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domenica 25 gennaio 2015

Le vere gothic ladies: Susan Hill

Susan Hill è l'autrice di un romanzo considerato un classico della letteratura gotica, pur essendo stato pubblicato nel 1983.
Si tratta di La donna in nero (The Woman in Black), una storia di fantasmi immersa in un'atmosfera vittoriana, che presenta elementi tipici della letteratura gotica, come il villaggio dannato e la maledizione di una famiglia, non si tratta di una trama macabra, né raccapricciante, l'inquietudine è basata sulle atmosfere suggestive e sui luoghi tetri descritti.


Susan Hill nasce il  5 febbraio 1942 a Scarborough, North Yorkshire (Regno Unito).
Frequentò la Scarborough Convent School, dove s'interessò al teatro e alla letteratura. La famiglia lasciò Scarborough nel 1958 e si trasferì a Coventry. La Hill frequentò la scuola femminile Barr's Hill e si laureò in Inglese al King's College di Londra. Nel frattempo scrisse e pubblicò il suo primo romanzo, The Enclosure, l'opera fu criticata dal Daily Mail per  il suo contenuto ritenuto troppo sessualmente esplicito per una studentessa.
Gentleman and Ladies fu pubblicato nel 1968, seguito da A Change for the Better,  I'm the King of the Castle, The Albatross and other stories, Strange Meeting, The Bird of Night, A Bit of Singing and Dancing  e In the Springtime of the Year, tutti scritti e pubblicati tra il 1968 e il 1974.
Le sue opere privilegiano il genere gotico, compreso il suo romanzo più celebre, The Woman in Black, pubblicato nel 1983. Le sue fonti d'ispirazione sono le opere di Montague Rhodes James e Daphne du Maurier. Un'altra ghost story da lei scritta è  The Mist in the Mirror (1992) e il sequel to di Rebecca della du Maurier intitolato Mrs. De Winter (1993).
Da The Woman in Black è stata tratta l'omonima pièce teatrale che ha avuto il suo debutto nel 1987 a Scarborough, Regno Unito.
Nel 1989 c'è stato un primo adattamento cinematografico con il film The Woman in Black e successivamente, il 3 febbraio 2012, è uscito il remake omonimo con protagonista Daniel Radcliffe.

domenica 11 gennaio 2015

Le vere gothic ladies: Anne Rice

Anne Rice, con le sue Cronache dei Vampiri, ha rivisitato il genere gotico spostando il punto di vista sul villain, il mostro, il diverso e l'alienato.
Il suo stile decadente e raffinato, unisce le tematiche horror con riflessioni filosofiche.
Dopo anni di ateismo e ritornata alla fede cattolica scrivendo libri sulla vita di Gesù, sconfessando il proprio passato gotico, ma nel 2010, con un post su Facebook, ha annunciato una presa di distanza dalla Chiesa cattolica, pur rimanendo credente, affermando:

« È semplicemente impossibile per me di "appartenere" a questo rissoso, ostile, polemico, e meritatamente famigerato gruppo. Per dieci anni ho provato. Ho fallito. Sono un'esterna. La mia coscienza non mi consentiva nient'altro. (…) Sono fuori. Nel nome di Cristo, mi rifiuto di essere anti-gay. Mi rifiuto di essere anti-femminista. Mi rifiuto di essere contro il controllo delle nascite. Mi rifiuto di essere anti-democratica. Mi rifiuto di essere contro l'umanesimo laico. Mi rifiuto di essere contro la scienza. Mi rifiuto di essere contro la vita. (...) La mia conversione da atea pessimista, persa in un mondo che non capivo, a ottimista credente in un universo creato e sostenuto da un Dio amorevole è fondamentale per me. Ma seguire Cristo non significa seguire i suoi seguaci. Cristo è infinitamente più importante della cristianità e lo sarà sempre, non importa ciò che il cristianesimo è, è stato, o può diventare. »

Recentemente è tornata a scrivere horror, infatti nel 2012 e nel 2013 ha pubblicato 2 libri della serie Le Cronache del Dono del Lupo, The Wolf Gift e The Wolves of Midwinter, sui lupi mannari.
Nel 2014 torna alle Cronache dei Vampiri con Prince Lestat, incentrato sul protagonista più celebre della serie.
Dal primo libro delle Cronache dei Vampiri, Intervista col vampiro, è stato tratto il celebre film di Neil Jordan.
Ha venduto 100 milioni di copie divenendo una delle autrici horror di maggior successo della storia moderna.




Anne Rice nasce a New Orleans, il 4 ottobre 1941, da una famiglia cattolica.
Ha passato la maggior parte della sua giovinezza a New Orleans (Louisiana), città in cui sono ambientati molti suoi romanzi.
Cominciò a mettere in discussione la propria fede cattolica nel periodo dell'adolescenza. Dopo la morte della madre Katherine per alcolismo, avvenuta quando Anne aveva 15 anni, la famiglia si trasferì a Richardson, nel Texas, una periferia di Dallas.
Nel 1961 sposa il poeta Stan Rice (prematuramente morto di cancro nel 2002) ed è a lui che si deve l'ispirazione per la creazione del suo personaggio più celebre, il vampiro Lestat de Lioncourt. Nel 1966 ha una figlia, Michelle, che morirà di leucemia solo 5 anni dopo. Nel 1978 nasce il loro secondo figlio, Christopher Travis Rice, conosciuto come scrittore per romanzi come A Density of Souls e The Snow Garden.
Con lo pseudonimo di Anne Rampling ha scritto Exit to Eden e Belinda; come A. N. Roquelaure ha pubblicato The Beauty Series (una serie di romanzi erotici).
Oltre alle Cronache dei vampiri ha pubblicato anche La saga delle streghe Mayfair e quella di The Life of Christ.
L'ultimo suo libro è Il Principe Lestat (2014).




martedì 6 gennaio 2015

Le vere gothic ladies: Margaret Atwood

Margaret Atwood è una delle esponenti più importanti del Southern Ontario Gothic, un sottogenere della letteratura gotica che affronta temi come la follia, la violenza, la demolizione degli stereotipi, aggiungendo spesso elementi tipici del realismo magico o del soprannaturale.
In particolare la Atwood affronta il tema della persecuzione e della oppressione di personaggi femminili in scenari moderni.
Con "Lady Oracle" realizza una riscrittura e parodia del romanzo gotico, le sue eroine rifiutano di vedersi come vittime, superando le avversità a cui sono sottoposte.
Con “Il racconto dell'ancella” affronta il genere distopico trasformando lo stereotipo della fanciulla prigioniera di un villain.
In tutte le sue opere quindi l'autrice riprende e stravolge gli elementi tipici della letteratura gotica dando loro nuovi significati e attualizzandoli.



Secondogenita di tre fratelli, per via del padre, entomologo di professione, Margaret Eleanor Atwood trascorre molto tempo nei boschi. Si appassiona alla lettura da bambina, e nonostante frequenti assiduamente la scuola solo dopo aver compiuto gli undici anni d'età, divora già libri di una certa portata, oltre a poesie, racconti, e fiabe di ogni genere. La prima volta che la sua immaginazione finisce per iscritto, Margaret ha solo sei anni; a dieci sa già cosa vuole fare da grande. Si diploma nel 1957 e nel '61 si laurea con lode in arte, filosofia, e lingua inglese. Le sue prime poesie hanno già ottenuto diversi premi, ma non saranno certo gli unici. Nel corso della sua carriera infatti, la scrittrice canadese ha collezionato un numero tale di riconoscimenti da essere considerata l'autrice di fantascienza e narrativa più premiata in assoluto. Con “L'assassino cieco”, nel 2000 vince prima il Booker Prize, poi i due prestigiosissimi “Premi del Governatore Generale” ottenuti con “the Circle Game” e “Il racconto dell'ancella”. All'interno dei suoi lavori manifesta una costante preoccupazione per il crescente degrado della cultura e dalla politica occidentale, non senza punte di ottimismo. Tra le opere che l'hanno resa celebre si ricordano anche “La donna da mangiare”, il più recente “L'anno del Diluvio” e raccolte di racconti e poesie come “Good Bones” e “The Door”. E' attiva anche in difesa del femminismo e dell'ambiente.


Incipit di Il racconto dell'Ancella

Si dormiva in quella che un tempo era la palestra. L'impiantito era di legno verniciato, con strisce e cerchi dipinti, per i giochi che vi si effettuavano in passato; i cerchi di ferro per il basket erano ancora appesi al muro, ma le reticelle erano scomparse. Una balconata per gli spettatori correva tutt'attorno allo stanzone, e mi pareva di sentire, vago come l'aleggiare di un'immagine, l'odore acre di sudore misto alla traccia dolciastra della gomma da masticare e del profumo che veniva dalle ragazze che stavano a guardare, con le gonne di panno che avevo visto nelle fotografie, poi in minigonna, poi in pantaloni, con un orecchino solo e i capelli a ciocche rigide, puntute e striate di verde. C'erano state feste da ballo; la musica indugiava, in un sovrapporsi di suoni inauditi, stile su stile, un sottofondo di tamburi, un lamento sconsolato, ghirlande di fiori di carta velina, diavoli di cartone e un ballo ruotante di specchi, a spolverare i ballerini di una neve lucente.
Sesso, solitudine, attesa di qualcosa senza forma né nome.

lunedì 5 gennaio 2015

Le vere gothic ladies: Joyce Carol Oates

Joyce Carol Oates, considerata una delle figure più rilevanti della narrativa americana contemporanea, nella sua produzione ha affrontato generi diversi, dal realismo sociale al neogotico.
Ritenuta anche una delle figure di spicco della letteratura gotica e horror contemporanea, ha vinto un  Bram Stoker Award per romanzo Zombie e un altro per la raccolta Black Dahlia and White Rose: Stories.
Pur essendo indiscutibilmente versatile ed eclettica nella scelta dei generi (oltre che sorprendentemente prolifica), si possono ritrovare dei temi ricorrenti nelle sue opere, come la violenza, l'ipocrisia e i drammi nascosti dietro la facciata perbenista borghese americana e la condizione femminile oppressa dalla società.



