Visualizzazione post con etichetta frankenstein. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta frankenstein. Mostra tutti i post
lunedì 20 ottobre 2014
20 ottobre: auguri a Danny Boyle
Auguri a Daniel Boyle, noto come Danny Boyle, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico inglese, nato a Manchester, il 20 ottobre 1956, da una famiglia di emigranti irlandesi.
Studia al collegio dei Salesiani di Bolton e poi alla Bangor University. Comincia a lavorare in teatro all'età di diciotto anni e già due anni dopo lavora come regista teatrale per la Joint Stock Theatre Company, quindi si sposta a Londra per lavorare come direttore artistico per il Royal Court Theatre. Dal 1987 lavora qualche anno per la televisione: prima con la BBC Northern Ireland e poi per la BBC2.
Esordisce nel cinema nel 1994 con Piccoli omicidi tra amici (1995), tratto dall'omonimo romanzo di John Hodge. Il film ottiene un ottimo successo in Gran Bretagna ed ottiene il premio come "best newcomer" dai London Film Critics Circle.
Il successo arriva con Trainspotting, del 1996, sempre a fianco di John Hodge che però è alla sceneggiatura (il libro da cui è tratto è di Irvine Welsh). Il film, che tratta in maniera ironica e grottesca il tema della droga, diventa un cult che frutta al regista l'occasione di girare alcune scene del quarto film della serie Alien, ossia Alien: la clonazione, per il quale si trasferisce a Hollywood.
Nel 1997 gira negli Stati Uniti Una vita esagerata, che si rivela però un insuccesso commerciale, come del resto il film successivo. L'idea di portare sullo schermo il romanzo The Beach, scritto da Alex Garland, è di Ewan McGregor, che la propone a Boyle. La produzione, tuttavia, sceglie come attore protagonista Leonardo DiCaprio senza consultare il regista, che aveva già promesso il ruolo a McGregor. I media enfatizzano la situazione e da allora i due non lavoreranno più insieme. Benché The Beach non abbia convinto né il pubblico né la critica, film e libro rimangono tuttora un vero e proprio cult per i viaggiatori zaino in spalla di tutto il mondo, specialmente nel sud-est asiatico.
Dopo un breve ritorno al piccolo schermo per due film TV con la BBC e qualche documentario sul mondo musicale, nel 2003 esce l'horror 28 giorni dopo, in cui collabora nuovamente con Alex Garland. Dirige Kenneth Branagh nel cortometraggio Alien Love Triangle, prima di tornare al lungometraggio nel 2004 con la commedia Millions, sceneggiata da Frank Cottrell Boyce. Nel 2007 filma Sunshine, scritto da Alex Garland. Si tratta di un film fantascientifico pieno di omaggi a 2001: Odissea nello spazio, Solaris e Alien.
Nel 2008 dirige a Bollywood il film The Millionaire. Il film è un successo in tutto il mondo e riceve 8 Premi Oscar, tra cui quelli come miglior film e come miglior regia appunto per Boyle.
La pellicola successiva è 127 ore, che si basa sull'autobiografia di Aron Ralston (interpretato da James Franco) dal titolo Between a Rock and a Hard Place. Questo film ottiene sei candidature all'Oscar, tra cui quella di miglior sceneggiatura originale per Boyle. Nel 2011 porta in scena a Londra l'acclamato spettacolo teatrale Frankenstein, ispirato all'omonimo romanzo di Mary Shelley. Dopo essere stata registrata al Royal National Theatre, l'opera viene in seguito proiettata anche nei cinema. L'anno successivo, il 27 luglio, sempre nella capitale inglese, dirige la cerimonia di apertura dei Giochi della XXX Olimpiade, tenutasi presso l'Olympic Stadium; per l'occasione realizza anche il cortometraggio Happy and Glorious, in cui dirige Daniel Craig e la regina Elisabetta II del Regno Unito.
