolare" scagliandosi con la satira contro la poetica della Pléiade.
Tra il 1827 e il 1829 frequenta un cenacolo di letterati raggruppati attorno a Hugo, che considera mentore e amico.
Intanto si occupa della traduzione dei poeti tedeschi, e con l'influenza di Hugo e di Madame de Staël pubblica la raccolta di Poésies allemandes (febbraio 1830) che legge i nuovi poeti romantici
tedeschi in continuità con i classici francesi.  L'anno successivo, nello scrivere una lettera a un amico, passerà a "Gérard La Brunie de Nerval", inventando quello che sarà tra poco il suo pseudonimo.
Collabora dall'ottobre 1829 anche a "Le Mercure de France aux XIXe siècle", rivista che si pubblica dall'aprile del 1823 all'aprile del 1832 dove Nerval attribuisce a Jean Paul, fingendo di tradurre, propri versi.
Nel frattempo Nerval per volere del padre viene iscritto alla Facoltà di medicina presso l'Hotel de Dieu affinché il giovane potesse continuare a seguire il mestiere paterno, ma Nerval in realtà non ha alcuna intenzione di diventare medico, e più che studiare frequenta gli amici scrittori Philothée O'Neddy e Auguste Maquet, il pittore Célestin Nanteuil e il cabaret mondano "Petit Moulin Rouge". Iniziano anche i problemi con la legge, che saranno una costante per tutta la sua vita: il primo fermo di polizia per schiamazzi verrà da lui raccontato in Mes prisons (Memoires) e in Angélique.
Viene nuovamente arrestato nel 1832 per complotto. Lascia gli studi e prosegue nella sua attività.
Pubblica anche le Odelettes su "L'Almanach des Muses" e La Main de gloire su "Le Cabinet de lecture", e riesce a mettere in scena al Teatro dell'Odeon le due pièces Le Prince des sots e Lara ou l'expiation, firmate "Gérard L.".
Innamoratosi nell'estate del 1833 dell'attrice e cantante Jenny Colon (1808-1842), le dedicherà un culto
idolatra che acquista forme nuove dopo la sua morte: figura della madre persa, ma anche della donna ideale nella quale si mescolano, con un sincretismo tipico del pensiero di Nerval, Maria, Iside e la Regina di Saba. Questa donna, coetanea dell'autore, con la sua vita convulsa (madre a 16 anni, sposata due volte e amante di un banchiere olandese) all'inizio si erge per lo scrittore a modello della vita libertina; invece, dopo la sua morte prematura (a soli 34 anni) inizia il processo di trasfigurazione che la farà diventare la Aurélia delle Vergini del fuoco.
Nerval viaggia nel 1834 in Italia. Al suo ritorno lascia la casa paterna e va ad abitare con gli amici Camille Rogier e Arsène Houssaye al n. 3 dell'impasse du Doyenné, dove costituisce un circolo letterario.
Per Nerval è un periodo felice che chiama La Bohême galante. Compie diversi viaggi in Belgio, Paesi Bassi, Austria, Inghilterra e Germania. Si dedica assiduamente al teatro, scrivendo spesso in coppia  con Dumas (ma la firma sarà solo del secondo): Piquillo, Léo Burckart, L'Alchimiste, ma soprattutto diventa critico
per diverse riviste.
Nei primi anni del decennio successivo iniziano a manifestarsi i primi segni psicotici di Nerval, in particolare
presenta tutti i sintomi di un'acuta schizofrenia. Per due volte viene ricoverato in ospedale. Gli viene accordato un piccolo sostegno economico pubblico.
Nel 1842 compie un lungo viaggio in Egitto, Libano, Costantinopoli, Malta e ritorno da Napoli, esaltandosi per la ricchezza di tradizione di quei luoghi che gli forniranno ispirazione per la raccolta di scritti Voyage en Orient del 1851.
Vengono pubblicate diverse prose sparse, tra cui Roi de Bicêtre (1839), Roman tragique (1844), Femmes du Caire (1846), Scènes de la vie orientale (1848), uno studio su Jacques Cazotte, e uno sul culto di Iside su riviste importanti o minori.
Intanto l'insurrezione ha portato alla seconda Repubblica. Nerval, che aveva seguito precedentemente i fatti politici della Francia, e sebbene sia invitato da diverse parti a intervenire, non fa niente, cambia casa, si isola, decide ancora di partire. Anche questo è stato visto come segno del suo malessere interiore.
Durante un viaggio a Londra conosce Charles Dickens. Scrive uno studio su Cagliostro. Con l'inizio degli anni cinquanta, la sua situazione sia economica sia personale peggiora: è tormentato da frequenti episodi
di sonnambulismo, e viene ricoverato sempre più spesso in una sorta di "libertà vigilata" a causa di frequenti deliri, anche violenti. Tuttavia, la sua produzione non si arresta: è proprio in questi anni che porta a
definitivo compimento Angélique, Sylvie, Jemmy, Octavie, Isis, Corilla, ed Emilie, che andranno poi a comporre, assieme alla raccolta di poesie Les Chimères, scritte nell'arco di tutti gli ultimi anni della sua
vita, il libro Les Filles du feu, considerato il suo capolavoro e che uscirà nell'anno della sua morte.
Intanto ha consegnato il testo definitivo di Voyage en Orient. Nel 1851 viene rappresentata con scarso successo L'Imagier de Harlem, pièce teatrale scritta con Méry e B. Lopez, e nel 1852 escono i Contes et
facéties.
Durante l'ospedalizzazione del 1852, sono ormai pochi gli amici che cercano di lui, tra cui Nadar. Lasciato l'ospedale va ad abitare al n. 9 di rue du Mail. Nel 1853 soggiorna nella clinica di Émile Blanche a Passy. L'anno seguente escono le Filles du Feu e fa ancora un viaggio in Germania.  La notte fra il 25 e il 26 gennaio 1855, a Parigi, si suicida impiccandosi a un cancello.

