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giovedì 25 settembre 2014

25 settembre: auguri a Niccolò Ammaniti


Auguri a Niccolò Ammaniti, scrittore italiano, vincitore del premio Strega nel 2007 per Come Dio comanda, nasce a Roma, il 25 settembre 1966.
S'iscrive al corso di laurea in Scienze biologiche non completando tuttavia gli studi. Il suo primo romanzo, intitolato Branchie, è stato nel 1994. Il libro racconta la storia paradossale di un ragazzo romano malato di tumore che si trova catapultato suo malgrado in India, dove è costretto a vivere una serie di sgradevoli e stravaganti avventure.
Nel 1995 Ammaniti ha pubblicato, insieme con il padre Massimo, medico psichiatra, il saggio Nel nome del figlio, edito da Arnoldo Mondadori Editore. Nel 1996 ha recitato insieme alla sorella nel film a basso budget Cresceranno i carciofi a Mimongo di Fulvio Ottaviano.
Ha partecipato nel 1996 all'antologia Gioventù cannibale, curata da Daniele Brolli e pubblicata da Einaudi, con un racconto scritto a quattro mani con Luisa Brancaccio. Sempre nel 1996 ha pubblicato per Mondadori Fango, raccolta di racconti che contiene, tra gli altri, i testi Vivere e morire al Prenestino e L'ultimo capodanno dell'umanità; da quest'ultimo è stato tratto nel 1998 il film di Marco Risi L'ultimo capodanno, alla sceneggiatura del quale collaborò lo stesso Ammaniti. Diventa uno dei principali rappresentanti del gruppo di scrittori definiti Cannibali.
Nel 1999 è uscito il romanzo Ti prendo e ti porto via, sempre per Mondadori. La notorietà a livello nazionale giunge per Ammaniti nel 2001, quando pubblica il romanzo Io non ho paura, trasposto due anni dopo nell'omonimo film di Gabriele Salvatores. Nel 2004 ha scritto il soggetto per il film Il siero della vanità, diretto da Alex Infascelli. Dal 17 settembre 2005 è sposato con l'attrice Lorenza Indovina.
Nel 2006 è stato pubblicato il romanzo Come Dio comanda, edito da Arnoldo Mondadori Editore, accolto con favore dal pubblico, ma con alterni giudizi dalla critica, nonostante nel 2007 il romanzo si aggiudichi il premio Strega; il libro è stato inoltre adattato per il grande schermo, nuovamente da Salvatores, nel film Come dio comanda (2008).
Nel 2009 ha pubblicato il romanzo Che la festa cominci edito da Einaudi, per il quale ha ottenuto una candidatura al premio Alabarda d'oro 2010. Ha una rubrica su xL.
Nel 2012 Niccolò Ammaniti ha pubblicato la raccolta di racconti Il momento è delicato, il cui titolo deriva dalla frase che gli venne rivolta da un editore per comunicargli il rifiuto della pubblicazione della raccolta di racconti Fango.
Nel marzo del 2013, Bocconi d'Inchiostro, il salotto letterario degli studenti dell'Università commerciale Luigi Bocconi di Milano, gli assegna il Dante d'oro all'opera omnia, in virtù del suo contributo all'arte letteraria.

 

