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venerdì 7 novembre 2014
7 novembre: nasce Auguste de Villiers de L'Isle-Adam
Auguste de Villiers de L'Isle-Adam, scrittore e commediografo francese, nato a Saint-Brieuc, il 7 novembre 1838, da una famiglia di antica nobiltà decaduta.
Il marchese Jean-Toussaint, padre dello scrittore, sposò Marie-Françoise Le Nepvou de Carfort nel 1837. A parte Auguste, non ebbero altri figli. Il padre di Auguste, vittima dei suoi capricci, si diede a delle rovinose speculazioni finanziarie, tanto che nel 1843 sua moglie fu costretta a chiedere una separazione dei beni (accordata nel 1846) per tutelare la sua eredità.
Dopo aver studiato in diverse scuole della Bretagna ed essersi mostrato molto portato per il piano e aver scoperto la poesia, nel 1855 Auguste de Villiers de L'Isle-Adam si trasferì, con la sua famiglia, a Parigi. Nella capitale, frequentò alcuni caffè e salotti culturali (grazie al suo nome), dove riscosse un certo successo. Conobbe Catulle Mendès e Jean Marras e incontrò François Coppée, Charles Baudelaire e Leconte de Lisle. Cominciò a collaborare con dei piccoli giornali e nel 1858 pubblicò il suo primo libro, Deux essais de poésie. Nel dicembre del 1859 iniziò la carriera giornalistica con la pubblicazione di due articoli di critica musicale su La Causerie di Victor Cochinat.
Lo stesso mese pubblicò, a proprie spese, le Premières poésies opera che passò totalmente inosservata. Nell'agosto del 1862 pubblicò, sempre a proprie spese, il primo volume di Isis, un romanzo il cui seguito non apparirà mai. Nel 1863 iniziò una relazione con Louis Dyonnet, una "demi-mondaine", madre di due figli, e incontrò, durante uno dei suoi consueti soggiorni estivi a Solesmes, Louis Veuillot. Nel 1864, mentre troncava la sua relazione con Louis Dyonnet, fece la conoscenza di Flaubert e divenne amico di Mallarmé; suo padre, già finito in prigione per debiti nel 1856, fallì di nuovo.
Nel marzo del 1866 pubblicò un dramma in cinque atti destinato al teatro della Gaîté, come una seconda edizione di Elën, dramma del 1865. A maggio, tre poemi del primo fascicolo del Parnasse contemporain furono di Villiers. In quel periodo si fidanzò con Estelle, la seconda figlia di Théophile Gautier, la cui sorella maggiore, Judith, si era appena sposata con Catulle Mendès. Il fidanzamento venne rotto nel gennaio del 1867, causa l'opposizione dei parenti di Villiers.
Nell'ottobre del 1867 Villiers de L'Isle-Adam divenne redattore capo della Revue des Lettres et des Arts, settimanale appena fondato dai fratelli Thomas et Armand Gouzien. La rivista fu pubblicata fino al marzo del 1868; Villiers vi pubblicò una lunga novella, Claire Lenoir, e un racconto, L'Intersigne. Fra i collaboratori della rivista si contano Mallarmé, Verlaine, Banville, Mendès e i fratelli Jules ed Edmond de Goncourt. Nel settembre del 1869 nacque a Parigi Jules Émile Leroy (1869-1911), figlio dell'attrice Mathilde Leroy e di padre ignoto, forse il figlio naturale di Villiers.
Nel gennaio del 1870, dopo un insuccesso al teatro Gymnase, Alexandre Dumas figlio riuscì a far accettare La Révolte di Villiers al teatro Vaudeville, dove venne rappresentata soltanto cinque volte e poi pubblicata a luglio. Sempre nel gennaio del 1870 Villiers ricoprì un ruolo di primo piano durante le manifestazioni insurrezionali che seguirono la morte del giornalista Victor Noir, ucciso dal principe Pierre Bonaparte.
Nel giugno del 1869 effettuò, in compagnia di Mendès e di Judith Gautier, un viaggio in Svizzera e in Germania, ma dovettero tuttavia rientrare in Francia, per lo scoppio della guerra franco-prussiana.