Nel 2013 dirige In Trance, thriller psicologico in cui si affronta il tema dell'amnesia. Sempre nel 2013 conferma di essere all'opera sul sequel di Trainspotting, basato sul romanzo Porno di Irvine Welsh del 2002, che riprende i fili del discorso, con gli stessi personaggi, da dove si era interrotto il primo capitolo.
Etichette:
black commedy,
cinema,
compleanni,
danny boyle,
fantascienza,
frankenstein,
horror,
irvine welsh,
registi,
thriller,
Trainspotting,
zombie
sabato 30 agosto 2014
30 AGOSTO 1797: NASCE MARY SHELLEY
Mary Shelley, nata Mary Wollstonecraft Godwin, fu una scrittrice, saggista e biografa inglese, autrice del romanzo gotico Frankenstein, moglie del poeta Percy Bysshe Shelley, figlia della filosofa Mary Wollstonecraft, antesignana del femminismo, e del filosofo e politico William Godwin.
Nacque a Londra, il 30 agosto 1797, la madre morì dodici giorni dopo averla messa al mondo. Mary, insieme alla sorellastra più grande Fanny Imlay Godwin, nata da una precedente relazione della madre con Gilbert Imlay, crebbe col padre William Godwin, il quale decise di adottare Fanny e di crescerla come fosse sua figlia. Quando Mary aveva tre anni suo padre sposò Mary Jane Clairmont, sua vicina di casa. Godwin fornì a Mary un'educazione ricca e informale, incoraggiandola ad aderire alle sue idee politiche.
Nel 1814 Mary si innamorò di uno dei discepoli di Godwin, Percy Bysshe Shelley, all'epoca già sposato con Harriet Westbrook. Assieme alla sorellastra Claire Clairmont, seconda figlia di Mary Jane Clairmont, Mary fuggì in Francia con Percy con il quale, dopo aver attraversato insieme l'Europa, dovette rientrare in Inghilterra per mancanza di soldi. Mary aspettava un figlio di Percy e la bambina che ne nacque morì pochi giorni dopo il parto prematuro, senza aver ricevuto nemmeno un nome. Mary e Percy si sposarono nel 1816, dopo il suicidio della moglie di lui.
Nel 1817 la coppia trascorse un'estate con Lord Byron, John William Polidori e Claire Clairmont nei pressi di Ginevra, in Svizzera, dove Mary ebbe l'ispirazione per la stesura del suo romanzo Frankenstein. Nel 1818 gli Shelley lasciarono l'Inghilterra per l'Italia, dove morirono Clara Everina e William, rispettivamente seconda e il terzo figlio di Mary e Percy, e dove nacque Percy Florence, l'unico a sopravvivere ai genitori.
Nel 1822 suo marito annegò durante una traversata della baia di La Spezia. Un anno dopo Mary ritornò in Inghilterra dove si dedicò totalmente alla carriera di scrittrice, in modo da poter mantenere il figlio.
Trascorse l'ultima decade della sua vita nella malattia, probabilmente un tumore al cervello, che la uccise all'età di 53 anni, nel 1851.
Citazioni da Frankenstein
Il mondo per me era un mistero da scoprire. Curiosità, bruciante volontà di impadronirmi delle leggi segrete della natura, e una felicità vicina all'estasi quando esse mi si svelavano: queste sono le prime sensazioni che riesco a ricordare.
Imparate dal mio esempio, se non dalle mie parole, quanto sia pericoloso acquisire la conoscenza e quanto sia più felice l'uomo convinto che il suo paese sia tutto il mondo, di colui che aspira a un potere più grande di quanto la natura non conceda.
Niente è più doloroso per la mente umana della calma mortale dell'inattività e del disincanto che fa seguito alle emozioni provocate da una rapida successione di eventi, cancellando dall'anima ogni speranza e anche ogni paura.
lunedì 4 agosto 2014
4 AGOSTO 1792: NASCE PERCY BISSHE SHELLEY
Percy Bysshe Shelley, poeta e filosofo inglese, nasce il 4 agosto 1792 a Field Place (nel West Sussex), discendente di diciassettesima generazione di Richard Fitzalan, decimo Barone di Arundel e di Lancaster per tramite del figlio John Fitzalan. Era figlio di Sir Timothy Shelley e della moglie Elizabeth Pilfold.