25 settembre 1897: nasce William Faulkner


William Cuthbert Faulkner, nato Falkner,  scrittore, sceneggiatore, poeta e drammaturgo statunitense, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1949, nasce a  New Albany (Mississippi), il 25 settembre 1897, figlio di Murry Falkner e Maud Butler. Murry Falkner si era recato a New Albany per lavorare nella compagnia ferroviaria del padre, John Wesley Thompson Falkner.
Quando il giovane William nacque, il padre era capostazione a New Albany e in seguito, nominato amministratore della compagnia, si trasferì con la famiglia a Ripley, poi, quando fu costretto a lasciare il posto il 24 settembre 1902, dato che la ferrovia venne venduta dal padre, a Oxford dove si interessò di allevamento, divenne rappresentante della "Standard Oil", di un frantoio di semi di cotone, di una fabbrica di ghiaccio e di una ditta di ferramenta, fino a ottenere, nel 1918, la carica di segretario e amministratore dell'Università.
A Oxford i Faulkner erano andati a vivere vicino ai genitori materni e paterni, e impiegarono una domestica, Caroline Barr (detta "Mammy Callie") che insegnò ai ragazzi i nomi delle piante e degli uccelli e raccontava storie.
William divenne amico della cugina Sallie (nata nel 1899), ma soprattutto di Estelle Oldham, figlia dei vicini, compagna di giochi, suo primo amore e più tardi, dopo altri amori, sua moglie.
L'infanzia del piccolo William fu lieta e le esperienze fatte nell'ambiente del profondo sud aiutarono il formarsi del suo mondo fantastico.
Egli trascorreva molto tempo con il padre accanto ai recinti dei cavalli e quando ebbe l'età per cavalcarlo gli venne regalato un pony. Sempre con il padre esplorava la natura, girando per i boschi e osservando con occhio sempre più attento l'impoverimento dovuto allo sfruttamento economico. Ma si dava anche alle letture esplorando la letteratura di Melville, Twain, Shakespeare, Conrad, Joel Chandler Harris o Sherwood Anderson.
Importante nella sua formazione è il nonno e, soprattutto per la futura prosa, anche il bisnonno William Clark Falkner, il "colonnello" fondatore della compagnia ferroviaria e pioniere in tal senso dell'Ottocento statunitense.
Nel 1915, Faulkner decide di lasciare la scuola, per lavorare all'interno della banca di suo nonno. Subito però si arruola nell'esercito, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, all'interno della RAF, l'aeronautica britannica.
Ritornato in patria, frequenta i corsi dell'Università del Mississippi, il campus, senza esserne iscritto. In questo periodo decide di dedicarsi completamente alla scrittura, che scopre essere la sua grande passione.
Nel 1924 esce la sua prima opera, una raccolta poetica pubblicata a proprie spese dal titolo "Il fauno di marmo". Per sopravvivere però Faulkner svolge diversi lavori, da quello di postino e factotum per la stessa università, fino all'imbianchino. Impartisce anche lezioni di golf.
Dal 1921 è a New Orleans, dove svolge l'attività di giornalista. Qui incontra e diventa amico dello scrittore Sherwood Anderson, il quale gli dà una mano per trovare un editore disposto a pubblicare quello che sarà il suo esordio narrativo, "La paga dei soldati", datato 1926. I suoi genitori si rifiutano di leggerlo, considerandolo scandaloso.
Determinanti sono alcuni viaggi che l'autore compie in Europa, a Parigi soprattutto, dove vive nei pressi della Senna. Ritornato a casa, si dedica all'elaborazione di una serie di racconti e romanzi ambientati in un'ipotetica contea, trasfigurante la sua Lafayette, che si chiama Yoknapatawpha. È un pretesto narrativo che gli serve per scrivere liberamente i suoi migliori lavori, come "Sartoris", che esce nel 1929, con protagonista ispirato al suo vecchio bisnonno, e il famoso "L'urlo e il furore", nato sempre nello stesso anno.
Sempre nel fatidico 1929, Faulkner sposa la vecchia amica Estelle Oldham, che nel frattempo divorzia dal suo primo marito, decidendo di fare della sua casa di Oxford la propria base di lavoro dal punto di vista della scrittura.
I critici subito individuano in lui un grande talento, ma le vendite non sono eccezionali. Nel decennio degli anni '30 vende molto solo il suo romanzo "Santuario", del 1931, che viene considerato un'anticipazione del genere pulp, come detto sopra.
Escono gli ottimi "Mentre morivo", nel 1930, "Luce d'agosto" del 1932, "Gli invitti", del 1938, e il noto "Assalonne, Assalonne!", datato 1936, nel quale William Faulkner mette a punto persino una mappa della sua immaginaria contea. I temi sono sempre gli stessi, più o meno, per tutta la sua parabola di scrittore "impegnato", per così dire: dalla corruzione, allo scontro tra i bianchi e i neri, fino al tema universale del male.