Di ritorno a Parigi dopo un soggiorno di un mese presso Mallarmé, ad Avignone, Villiers prese il comando degli esploratori del 147º battaglione della Guardia nazionale. Durante l'assedio della capitale da parte dei tedeschi visse con la sua famiglia nella più completa miseria. All'instaurazione della Comune di Parigi (1871) si mostrò entusiasta, ma dovette ben presto rinnegare le sue simpatie comunarde. Durante l'estate del 1871 infatti tentò senza successo di farsi nominare addetto d'ambasciata a Londra. Questo insuccesso complicò la situazione finanziaria dei Villiers, anche perché il 13 agosto 1871 Mlle de Kérinou, madrina della madre di Villiers e sostegno economico della famiglia, morì; poiché aveva messo tutti i suoi beni a vitalizio, la situazione dei Villiers diventa particolarmente precaria.
Per potervi rimediare, Villiers cercò nel 1873 di sposare Anna Eyre Powell, una ricca ereditiera inglese, che alla fine rifiutò. Nel gennaio del 1874 propose Morgane al teatro della Porte Saint-Martin, poi decise di riscrivere il dramma con un nuovo titolo, Le Prétendant. Nel luglio del 1875 protestò, su Le Figaro, contro il melodramma Perrinet Leclerc (1832), rappresentato al teatro Châtelet, dove il suo antenato, il maresciallo Jean de Villiers de L'Isle-Adam, appare sotto una luce poco favorevole. Ad agosto fece causa a Édouard Lockroy, il solo dei due autori ad essere ancora in vita. Il 1º agosto 1877 la sua istanza venne respinta e rinunciò a fare appello.
Apprese intanto che un certo Georges de Villiers de L'Isle-Adam lo accusava di usurpare il suo nome; stava per sfidarlo a duello, quando scoprì che in effetti Luigi XVIII, credendo a torto che il ramo dei Villiers de L'Isle-Adam fosse estinto, aveva autorizzato un Villiers des Champs a «rilevare» il nome nel 1815.
Nella primavera del 1879 venne pubblicata, per alcune settimane, La Croix et l'Épée, un settimanale legittimista dove Villiers ricopriva un ruolo importante. Il suo dramma Le Nouveau Monde fu pubblicato a Parigi all'inizio del 1880 e il suo romanzo L'Ève nouvelle, al quale lavorava dal 1877, fu pubblicato a puntate sul giornale Le Gaulois nel settembre di quell'anno. Non piacendo agli abbonati, il giornale tuttavia interruppe ben presto la pubblicazione dell'opera. Villiers cercò poi di far pubblicare L'Ève nouvelle sul giornale repubblicano L'Étoile française, ma anche qui la pubblicazione dell'opera venne sospesa (febbraio 1881).
Il 9 gennaio 1881 Villiers si presentò, in qualità di candidato legittimista nel XVII distretto, alle elezioni valide per il consiglio municipale, ma rimase battuto. All'indomani nacque a Parigi Victor-Philippe-Auguste, figlio naturale di Villiers e di Marie Brégeras, nata Dantine, vedova illetterata di un cocchiere belga. Ormai Villiers viveva con lei, rinunciando ai suoi progetti di matrimonio. Il 12 aprile 1882 la madre di Villiers morì.
Il 9 febbraio 1883 fu pubblicata la raccolta Contes cruels. Dieci giorni dopo, al teatro delle Nazioni, venne messo in scena Le Nouveau Monde, grazie al finanziamento del conte di Osmoy, uomo politico e scrittore, e del libraio Lalouette. L'opera tuttavia non ebbe alcun successo e venne cancellata dopo soltanto diciassette repliche. Nel frattempo, Villiers collaborava con le Figaro, poi con Gil Blas (1884). In questo periodo, fece amicizia con Léon Bloy e Joris-Karl Huysmans, l'autore di À Rebours, dove Villiers figurava come uno degli autori preferiti dall'eroe dell'opera, Des Esseintes.