mercoledì 23 aprile 2014

23 APRILE 1564: NASCE WILLIAM SHAKESPEARE


William Shakespeare, il più importante drammaturgo e poeta inglese, nasce a Stratford-upon-Avon (contea dello Warwickshire), il 23 aprile 1564, da John, guantaio e piccolo proprietario terriero, e Mary Arden che proveniva da una famiglia socialmente più elevata del marito. William fu terzo di otto fratelli. Studiò nella scuola di Stratford, che lasciò forse per sopraggiunte ristrettezze economiche. A diciotto anni sposò la venticinquenne Anne Hathaway da cui ebbe subito la figlia Susan, causa delle nozze affrettate, e nel 1585 i due gemelli Judith e Hamnet (morto poi nel 1596). Fino al 1592 non abbiamo notizie attendibili.
E' certo che nel 1592 aveva lasciato la famiglia e si era trasferito a Londra, in contatto con l'ambiente degli university wits. Sappiamo che nel 1592 William Shakespeare è attore e comincia a scrivere per il teatro. Sue opere, forse scritte in collaborazione, furono rappresentate dalle compagnie dei conti di Derby, di Pembroke e del Sussex; si ha notizia anche della rappresentazione della prima parte di "Henry VI" (3 marzo 1592). Nel periodo della peste londinese del 1593-94, quando i teatri vengono chiusi, scrisse due opere poetiche dedicate al conte di Southampton (Henry Wriothesley), "Venus e Adonis" e "Il ratto di Lucrece". In questi anni iniziò anche la stesura dei sonetti, che durò, tranne qualche componimento più tardo, fino al 1597. Con la riapertura dei teatri, le compagnie si riorganizzano. E' fondata la compagnia dei "Servi del lord ciambellano" (1594), i Chamberlain's men, cooperativa tra attori con partecipazione a spese e utili: primo attore è Richard Burbage, figlio del noto impresario londinese.
Grazie all'appoggio del duca di Southampton divenne comproprietario prima del Globe Theatre, poi del Blackfriars. Accumula una piccola fortuna che gli permette di acquistare delle proprietà a Stratford e di far concedere al padre uno stemma gentilizio.
Delle disgrazie che colpì il duca di Southampton coinvolto nella congiura del conte di Essex (1601) sembra che non ne risentì.
Nel 1603, il nuovo re James I prende alle sue dirette dipendenze la compagnia "del lord ciambellano", che assume la denominazione di "King's men" (uomini del re). Shakespeare figura tra i principali gestori della compagnia, ma il suo nome non appare più nelle liste di interpreti di nuovi drammi rappresentati. Dal 1608 la compagnia userà il Globe Theatre solo nei mesi estivi, preferendo la sala coperta di Blackfriars. Il Globe sarà distrutto nel 1613 da un incendio, per le salve di artiglieria sparate durante la prima rappresentazione dell'"Henry VIII".
Nel 1609-10, pur continuando a collaborare con la compagnia dei King's men, si ritirò a Stratford. Il 23 aprile 1616 morì.