E' anche un prolifico autore di romanzi brevi e racconti, come testimonia la sua raccolta "Queste 13", scritta nel 1931, comprendente alcune delle sue storie più conosciute. Ad ogni modo, "Santuario", giudicato scandaloso dalla sua stessa famiglia per le ambientazioni gotiche in bordelli e bische di corruzione, gli apre le porte del successo.
Faulkner comincia a tenere conferenze, incontra colleghi scrittori di cui diventa amico, come Dorothy Parker, John O'Hara, John Dos Passos e Frank Sullivan; si fa conoscere da nuovi e ambiziosi editori. Soprattutto viene notato dai produttori cinematografici. Inizia per lui una difficile spola tra la frenetica Hollywood e la sua cittadina tranquilla di Oxford.
Nel maggio del 1932 viene assoldato dalla Metro-Goldwyn-Mayer, ma resiste meno di una settimana. Dopo, arriva la chiamata di Howard Hawks per scrivere il film "Rivalità eroica".
Il 24 giugno del 1932, nasce la sua prima figlia, Jill. Nel 1935, perde il fratello Dean in un incidente aereo, dopo che aveva ricevuto proprio da lui le nozioni necessarie per imparare a volare sul suo biplano, comprato dall'amico Vernon Omlie qualche anno prima. La morte del fratello getta lo scrittore in un periodo di sconforto, acuito dall'uso di alcol. Ciononostante Howard Hawks lo chiama per altri lavori, per la 20th Century Fox.
In questo stesso periodo, Faulkner si innamora della segretaria personale del produttore, tale Meta Doherty Carpenter, con cui intraprende una relazione turbolenta, lunga circa quindici anni.
Neanche con il romanzo "Invitti", uno dei suoi migliori, la fama di scrittore di Faulkner riesce a farsi strada in America. L'autore viene apprezzato soprattutto in Europa, maggiormente in Francia. Fino al 1945 il pubblico a stelle e strisce non si accorge di avere in casa un grande scrittore. Verso la fine degli anni '30 e i primi anni '40, l'autore lavora alla trilogia basata sulla famiglia "Snopes", considerata però di livello inferiore rispetto ai suoi precedenti scritti.
Vive nuove difficoltà economiche a causa dell'impellente guerra mondiale. A Hollywood non riesce a lavorare e passa le sue giornata andando a pescare con l'amico attore Clark Gable.
Nel 1944, ospite dell'amico scrittore Bezzerides, lavora al film "Acque del sud", tratto dal romanzo di Ernest Hemingway intitolato "Avere e non avere" (1937). Successivamente si dà da fare anche per "Il grande sonno", dall'omonimo libro di Raymond Chandler, e per la trasposizione del romanzo "Mildred", di James M. Cain.
Il rilancio della sua opera avviene dal 1946 e lo si deve al critico letterario Malcom Cowley, il quale raggruppa tutti i suoi lavori in un'antologia dal titolo "The Portable Faulkner".
Dopo aver tenuto alcune lezioni all'Università del Mississippi, nel 1948 pubblica "Intruder in the Dust", tradotto in "Non si fruga nella polvere". L'anno dopo, firma alcuni gialli, dal titolo "Knight's Gambit", con protagonista il detective e avvocato Gavin Stevens.
Il 10 novembre del 1949 gli viene annunciato il Nobel per la Letteratura, poi consegnato il 10 dicembre successivo. Si reca a Stoccolma con sua figlia Jill per il ritiro del premio. Faulkner decide poi di devolvere il denaro derivante dal Nobel per la costituzione di un fondo, il cui scopo è quello di sostenere nuovi talenti in campo letterario; viene così istituito il Premio Faulkner.
Nel 1951 esce la commedia in tre atti dal titolo "Requiem per una monaca", costituita solo da ampi prologhi e senza dialoghi. Un anno più tardi cade da cavallo, nel suo allevamento, procurandosi un infortunio alla schiena. Riporta diverse piccole fratture e si rifiuterà sempre di operarsi. Accetta poi la laurea honoris causa in Lettere, dalla Tulane University.
Nel 1953 scrive il saggio quasi autobiografico "Mississippi"; l'anno successivo pubblica il romanzo allegorico "Una favola", con cui ottiene il National Book Award per la narrativa e il Premio Pulitzer.
Sono molti i film che cominciano ad essere tratti dalle sue opere, quando Faulkner è ancora vivo. Tra questi, si ricordano "La lunga estate calda" di Martin Ritt e "Il trapezio della vita!" di Douglas Sirk. È datato 1962 il suo ultimo libro: "I saccheggiatori".
William Faulkner muore all'età di 64 anni il 6 luglio del 1962 a Oxford, nel Mississippi, per poi ricevere sepoltura nel St. Peter Cemetery. La sua vecchia casa, donata all'università, è diventata un alloggio per gli studenti di giornalismo.