Dal 18 luglio 1885 al 27 marzo 1886 La Vie Moderne pubblicò a puntate la versione completa di Ève future, mentre La Jeune France pubblicò in due parti, nel novembre del 1885 e nel giugno del 1886, la prima stesura completa di Axël. Il 1º dicembre 1885 il padre di Villiers morì a sua volta, in miseria. Dal 1886 al 1888 vennero pubblicati rispettivamente: L'Ève future, la raccolta Tribulat bonhommet, Histoires insolites e Nouveaux contes cruels.
Colpito da un cancro all'intestino nel corso dell'inverno 1888-1889, Villiers non poteva più lavorare, tanto che Mallarmé dovette fare una colletta fra i suoi amici per provvedere ai suoi bisogni e a quelli della sua famiglia. Il 12 luglio 1889 venne trasferito alla clinica Frères Saint-Jean-de-Dieu, in via Oudinot a Parigi. Sentendosi prossimo alla morte, redasse il 12 agosto un testamento dove riconosceva suo figlio Victor e il 14 sposava in extremis Marie Dantine, al fine di legittimare suo figlio. Morto il 18 agosto, venne sepolto al cimitero di Batignolles il 21. I suoi resti furono successivamente trasferiti al cimitero Père Lachaise con quelli di suo figlio, morto nel 1901.
giovedì 16 ottobre 2014
16 ottobre 1827: nasce Arnold Böcklin
Arnold Böcklin, pittore, disegnatore, scultore e grafico svizzero, nonché uno dei principali esponenti del simbolismo tedesco, nasce a Basilea, il 16 ottobre 1827.
Figlio del mercante Christian Friedrich Böcklin e di Ursula Lipp, si trasferisce in Germania per studiare all'Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, discepolo del pittore romantico Johann Wilhelm Schirmer. A Düsseldorf conosce Feuerbach. Ritornato in Svizzera, incontra lo storico Jacob Burckhardt, che lo esorta ad intraprendere un viaggio in Italia.
Si stabilisce dunque a Roma dopo sposa la giovane Angela Pascucci. In Italia scopre la cultura classica che rappresenterà una grande fonte d'ispirazione pittorica e poetica. Nel 1859 si reca a Monaco di Baviera, diventa poi professore alla Scuola d'Arte di Weimar. Lascia l'insegnamento nel 1862 e ritorna nuovamente a Roma. In questa occasione visita anche Napoli e Pompei, ricevendone nuove influenze sotto il profilo artistico. Nel 1866 rientra nella città natale, dove affresca con soggetti mitici lo scalone del Kunstmuseum che ora ospita anche molti dei suoi dipinti.
Nel 1870 gli nasce il figlio Carlo, che si dedicherà anch'egli alla pittura. Di nuovo sente il richiamo dell'Italia e nel 1874 si trasferisce a Firenze: incontra Hans von Marées e nasce la figlia Beatrice che muore precocemente. È a Firenze che, nel 1879, dipinge la prima versione della sua opera più famosa: l'Isola dei Morti, ispirata alla sistemazione del piazzale Donatello con al centro il Cimitero degli Inglesi. Torna in Svizzera, a Zurigo.
Ritorna in Italia per motivi di salute: un attacco apoplettico lo costringe a riposarsi in località marine: soggiorna alla Spezia, Lerici, San Terenzo, ed infine a Firenze (1893). In questa occasione la Galleria degli Uffizi gli commissiona un autoritratto per la propria collezione. Nel 1895 acquista una villa a San Domenico di Fiesole (villa Bellagio) dove rimane fino alla morte, sopraggiunta nel 1901. È sepolto a Firenze nel Cimitero Evangelico degli Allori.
venerdì 12 settembre 2014
12 settembre 1858: nasce Fernand Khnopff
Fernand Khnopff pittore simbolista belga, nasce a Grembergen, presso
Dendermonde, il 12 settembre 1858, da una famiglia appartenente da generazioni alla più ricca borghesia belga. Cresciuto a Bruges studiò legge a Bruxelles, ma lasciò la facoltà per iscriversi
all'Académie royale des beaux-arts de Bruxelles. Durante un viaggio a Parigi nel 1877 fu grandemente influenzato da Delacroix e da Gustave Moreau. Fu affascinato anche dai Preraffaelliti e, in particolare, da Edward Burne-Jones. Nel 1881 espone per la prima volta al "Salon de l'Essor" di Bruxelles, i critici non si mostreranno entusiasti del suo lavoro, tranne Emile Verhaeren, che scriverà anche la sua prima monografia. Nel 1883 Khnoppf fu uno dei fondatori del Groupe des XX.