Ricevette la sua prima istruzione in famiglia dal reverendo Thomas Edwards di Horsham. Nel 1802 entrò nella Syon House Academy di Brentford. Nel 1804, Percy fu ammesso allo Eton College, qui fu soprannominato "mad Shelley" (Shelley il folle) a causa della sua eccentricità. Il 10 aprile 1810 Percy andò all'Università di Oxford . La sua prima opera pubblicata fu un romanzo gotico, Zastrozzi (1810), in cui egli sfogò la sua visione atea del mondo per bocca del malvagio Zastrozzi. Nello stesso anno Shelley e la sorella Elizabeth pubblicarono Poesie originali di Victor e Cazire. Nel 1811 Shelley, in collaborazione con l'amico Thomas Jefferson Hogg, pubblicava un opuscolo, La necessità dell'ateismo, che provocò la loro espulsione da Oxford il 25 marzo del 1811. Avrebbe potuto essere riammesso grazie all'intervento del padre, se avesse rinnegato il credo dichiarato nei suoi scritti, ma Shelley rifiutò, il che portò ad una rottura totale tra lui e il padre. Dopo essere stato espulso da Oxford, pubblicò una collezione di poesie apparentemente burlesche ma in realtà dai tratti rivoluzionari, i Frammenti postumi di Margaret Nicholson.
Quattro mesi dopo la sua espulsione, il diciannovenne Shelley fuggì segretamente in Scozia con una giovane studentessa, Harriet Westbrook, figlia di John Westbrook, il proprietario di un caffè di Londra, e la sposò il 28 agosto del 1811; da lei avrà due figli. Shelley invitò il suo amico Hogg a condividere la sua casa, inclusa la moglie, come volevano i suoi ideali di amore libero, ma in seguito al rifiuto da parte di Harriet dovette abbandonare il suo progetto di matrimonio aperto. Si recò nel Lake District con l'intenzione di mettersi a scrivere, ma, distolto dagli eventi politici, si spostò poco dopo in Irlanda, interessandosi attivamente della condizione di miseria dei lavoratori dublinesi e dandosi all'attività di propagandista politico. Queste sue attività gli valsero le attenzioni ostili del governo inglese. Dal matrimonio nacque poco dopo la figlia Ianthe.
Nei due anni successivi, Shelley scrisse e pubblicò La Regina Mab: un poema filosofico. Tale poema mostra l'influenza del filosofo inglese William Godwin, e in esso è espressa molta della filosofia radicale di quest'ultimo. Sofferente fin dal 1812 di attacchi nervosi, placati con dosi di laudano, cominciò ad attraversare fasi caratterizzate da vere e proprie allucinazioni. Intraprese in questo periodo una serie di viaggi, fra i quali è significativo quello in Irlanda; dove Shelley iniziò propaganda sia contro il dominio inglese che contro il cattolicesimo. Tornato in Inghilterra, il matrimonio con Harriet iniziò a deteriorarsi: Shelley lasciava spesso soli la moglie e i suoi due figli trattenendosi a casa di Godwin e nella sua libreria di Londra. Fu qui che incontrò, innamorandosene (sebbene ancora sposato con Harriet), Mary, la figlia colta ed intelligente di Godwin e di Mary Wollstonecraft, un tempo nota come insegnante e scrittrice femminista morta alla nascita di Mary.
Il radicalismo di Percy Shelley, e soprattutto le sue idee economiche apprese mediante la lettura del trattato Political Justice (1793) di Godwin, furono la causa dell'allontanamento dalla sua famiglia aristocratica. A causa di questo progetto di "Giustizia politica" Percy Shelley si ritrovava ad avere notevoli difficoltà ad accedere al patrimonio familiare; a causa di ciò, dopo diversi mesi di promesse, Shelley annunciò a Godwin, sempre in difficoltà economiche, che non poteva e non voleva risanare tutti i suoi debiti. A causa di ciò Godwin si arrabbiò e si sentì tradito dal discepolo.