Joyce Carol Oates nasce Lockport nello stato di New York il 16 giugno del 1938.  Frequenta la Syracuse University e la University of Wisconsin dove conosce il suo futuro marito, Raymond Smith.
Nel 1977 inizia a lavorare come insegnante di scrittura creativa presso la University of  Princeton. Dal 1978 entra a far parte dell’Academy of Arts and Letters.
La sua carriera letteraria è costellata da numerosi riconoscimenti da parte della critica tra i quali dobbiamo ricordare la vittoria del National Book Award, del PEN/Malamud Award, del Prix Femina Etranger, del Common Wealth Award for Distinguished Service in Literature, del The Kenyon Review Award for Literary Achievement e del ChicagoTribune, Lifetime Achievement Award.
Il suo romanzo Per cosa ho vissuto è inoltre arrivato finalista al prestigioso Premio Pulitzer.
Tra le sue pubblicazioni dobbiamo ricordare Zombie (1996), Perché sono uomini (1998), Nel buio dell’America (1999), Figli randagi (2000), Un’educazione sentimentale (2001), Bestie (2002),  Acqua nera (2002), L’età di mezzo (2003) , Ragazze cattive (2004), Storie americane (2005), La ballata di John Reddy Heart (2005), Sexy (2006), Tu non mi conosci (2006), Una famiglia americana (2006), La madre che mi manca (2007), Sorella, mio unico amore (2009).

domenica 4 gennaio 2015

Le vere gothic ladies: Harper Lee

Un'altra importante esponente del Southern Gothic è Harper Lee, nota soprattutto per il romanzo Il buio oltre la siepeTo Kill a Mockingbird, 1960), per cui vinse il premio Pulitzer, un'opera dedicata al tema della segregazione razziale nel sud degli Stati Uniti, rappresenta un inno alla tolleranza.
Gli elementi tipicamente "southern gothic" presenti in  Il buio oltre la siepe sono: il timore per il diverso (in questo caso le persone di colore, ma non solo), un personaggio che, fino alla fine del romanzo, sembra quasi spettrale perché sconosciuto, quello cioè di Boo Radley, l'alienazione di alcuni personaggi rispetto alla maggioranza, alcuni eventi che, a prima vista, sembrano inquietanti e soprannaturali, finché non vengono spiegati.
L'autrice fu amica, fin dall'infanzia, di Truman Capote, tanto che un personaggio del suo romanzo, Dill, era ispirato a lui.


Nata in Alabama, figlia di un avvocato, ha tre fratelli.
Fu proprio l'amico Truman Capote a consigliarle di scrivere racconti. Lasciò il lavoro per scrivere il suo primo libro, Il buio oltre la siepe, che le diede la fama e per il quale si ispirò alla sua famiglia e agli ambienti della sua città.
Pubblicato nel 1960, il libro le valse il premio Pulitzer. Dal romanzo fu tratto, nel 1962, l'omonimo film, diretto da Robert Mulligan, prodotto da Alan J. Pakula e interpretato da Gregory Peck (nel ruolo di Atticus Finch), che venne premiato con 3 Oscar.
Il 5 novembre 2007 è stata premiata con la più alta onorificenza civile statunitense, la Medaglia presidenziale della libertà, per il suo primo e più famoso romanzo che, secondo la motivazione del premio, "Ha influenzato il carattere del nostro paese in meglio. È stato un dono per il mondo intero. Come modello di buona scrittura e sensibilità umana questo libro verrà letto e studiato per sempre".


Incipit di Il buio oltre la siepe

Jem, mio fratello, aveva quasi tredici anni all'epoca in cui si ruppe malamente il gomito sinistro. Quando guarì e gli passarono i timori di dover smettere di giocare a football, Jem non ci pensò quasi più. Il braccio sinistro gli era rimasto un po' più corto del destro; in piedi o camminando, il dorso della sinistra faceva un angolo retto con il corpo, e il pollice stava parallelo alla coscia, ma a Jem non importava un bel nulla: gli bastava poter continuare a giocare, poter passare o prendere il pallone al volo. Poi, quando di anni ne furono trascorsi tanto da poterli ormai ricordare e raccontare, ogni tanto si discuteva come erano andate le cose, quella volta. Secondo me tutto cominciò a causa degli Ewell, ma Jem, che ha quattro anni più di me, diceva che bisognava risalire molto più indietro, e precisamente all'estate in cui capitò da noi Dill e per primo ci diede l'idea di far uscire di casa Boo Radley.

sabato 3 gennaio 2015

Le vere gothic ladies: Flannery O' Connor

Flannery O' Connor è una delle più significative rappresentanti del Southern gothic, accanto ad autori come William Faulkner, Truman Capote e Tennessee Williams. Secondo Fernanda Pivano, nella produzione letteraria di Flannery O’Connor “il grottesco e l’orrore, le due caratteristiche della cosiddetta “scuola gotica” degli scrittori del Sud, sono onnipresenti”.
Tutto ciò che caratterizza il gotico americano, la tragicommedia, il grottesco, il sangue e la disperazione, sono infatti elementi ricorrenti nelle sue opere, in cui il male più efferato viene controbilanciato da una sua demolizione attraverso una speranza anche nella più truce tragedia che nasceva dalla fede genuina che aveva accompagnato la travagliata e breve vita dell'autrice, senza mai scadere nel bigottismo.



Nata a Savannah, in Georgia, nel 1925, Flannery O'Connor si trasferisce a soli sette anni nella cittadina di Milledgeville, dove abiterà per tutta la vita. Nel 1947, sei anni dopo la morte del padre, lei e la madre ereditano una grande fattoria: è qui che la O'Connor mette su un allevamento di pavoni.
La passione per la scrittura comincia già all'epoca del college: presso la State University of Iowa Flannery frequenta corsi e laboratori di letteratura e comincia a inviare racconti alle riviste. È nel 1952 che pubblica il suo romanzo d'esordio, Wise Blood (La saggezza nel sangue), a cui faranno seguito una raccolta di racconti, A Good Man Is Hard to Find (1955) e un secondo romanzo, The Violent Bear It Away (Il cielo è dei violenti, 1960). Il successo è immediato: fra il '57 e il '65 tre suoi racconti vincono il prestigioso O'Henry Award, e viene spesso invitata a tenere corsi e conferenze nelle università del Sud degli Stati Uniti.
Il lupus eritematoso, la stessa malattia del sistema immunitario che aveva ucciso il padre, si manifesta per Flannery O'Connor nel 1950, a soli venticinque anni. Malgrado continue cure molto pesanti, che le fanno gonfiare il viso e perdere i capelli, e la costringono a camminare con le stampelle, le sue condizioni non miglioreranno mai. Nel 1964 le viene diagnosticato un tumore, che in concomitanza con la malattia è difficile da curare. Subisce un'operazione, ma poco dopo peggiora nuovamente, e muore il 4 agosto.
Dopo la sua morte è uscita una seconda antologia di racconti (Everything That Rises Must Converge, 1965) e, a cura di Robert e Sally Fitzgerald, due fra i suoi amici più cari, una raccolta di saggi, Mystery and Manners, nel 1969 e una di lettere, The Habit of Being (Sola a presidiare la fortezza), nel 1979.


Incipit di Il cielo è dei violenti

Lo zio di Francis Marion Tarwater era morto solo da mezza giornata quando il ragazzo si ubriacò troppo per finire la fossa, e un negro di nome Buford Munson, che era venuto a riempire una brocca, dovette terminare di scavarla e trascinarci il corpo, che era ancora seduto alla tavola della prima colazione, per dargli una sepoltura da cristiani, con le insegne del Salvatore sopra la testa e abbastanza terra perché i cani non lo scavassero fuori.

mercoledì 24 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Shirley Jackson

Shirley Jackson un'autrice che può essere considerata uno dei capisaldi della letteratura fantastica/horror contemporanea, che ha influenzato notissimi scrittori Richard Matheson e Stephen King.
Una delle sue opere più note è il raggelante racconto La lotteria, che dimostra come con gran classe e senza alcun barocchismo cruento si possa turbare l'animo; questa storia introdurrà il motivo del sacrificio propiziatorio e dell'orrore celato nelle piccole comunità che ispirerà opere come Ritual di David Pinner (da cui sarà tratto il film culto The Wicker Man) e i Figli del grano di Stephen King.
Inoltre è l'autrice di L'incubo di Hill House, considerato un capolavoro della narrativa horror e non solo, ed è stato spesso avvicinato al Giro di vite di Henry James per affinità di temi e di soluzioni narrative. Nel suo saggio Danse macabre, Stephen King ha trattato diffusamente del romanzo, dichiarandolo come una delle sue maggiori influenze. Il libro ha avuto due adattamenti cinematografici: Gli invasati (The Haunting), di Robert Wise, nel 1963 e Haunting - Presenze (The Haunting), di Jan de Bont, nel 1999.




Shirley Jackson nasce a San Francisco nel 1916. Proveniente da una famiglia della medio borghesia la Jackson crebbe in una piccola cittadina di provincia che fornirà l'ispirazione per il suo prima romanzo The Road Through the Wall (1948). Durante il liceo si trasferì con la famiglia a New York, dove completò gli studi per poi frequentare il college a Rochester e, successivamente, alla Syracuse University. Fu qui che, tramite la partecipazione al giornale dell'università conobbe il futuro marito, Stanley Edgar Hyman, destinato a diventare un famoso critico letterario, con cui si sposerà nel 1940.
Dopo il matrimonio la coppia si trasferisce in Vermont dove Hyman inizia a insegnare e la Jackson intraprende l'attività di scrittrice a tempo pieno, affiancandola a quella di mamma visto che la coppia negli anni ha avuto 4 figli, destinati tutti ad una piccola fetta di celebrità perché l'autrice si divertiva a usarli come fonti di ispirazione per alcuni dei suoi racconti. La Jackson scrisse e pubblicò anche opere per bambini come Nine Magic Wishes e la commedia The Bad Children, ispirata alla favola di Hansel e Gretel. Ancora più famosa, fra questo tipo di produzione è però l'opera Vita fra i selvaggi (Life Among the Savages, 1963), dove raccontò romanzandola la storia del suo matrimonio e le sue esperienze nell'allevare quattro pargoli.
La celebrità, ad oggi, rimane però legata alle storie di paura e in particolare al racconto La Lotteria che suscitò enorme scalpore quando venne pubblicato nel 1948 per aver osato rispolverare un rito antico e violento ambientandolo in una piccola comunità dell'America benpensante. Nonostante in molti abbiano tentato di attribuire le ragioni delle tematiche violente e spaventose scelte dalla Jackson alle sue personali idiosincrasie e ad una sua presunta instabilità, la verità è che l'intenzione dell'autrice non era altro che quella di mostrare il lato barbaro e crudele della società a lei contemporanea che cercava di ignorare lo shock dei campi di concentramento e delle bombe atomiche.
L'autrice morì di attacco cardiaco a soli 48 anni, la salute minata da problemi di peso e dall'abuso di farmaci prescritti per curare malattie prevalentemente psicosomatiche.