Citazioni di William Shakespeare.

Possiamo chiudere con il passato, ma il passato non chiude con noi. (Il mercante di Venezia)

Tutto il mondo è una perpetua tempesta in cui perdi via via le persone che ami. (Pericle)

Ama tutti, credi a pochi e non far del male a nessuno. (Amleto)


sabato 19 aprile 2014

19 APRILE: AUGURI A TIM CURRY


Auguri a Tim Curry, attore, doppiatore, cantante e compositore britannico, nato a Warrington (contea di Chesire), il 19 aprile 1946, da James, un cappellano metodista, e Patricia, una segretaria di scuola. Tim, a soli sei anni canta come soprano nel coro della chiesa e a dieci comincia a prendere lezioni di recitazione.
Successivamente frequenta la Lymm High School di Warrington ma, dopo la scomparsa del padre stroncato dalla polmonite, il ragazzo si stabilisce con la madre e la sorella nella raffinata Bath, dove studia presso la Kingswood School. Conseguito il diploma, Curry si laurea in letteratura inglese all'Università di Cambridge e in arte drammatica all'Università di Birmingham.
Nel 1968 approda sui palcoscenici londinesi con il musical Hair per poi, cinque anni più tardi, passare alla storia con il musical rock The Rocky Horror Show di Richard O'Brien, nel ruolo dello scienziato pazzo travestito Frank -N- Furter, interpretato nel 1975 anche nella sua trasposizione cinematografica diretta da Jim Sharman.
Tim Curry vanta svariate interpretazioni cinematografiche, tra cui il cardinale Richelieu de I tre moschettieri (1993), il professore di linguistica in Oscar, il maggiordomo Wadsworth in Signori, il delitto è servito, il signore delle tenebre in Legend, l'inquietante clown assassino Pennywise nella miniserie tv It, il dott. Petrov , ufficiale medico in Caccia a ottobre Rosso. Nel 2010 partecipa alla commedia Burke & Hare - Ladri di cadaveri.
Il 24 maggio 2013 viene ricoverato a causa di un ictus, dopo una terapia di riabilitazione sembra si stia riprendendo.

 