Mary e Percy si incontrarono segretamente alcune volte presso la tomba di Mary Wollstonecraft, nel cimitero di Saint Pancras, dove si confidarono il loro amore. Con grande scoramento di Mary, Godwin disapprovò questa unione e provò a ostacolarla per salvare l'"immacolata reputazione" di sua figlia.
Il 28 giugno 1814 la coppia fuggì in segreto in Francia, portando con sé la sorellastra di Mary, Claire Clairmont. I tre si imbarcarono per l'Europa attraversando la Francia per poi andare ad abitare in Svizzera.
Tornare in Inghilterra il 13 settembre 1814, lì constatarono che Godwin, che un tempo aveva caldeggiato l'amore libero e vissuto secondo i suoi principi, si rifiutava di rivolgere la parola a Mary e a Shelley, e così fu per qualche anno.
Nell'autunno del 1815, stabilitosi a Londra con Mary ma eludendo i creditori, Shelley produsse l'allegoria in versi intitolata Alastor, o lo spirito della solitudine. Per quanto allora non attraesse molta attenzione, oggigiorno quest'opera è ritenuta il suo primo grande poema. La situazione in Inghilterra fu ricca di complicazioni, molte delle quali Mary non aveva previsto. Durante, o dopo, il loro viaggio, Mary era infatti rimasta incinta. Inoltre si ritrovarono di nuovo senza soldi e, con grande sorpresa da parte di Mary, suo padre si rifiutava di avere con loro il minimo contatto.
A volte Percy si allontanava da casa per sfuggire ai numerosi creditori, rischiando a volte di finire in prigione.
Incinta e spesso malata, Mary Godwin si trovò a far fronte alla gioia di Shelley per la nascita di Charles, figlio del poeta e di Harriet, e al rapporto sempre più difficile con Claire, la quale cominciò ad attirare l'attenzione della coppia perché si sentiva trascurata.
Mary trovò parziale conforto in Hogg, che all'inizio non trovava molto simpatico ma che col tempo cominciò a considerare un amico. Percy spinse i due a diventare amanti in nome dell'ideale dell'amore libero; si suppone che Mary non abbia disprezzato l'idea, condividendo anche lei gli stessi ideali, ma non si hanno prove certe dell'attuazione di tale relazione.
Il 22 febbraio 1815 Mary diede alla luce una bimba prematura di due mesi, Clara, che morì circa due settimane dopo.
La perdita della figlia precipitò Mary in una profonda depressione, spesso ossessionata proprio dalla visione della bimba; presto tuttavia si riprese ed entro l'estate si ristabilì.
A seguito del risanamento delle finanze di Percy - seguito alla morte di suo nonno, sir Bysshe Shelley - la coppia trascorse un periodo di vacanza a Torquay e in seguito affittò una casa a due piani a Bishopsgate, vicino al parco di Windsor.
Nell'estate del 1816 gli Shelley fecero un secondo viaggio in Svizzera. L'occasione venne dalla sorellastra di Mary Shelley, Claire Clairmont, che si era legata a Lord Byron l'aprile precedente, poco prima che questi si esiliasse nel continente.
Byron e gli Shelley affittarono delle case adiacenti tra loro sulle rive del Lago di Ginevra, e le frequenti conversazioni con Byron ebbero un effetto molto stimolante sulla poesia di Shelley.
Un giro in barca intrapreso dai due spinse Shelley a scrivere l'Inno alla bellezza dell'intelletto.
A sua volta, Shelley influenzò la poesia di Byron.
Nella tarda estate di quell'anno, Claire e gli Shelley fecero ritorno in Inghilterra.
Claire era incinta della figlia di Byron, fatto, questo destinato ad avere conseguenze non trascurabili sul futuro di Shelley.