Incipit di La Lotteria

La mattina del 27 giugno si levò chiara e piena di sole, con il calore di una bella giornata estiva; i prati erano pieni di fiori e l'erba era già alta. Gli abitanti del villaggio cominciarono a radunarsi nella piazza, tra l'uffico po-stale e la banca, verso le dieci.
In alcune città gli abitanti erano così numerosi che la lotteria durava due giorni e doveva iniziare il 26 giugno, ma in quel villaggio, dove gli abitanti erano solo trecento, l'intera lotteria richiedeva meno di due ore: iniziava alle dieci del mattino e finiva in tempo per l'ora di pranzo.

I primi ad accorrere, come sempre, furono i bambini. La scuola era finita, e molti ragazzi non si trovavano a proprio agio, in tanta libertà; tendevano a riunirsi in silenzio per qualche minuto, per poi mettersi a gridare e a parlare di scuola e di insegnanti, di libri e di brutti voti.

lunedì 22 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Daphne du Maurier

La gothic lady oggi è Daphne du Maurier, autrice di diversi capolavori, tra i quali Rebecca, film da cui fu tratto l'omonimo film di Alfred Hitchcock.
L'opera può essere vista come una ripresa e sovversione del tema di Cenerentola, ricca di riferimenti alla psicanalisi freudiana intrecciati a elementi tipici del romanzo gotico, come il castello infestato, un villain sinistro, un paesaggio perturbante, un delitto nascosto e una donna folle.
La du Maurier ha infatti sviluppato in diverse sue opere i motivi del romanzo gotico.
Da uno dei suoi racconti, Gli uccelli, è stato tratto l'omonimo film di Hitchcock.


Daphne du Maurier nasce a Londra, il 13 maggio 1907.
I genitori di Daphne avevano entrambi un passato di attori teatrali. Gerald era stato anche impresario, la madre era Moriel Beaumont.
Ultima di tre sorelle, completa gli studi a Parigi e torna in Inghilterra, per seguire la famiglia in Cornovaglia, a Fowey.
Nel 1931, grazie anche all'aiuto di uno zio editore, Daphne pubblica il suo primo libro Spirito d'amore, decide di rimanere in quel luogo mentre gli altri tornano a Londra. Nel 1932 Daphne sposa sir Frederick Arthur Montagne Browning, componente dell'esercito (era un maggiore). Per la sua attività nel 1939 si trasferiscono ad Alessandria d'Egitto, qui scriverà Rebecca, la prima moglie, il suo romanzo più conosciuto.
Molti saranno i luoghi in cui il marito verrà assegnato ma non sempre lei lo seguirà. Nel 1943 tornano in Inghilterra e riesce ad affittare un maniero, a Menabilly, dove si stabilisce con i figli ma nel 1964 è costretta ad andarsene. Nel 1965 muore Frederick, e per queste notizie sceglie di vivere in solitudine. Dopo la sua morte, avvenuta il 19 aprile 1989, le ceneri vengono sparse, assecondando i suoi desideri, nei campi che circondano la sua ultima residenza.


venerdì 19 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Jean Rhys

Jean Rhys, pseudonimo di Ella Gwendolen Rees Williams, è stata una scrittrice britannica di origini caraibiche attiva nella metà del Novecento, a lungo trascurata nonostante il suo talento. Dal suo primo romanzo Quartetto, uscito nel 1928, verrà tratto il film di James Ivory, nel 1981, ma lei sarà morta da tre anni. Conoscerà il successo solo a 76 anni quando, nel 1966, verrà pubblicato Il grande mare dei sargassi.
Si tratta di un romanzo postcoloniale, prequel del famoso romanzo Jane Eyre di Charlotte Brontë. È chiaro che tratti la storia della prima Signora Rochester, Antoinette (Bertha) Mason, ma il nome di Rochester non appare mai nel romanzo.



La Rhys nacque nel 1890 in Dominica (un'ex colonia britannica nei Caraibi) da padre gallese e madre creola di origine scozzese. Si trasferì in Inghilterra all'età di sedici anni, dove intraprese una sfortunata carriera come corista. Negli anni venti si trasferì in Europa, viaggiando come un'artista bohémien e risiedendo occasionalmente a Parigi. Durante questo periodo, la Rhys visse praticamente in povertà, familiarizzando con l'arte e la letteratura modernista e sviluppando la dipendenza dall'alcol che l'accompagnò per il resto della sua vita. La sua esperienza con la società patriarcale e la sensazione di confusione durante questo periodo andranno a formare temi importanti nella sua opera. Le opere della Rhys sono centrate spesso sulla vita di donne strappate dalle proprie radici e lasciate morire secondo il capriccio di società a loro estranee, un'ovvia eco della sua stessa vita. Il suo stile è spesso citato per la capacità di fondere le tecniche moderniste alla sensibilità tipica delle Indie Occidentali. I suoi lavori furono soprattutto pubblicati e promossi da Ford Madox Ford. Diana Athill della casa editrice Andre Deutsch ebbe il merito di far tornare alla ribalta presso il grande pubblico gli scritti della Rhys ormai dimenticati e fu la responsabile della pubblicazione de Il grande mare dei Sargassi.
Dal 1919 al 1932 fu sposata con Jean Lenglet, dal quale ebbe anche un figlio.
Nel 1947 si sposò con Max Hamer.
Negli ultimi anni della sua vita la Rhys visse a Londra presso l'amico jazzista George Melly.
Morì il 14 maggio 1979 a Exeter, nel Devon, in Inghilterra.

giovedì 18 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Charlotte Perkins Gilman

Charlotte Perkins Gilman fu non solo una "gothic lady", ma anche una delle prime attiviste per la difesa dei diritti delle donne, divenuta un modello per le future generazioni di femministe. Il suo lavoro più noto è La carta da parati gialla, scritto dopo una psicosi post-parto, un racconto semibiografico, ritenuto per decenni un semplice racconto del terrore, è stato rivalutato negli anni Settanta, nell'ambito del pensiero femminista, al punto che l’autrice è assurta a icona del movimento femminista in America.
Il tema di questa short story, infatti, non è tanto la follia della protagonista, soggetta a una grave forma di depressione che la porterà a deliri allucinatori e finanche allo sdoppiamento di personalità, quanto piuttosto l’oppressione sociale, economica e linguistica della donna. 



I primi anni.
Charlotte nacque il 3 luglio 1860 a  Hartford, Connecticut, da Mary Perkins (prima Mary Fitch Westcott) e Frederic Beecher Perkins.
Il padre abbandonò la famiglia lasciandola nell'indigenza, finchè la madre non fu in grado di mantenere i figli essi furono spesso a casa delle zie paterne, Isabella Beecher Hooker, una suffragetta, Harriet Beecher Stowe (autrice della Capanna dello zio Tom) e Catharine Beecher.
A cinque anni imparò da sola a leggere perché la madre era malata. Il rapporto della madre con i figli fu sempre molto difficile, per proteggerli proibì loro di avere amicizie e leggere libri di narrativa. Nella sua autobiografia, The Living of Charlotte Perkins Gilman, la Gilman racconta che la madre le dimostrava affetto solo quando pensava dormisse. Sebbene abbia vissuto la propria infanzia nella solitudine e nella povertà, visitava spesso la libreria pubblica e studiava da autodidatta le civiltà antiche. Inoltre l'amore paterno per la letteratura l'aveva influenzata, tanto che anni dopo lui l'avrebbe contattata con una lista di libri che sarebbero stati meritevoli,secondo la sua opinione, d'essere letti.La Gilman trascorse gran parte della propria giovinezza a Providende, Rhode Island. Ebbe soprattutto amici di sesso maschile e non si vergognava di definirsi un "maschiaccio". Frequentò sette diverse scuole pubbliche e fu studente per corrispondenza della Society to Encourage Studies at Home, ma studiò solo fino ai quindici anni. La sua intelligenza naturale e il desiderio di conoscenza impressionarono sempre i suoi insegnanti, ma ebbe comunque delle difficoltà in quanto studentessa povera. La sua materia preferita era la filosofia naturale, conosciuta in seguito come fisica. Nel 1878, a diciotto anni, si iscrisse  al  Rhode Island School of Design, e divenne in seguito una realizzatrice di figurine. Insegnò e incoraggiò gli altri a espandere la propria creatività artistica. Fu anche pittrice.
Nel 1884 sposò Charles Walter Stetson, di cui inizialmente aveva declinato la proposta di matrimonio perché un presentimento le aveva suggerito che non fosse la scelta giusta per lei. La loro unica figlia,  Katharine Beecher Stetson, nacque l'anno seguente. Charlotte Perkins Gilman soffrì di una grave depressione post-partum, un mese dopo la nascita di Katharine. Quella era un'epoca in cui le donne erano considerate esseri per natura isterici e nervosi; quindi una donna dichiarata d'essere seriamente malata dopo avere partorito non veniva presa sul serio. Nel 1888, Charlotte si separò dal marito, un fatto raro nel XIX secolo, ma questa decisione fu importante per la sua saluta mentale. Divorziò legalmente nel 1894 e, con la figlia, andò a vivere a Pasadena, in California, dove divenne membro attivo di diverse organizzazioni femministi e riformiste, come The Pacific Coast Woman's Press Association, Woman's Alliance, Economic Club, Ebell Society, Parents Association e State Council of Women, inoltre scrisse e collaborò col  Bulletin, un giornale di una di queste associazioni. 
Nel 1894 la Gilman mandò la figlia a vivere col padre e la sua seconda moglie Grace Ellery Channing, una sua cara amica. Nelle sue memorie la Gilman raccontò di essere stata felice per la coppia, poichè la "seconda madre" di Katharine "era buona come la prima e forse migliore in molti lati". La Gilman aveva idee progressiste a proposito dei diritti paterni e la consapevolezza che il suo ex marito avesse il diritto di vedere la figlia e Katharine lo avesse di conoscere e amare il padre. Dopo la morte della madre, nel 1893, la Gilman decise di tornare a est per la prima volta dopo otto anni. Contattò Houghton Gilman, suo cugino che non aveva visto da quindici anni, con cui ebbe successivamente una relazione e si sposò nel 1900. La Gilman perse il marito nel 1934, a causa di un'emorragia cerebrale, in seguito ritornò a Pasadena, dove viveva la figlia. Due anni prima le era stato diagnosticato un cancro incurabile al seno, sostenitrice dell'eutanasia per i malati terminali, si suicidò il 17 agosto 1935, con un'overdose di cloroformio. Lasciò come ultimo messaggio l'affermazione di aver "preferito il cloroformio al cancro", e pare sia morta velocemente e tranquillamente.