domenica 13 aprile 2014

13 APRILE 1906: NASCE SAMUEL BECKETT


Samuel Beckett, scrittore, drammaturgo e poeta irlandese, nasce il 13 aprile 1906 in Irlanda, a Foxrock, un piccolo centro vicino a Dublino, frequenta le scuole superiori ma ha la fortuna di accedere al Port Royal School, lo stesso istituto che ospitò prima Oscar Wilde.
Il carattere di Samuel, però, si discosta nettamente da quello della media dei coetanei. Fin da adolescente, infatti, mostra i segni di un'interiorità esasperata, segnata da una ricerca ossessiva della solitudine. Ciò lo porterà ad isolarsi sempre di più, fino a condurre una vita da vero eremita, per quanto è possibile in una società moderna. Durante questo aspro periodo, il suo amore per la letteratura e per la poesia cresce sempre di più.
La prima svolta importante avviene nel 1928, quando decide di spostarsi a Parigi in seguito all'assegnazione di una borsa di studio da parte del Trinity College, dove studia francese e italiano. Il trasferimento ha subito effetti positivi: non passa molto tempo perché il ragazzo veda nella nuova città una sorta di sua seconda patria. Inoltre, comincia a interessarsi attivamente alla letteratura: frequenta i circoli letterari parigini dove conosce James Joyce, che gli fa da maestro.
Un altro approdo importante è la scoperta che, in qualche modo, l'esercizio della scrittura ha un effetto benefico sul suo stato, riuscendo a distrarlo dai pensieri ossessivi e fornendo un canale creativo in cui sfogare la sua sensibilità accesa, nonché la fervida immaginazione. In pochi anni, grazie ai ritmi intensi di lavoro a cui si sottopone, e soprattutto all'intuito sorvegliatissimo con cui tratta i testi, si afferma come importante scrittore emergente. Vince un premio letterario per un poema intitolato "Whoroscope", incentrato sul tema della transitorietà della vita. Comincia contemporaneamente uno studio su Proust, autore amatissimo. Comincia a viaggiare per l'Europa, attirato da paesi come la Francia, l'Inghilterra e la Germania, senza trascurare un tour completo della sua terra, l'Irlanda. La vita, il risveglio dei sensi sembrano travolgerlo in pieno: beve, frequenta prostitute e conduce una vita di eccessi e dissolutezze. Dopo questo lungo peregrinare, nel 1937 decide di trasferirsi definitivamente a Parigi.
Qui conosce Suzanne Dechevaux-Dumesnil, una donna di diversi anni più vecchia che diventa la sua amante e solo svariati anni più tardi la moglie. Scoppia la seconda guerra mondiale e Beckett opta per l'interventismo, prendendo attivamente parte al conflitto e offrendosi come esperto traduttore per le frange della resistenza. Presto, però, è costretto ad allontanarsi per evitare il pericolo che incombe sulla città e si trasferisce in campagna con Suzanne. Qui lavora come agricoltore e per breve tempo in un ospedale, infine torna a Parigi nel '45, finita la guerra, dove trova ad attenderlo consistenti difficoltà economiche.
Nel periodo fra il '45 e il '50 compone varie opere, tra cui le novelle "Malloy", "Malone muore", "L'innominabile", "Mercier et Camier", e alcune opere teatrali, tra cui "Aspettando Godot", da più parti acclamata come il suo capolavoro. E' l'inaugurazione, negli stessi anni in cui opera Ionesco del teatro cosiddetto dell'assurdo.
Al 1957 invece risale la prima rappresentazione di "Finale di partita", al Royal Court Theatre di Londra.
Nel 1969 gli viene assegnato il premio Nobel per la letteratura. In seguito, ha continuato a scrivere fino alla sua morte, avvenuta il 22 dicembre del 1989.


Citazioni di Samuel Beckett

L'uomo di buona memoria nulla ricorda, perché nulla dimentica. (dal Proust)

Si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano. (Aspettando Godot)

Le idee si assomigliano in modo incredibile, quando si conoscono. (da Malone muore)


venerdì 4 aprile 2014

4 APRILE 1872: HENRY BATAILLE


Henry Bataille, scrittore, poeta e pittore francese, nasce a Nîmes, il 4 aprile 1872, di estrazione borghese, figlio di un magistrato della Corte d'appello di Parigi.
Perde sia il padre sia la madre in giovane età.
Frequenta la Scuola di Belle Arti per studiare pittura, ma contemporaneamente si occupa di letteratura e scrive poemi e lavori teatrali.
I suoi primissimi lavori sono le raccolte liriche La chambre blancheLe beau voyage, mentre nel 1894 il suo primo progetto teatrale viene rappresentato nei teatri: La belle au bois dormant, una sorta di féerie in
versi adattata ad un accompagnamento musicale e impregnata del gusto simbolista.
Con la sua seconda opera teatrale, La Lépreuse, ottiene un tale successo da indurlo di proseguire con questa attività.
Tra i suoi lavori teatrali si ricordano Maman Colibri (1904), la prima di una serie di opere spregiudicate, nella quale una donna di una certa età si innamora del giovane figlio di un amico; La marche nuptiale (1905), in cui una donna dell'alta società si innamora di un semplice e giovane insegnante di musica; La femme neu (1908), dove un pittore di scarsa qualità coglie il successo grazie al ritratto della modella divenuta sua moglie; La Vierge folle (1910), ossia una relazione fra una giovane donna ed un uomo maturo; Homme à la rose (1920), una ennesima variazione sul tema di Don Giovanni.
Bataille si mise in evidenza anche come teorico delle motivazioni subconscie, oltre che per una dura critica della artefatta e frivola morale borghese del suo tempo.
Ebbe una notevole influenza su drammaturghi successivi, quali Jean-Jacques Bernard e la sua "scuola del silenzio".
Alcune sue opere furono adattate per lo schermo.
Muore a Parigi il 2 marzo 1922.