Nelle serate trascorse a Villa Diodati (residenza di Byron a Ginevra) la compagnia si divertiva leggendo storie tedesche di fantasmi (come le Fantasmagoriana). Byron propose poi un gioco: ognuno avrebbe dovuto scrivere una storia di fantasmi e di paura; poco tempo dopo Mary nel dormiveglia ebbe l'idea, che divenne il romanzo Frankenstein.
Mary cominciò a scrivere la storia dandole l'impostazione di un racconto breve. Percy, dopo aver visto la prima bozza, la incoraggiò tuttavia a proseguire ed espandere il racconto in ciò che sarebbe divenuto il romanzo d'esordio di Mary: Frankenstein; ovvero il moderno Prometeo.
Dopo il loro rientro a Londra a settembre Mary e Percy presero casa a Bath, sempre accompagnati da Claire, la quale prese dimora vicino a loro. Motivo principale di questo loro spostamento a Bath fu la speranza di riuscire a tenere nascosta la gravidanza, oramai evidente, di Claire.
Il 10 dicembre Harriet, moglie di Percy, fu trovata affogata nel Serpentine, un laghetto di Hyde Park a Londra, secondo alcuni incinta.
Il suicidio fu tenuto nascosto, per evitare problemi legali alla famiglia e a Shelley. I familiari di Harriet contrastarono però il tentativo di Percy (appoggiato anche da Mary) di ottenere l'affidamento dei due bambini avuti da lei. Gli avvocati di Percy, per favorire l'affidamento, gli consigliarono di sposarsi; così lui e Mary, di nuovo incinta, si sposarono il 30 dicembre 1816 nella chiesa di San Mildred, a Bread Street (Londra).
Nel marzo del 1817 Percy fu dichiarato moralmente inadatto a ottenere la tutela dei figli, che furono così affidati alla famiglia di un ecclesiastico del Kent.
Nello stesso periodo gli Shelley, con Claire e Alba, traslocarono in una casa ad Albion, presso Marlow, nel Buckinghamshire, sulle rive del Tamigi. Qui il 2 settembre nacque la terza figlia di Mary, Clara Everina.
Nel maggio del 1817 Mary terminò di scrivere Frankenstein, che fu pubblicato anonimo nel 1818 con una prefazione scritta da Percy.
Critici e lettori affermarono che Percy Shelley fosse il vero autore, probabilmente anche perché l'opera era dedicata a William Godwin.
Quell'autunno Percy si allontanò frequentemente da Londra per sfuggire ai creditori. La minaccia di prigione da parte dei creditori, la sua debole salute e la continua paura di perdere anche l'affidamento dei figli avuti con Mary spinsero la coppia a lasciare per sempre l'Inghilterra per raggiungere l'Italia. Il 12 marzo 1818 partirono, portando con loro anche Claire e la figlia di lei.
Dopo una serie di alti e bassi letterari e personali, nel 1818, rotti tutti i rapporti con la famiglia e in uno stato di salute pessimo, il poeta, con il suo seguito (la moglie, i due figli, la cognata e sua figlia) si spostò in Italia, dove, nel giro di quattro anni, soggiornò a Venezia, Livorno, Lucca, Este, Roma, Napoli, Firenze e Pisa. La sua ultima residenza fu a Villa Magni a San Terenzo, paese marinaro nel Comune di Lerici (La Spezia). Shelley e Mary perderanno due dei tre figli in Italia: prima Clara (Claire) Everina e poi William; sopravvisse solo il figlio nato a Firenze, Percy Florence.
Per un po' di tempo Mary trovò come unico conforto la scrittura.
La nascita a Firenze di un altro figlio, Percy Florence, il 12 novembre 1819, la aiutò a riprendersi, sebbene Mary serbasse il ricordo dei propri figli sino alla fine della propria vita.
Gli anni italiani furono intensi sia dal punto di vista intellettuale che creativo per entrambi i coniugi Shelley. Mentre Percy compose la maggior parte dei suoi poemi, Mary scrisse la novella semi autobiografica Matilda, il romanzo storico Valperga e le opere teatrali Proserpina e Mida.