La carta da parati gialla
Sebbene non sia né il suo primo lavoro, né il più lungo, questo racconto è indubbiamente la più nota opera della Gilman. Fu scritto tra il 6 e il 7 giugno del 1890, nella sua casa di Pasadena, e pubblicato un anno e mezzo dopo in The New England Magazine.
In seguito è stato pubblicato in diverse raccolte di scrittrici femministe, di letteratura americana e libri di testo. La storia è quella di una donna che soffre di una malattia mentale e che, per questo motivo, è stata rinchiusa in una stanza dal marito, per il suo bene. Sviluppa dunque un'ossessione per una pessima carta da parati gialla. La Gilman scrisse questa storia per aprire gli occhi alla gente riguardo al ruolo delle donne nella società, mostrando come la mancanza di autonomia sia la causa di ogni loro disagio mentale, emozionale e fisico. Il marito della protagonista è un medico e pensa di risolvere il problema solo con il trattamento farmacologico, senza darle ciò di cui ella ha realmente bisogno, come lo stimolo mentale e la libertà di fuggire alla monotonia di quella stanza in cui è confinata. La carta da parati gialla è soprattutto una risposta a quel medico, Dr.S. Weir Mitchell, che provò a curare la depressione della Gilman con la "terapia del riposo"; infatti gli spedì una copia del racconto.

Altre opere.
Il primo libro della Gilman fu Art Gems for the Home and Fireside (1888); comunque fu la sua prima raccolta di poesie, In This World (1893), una collezione di scritti satirici, a darle la notorietà. Nelle due successive decadi fu famosa per i suoi interventi sui diritti umani e delle donne e sulle riforme sociali. Nel 1898 scrisse Women and Economics. Quest'opera le diede la notorietà internazionale.Nel 1903 scrisse l'opera più acclamata dalla critica, The Home: Its Work and Influence, riprendendo i temi di Women and Economics, denunciò lo stato di confinamento delle donne in casa e la necessità di dare loro più autonomia per il loro benessere mentale. Ebbe un giornale, The Forerunner, in cui scrisse e di cui curò anche la pubblicazione. Qui furono pubblicati molti suoi racconti, come What Diantha Did(1910), The Crux (1911), Moving the Mountain (1911), ed Herland.  Scrisse inoltre articoli per Louisville HeraldThe Baltimore Sun  e Buffalo Evening News. La sua autobiografia,The Living of Charlotte Perkins Gilman, iniziata nel 1925, fu pubblicata postuma nel 1935.


Incipit di La carta da parati gialla.
Accade molto di rado che gente comune come John e me prenda in affitto antiche case di campagna per le vacanze estive: una villa in stile coloniale, un podere tramandato di generazione in generazione... magari una casa infestata dagli spiriti oh sì!, e raggiungerei il culmine della felicità romantica... ma questo sarebbe chiedere troppo!
Ciononostante, e lo dico con orgoglio, la casa che abbiamo affittato ha qualcosa di strano.

lunedì 15 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Emily Brontë

Passiamo alla seconda delle sorelle Brontë, Emily, nota per aver scritto il romanzo Cime Tempestose, considerato uno dei classici della letteratura straniera, una tormentata storia appartenente al genere del “gothic novel”.



Nacque nel  1818 a Thornton in Inghilterra.
Aveva ben 6 fratelli, tra cui in particolare sono note le 2 sorelle, divenute scrittrici come lei, Anne e Charlotte. La sua vita trascorse principalmente ad Haworth dove la famiglia si trasferì già nel 1820. Negli anni 2 dei fratelli Brontë muoiono in giovane età e muore anche la madre di Emily Bronte. Dopo questi avvenimenti nascono i primi racconti dei fratelli sopravvissuti. Sembra che nello stile narrativo di Emily abbia avuto molta influenza la tata Tabitha, perché lei spesso le raccontava storie di fantasmi. Negli anni successivi al 1830 nascono le poesie di Emily Brontë, a noi ne sono giunte circa 200. Nel 1845 la sorella Charlotte convince Emily a pubblicare insieme e con la sorella Anne le loro poesie usando degli pseudonimi. La pubblicazione riuscì a vendere solo 2 copie. Ma fu nel 1847 che venne pubblicato il romanzo più famoso di Emily, Cime Tempestose, mentre la sorella Anne pubblicava Agnes Grey. Poco prima era stato pubblicato il romanzo di Charlotte, Jane Eyre, che ottenne un grande successo. Al contrario, Cime Tempestose fu molto criticato: mancava un fine morale, inoltre la vicenda narrata apparve troppo cupa e triste; fu definita dai critici un’opera ‘perversa e brutale’, e sembrava quasi impossibile che una "sensibilità femminile" potesse averla concepita, facendo addirittura nascere il dubbio che fosse stata scritta dal fratello Patrick.
Di lì a poco morì il fratello delle 3 sorelle Brontë e nel corso del suo funerale Emily si ammalò di tubercolosi. La morte la colse nel dicembre del 1848.


Incipit di Cime tempestose.

1801. — Sono appena ritornato da una visita al mio padrone di casa, il solo vicino col quale avrò a che fare. Questa è indubbiamente una bella contrada. Credo che in tutta l'Inghilterra non avrei potuto scegliermi un altro posto più lontano dal frastuono della società. È il paradiso del perfetto misantropo; e il signor Heathcliff ed io siamo fatti apposta per una simile desolazione. Un uomo veramente singolare! Non immaginava certo quale viva simpatia sentissi per lui quando vidi i suoi occhi neri ritrarsi così sospettosamente sotto le ciglia al mio avanzare a cavallo, e le sue mani rifugiarsi ancor più addentro nel panciotto, con gelosa risolutezza, all'annuncio del mio nome.
«Il signor Heathcliff» dissi.

venerdì 12 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Charlotte Dacre

La gothic lady di oggi, Charlotte Dacre,  è stata per lungo tempo sconosciuta, nonostante il grande successo che conobbe nei suoi anni, destando l'ammirazione anche di Percy Bysshe Shelley, il quale ne stimava lo stile e le capacità creative.



Nasce nel 1782 come Charlotte King, figlia di John King, uno scrittore radicale ben conosciuto a Londra, Charlotte Dacre scrisse inizialmente con lo pseudonimo Rosa Matilda, e più tardi ne adottò un secondo per confondere i suoi critici. Dopo aver divorziato dalla madre, il padre si sistemò con la contessa di Lanesborough.

Nel 1806, alla morte della moglie del padre, si sposò con Nicholas Byrne, da cui aveva già avuto tre figli, un editore che sarebbe poi diventato un socio fondatore del quotidiano londinese The Morning Post, sulle cui pagine furono pubblicate le poesie della Dacre.

Come autrice di romanzi, Charlotte Dacre rappresenta le sue eroine in maniera piuttosto diversa da quanto fatto dai suoi contemporanei, che consideravano signore di buon gusto e decoro. Il sue stile era più vicino a quello di autori maschili, creando eroine femminili aggressive e spesso fisicamente violente, caratterizzate da forti desideri sessuali e ambizione, simili a quelle create dal De Sade.

Tra i suoi quattro romanzi principali, oggigiorno Zofloya è quello più conosciuto. Il romanzo vendette bene quando apparve nel 1806, e venne tradotto in tedesco e francese. In esso, un personaggio femminile segue, attacca brutalmente e infine uccide una ragazza che considera sua rivale sessuale. Nonostante la sua brutalità, la storia presenta la morale che le giovani donne devono essere in guardia contro i pericoli della lussuria.
Morì il 7 novembre 1825.

giovedì 11 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Clara Reeve

Clara Reeve ha scritto diversi romanzi, tra cui solo il romanzo gotico Il vecchio barone inglese (The Old English Baron, inizialmente chiamato The Champion of Virtue) per cui è ricordata e che ha influenzato la scrittura del Frankenstein di Mary Shelley.
Tra le sue altre opere vi sono il romanzo epistolare The School for Widows (1791), e la sua innovativa storia del romanzo, The Progress of Romance (1785), che viene generalmente considerato un precursore degli studi sulla nascita ed evoluzione del romanzo.