sabato 8 marzo 2014

8 MARZO: AUGURI A LUCA RONCONI


Auguri a Luca Ronconi, regista e attore italiano, nato a Susa, Tunisia, l'8 marzo 1933.
Diplomatosi nel 1953 presso l'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico di Roma, negli anni Cinquanta è stato attore in importanti compagnie. Ha esordito come regista con La buona moglie di Goldoni (1963), cui seguirono I lunatici di Th. Middleton (1966), Misura per misura e Riccardo III di Shakespeare, Il candelaio di Bruno, Fedra di Seneca, e il fortunato Orlando furioso (1968; ed. telev. 1975), esempio di sintesi fra avanguardia e tradizione, nato dalla collaborazione con Edoardo Sanguineti. Ha quindi messo a punto uno stile di grande efficacia plastica che ha saputo coniugare con l'essenzialità di una recitazione tesa fra l'astrazione e lo straniamento; ricordiamo l'Orestea di Eschilo (1972), Il pappagallo verde di Schnitzler (1978), Ignorabimus di Holz (1986), Mirra di Alfieri (1988), Strano interludio di O'Neill (1989), Gli ultimi giorni dell'umanità di Kraus (1990), Re Lear (1994). Dal 1975 è anche innovativo regista lirico (Orfeo e Euridice di Gluck, Fetonte di Jommelli, Lo zar Saltan di Rimskij-Korsakov, Viaggio a Reims di Rossini, L'Europa riconosciuta di Salieri, Falstaff di Verdi, Turandot di Puccini). Nel 1977 ha avviato il Laboratorio sperimentale di Prato. Dopo le esperienze di Torino e di Roma, assunta la direzione artistica del Piccolo Teatro di Milano, ha messo in scena, tra l'altro, La vita è sogno (2000), allestimento del dramma di Calderon de la Barca, e Peccato che fosse puttana (2003) di J. Ford. In occasione delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 ha ideato e diretto, in collaborazione con W. Le Moli, il Progetto Domani, composto di cinque spettacoli che, attraverso il teatro, hanno esplorato temi universali della storia, della politica e della guerra (Troilo e Cressida, Trilogia della guerra, Lo specchio del diavolo, Il silenzio dei comunisti, Biblioetica). Del 2007 è invece il Progetto 'Odissea doppio ritorno', dittico comprendente Itaca di B. Strauss e L'antro delle ninfe da Omero a Porfirio, mentre negli anni successivi ha firmato le regie di La compagnia degli uomini (2010) di E. Bond, La modestia (2011) di R. Spregelburd, Sei personaggi in cerca d'autore (2012) di L. Pirandello e Pornografia di W. Gombrowicz (2013), queste ultime tre rappresentate al Festival dei Due Mondi di Spoleto.