Nel dicembre 1818 gli Shelley si diressero verso Napoli, dove rimasero tre mesi, ricevendo come ospite soltanto un visitatore, un medico. Proprio a Napoli Mary trasse ispirazione per la realizzazione del romanzo apocalittico L'ultimo uomo. Nell'estate del 1822 Percy e Mary (nuovamente incinta) si diressero, assieme a Claire e Williams, a Villa Magni, a San Terenzo, nella baia di Lerici, quello che sarà chiamato il "golfo dei poeti". Una volta sistematisi nella nuova dimora, il clima di tranquillità fu spezzato dall'annuncio della morte di Allegra, figlia di Claire, deceduta di tifo nel convento a Bagnacavallo in cui Byron aveva voluto educarla.
Il 16 giugno Mary ebbe un aborto spontaneo e rischiò di morire. Percy intervenne prontamente, immergendo Mary in una vasca con ghiaccio per rallentare l'emorragia prima dell'arrivo del medico, salvandole così la vita.
I rapporti fra Mary e Percy si erano deteriorati e Percy trascorse molto più tempo con l'amante Jane Williams che non con la moglie debilitata.
L'8 luglio 1822, a poco meno di un mese dal suo trentesimo compleanno, Percy e Edward Williams salparono sulla barca di Shelley per fare ritorno a Villa Magni.
Non arrivarono mai a destinazione. Dalla ricostruzione dei fatti si evinse che subito dopo la partenza, Shelley era stato sorpreso da una tempesta improvvisa mentre era a bordo della sua barca navigando con gli amici verso San Terenzo, di ritorno da Pisa e Livorno. Il vascello, una nave aperta costruita a Genova apposta per Shelley su imitazione di un modello della marina inglese, non si capovolse ma affondò nel mare di fronte a Lerici; Mary Shelley dichiarò nella sua Nota alle poesie del 1822 (1839) che vi era un difetto nel progetto e che il vascello non era adatto per navigare. Percy Shelley e i due compagni erano probabilmente annegati. Dieci giorni dopo la partenza i tre corpi furono rinvenuti presso la costa di Viareggio. Trelawny, Byron e Hunt cremarono il corpo di Shelley sulla spiaggia del ritrovamento, come disponeva la legge dell'epoca. Dopo una sepoltura provvisoria nella sabbia, sempre sulla stessa spiaggia, la cerimonia di cremazione avvenne quindi nello stesso luogo, qualche settimana dopo. Per volontà di Mary, durante il rogo furono versati sul corpo di Percy profumi, incensi e oli aromatici procurati da Byron stesso, come avvenne durante il funerale di Miseno descritto nel sesto libro dell'Eneide.
La mutevolezza
Mutability
di Percy Bysshe Shelley
Noi siamo come nuvole che velano la luna a mezzanotte;
così irrequiete sfrecciano, e sfavillano, e fremono, striando
l'oscurità radiosamente! ― eppure subito
la notte si richiude attorno, e le cancella:
o come lire dimenticate, le cui dissonanti corde
rendono a ogni vario soffio del vento una risposta varia,
alla cui fragile struttura nessuna nuova vibrazione apporta
un tono o una modulazione pari all'ultimo.
Noi riposiamo ― e un sogno ha la potenza di avvelenarci il sonno.
Ci alziamo ― e un pensiero errante può inquinare il giorno.
Sentiamo, concepiamo o ragioniamo, ridiamo o piangiamo,
ci disperiamo, o gettiam via ogni affanno:
è tutto uguale! ― Sia una gioia o un dolore,
la via della sua dipartita è sempre aperta:
l'ieri dell'uomo non può mai essere simile al domani;
niente nel mondo può durare, eccetto la Mutevolezza.
---ooOoo---
We are as clouds that veil the midnight moon;
How restlessly they speed, and gleam, and quiver,
Streaking the darkness radiantly! ― yet soon
Night closes round, and they are lost for ever:
Or like forgotten lyres, whose dissonant strings
Give various response to each varying blast,
To whose frail frame no second motion brings
One mood or modulation like the last.