sabato 16 agosto 2014

16 AGOSTO 1920: NASCE CHARLES BUKOWSKI


Charles Bukowski, poeta e scrittore statunitense di origine tedesca, nasce ad Andernach, il 16 agosto 1920, con il nome di Heinrich Karl Bukowski da padre statunitense di origini polacche e tedesche, sergente della Third United States Army, Henry Bukowski, e da madre tedesca, Katharina Fett.
I genitori di Bukowski si conobbero in Germania, dove il padre svolgeva il servizio militare, dopo la fine della Prima guerra mondiale. Ma l'economia tedesca era al collasso, a causa della guerra persa, e così la famiglia si trasferì negli Stati Uniti nel 1923, stabilendosi a Baltimora, nel Maryland. Per sembrare più americani, i genitori cominciarono a chiamarlo Henry. Dopo aver risparmiato un po', la famiglia si trasferì nella periferia di Los Angeles (California) nel 1930, dove viveva la famiglia del padre.
Durante la sua infanzia, suo padre fu spesso disoccupato (erano gli anni della Grande depressione) e, secondo Bukowski, molto violento.
Charles fu anche soggetto alla discriminazione dei figli dei vicini, che lo prendevano in giro per il forte accento e i vestiti tedeschi che i suoi genitori insistevano indossasse.
Durante l'infanzia soffrì di timidezza e solitudine.
A tredici-quattordici anni bevve per la prima volta il vino, grazie al suo amico William “Baldy” Mullinax, figlio di un chirurgo alcolizzato.
Dopo essersi diplomato alla Los Angeles High School, frequentò il L. A. City College (università) per due anni, seguendo corsi di arte, giornalismo e letteratura.
Mentre studiava là, si associò brevemente con un gruppo di nazisti, il German-American Bund (Amerikadeutscher Volksbund), che prese poi in giro in Panino al Prosciutto. Per un po' frequentò anche gruppi di estrema sinistra.
Il 22 luglio 1944, con la seconda guerra mondiale che ancora infuriava, fu arrestato dagli agenti dell'FBI a Filadelfia, in Pennsylvania (dove viveva in quel periodo), con l'accusa di renitenza alla leva e fu tenuto per diciassette giorni in prigione, per non aver dichiarato i suoi spostamenti all'esercito. Sedici giorni dopo non superò un esame fisico-psicologico e fu dichiarato non adatto al servizio militare.
A 24 anni pubblicò il racconto Aftermath of a Lengthy Rejection Slip sulla rivista Story.
Due anni dopo, un altro racconto, 20 Tanks From Kasseldown uscì su una raccolta di Portfolio III. Non riuscendo però a sfondare nel mondo letterario, Bukowski si rassegnò e smise di scrivere per un decennio, un periodo che lui ha chiamato “una sbronza di dieci anni”.
Durante una parte di questo periodo continuò a vivere a Los Angeles, ma vagabondò anche per tutti gli USA, lavorando sporadicamente e vivendo in pensioni economiche.
Nei primi anni cinquanta ottenne un lavoro (a Los Angeles) come postino, per le poste degli Stati Uniti, ma si dimise dopo meno di tre anni.
Nel 1955, dopo aver bevuto molto con la compagna Jane, fu ricoverato in ospedale per un'ulcera perforante che gli fu quasi fatale. Si salvò grazie alle trasfusioni di sangue, donato dal padre. Quando lasciò l'ospedale, cominciò a scrivere poesie.
Nel 1957 decise di sposare una poetessa di una città della provincia texana, Barbara Frye, senza averla mai vista, ma divorziarono nel 1959. Barbara dirigeva la rivista Harlequin, sulla quale erano state pubblicate delle poesie di Bukowski.