lunedì 17 febbraio 2014

17 FEBBRAIO: AUGURI AD ALEJANDRO JODOROWSKY


Auguri ad Alejandro Jodorowsky Prullansky, scrittore, fumettista, saggista, drammaturgo, regista teatrale,
cineasta e poeta cileno naturalizzato francese, nato a Tocopilla, il 17 febbraio 1929.
Figlio di Jaime Jodorowsky Groismann e di Sara Felicidad Prullansky Trumper, ambedue immigrati ucraini di origine ebraica,  si trasferisce nel 1953 a Parigi, dove fonda con Fernando Arrabal e Roland Topor il movimento teatrale Panico nato da un incontro col poeta editore Beppe Costa. Jodorowsky è stato per
diverso tempo allievo ed assistente di Marcel Marceau, fino ad arrivare ad esserne il più stretto collaboratore. Per Marceau scrisse Il fabbricante di maschere, La Gabbia, Il divoratore di cuori, La
sciabola del samurai e Bip venditore di ceramica. Oltre che direttore di teatro, è autore di pantomime e pièce teatrali, di romanzi e fumetti.
La notorietà di Jodorowsky è dovuta in larga parte ai film da lui diretti, dei quali ricordiamo Il paese incantato, dall'omonima opera per il teatro di Fernando Arrabal, El Topo (1971) che lo rivelò al pubblico internazionale, La montagna sacra (1973) e Santa sangre-Sangue santo (1988).
Dopo il successo de La montagna sacra, Jodorowsky cercò di iniziare, nel 1975, un grosso progetto per portare sul grande schermo il famoso romanzo di fantascienza Dune di Frank Herbert.
Il film, girato in 70 mm, sarebbe dovuto durare tre ore; cercò di coinvolgere tutti i più grandi artisti di quegli anni: le musiche sarebbero dovute essere dei Pink Floyd, tra gli attori protagonisti, addirittura Salvador Dalí; tra gli scenografi e costumisti, Moebius, Chris Foss e H. R. Giger.
Con una diversa produzione, il film Dune venne realizzato solo nel 1984 per la regia di David Lynch. Alcune delle scenografie realizzate anni prima da Giger furono riutilizzate in questo film.
El Topo e La montagna sacra, in cui figurò anche come attore protagonista, sono caratterizzati da un surrealismo provocatorio, grondante di orrori e magia.
Tusk (1979) è un curioso lungometraggio girato in India che narra le disavventure di un simpatico elefante, motivo simbolico del suo passato, che ritornerà su Santa Sangre e sarà ricordato nella sua biografia La danza della realtà, in un episodio dove Jodo-bambino venne rimproverato aspramente dalla nonna per
aver fatto un elefantino di escrementi nasali dietro il suo lettino. Sfortunatamente il produttore di Tusk fece
bancarotta e Jodorowsky versò un periodo decisamente poco felice, arrivando suo malgrado a chiedere retribuzioni per la lettura dei tarocchi. Del film esistono alcuni nastri in lingua originale (il francese), ma non fu mai realmente distribuito.
Santa Sangre segna il suo ritorno al cinema dopo alcuni anni di inattività. Il film, ispirato ad una storia vera, è carico di motivi psicanalitici.
Nel 1991 ha girato Il ladro dell'arcobaleno con Peter O'Toole e Omar Sharif; nel 2005 ha interpretato Ludwig van Beethoven in Musikanten di Franco Battiato e successivamente, nel 2007 è tornato a recitare per l'artista catanese in Niente è come sembra.
Nel 2013, dopo oltre vent’anni dall’ultimo film, esce La danza de la realidad, tratto dal suo libro omonimo.
Jodorowsky ha pubblicato diversi libri rispettando sempre la poliedricità che lo caratterizza.
Nel 1978 appaiono in Italia i suoi primi scritti nel volume "Panico" edito da Pellicanolibri. Nel libro, il primo del movimento Panic, nato in Francia diversi anni prima, sono presenti Fernando Arrabal e Roland Topor, insieme a tanti altri che aderirono al movimento fondato dallo stesso Arrabal.
Nel 1997 è uscita un'intervista sulla Psicomagia, una terapia panica, Conversazioni con Gilles Farcet, mentre nel 1999 ha pubblicato il libro di aforismi e poesie ispirate alla cabala ebraica La scala degli angeli. Tra le produzioni letterarie recenti troviamo La via dei tarocchi del 2005 e La danza della realtà del 2006. In tutti questi libri viene esplorato il rapporto esoterico che lega l'uomo alla divinità.
Quando Teresa si arrabbiò con Dio è invece la rivisitazione in chiave epica della saga della sua
famiglia, ebrea, che dalla Russia inizia il viaggio verso il Cile; nel seguito del romanzo, Il figlio del giovedì nero, la trama assume tratti autobiografici: Jodorowsky, infatti, è nato quando crollò la Borsa di Wall
Street, da cui il titolo.
Un altro saggio intitolato I Vangeli per guarire rilegge in chiave moderna il mito del Vangelo, ripercorrendo
moltissimi versi dell'opera biblica ed instaurando un ponte fra divinità e umanità originalmente ricercato ma non forzatamente contestatorio rispetto alle interpretazioni ordinarie.
Nel 2007 è uscito Psicoposta, raccolta della corrispondenza avuta in questi anni con i lettori italiani di XL, un libro per il quale si può accedere lievemente alla psicomagia di Jodorowsky.
Il 3 dicembre 2005, Jodorowsky ha celebrato il matrimonio tra la rockstar Marilyn Manson, suo caro amico, e Dita Von Teese, regina del soft-porno fetish.