Clara Reeve nasce a Ipswich, Inghilterra, figlia del reverendo Willian Reeve.
Dopo la morte del padre, vive con la madre e le sorelle a Colchester. Nel 1777 pubblica Il vecchio barone inglese, prendendo come modello di riferimento Il Castello di Otranto di Horace Walpole; la prima edizione è dedicata alla figlia di Samuel Richardson, che l'aveva aiutata a revisionare e correggere il testo.
La Reeve ha condotto una vita ritirata, per cui poche sono le notizie biografiche pervenuteci. Muore a Ipswitch nel 1807.

lunedì 8 dicembre 2014

Torbido gotico: Il Monaco di M.G.Lewis


Il Monaco di M.G. Lewis è un romanzo gotico particolarmente oscuro e cruento, scritto nel 1796 e ambientato in Spagna.
Diverse sono state le fonti d'ispirazione di quest'opera: il Ferdinand Count Fathom di Smollett, Le Diable Amorouse di Cazotte's , La Religieuse di Diderot e la Justine ou les Malheurs de la vertu di Sade e i romanzi gotici tedeschi.
Quando Il Monaco fu pubblicato l'autore aveva solo 20 anni, riscuotendo immediatamente un grande successo, accompagnato però da un grande scandalo che costrinse l'autore a pubblicare, nel 1798, una versione meno "scandalosa" dell'opera nella quale vengono tolte o censurate alcune delle situazioni più scabrose.
Il romanzo narra la caduta di Ambrosio, monaco spagnolo considerato da tutti un santo.
La sua discesa nel peccato comincia con Matilda, la femme fatale che lo seduce con l'inganno, fino a giungere a commettere peccati sempre più turpi.
In esso troviamo le figure tipiche del genere gotico: il monaco scellerato, la donna fatale e la fanciulla perseguitata (la giovane e innocente Antonia che susciterà il desiderio del monaco).
Inoltre è presente una vicenda parallela alla storia principale, la storia d'amore tra Ryamond e Agnes, raccontata dallo stesso Ryamond all'amico Lorenzo,, durante la quale compaiono figure tipiche del romanzo gotico come la Monaca Sanguinante e l'Ebreo errante.
Il romanzo, al momento della sua pubblicazione, ebbe un grande successo, anche se non mancò di suscitare molte critiche per via dei suoi contenuti scabrosi.
Risulta infatti essere uno delle opere gotiche più controverse per via dei temi che affronta, come l'ipocrisia dietro il perbenismo, la natura del desiderio, l'omicidio e l'incesto.
Coleridge espresse il suo apprezzamento  nei riguardi di quest'opera e anche il marchese de Sade lo definì un «capolavoro gotico», notevole per la sua violenta trasgressività.
Negli anni immediatamente successivi alla pubblicazione comparvero inoltre molte opere che si rifacevano più o meno esplicitamente a Il Monaco: versioni ridotte (alcune anche a firma di Lewis), racconti tratti dal romanzo incentrati sulla vicenda di Ryamond e Agnes o sulla ballata di Alonzo e Imogine, drammi e balletti ispirati da parti dell'opera.
Nel corso del XIX secolo comunque il romanzo venne via via dimenticato e passò in secondo piano nel panorama letterario.
Negli anni trenta del Novecento Il monaco fu infine riscoperto dal movimento surrealista che ne condivide la carica trasgressiva e libertina. Artisti come Antonin Artaud e André Breton ne sono influenzati e citano in varie occasioni l'opera lewisiana nei loro scritti. È stato proprio grazie alla riscoperta surrealista che nel corso del XX secolo i critici sono tornati ad interessarsi de Il Monaco.
Nel 1972, da questo romanzo, è stato tratto il film di Ado Kyrou, con Franco Nero, Il Monaco, nel 2011 è stato invece tratto il film Le Moine di Dominik Moll con Vincent Cassel.

domenica 21 settembre 2014

21 settembre: auguri a Stephen King


Auguri a Stephen Edwin King, scrittore e sceneggiatore statunitense, uno dei più celebri autori di
letteratura fantastica, in particolare horror, dell'ultimo quarto del XX secolo, considerato anche un autore di spicco nel romanzo gotico moderno.
Stephen King nasce il 21 settembre 1947 a Portland, nel Maine. Suo padre (di origini scozzesi-irlandesi), nato David Spansky, che in seguito modificò in Donald Edwin King, è un impiegato della Electrolux, ex capitano della Marina Mercantile e impegnato fino al 1945 nella seconda guerra mondiale; e sua madre, Nellie Ruth Pillsbury King, è una casalinga di origini modeste. Ha un fratello maggiore, David Victor, che è stato adottato dai coniugi King il 14 settembre 1945.
Nel 1949 il padre esce per una delle sue passeggiate e non farà più ritorno a casa, a causa di problemi familiari. Questo avvenimento segnerà profondamente il carattere del futuro scrittore, tanto che è
possibile trovare in numerosi romanzi il difficile rapporto padre-figlio.
La famiglia comincia così a spostarsi da un luogo a un altro; si stabilisce per brevi periodi in Indiana, a Milwaukee e infine di nuovo nel Maine. La signora Nellie Ruth King in quegli anni e nei successivi sarà spesso fuori casa per quasi tutto il giorno, impegnata in vari lavori come stiratrice in una lavanderia, lavoratrice notturna in una panetteria, commessa e donna delle pulizie. Con il proprio lavoro riesce comunque ad assicurare ai due figli una buona educazione, guidandoli all'ascolto di buona musica e alla letteratura, dando la possibilità a Stephen di provare a scrivere qualche storia horror.
L'infanzia di Stephen King viene colpita, oltre che dalla scomparsa del padre, dalla morte di un suo amico. All'età di quattro anni, i due sono impegnati a giocare vicino a una ferrovia, quando l'amico del futuro scrittore cade sulle rotaie e viene travolto da un treno. King, in stato confusionale, torna a casa senza ricordare quanto successo.
Scopre nella soffitta della zia i libri del padre, appassionato di Edgar Allan Poe, Lovecraft e Matheson. Trova anche racconti della rivista Weird Tales, di Frank Belknap Long e di Zelia Bishop. Scopre così che il padre non era soltanto un girovago e un marinaio (come raccontato in famiglia) che si era ridotto a vendere elettrodomestici porta a porta, ma anche un aspirante scrittore, affascinato dalla fantascienza e dall'horror.
Nel 1962 inizia a frequentare la Lisbon High School, a Lisbon Falls, nei pressi di Durham. Qui nasce probabilmente il sogno di divenire scrittore. Inizia a spedire i suoi racconti a vari editori di riviste, senza però alcun successo concreto.
Conclusi gli studi superiori entra all'Università del Maine ad Orono. Nel 1967 Stephen King termina il racconto breve The Glass Floor, che gli frutta 35 dollari a cui fa seguito, qualche mese dopo, il romanzo La lunga marcia, che viene sottoposto al giudizio di un agente letterario, il quale si esprime in termini lusinghieri.
Nel febbraio del 1969 inizia ad occuparsi di uno spazio regolare sulla rivista The Maine Campus, con la rubrica chiamata King's Garbage Truck. Di questo periodo è nota la sua straordinaria prolificità: è capace di scrivere un racconto perfetto cinque minuti prima che il giornale andasse in stampa.
Questo fra l'altro è il periodo in cui conosce Tabitha Jane Spruce, poetessa e laureanda in storia, sua futura moglie.
Nel 1970 si diploma all'università, ottenendo il Bachelor of Science in English e, date le difficoltà per trovare un posto di insegnante, inizia a lavorare presso un distributore di benzina. Nel 1971, dopo una serie di esperienze lavorative umili, inizia ad insegnare inglese alla Hampden Academy.
Nasce la primogenita della famiglia King: Naomi Rachel. La famiglia si trasferisce a Hermon, vicino a Bangor nel Maine. Lo scrittore inizia a lavorare a L'uomo in fuga. Nel 1972 arriva il secondo figlio, Joseph Hillstrom (il terzo sarà Owen Phillip) ed il bilancio della famiglia comincia a farsi problematico. Stephen King pensa che il suo sogno di diventare scrittore sia un'utopia. Non può pagare tutte le bollette e decide di sacrificare prima il telefono, poi l'automobile. Inizia a bere e inevitabilmente la situazione precipita.
Nel 1973 le cose migliorano improvvisamente. Preso il coraggio e sottopone Carrie al giudizio di William Thompson della casa editrice Doubleday. A fine lettura il risultato è che la Doubleday gli mette in mano un assegno di 2500 dollari come anticipo per la pubblicazione del romanzo.
A maggio arriva la notizia che la Doubleday ha venduto i diritti dell'opera alla New American Library per 400.000 dollari, metà dei quali spettano di diritto al giovane autore. I problemi economici sono risolti e King, a ventisei anni, lascia l'insegnamento per dedicarsi alla professione di scrittore.
L'anno dopo la famiglia trasloca a Boulder, nel Colorado. Qui inizia la stesura di Una splendida festa di morte, poi ripubblicato con il titolo definitivo di Shining, un'opera con chiari riferimenti autobiografici. Inoltre vende i diritti di Le notti di Salem, per 500.000 dollari. La famiglia ritorna nel Maine occidentale e qui l'autore finisce la stesura de L'ombra dello scorpione.
Di lì a poco arriva anche il primo grande successo cinematografico, grazie a Carrie, lo sguardo di Satana, diretto dal già famoso Brian De Palma. Poi è un susseguirsi ininterrotto di successi, bestsellers e incassi vertiginosi al botteghino quando le sue storie vengono trasposte in film.
Ormai ricco, nel 1980 si trasferisce con la famiglia a Bangor, dove acquista una villa vittoriana con ventotto camere, ma continua ad usare la casa di Center Lovell come residenza estiva. Vengono pubblicati L'incendiaria e Danse Macabre. Inizia la stesura di It mentre al cinema esce il film-capolavoro di Kubrick (con uno straordinario Jack Nicholson) basato sulla storia di The Shining. In questo periodo Stephen King è il primo scrittore di sempre ad avere ben tre libri nella classifica dei best-seller nazionali. Un record che batterà lui stesso qualche anno dopo.
Nel 1994 pubblica Insomnia ed esce il film Le ali della libertà diretto da Frank Darabont e tratto dal racconto Rita Hayworth e la redenzione di Shank.
Vince un Bram Stoker Award per la Migliore Novella per Colazione al Gotham Café. Escono nelle sale cinematografiche L'ultima eclissi tratto dal romanzo Dolores Claiborne e Mangler: la macchina infernale. Nel 1996 escono I vendicatori e Il Miglio Verde, un romanzo in sei puntate che diventerà, qualche anno dopo, un film di successo.
Nel 1997 esce dopo sei anni di attesa il quarto volume della saga La Torre Nera con La sfera del buio.
Dopo venti anni King saluta l'editrice Viking Penguin e passa alla Simon Schuster. Alla firma del contratto percepisce 2 milioni di dollari come anticipo per soli tre libri, ma guadagna anche royalty sulle copie vendute che vanno dal 35 al 50%.
Nello stesso anno un fatto drammatico irrompe nella vita fortunata dello scrittore. Durante una passeggiata nei pressi di casa, viene travolto da un furgone: è in fin di vita. Milioni di fan restano settimane con il fiato sospeso, ansiosi per la sorte dello scrittore. Viene operato ben tre volte in pochi giorni. Il 7 luglio lascia l'ospedale, ma per la sua completa guarigione occorreranno ben nove mesi.
Ripresosi dallo choc, il 14 marzo 2000 diffonde solo su Internet, con un'operazione innovativa e all'avanguardia, il racconto Riding the Bullet. Nell'autunno dello stesso anno pubblicherà il saggio On writing: autobiografia di un mestiere, un resoconto della sua vita di scrittore e una serie di riflessioni su come nasca la scrittura.
Stephen King ha venduto complessivamente nell'arco della sua lunga carriera oltre 500 milioni di copie. Dai suoi romanzi sono stati tratti circa quaranta tra film e miniserie televisive.
Afferma di scrivere 500 parole dalle 8.30 alle 11.30, ogni giorno, ad eccezione soltanto del giorno di Natale, del Giorno del Ringraziamento e del suo compleanno.