We rest. ― A dream has power to poison sleep;
We rise. ― One wandering thought pollutes the day;
We feel, conceive or reason, laugh or weep;
Embrace fond woe, or cast our cares away:
It is the same! ― For, be it joy or sorrow,
The path of its departure stili is free:
Man's yesterday may ne'er be like his morrow;
Nought may endure but Mutability.
martedì 22 luglio 2014
22 LUGLIO 1889: NASCE JAMES WHALE
James Whale, regista britannico, nasce a Dudley (West Midlands) il 22 luglio 1889.
Sesto di sette figli, suo padre era un operaio metallurgico e sua madre un'infermiera. Non volendo seguire i suoi fratelli nel lavoro in miniera, iniziò a lavorare come ciabattino. Mostrando un certo talento come compositore di canzonette, utilizzò i suoi guadagni extra per frequentare le scuole serali della Dudley School of Arts and Crafts.
Nell'ottobre del 1915 con l'avvento della prima guerra mondiale si arruolò nell'esercito dove raggiunse il grado di tenente. Fatto prigioniero di guerra nel 1917, trascorse il suo periodo di prigionia scoprendo il suo talento di organizzatore e direttore di spettacoli teatrali.
Dopo l'armistizio fece ritorno a Birmingham e si imbarcò nell'avventura del teatro professionale. Nel 1928 gli fu offerta l'opportunità di dirigere due rappresentazioni teatrali del dramma Journey's End dell'allora sconosciuto R. C. Sherriff, con protagonista un giovanissimo Laurence Olivier.
Lo spettacolo si rivelò un autentico successo e la rappresentazione si trasferì nel West End dove vennero recitate ben 600 repliche dello spettacolo, e Whale fu invitato a trasferirsi a Broadway dove infine si sarebbe occupato anche della trasposizione cinematografica dell'opera.
Whale è soprattutto noto per le sue pellicole del genere horror (come Frankenstein, La moglie di Frankenstein e L'uomo invisibile). Tramite i suoi grandi classici nacquero stelle del calibro di Gloria Stuart, Colin Clive, Elsa Lanchester, Boris Karloff e Claude Rains, dei quali alcuni avevano già recitato in Inghilterra con Whale ed erano stati appositamente scelti da lui per i loro rispettivi ruoli. Whale diresse anche altri celebri successi cinematografici, come La donna che non si deve amare del 1931, Il castello maledetto del 1932, La canzone di Magnolia del 1936, e La maschera di ferro del 1939.
Nell'ultimo periodo della sua vita Whale soffriva di problemi alla memoria causati da un ictus che aveva avuto conseguenze debilitanti. Si suicidò annegandosi nella piscina della propria villa il 29 maggio 1957, all'età di 67 anni.
domenica 23 febbraio 2014
23 FEBBRAIO 1904: NASCE TERENCE FISHER
Terence Fisher, regista britannico noto per aver lavorato per la Hammer, nasce il 23 febbraio 1904 a Londra.
Perde il padre giovanissimo e verrà accudito dai nonni e dalla madre. Cresce in una famiglia all'antica, con un educazione di stampo classico e religioso. Appena terminati gli studi, a 16 anni, si imbarca (per richiesta della madre) sul “Conway”, una nave militare, dove naviga per circa cinque anni raggiungendo il grado di secondo ufficiale. Capisce presto che la vita militare non fa per lui, perciò ed a 23 anni decide di cambiare vita lasciando il servizio e cercando i lavori più disparati. È in questo periodo che comincia ad interessarsi al mondo del cinema, che tanto lo affascinava da ragazzino. Inizia a frequentare gli Studios: per conoscere l’ambiente e farsi notare accetta qualsiasi mansione, arrivando ad essere una sorta di factotum, fino al 1934. Sono anni fortemente formativi, dove il giovane Terence impara velocemente la tecnica del montaggio. Dopo cinque anni di gavetta, finalmente, riesce a lavorare professionalmente come montatore, cominciando già a farsi apprezzare per le sue doti. Quando la Rank Organization decide di rinnovare il proprio organico assumendo nuovi registi, Fisher coglie subito l'occasione facendosi avanti.