lunedì 10 febbraio 2014

10 FEBBRAIO 1898: NASCE BERTOLT BRECHT


Bertolt Brecht, drammaturgo, poeta e regista teatrale tedesco, tra i più grandi ed influenti del Novecento, nasce il 10 febbraio del 1898 ad Augusta (Germania), da una famiglia benestante.
Compie a Monaco le prime esperienze teatrali, esibendosi come autore-attore: il suo esordio è fortemente influenzato dall'Espressionismo.
Presto aderisce allo schieramento marxista e sviluppa la teoria del "teatro epico" secondo cui lo spettatore non deve immedesimarsi durante la rappresentazione, ma deve cercare di mantenere una distanza critica, allo scopo di riflettere su quello che vede in scena. Da parte dell'autore, invece, canzoni, elementi parodistici e una sceneggiatura molto ben studiata devono essere utilizzate per creare un effetto di straniamento, un distacco critico.
Nel 1928 raggiunge un grande successo con la rappresentazione della Opera da tre soldi, rifacimento del celebre dramma popolare inglese del '700 di J. Gay (la cosiddetta Beggar's Opera).
I personaggi principali sono il re dei mendicanti che ne organizza il "lavoro" come un affare qualsiasi (e da cui ricava notevoli compensi), il criminale senza scrupoli Mackie Messer, che in fondo è un esempio di rispettabilità borghese, e il capo di polizia, un tipo marcio e corrotto.
In quest'opera, la differenza tra criminali e persone rispettabili sparisce del tutto, i soldi rendono tutti uguali, cioè corrotti. Critico nei confronti della società del tempo, Brecht aderisce come detto al marxismo e nel 1933, quando sale al potere il nazismo, è costretto a lasciare la Germania.
Peregrina per 15 anni attraverso molti paesi ma dopo il 1941 si stabilisce negli Stati Uniti. Alla fine del conflitto mondiale, diventato sospetto alle autorità americane per le sue polemiche politiche e sociali, lascia gli Stati Uniti e si trasferisce nella Repubblica Democratica Tedesca, a Berlino, dove fonda la compagnia teatrale del Berliner Ensemble, tentativo concreto di realizzare le sue idee. In seguito, l'"ensemble" diventerà una delle più affermate compagnie teatrali. Nonostante le sue convinzioni marxiste, comunque, è spesso in contrasto con le autorità della Germania dell'Est.
Muore a Berlino il 14 agosto 1956.


Citazioni di Bertolt Brecht

Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati.

E – vi preghiamo – quello che succede ogni giorno non trovatelo naturale. Di nulla sia detto: "è naturale" in questi tempi di sanguinoso smarrimento, ordinato disordine, pianificato arbitrio, disumana umanità, così che nulla valga come cosa immutabile. (L'eccezione e la regola)

Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente. (Vita di Galileo)