Citazioni di Stephen King.


L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia. (da A volte ritornano)

È la storia, non colui che la racconta. (Il corpo)

Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poiché le parole le immiseriscono – le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov'è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare. (Il corpo)


sabato 30 agosto 2014

30 AGOSTO 1797: NASCE MARY SHELLEY


Mary Shelley, nata Mary Wollstonecraft Godwin, fu una scrittrice, saggista e biografa inglese, autrice del romanzo gotico Frankenstein, moglie del poeta Percy Bysshe Shelley, figlia della filosofa Mary Wollstonecraft, antesignana del femminismo, e del filosofo e politico William Godwin.
Nacque a Londra, il 30 agosto 1797, la madre morì dodici giorni dopo averla messa al mondo. Mary, insieme alla sorellastra più grande Fanny Imlay Godwin, nata da una precedente relazione della madre con Gilbert Imlay, crebbe col padre William Godwin, il quale decise di adottare Fanny e di crescerla come fosse sua figlia. Quando Mary aveva tre anni suo padre sposò Mary Jane Clairmont, sua vicina di casa. Godwin fornì a Mary un'educazione ricca e informale, incoraggiandola ad aderire alle sue idee politiche.
Nel 1814 Mary si innamorò di uno dei discepoli di Godwin, Percy Bysshe Shelley, all'epoca già sposato con Harriet Westbrook. Assieme alla sorellastra Claire Clairmont, seconda figlia di Mary Jane Clairmont, Mary fuggì in Francia con Percy con il quale, dopo aver attraversato insieme l'Europa, dovette rientrare in Inghilterra per mancanza di soldi. Mary aspettava un figlio di Percy e la bambina che ne nacque morì pochi giorni dopo il parto prematuro, senza aver ricevuto nemmeno un nome. Mary e Percy si sposarono nel 1816, dopo il suicidio della moglie di lui.
Nel 1817 la coppia trascorse un'estate con Lord Byron, John William Polidori e Claire Clairmont nei pressi di Ginevra, in Svizzera, dove Mary ebbe l'ispirazione per la stesura del suo romanzo Frankenstein. Nel 1818 gli Shelley lasciarono l'Inghilterra per l'Italia, dove morirono Clara Everina e William, rispettivamente seconda e il terzo figlio di Mary e Percy, e dove nacque Percy Florence, l'unico a sopravvivere ai genitori.
Nel 1822 suo marito annegò durante una traversata della baia di La Spezia. Un anno dopo Mary ritornò in Inghilterra dove si dedicò totalmente alla carriera di scrittrice, in modo da poter mantenere il figlio.
Trascorse l'ultima decade della sua vita nella malattia, probabilmente un tumore al cervello, che la uccise all'età di 53 anni, nel 1851.


Citazioni da Frankenstein

Il mondo per me era un mistero da scoprire. Curiosità, bruciante volontà di impadronirmi delle leggi segrete della natura, e una felicità vicina all'estasi quando esse mi si svelavano: queste sono le prime sensazioni che riesco a ricordare.

Imparate dal mio esempio, se non dalle mie parole, quanto sia pericoloso acquisire la conoscenza e quanto sia più felice l'uomo convinto che il suo paese sia tutto il mondo, di colui che aspira a un potere più grande di quanto la natura non conceda.

Niente è più doloroso per la mente umana della calma mortale dell'inattività e del disincanto che fa seguito alle emozioni provocate da una rapida successione di eventi, cancellando dall'anima ogni speranza e anche ogni paura.

mercoledì 20 agosto 2014

20 AGOSTO 1890: NASCE HOWARD PHILIPS LOVECRAFT


Howard Phillips Lovecraft, scrittore, poeta, critico letterario e saggista statunitense, nasce a Providence (Rhode Island), il 20 agosto 1890, unico figlio di Winfield Scott Lovecraft, rappresentante per la Gorham Silver Company (una ditta di argenteria) e Sarah Susan Phillips, secondogenita di un proprietario terriero in declino.
Nel 1891 i genitori si trasferirono ad Auburndale, nel Massachusetts, anche se cambiarono di frequente indirizzo nella zona di Boston. Quando Lovecraft aveva tre anni, cioè nel 1893, suo padre cominciò a manifestare i sintomi di una psicosi acuta in un hotel di Chicago dov'era in viaggio d'affari, ricoverato al Butler Hospital di Providence, vi rimase per il resto della sua vita fin quando, colpito anche da una paralisi, morì di sifilide quando Lovecraft aveva solo otto anni.
Lovecraft venne quindi cresciuto dalla madre, da due zie e dal nonno Whipple Van Buren Phillips, col quale Lovecraft e le sue parenti vissero nella villa di tre piani dei genitori di Sarah sita a Providence, al civico 194 di Angell Street.
Suo nonno, appassionato di letteratura gotica, lo incoraggiò nella lettura fornendogli libri quali le fiabe dei fratelli Grimm e Le mille e una notte, libro da cui prenderà spunto per creare il folle Abdul
Alhazred e il suo Necronomicon. Nel 1896 Lovecraft perse la nonna materna che lo aveva introdotto all'astronomia, Rhobinia Alzada Phillips, fatto che provocò in lui i primi incubi, che lo perseguiteranno per anni, costituiti da demoni da lui stesso definiti "Magri notturni" (Night-Gaunts). Nel 1897 scrisse la sua prima poesia, ispirata all'Odissea, nonché i primi racconti: The Noble Eavesdropper e The Little Glass Bottle. Nello stesso anno in cui morì il padre, il 1898, Lovecraft si accostò agli scritti di Edgar Allan Poe, Jules Verne e Wells, che stimolarono il suo interesse per l'insolito, la chimica e l'astronomia, e strinse le prime amicizie con i coetanei.
Nel 1900 cadde preda dei primi esaurimenti nervosi, forse provocati dall'atteggiamento iperprotettivo della madre, che comunque non gli impediranno nei due anni successivi di aumentare la produzione di poesie e racconti realistici. La morte del nonno, avvenuta nel 1904, fa cadere l'intera famiglia in difficoltà economiche, tanto che Lovecraft dovette traslocare con la madre in un'abitazione più piccola e meno confortevole; da qui Lovecraft intraprese la carriera liceale, che non riuscì mai a completare a causa della sua salute malferma, dovuta anche ad una caduta da un'impalcatura verificatosi nel 1905 in seguito alla quale soffrirà per tutta la vita di mal di testa.
Il 1906 è l'anno in cui Lovecraft appare per la prima volta nella stampa, nel Providence Sunday Journal con una lettera ridicolizzante l'astrologia, mentre lo stesso anno scrisse un'altra lettera, poi pubblicata il 25 agosto, allo Scientific American dove dava credito alle prove circa l'esistenza di
un pianeta oltre Nettuno (Plutone, declassato a pianeta nano nel 2006, fu scoperto solo nel 1930).
Nel 1908 abbandonò definitivamente gli studi e nel 1909, a causa dei frequenti esaurimenti nervosi, farà altrettanto con un corso di chimica.
Nel 1911 la famiglia di Lovecraft cadde nuovamente in disgrazia, stavolta a causa di investimenti
sbagliati fatti dallo zio Edwin E. Phillips, piombando in uno stato di povertà da cui non riuscirà mai ad uscire.
Il 1912 per H.P. Lovecraft rappresenta le prime poesie pubblicate che lo fanno notare da Edward F. Daas, presidente dell'United Amateur Press Association (UAPA), un'associazione di scrittori dilettanti, che lo contatterà per delle iniziative.
Lovecraft nel 1915 cominciò a revisionare manoscritti altrui, suo unico lavoro continuativo fino
alla morte.
Nel frattempo, dal 1916, cominciò a prendere forma la sua vasta rete di corrispondenti. Fra i suoi interlocutori si possono citare il giovane Forrest J. Ackerman, Robert Bloch (autore di Psycho) e Robert E. Howard (Conan il barbaro).
Nel 1917, con l'ingresso degli Stati Uniti nella prima guerra mondiale, cercò di entrare volontario nella guardia nazionale del Rhode Island, ma ancora una volta l'intervento della madre gli precluse ogni possibilità di successo.
In questo periodo scrisse i racconti brevi La tombaDagon. Pochi anni dopo, nel 1919, Lovecraft incontrò a Boston uno degli autori da cui trarrà grande ispirazione per svariati racconti, Lord Dunsany, rimanendo abbagliato dallo stile e dalla tematica "onirica" dello scrittore irlandese.
Lo stesso anno, dopo aver sofferto per un lungo periodo di isteria e depressione, la madre di Lovecraft venne ricoverata al Butler Hospital, lo stesso ospedale dove il marito era morto qualche anno prima. Il loro legame cessò solo con la morte della donna, avvenuta il 24 marzo 1921, a seguito di complicazioni durante un intervento alla cistifellea.
A Boston Lovecraft strinse amicizia, il 12 marzo 1921, con Sonia H. Greene, una vedova sette anni più anziana di lui, per la quale scriverà racconti che lo porteranno ad iniziare un rapporto sentimentale.
Dopo aver ricevuto dalla rivista semiprofessionale Home Brew una commissione per scrivere alcuni racconti, Lovecraft nel 1922 cambiò radicalmente le abitudini quotidiane, leggendo i suoi racconti in pubblico, partecipando a conferenze, venendo nominato presidente dell'UAPA e facendo numerosi viaggi nel New England. Proprio i racconti usciti su Home Brew, nello specifico Herbert West, rianimatore e La paura in agguato, lo porteranno all'attenzione di Edwin E. Baird, direttore della rivista professionale Weird Tales, sulla quale nell'ottobre 1923 uscirà Dagon.
Nel febbraio 1924 l'illusionista Harry Houdini commissionò a Lovecraft la scrittura di un racconto, che uscirà su Weird Tales con il titolo di Imprisoned with the Pharaohs, facendo in modo che la trama apparisse come una vera avventura vissuta dall'attore di Budapest.
A marzo lo scrittore si sposò con Sonia Greene, e la coppia si spostò nel distretto di Brooklyn a New York. La qualità delle sue opere spinsero gli editori di Weird Tales ad offrirgli il posto da direttore, ma Lovecraft rifiutò perché non voleva trasferirsi a Chicago, lasciando il posto a Farnsworth Wright.
La permanenza di Lovecraft a New York venne funestata da problemi economici, poiché i suoi sforzi per trovare lavoro furono inutili e costrinsero la moglie, che nel frattempo aveva visto fallire la propria attività commerciale, a spostarsi a Cleveland alla ricerca di un impiego.
Lovecraft quindi rimase a vivere da solo in una zona di Brooklyn, chiamata Red Hook (scenario, tra l'altro, di Orrore a Red Hook).
Lovecraft il 17 aprile 1926 tornò a Providence.
È di questo periodo l'avvio di contatti con August Derleth e la stesura dell'importante Il richiamo di Cthulhu e del saggio Supernatural Horror in Literature, nonché, nel 1927, dei suoi primi due romanzi: La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath e Il caso di Charles Dexter Ward, che tuttavia verranno pubblicati postumi perché non ritenuti ben fatti dallo stesso Lovecraft.
Nel frattempo, il rifiuto di Weird Tales di pubblicare Il colore venuto dallo spazio viene ripagato dal parere favorevole di Amazing Stories.
Nel 1928 Sonia si accordò con Lovecraft per un divorzio che venne accettato dal tribunale il 25 marzo 1929.
Il periodo dopo il ritorno a Providence fu il più prolifico dal punto di vista letterario.
Durante questi anni scrisse la maggior parte dei suoi racconti oggi più conosciuti e opere più impegnative come Il caso di Charles Dexter Ward, Alle montagne della follia e La maschera di Innsmouth.
Inoltre si dedicò alla revisione di opere di altri autori, lavorando anche come ghostwriter in opere come Il tumulo, La morte alata e Il diario di Alonzo Typer. Nel 1930 Lovecraft diede luce al
romanzo breve Colui che sussurrava nelle tenebre.
La sua situazione economica continuò a peggiorare finché fu costretto, nel 1933, a trasferirsi in un alloggio più economico e più piccolo con l'unica zia superstite.
Nel 1935 Weird Tales respinse un altro suo lavoro, il romanzo L'ombra calata dal tempo, spingendo sempre più Lovecraft ad abbandonare i testi interamente opera propria (l'ultimo, sempre del 1935, fu L'abitatore del buio) dedicandosi esclusivamente a revisioni o collaborazioni.
Nel 1936 Analog Science Fiction and Fact pubblicò Alle montagne della follia e L'ombra calata dal tempo.
Il 10 marzo 1937 venne ricoverato al Jane Brown Memorial Hospital di Providence dove gli fu diagnosticato un tumore all'intestino in fase molto avanzata. Cinque giorni dopo, il 15 marzo, alle 6:00 del mattino, lo scrittore di Providence si spense.
Il corpo di Lovecraft venne sepolto assieme a quello dei genitori nel monumento funebre di famiglia dei Phillips, nel cimitero di Swan Point a Providence. Nel 1977, un gruppo di fan particolarmente devoti guidati da Dirk Mosig raccolse i fondi necessari per far realizzare una nuova lapide commemorativa, sulla quale vennero incisi il nome dello scrittore, la data di nascita, quella di morte e la frase "I AM PROVIDENCE" (io sono Providence), tratta da una delle sue lettere personali.