In seguito al divorzio, Bukowski ricominciò a bere e a scrivere poesie.
Nel 1960 era ritornato all'ufficio postale a Los Angeles, dove continuò a lavorare come impiegato archivista per oltre dieci anni. Nel 1962 fu traumatizzato dalla morte di Jane Cooney Baker. Lei era il suo primo vero amore. Bukowski sfogò il suo lutto e la sua devastazione in una potente serie di poesie e racconti che piangevano la sua morte.
Nel 1964 Frances Smith, la sua nuova convivente, partorì l'unica figlia di Bukowski, Marina Louise.
Grazie alla Loujon Press furono pubblicati It Catches My Heart In Its Hands (1963) e Crucifix in a Deathhand (1965). La prima raccolta di racconti di Bukowski fu un libretto stampato in cinquecento copie nel 1965 intitolato Confessions of a Man Insane Enough to Live with Beasts, seguito nel 1966 da All the Assholes in the World and Mine.
All'inizio del 1967, cominciò a scrivere Notes of A Dirty Old Man, pubblicandolo a puntate sull'Open City di Los Angeles, un giornale underground.  ]
Nel 1969 accettò un'offerta dall'editore della Black Sparrow, John Martin: 100 $ al mese per tutta la vita. Decise perciò di lasciare il lavoro alle poste per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Aveva quarantanove anni.
Meno di un mese dopo finì il suo primo romanzo autobiografico, Post Office, che lo rese celebre. Come forma di rispetto per la fiducia in uno scrittore relativamente sconosciuto, Bukowski pubblicò quasi tutti i suoi lavori successivi con la Black Sparrow.
Grazie alla fama crescente cominciò a imbarcarsi in una serie di storie di una notte e di relazioni. Quelle più importanti furono con Linda King, poetessa e scultrice, Liza Willams, manager degli studi di registrazione, e “Tammie”, madre single dai capelli rossi. Tutte queste storie fornirono materiale per i suoi racconti e le poesie.
Un'altra importante relazione fu con “Tanya”, descritta in Women come un'amica di penna.
Nel 1976 incontrò Linda Lee Beighle, proprietaria di un ristorante di cibo salutare, aspirante attrice e devota di Meher Baba, leader di una setta indiana.
Due anni dopo si trasferì dalla zona dell'Est Hollywood, dove aveva vissuto per la maggior parte della vita, alla comunità rurale di San Pedro, il distretto più a sud di Los Angeles. Linda lo seguì e vissero insieme a intermittenza per più di due anni, perché lui a volte si stancava della relazione e la metteva alla porta. Dopo una serie di scioperi della fame e preghiere disperate ci ripensò e la riprese con sé. Linda è chiamata Sara nei romanzi Women e Hollywood.
In seguito furono sposati da Manly Palmer Hall, autore e mistico canadese, nel 1985.
Nel 1988 si ammala di tubercolosi, ma continua a scrivere e pubblicare libri fino a quando, il 9 marzo 1994, all’età di 73 anni, muore stroncato da una leucemia fulminante, a San Pedro, poco dopo aver completato il suo ultimo romanzo, Pulp. I funerali furono officiati da monaci buddisti, alla cui disciplina spirituale si era avvicinato negli ultimi anni.


Citazioni di Charles Bukowski.

La sanità mentale è un'imperfezione. (10 seghe)

Se non vi è rimasta molta anima, e lo sapete, vi resta ancora dell'anima. (Un dollaro e venti centesimi)

Il vero casino della vita, pensò, era dover fare i conti con i problemi altrui. (Un universo poco accomodante)