Sua sorella Marguerite fu uno dei suoi soggetti preferiti. Khnoppf aveva una vera e propria
passione per i capelli rossi, e per la mascella squadrata e prominente, tanto da dare alle sue modelle una apparenza androgina.
Nel 1885 incontra lo scrittore francese Joséphin Péladan, il futuro grande maestro dei rosacrociani. Péladan gli chiede di disegnare la copertina del suo nuovo libro "Le Vice suprême". Khnopff accetta, ma in seguito distruggerà l'opera perché la nota soprano Rose Caron credette di riconoscere le proprie fattezze nel ritratto immaginario di Leonora d'Este. Lo scandalo che ne seguì giovò alla fama di Khnopff. Continuò a illustrare i libri di Péladan e spesso fu ospite d'onore alle mostre del parigino Salon de la Rose + Croix.
Dal 1889 entrò in contatto con l'ambiente artistico inglese, divenendo amico di Hunt, Watts, Rossetti, Brown e Burne-Jones.
Nel 1898 espose 21 opere alla prima mostra della Secessione viennese, questi lavori influenzeranno profondamente Gustav Klimt.
Ebbe successo ed onori tanto da ricevere l'Ordine di Leopoldo.
Morì a Bruxelles, il 12 novembre 1921.
sabato 30 agosto 2014
30 agosto 1811: nasce Théophile Gautier
Théophile Gautier, scrittore, poeta, giornalista e critico letterario francese, nasce a Tarbes (Alti Pirenei), il 30 agosto 1811, ma molto presto, nel 1814, si trasferisce con la famiglia a Parigi, poiché il padre, impiegato delle imposte dirette, venne trasferito.
Qui, oltre a svolgere regolarmente gli studi, legge i romanzi Robinson Crusoe di Daniel Defoe e Paul e Virginie, di Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre.
Nel 1822, soggiorna brevemente nel pensionato del liceo Louis-le-Grand ma i genitori devono ritirarlo all'inizio del trimestre a causa del suo deperimento. È più felice quando studia come
esterno al collegio Carlomagno dove incontra il giovane Gérard Labrunie (il futuro Nerval) e manifesta un gusto particolare per i poeti latini detti decadenti, i «grotteschi». In questo periodo, frequenta lo studio del pittore Louis Édouard Rioult, in rue Saint-Antoine, e forma, con alcuni amici artisti, il famoso «Petit Cénacle». Decide di dedicarsi alla pittura e fa parte del movimento letterario del Parnasso.
L'incontro nel giugno del 1829 con «il maestro» Victor Hugo accelera la sua carriera di scrittore.
Il 25 febbraio 1830, partecipa alla battaglia d'Hernani, dove si fa notare tra i difensori di Hugo.
Gautier la sera stessa lascerà lo studio di Rioult.
Il 28 luglio 1830,vengono pubblicate le sue Poésies.
Sfortunatamente quello è anche il giorno delle barricate di Parigi e la raccolta passa inosservata.
Tre anni più tardi, Gautier ristampa i suoi primi versi in una nuova raccolta intitolata Albertus.
Nel 1833 pubblica una serie di racconti, Les Jeunes-France, che rendono conto in modo crudo della vita degli artisti e degli scrittori del Petit Cénacle.
Nel 1836 Gautier diventa giornalista per ragioni finanziarie e pubblica il romanzo Mademoiselle de Maupin, che fa scandalo causa l'argomento piuttosto scabroso per l'epoca.
Mentre lavora ad un nuovo romanzo, Il Capitan Fracassa, che finirà solo trent'anni più tardi, dal 1837 al 1866 vede pubblicati diversi romanzi e racconti.