Citazioni di Howard Phillips Lovecraft

È uno che si gode la vita, come tutti quelli a cui è risparmiata la maledizione dell'intelligenza. (da Lettere dall'altrove)

Non è morto ciò che può vivere in eterno, | E in strani eoni anche la morte può morire. (da La Città senza Nome)

Per coloro che guardano dietro la superficie, la Guerra Mondiale attualmente in corso porta mirabilmente a galla più di una verità antropologica. E di queste verità nessuna è più profonda di quella che riguarda l'essenziale immutabilità dell'umanità e dei suoi istinti. (da Alle radici)

venerdì 15 agosto 2014

15 AGOSTO 1785: NASCE THOMAS DE QUINCEY


Thomas de Quincey, scrittore, giornalista, saggista e traduttore inglese, nasce a Greenheys (sobborgo di Manchester), il 15 agosto 1785, quarto degli otto figli di Thomas Quincey, originario dello Lincolnshire e commerciante dedito all'importazione di tessuti, e della moglie, Elizabeth Penson.
Il padre, persona vicina al pensiero liberale, fu l'autore di A Short Tour in the Midland Counties of England (1774), oppositore della pratica dello schiavismo e membro fondatore della Manchester Literary and Philosophical Society.
Pochi mesi dopo la nascita di Thomas la famiglia si trasferì nel distretto di Moss Side. Il padre, che contrasse la tubercolosi e per curarsi trascorse lunghi periodi in Giamaica, a Madera e in Portogallo, rientrava raramente in Inghilterra e l'infanzia del piccolo Thomas, un bambino gracile e di salute cagionevole, fu dominata da figure femminili: dalla madre, una donna severa e autoritaria e dalla sorella maggiore Elisabeth alla quale era molto legato e che perse la vita nell'estate del 1792.
L'anno successivo tornò il padre, gravemente malato perse la vita il 18 luglio del 1793.
Il giovane venne iscritto alla Grammar School della sua città, che però abbandonò nel 1802, iniziando a girovagare per il Galles, il sud dell'Inghilterra e infine Londra, che raggiunse nel novembre di quello stesso anno.
Nella capitale inglese riuscì a sbarcare il lunario grazie all'aiuto di una fanciulla, Ann, che egli ricordò con nostalgia nella sua più celebre creazione, Le confessioni di un mangiatore d'oppio.
Nel 1804 si iscrisse presso il Worcester College dell'Università di Oxford, città dove risiedette per alcuni anni e nella quale contrasse la dipendenza all'oppio, assunto inizialmente per le forti nevralgie di cui soffriva, ma che col tempo divenne un vizio devastante e dispendioso.
Nel 1809 si trasferì a Grasmere, paesetto della contea di Westmoreland, nella regione della Cumbria (Inghilterra settentrionale), dove iniziò a frequentare Coleridge, anch'egli oppiomane, residente nelle vicinanze, e Wordsworth, domiciliato nello stesso borgo.
Nel 1813 conobbe Margareth Simpson, figlia di un fattore, che sposò quattro anni più tardi, dopo la nascita di William, primo dei suoi otto figli.
Dopo aver diretto, fra il 1818 e il 1819, un giornale locale, The Westmoreland Gazette, iniziò a collaborare stabilmente con alcune testate fra cui il noto London Magazine.
In quegli anni la sua situazione economica si fece sempre più critica: l'oppio divorava le entrate del giovane e ne minava la salute; i debiti si accumulavano incessantemente. De Quincey meditò di tornare con la propria famiglia a Manchester, ma l'uscita de Le Confessioni di un mangiatore d'oppio gli assicurò fama e danaro.
De Quincey non riuscì più a ripetere il grande successo di pubblico ottenuto con le Confessioni.
Più diffusione ebbero invece gli oltre duecento articoli, dissertazioni e saggi usciti a puntate in vari quotidiani e riviste letterarie.
Nel 1845 scrive Suspiria De Profundis, romanzo gotico che ispirerà la Trilogia delle Tre Madri di Dario Argento.
De Quincey pubblicò, tre anni prima della sua morte, una nuova edizione di Le confessioni di un mangiatore d'oppio mantenendo anche in età avanzata, nonostante l'abuso di droghe (da cui, sembra, riuscì a liberarsi solo sessantenne) una notevole vitalità e lucidità mentale.
Nel dicembre del 1859 si spense, all'età di settantacinque anni, nella città di Edimburgo, scelta come propria residenza fin dal 1830.