lunedì 3 febbraio 2014

3 FEBBRAIO 1971: NASCE SARAH CANE


Sarah Kane, scrittrice e drammaturga britannica. è nata nell'Essex il 3 febbraio 1971.
I genitori erano entrambi giornalisti e devoti evangelisti. Il padre era caporedattore del Daily Mirror per l'area orientale, mentre la madre si licenziò per accudire Sarah e il fratello. Sarah era intelligente, le piaceva studiare e contestava apertamente la religione fino alla perdita della fede. Da ragazza fece parte di un gruppo teatrale locale, facendo la regista di opere di Cechov e Shakespeare, marinando la scuola per poter fare l'assistente regista in una produzione del Soho Polytechnic. Dopo il diploma andò all'Università di Bristol per laurearsi in teatro e con tutte le intenzioni di diventare attrice. In breve divenne molto popolare tra gli studenti, animando la vita sociale e ludica dell'ateneo, e vivendo con gioia la propria omosessualità. Ma nonostante il talento di attrice e regista qualcosa lentamente la portò verso la scrittura.
La prima opera teatrale da lei scritta fu Sick (1994), una serie di tre monologhi rappresentati la prima volta a Edimburgo. Argomenti dei tre monologhi erano lo stupro, la bulimia e la sessualità. Da Bristol si trasferì all'Università di Birmingham per seguire il corso di drammaturgia di David Edgar, che però non le piacque ma continuò a seguire per non dispiacere alla madre. Intanto stava scrivendo Blasted. Il testo racconta di Ian, un giornalista di mezza età che sembra dover morire e invita Cate, una ragazzina ritardata nella sua stanza d'albergo per essere confortato nelle sue ultime ore. La violenta e umilia finché fa irruzione un Soldato armato che trasforma il luogo in un campo di battaglia bosniaco, fino allo stupro del soldato sul giornalista e a un finale scandito da defecazioni e cannibalismo.
Recitato alla serata conclusiva del corso, Blasted fu visto da Mel Kenyon che chiamò Sarah a Londra e ne divenne l'agente. Nel gennaio 1995 l'opera fu rappresentata a Londra al Royal Court Upstairs per la regia di James Macdonald, nell'ambito della politica di sostegno della giovane drammaturgia inglese compiuta in quel teatro, suscitando scandalo e polemiche di straordinaria violenza, e diventando una vera e propria pietra miliare nel teatro inglese.
Sempre in quell'anno Sarah firma il suo unico video, la sceneggiatura di Skin, diretto da Vincent O'Connell e prodotto da British Screen e Channel 4. Si tratta di un tv-movie di una diecina di minuti dedicato al rapporto fra un naziskin e una ragazza nera.
Nel 1996 Sarah scrive Phaedra's Love, che lei stessa dirige al Gate Theatre di Londra. Si tratta di una riscrittura moderna del mito di Fedra, derivato non tanto dalla tragedia di Euripide quanto da quella, ben più violenta e truce, di Seneca. Sempre per il Gate Theatre firmerà in seguito un'altra regia, quella del Woyzeck di Georg Büchner. In questi mesi, Sarah viaggia in Europa sull'onda del successo di Blasted, e nel 1997 viene in Italia, a Sesto Fiorentino, per la prima messa in scena italiana dell'opera, diretta da Barbara Nativi per Laboratorio Nove, nell'ambito del Festival Intercity.
Nel 1998 va in scena al Royal Court, diretto ancora da James Macdonald, Cleansed, che proietta in un campus universitario un vero e proprio campo di concentramento dominato dal dottor Tinker (il nome ricorda il critico teatrale stroncatore di Blasted) che sevizia e tortura per il proprio piacere.
Cleansed fa immediatamente seguito Crave, scritto con lo pseudonimo di Marie Kelvedon e portato in scena da Vicky Featherstone al Traverse Theatre di Edimburgo sempre nel 1998. Qui quattro personaggi, identificati esclusivamente da una lettera (A, B, C, M), intrecciano le proprie storie, ancora una volta di violenze sessuali, identità sconvolte, angosce e solitudini. Sarah la considerava la sua opera della disperazione, mentre definiva le sue opere precedenti come "positive": Blasted sulla speranza, Phaedra's Love sulla fede e Cleansed sull'amore. E si stupiva perché il suo pubblico interpretasse le prime tre come "depressive" e l'ultima come un segno di speranza, quando per lei era decisamente il contrario. Sarah Kane lottò contro la depressione per molti anni, alla fine morì per suicidio a Londra il 20 febbraio 1999.
La sua ultima opera, 4.48 Psychosis, fu completata poco prima della morte dell'autrice e fu rappresentata una anno dopo il suicidio. Nel 2001 il Royal Court Theatre, che aveva messo in scena tutte le prime degli spettacoli di Kane eccetto uno, ha dedicato una stagione intera alla sua opera.