Al giornale «La Presse», Gautier lavora come critico d'arte.
Gautier inventa un suo modo di scrivere le critiche d'arte che non si limita solo al giudizio, all'analisi ma che cerca anche di ricreare il giusto sentimento estetico. Egli cerca di rendere, con le parole, le sensazioni visuali e musicali prodotte dalla percezione diretta dell'opera d'arte. Questo compito di cronista occuperà tutta la sua vita.
Nel 1838 pubblica La Comédie de la Mort, una raccolta di poemi molto diversi dai precedenti dove, sotto l'influenza di Shakespeare, Goethe e Dante, scolpisce con forza lo spettro della morte. Nel 1839, Gautier scrive per il teatro Une Larme du Diable, poi Le Tricorne Enchanté e Pierrot Posthume.
Sono racconti fantastici, per un teatro lirico, impossibile e immaginario, gli stessi scenari che fanno da sfondo anche ai libretti dei balletti da lui scritti, tra i quali il più celebre è quello di Giselle, danzato all'Opéra il 28 giugno 1841, con un successo straordinario. In questo periodo si innamora
di Carlotta Grisi, la ballerina che per prima interpretò Giselle e che gli darà una figlia. Ma l'amore tra i due non è dei più felici e Gautier sposerà la sorella di lei, Ernesta Grisi.
Nel 1840 Gautier scopre la Spagna, e il soggiorno di sei mesi in quel paese gli darà lo spunto per scrivere Voyage en Espagne e i versi di España, che compaiono nella raccolta delle Poésies complètes nel 1845. Questo è il primo di una serie di viaggi. Nel 1845 è l'Algeria, nel 1850 l'Italia, nel 1852 la Grecia e la Turchia, nel 1858 la Russia e nel 1862 l'Egitto. Ognuno di questi viaggi darà luogo a pubblicazioni, ma soprattutto servirà da ispirazione per le sue opere letterarie, i romanzi, le novelle o le poesie.
Nel 1852, pubblica la prima versione di Smalti e cammei (Emaux et camées), raccolta che fino al 1872 si arricchisce di poesie nuove.
Nel 1858 pubblica il Romanzo della mummia.
In questo periodo, Gautier è considerato un caposcuola: Baudelaire si dichiara suo discepolo e gli dedica la sua opera maggiore, Les Fleurs du Mal, soprannominandolo «poeta impeccabile».
Eletto nel 1862 presidente della Société nationale des Beaux-Arts, è attorniato da un comitato composto dai pittori più prestigiosi: Eugène Delacroix, Pierre Puvis de Chavannes, Edouard Manet, Albert-Ernest Carrier-Belleuse e Gustave Doré. Questa elezione ad un incarico così in vista provoca l'invidia di una parte dei letterati meno conosciuti e gli costa l'esclusione, dopo tre rifiuti (1866, 1868 e 1869), dall'Académie française.
Profondamente scosso dalla guerra franco-prussiana del 1870, Gautier ritorna a Parigi dove finisce i suoi giorni. Muore il 23 ottobre 1872 a Neuilly.
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giovedì 21 agosto 2014
21 agosto 1872: nasce Aubrey Beardsley
Aubrey Beardsley fu illustratore, scrittore e pittore inglese, legato agli ambienti teatrali all'epoca di Oscar Wilde, famoso per le sue illustrazioni in bianco e nero a campiture piatte per opere come Salomè.
Nacque a Brighton, il 21 agosto 1872 e la sua carriera è legata alle tendenze simboliste e decadenti dell'epoca.
Beardsley lavorò a lungo per la rivista Yellow Book, che raccoglieva l'opera di numerosi artisti e scrittori del tempo. Le sue opere furono spesso discusse, per le peculiarità stilistiche innovative e soprattutto per la sua tendenza alla perversione ed al grottesco, soprattutto nei soggetti erotici del
periodo maturo. Beardsley fu sempre affascinato dalla storia e dalla mitologia, mutuando da esse la maggior parte dei suoi soggetti: ricorrenti sono le figure di Lisistrata e Salomè, ad esempio. La maggior parte delle sue illustrazioni furono realizzate ad inchiostro, con netti contrasti tra campiture nere e bianche, tra raffinati dettagli e linee pure.