Citazioni di Thomas de Quincey

Non si fa mai consapevolmente una cosa per l'ultima volta senza una certa tristezza nel cuore. (Confessioni di un oppiomane)

giovedì 31 luglio 2014

31 LUGLIO 1914: NASCE MARIO BAVA


Mario Bava, regista, sceneggiatore, direttore della fotografia e creatore di effetti speciali italiano, nasce a Sanremo, il 31 luglio 1914, figlio di Eugenio Bava, un direttore della fotografia,
scenografo e scultore.
Entrò fin da giovane nel mondo del cinema e collaborò subito con grandi registi, grazie al talento naturale per la costruzione di effetti speciali ed impianti di illuminazione.
Bava iniziò la sua carriera in veste di creatore di effetti speciali. Durante la seconda guerra mondiale Bava lavorò per l'Istituto Luce, manipolando filmati di propaganda riguardanti finte vittorie dell'esercito italiano, tra cui un inesistente attacco all'isola di Malta.
All'età di venti anni, Bava si sposò e iniziò a creare i titoli di testa delle versioni italiane di film statunitensi. Il primo film cui Bava partecipò in veste di operatore è Il socio invisibile (1939), diretto da Roberto Roberti, alias Vincenzo Leone, padre di Sergio Leone. Sempre nel 1939, Bava iniziò una collaborazione con Roberto Rossellini. Diresse infatti la fotografia di due cortometraggi diretti dal maestro del Neorealismo italiano: Il tacchino prepotente e La vispa Teresa. Nel 1941 Bava conobbe Francesco De Robertis, da lui considerato un maestro.
Tra il 1941 e il 1943 Mario Bava è operatore alla macchina per molti film di De Robertis, come La nave bianca (co-diretto da Roberto Rossellini), Uomini sul fondo, Alfa Tau! e Uomini e cieli di cui dirige anche la fotografia insieme a Carlo Bellerio.
In seguito Bava curò la fotografia per film di registi come Mario Monicelli e Luigi Comencini.Mario
Nel 1946 Bava esordì nella regia cinematografica, dirigendo il cortometraggio L'orecchio. Seguirono altri cinque corti.
Bava diresse anche dei documentari, quindi fu messo sotto contratto dalla Lux, celebre casa di produzione cinematografica italiana diretta all'epoca da Carlo Ponti. Bava lavorò in veste di
direttore della fotografia con registi quali Steno (Guardie e ladri), Mario Soldati e Aldo Fabrizi.
Nel 1956 Bava diresse la fotografia de I vampiri, diretto da Riccardo Freda, film che viene considerato l'iniziatore dell'horror italiano. Bava curò anche gli effetti speciali (è divenuto celebre
l'invecchiamento di Gianna Maria Canale, realizzato senza stacchi di montaggio, grazie all'ausilio di luci colorate e cerone), supervisionò il montaggio e portò a termine le riprese, non venendo però accreditato. Bava collaborò con Freda altre due volte: nel 1958, per Agi Murad, il diavolo bianco e nel 1959 per Caltiki, il mostro immortale. Anche per questo film, Bava diresse la fotografia e portò a termine le riprese ma non fu accreditato.
Sempre nel 1959, Bava portò a termine le riprese di La battaglia di Maratona, inizialmente diretto da Jacques Tourneur. Per sdebitarsi, i produttori del film decisero di far esordire Bava nella regia di un lungometraggio. La scelta cadde su La maschera del demonio, diretto nel 1960.
Si tratta del primo horror gotico italiano e fu interpretato da Barbara Steele, lanciata da questo film
come star del genere horror. Il film, tratto da un
racconto di Nikolaj Vasil'evič Gogol' intitolato Il Vij, incassò poco alla sua uscita (circa 139 milioni di lire), ma divenne presto un classico.
Il lavoro successivo di Bava fu Ercole al centro della terra, diretto nel 1961. Si tratta di un peplum contaminato con l'horror.
Nel 1962 Bava diresse La ragazza che sapeva troppo, thriller contaminato con la commedia sentimentale, che fondò il thriller italiano. Alcune sequenze e topoi di questo film verranno ripresi in tutti i thriller italiani successivi, soprattutto da Dario Argento.
Nel 1963 Bava diresse La frusta e il corpo (usando lo pseudonimo John M. Old) che segnò l'incontro con il produttore Alfred Leone e subì alcune censure riguardanti il rapporto sadomasochistico tra una donna e il suo carceriere.
Sempre nel 1963 il regista diresse un film a episodi, I tre volti della paura. Nel finale del film, con Boris Karloff a cavallo, Bava mostra allo spettatore, con uno zoom all'indietro, il set del film, svelandone così la finzione. Questo si può considerare uno dei primi casi di metacinema. Questo film, inoltre, ha ispirato il nome di una delle più importanti rock band della storia, i Black Sabbath, da alcuni ritenuti gli iniziatori del genere heavy metal.
Nel 1964 Bava diresse Sei donne per l'assassino, che codificò definitivamente il thriller italiano. Il film mostra vari omicidi uno diverso dall'altro, inoltre porta in scena per la prima volta un assassino dal volto coperto che indossa un impermeabile e un paio di guanti.
Nel 1965 diresse il suo unico film di fantascienza,
Terrore nello spazio, fortemente contaminato con l'horror. Il film è considerato un piccolo gioiello e ispirerà Alien di Ridley Scott.  Il film ebbe un discreto successo negli Stati Uniti.
Nel 1966 Bava tornò al gotico dirigendo Operazione paura, film pieno di invenzioni visive. Nel 1967 morì Eugenio Bava. L'anno successivo il figlio diresse una versione molto pop di Diabolik, tratto dal celebre fumetto. Nel 1969 Bava girò in Spagna Il rosso segno della follia, thriller di un sarcasmo feroce.
Reazione a catena, del 1971, diede il via a un altro genere, lo slasher, e ispirò la serie Venerdì 13.
Nel 1972 fu la volta di Lisa e il diavolo, che ebbe molti problemi con la produzione e ha avuto due versioni.
Nello stesso anno Bava girò Gli orrori del castello di Norimberga, omaggio all'horror gotico nel momento in cui l'horror italiano andava in un'altra direzione dopo l'avvento di Dario Argento.
Ma quello che è considerato da taluni il vero capolavoro del regista non è un horror, bensì un
thriller: Cani arrabbiati è il film maledetto di Bava.
Realizzato nel 1974 non arrivò mai nelle sale, bloccato dal fallimento della casa di produzione. Solo nel 1995 è stato recuperato ed è uscito in DVD, con il titolo Semaforo rosso.
Dopo Cani arrabbiati Bava diresse altri due film.
Schock è un horror psicologico risalente al 1977. Fu interpretato da Daria Nicolodi e alcune sequenze furono dirette da Lamberto Bava, che fece così il suo esordio nella regia.
La Venere d'Ille è un film per la televisione co-diretto con il figlio Lamberto.
Nel 1980 Bava curò alcuni effetti speciali riguardanti Inferno, diretto da Dario Argento.
Bava morì il 25 aprile 1980, poco prima di iniziare le riprese di un nuovo film che si doveva intitolare Star Express e doveva segnare il suo ritorno alla fantascienza.

 

lunedì 2 giugno 2014

2 GIUGNO 1740: NASCE IL MARCHESE DE SADE


Donatien Alphonse François De Sade, detto Il Marchese De Sade, scrittore e poeta francese, nasce il 2 giugno 1740 a Parigi.
Di famiglia aristocratica, viene iscritto a quattordici anni in una scuola militare riservata ai figli della più antica nobiltà. Nominato sottotenente a soli quindici anni, partecipa alla guerra dei Sette anni contro la Prussia, distinguendosi per il coraggio, ma anche per un certo gusto per l'eccesso. Nel 1763 viene congedato col grado di capitano e inizia a condurre una vita all'insegna della dissolutezza e del divertimento più sfrenato, frequentando attrici di teatro e giovani cortigiane.
Il 17 maggio dello stesso anno viene costretto dal padre a sposare Renee Pelagie de Montreuil, una ragazza appartenente a una famiglia di nobiltà recente, ma molto ricca.
Pochi mesi dopo le nozze viene imprigionato per quindici giorni nelle carceri di Vincennes a causa del "comportamento oltraggioso" tenuto in un bordello. Sarà questo il primo di una lunga serie di soggiorni in prigione.
Il secondo sarà nel 1768, quando verrà incarcerato per sei mesi per aver rapito e torturato una donna. Liberato per ordine del re torna a dedicarsi alle sue occupazioni preferite. Organizza feste e balli nella sua tenuta di La Coste e inizia a viaggiare in compagnia dalla sorella più giovane della moglie, Anne, di cui si è innamorato e con la quale ha già da tempo una relazione sessuale.
Nel 1772, anno in cui viene rappresentata per la prima volta una sua opera teatrale, viene accusato di avvelenamento. Durante un'orgia alla quale aveva preso parte insieme a quattro prostitute e al suo domestico Armand, aveva infatti dato alle donne dolci adulterati con delle droghe, che però, invece dello sperato effetto afrodisiaco avevano provocato loro forti malori. Riesce a scappare in Italia. Condannato a morte in contumacia, viene arrestato dalle milizie del re di Sardegna e rinchiuso nel carcere di Milano. Ne evade dopo cinque mesi. Poi, dopo cinque anni di orge, viaggi e scandali, nel 1777 viene arrestato a Parigi. Nella prigione di Vincennes inizia a scrivere opere teatrali e romanzi. Viene trasferito alla Bastiglia dove redige Le 120 giornate di Sodoma e Le sfortune della virtù. Nel luglio 1789, dieci giorni prima della presa della Bastiglia, viene trasferito in un manicomio.
Nel 1790, come avviene per la maggior parte di coloro che furono imprigionati sotto l'Ancien Régime, gli viene ridata la libertà. Torna a vivere con la moglie, ma questa, stanca delle sue violenze, lo abbandona. I figli, nati nel '67, nel '69 e nel '71, emigrano. Si lega allora con Marie Constance Quesnet, una giovane attrice che gli rimarrà accanto fino alla fine.
Tenta di far dimenticare le proprie origini nobili militando nel gruppo rivoluzionario del suo quartiere, ma non riesce nell'intento e, nel 1793, viene arrestato e condannato a morte, ma per un errore amministrativo viene "dimenticato" nella sua cella. Riesce a evitare la ghigliottina e sarà liberato nell'ottobre 1794.
Nel 1795 vengono pubblicati La filosofia nel boudoir, La nuova Justine (Justine ovvero le disavventure della virtù era stato pubblicato anonimo quattro anni prima) e Juliette. Viene accusato dalla stampa di essere l'autore dell'"infame romanzo" Justine e, senza alcun processo, ma soltanto con una decisione amministrativa, nel 1801 viene internato nel manicomio di Charenton. A nulla varranno le sue proteste e le sue suppliche e, giudicato pazzo, ma perfettamente lucido, qui trascorrerà gli ultimi 13 anni della sua vita. Muore il 2 dicembre 1814, all'età di 74 anni. Trenta dei quali trascorsi in prigione. Le sue opere saranno riabilitate solo nel ventesimo secolo.


Citazioni del Marchese De Sade

Quando il più forte vuole opprimere il più debole lo convince che Dio santifica le sue catene, ed il debole, abbrutito, gli crede. (Justine ovvero le disgrazie della virtù)

Anche l'uomo deforme trova specchi che lo rendono bello. (Justine ovvero le disgrazie della virtù)

Per il povero la virtù è una necessità. (La nuova Justine)