Il suo primo incarica sarà una commedia fantastica, Colonel Bogey (1948), in seguito gli vengono commissionati altri due mediometraggi, To the Public Danger e A Song for Tomorrow, sempre dello stesso anno.
Gli viene offerto il primo lungometraggio veramente importante, Portrait From Life, sempre nel 1948. Negli anni successivi si dibatte tra sceneggiature di qualità altalenante, riuscendo solo in parte a mettere in mostra le proprie abilità. Siamo nel 1951: sarà questo l’anno che cambierà drasticamente la vita e la carriera di Fisher e, probabilmente, la storia del cinema horror. È l’anno dell’incontro con il produttore William Hinds, che gli offre un contratto di quattro film per una piccola casa di produzione inglese in fase di ricostruzione: la Hammer Films. Dopo A Stolen Face(1952), seguiranno altri due lavori finalmente di carattere fantastico: Four Sided Triangle e Spaceways, entrambi del 1953.
Dopo tre anni di assenza dalla Hammer viene richiamato da Hinds per girare The Curse of Frankenstein (La maschera di Frankenstein, 1957), rifacimento del Frankenstein di James Whale. Si tratta del primo Frankenstein a colori, e si differenzia abbastanza radicalmente dal suo predecessore soprattutto per una visione incentrata molto più sulla figura dello scienziato, piuttosto che sul mostro. Un successo mondiale, incassi record, e la definitiva consacrazione.
Seguono a ruota una serie di straordinari successi sia al botteghino che per la critica, tutti in collaborazione con la storica casa di produzione inglese che gli mette a disposizione uno staff di assistenti ridotto ma efficientissimo. Dracula (1958) rappresenta uno dei più grandi omaggi alla figura del vampiro, definendo veri e propri canoni (mantello nero, canini appuntiti) che rimarranno per sempre nell'immaginario di tutti. Christopher Lee diventerà l'incarnazione perfetta del mostro di Dracula, fascinoso e aggressivo al tempo stesso. Nel 1958 vede la luce il sequel di The Curse of Frankenstein: The revenge of Frankenstein (La vendetta di Frankenstein), segue Hound of the Baskervilles (La furia dei Baskerville, 1959), tratto dal romanzo di Arthur Conan Doyle. Il 1959 è l’anno di The Mummy (La mummia) e The Man Who Could Cheat Death (L’uomo che ingannò la morte).
L’anno successivo gira The Stranglers of Bombay (1960), un'opera drammatica e The Two Faces of Dr. Jekyll (Il mostro di Londra). Seguiranno Curse of the Werewolf (L’implacabile condanna, 1961), e The Phantom of the Opera (Il fantasma dell’opera, 1962), mentre ritorna la collaborazione con Cushing e Lee in The Gorgon (Lo sguardo che uccide, 1964).
Dracula: Prince of Darkness (1966) sarà l’ultimo Dracula di Fisher, interpretato da Christoper Lee, mentre saranno ancora tre i film tratti dal romanzo di Mary Shelley: Frankenstein Created Woman (La maledizione di Frankenstein, 1967), Frankenstein Must Be Destroyed (Distruggete Frankenstein, 1969), Frankenstein and the Monster from Hell (La creatura di Frankenstein, 1974), inframezzati dall'inedito in Italia The Devil Rides Out (1968), sceneggiato da Richard Matheson. La Hammer si avvia al tramonto e Fisher smetterà definitivamente di dirigere a 70 anni.
Muore di cancro il 18 giugno 1980.
Etichette:
cinema,
cinema gotico,
compleanni,
dracula,
fantastico,
frankenstein,
hammer,
horror,
terence fisher
Iscriviti a:
Post (Atom)