Beardsley era amico di Oscar Wilde e nel 1893 illustrò la sua Salomè in occasione della prima in Francia. Lavorò inoltre per numerose riviste e quotidiani, tra cui The Savoy e The Studio oltre al già citato Yellow Book, ed illustrò molti libri tra cui Le Morte d'Arthur di Thomas Malory, alcuni racconti di Edgar Allan Poe, una raccolta di storie su Pierrot e The Rape of the Lock di Alexander Pope.
Come caricaturista, oltre alla sua opera per giornali e riviste, realizzò alcune scene sulla vita irriverente di Oscar Wilde. Tuttavia fu proprio la sua collaborazione artistica con Oscar Wilde, che proprio allora fu incarcerato per sodomia, a sminuire la sua rispettabilità agli occhi delle società di
allora e a portarlo al licenziamento da Yellow Book.
Dopo il licenziamento, la rivista, subì un lento declino in quanto era Beardsley a caricarla della propria eccentricità.
Beardsley fu inoltre scrittore: sua è Under the Hill, un racconto erotico incompiuto basato sulla leggenda del cavaliere tedesco Tannhäuser che, dopo aver trovato la dimora sotterranea di Venere, si trattiene un anno a venerare la dea.
Allineata con il modello estetico che vide in Oscar Wilde l'emblema, la
vita di Beardsley fu improntata all'eccentricità ed al pubblico egocentrismo, al punto che ebbe a dichiarare: "Ho uno scopo: il grottesco. Se non sono grottesco, non sono niente."
Beardsley morì a Mentone in Francia nel 1898, di tubercolosi, all'età di 25 anni.
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sabato 12 luglio 2014
12 LUGLIO 1876: NASCE MAX JACOB
Max Jacob, poeta, pittore, scrittore e critico francese, nasce a Quimper (Bretagna), il 12 luglio 1876.
Si iscrisse alla Scuola Coloniale di Parigi, che lasciò nel 1897 per la carriera artistica. Abitò su Boulevard Voltaire, dove divise l'appartamento con Pablo Picasso, che lo presentò a Guillaume Apollinaire, che lo introdusse a sua volta a Georges Braque. Sarebbe diventato stretto amico anche di Jean Cocteau, Christopher Wood e Amedeo Modigliani.
Conobbe ed incoraggiò anche l'artista Romanin, noto altrimenti come Jean Moulin, politico francese e futuro leader della resistenza all'invasione nazista.
Jacob, di origini ebraiche, sostenne di aver avuto una visione di Cristo nel 1909, motivo per cui si convertì al cattolicesimo. Tuttavia, nonostante le sue speranze, la sua nuova religione non riuscì a liberarlo dai suoi desideri omosessuali.
Noto comunque per il suo grave alcolismo, Jacob disse poi di essersi unito alla comunità artistica di Montparnasse per "peccare disgraziatamente".
Per un periodo, ebbe come segretario-amante Maurice Sachs, che aiutò nella sua carriera.
L'opera di Max Jacob è considerata un collegamento tra il simbolismo e il surrealismo, come si può facilmente comprendere dalla sua poesia in prosa
I suoi scritti comprendono anche il romanzo Saint Matorel (1911), le poesie Le laboratoire central (1921), e Le défense de Tartufe (1919), nel quale espone le sue convinzioni filosofiche e religiose.
Fu costretto a trasferirsi a Saint-Benoît-sur-Loire, dove si nascose durante l'occupazione del territorio francese da parte della Germania nel corso della seconda guerra mondiale. Il fratello di Jacob, a causa delle origini ebraiche, fu deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Successivamente anche la sorella Mirthé-Léa ed il marito furono deportati ed uccisi dai nazisti.
Il 24 febbraio del 1944 anche Max Jacob fu arrestato dalla Gestapo e recluso nella prigione di Orléans. Fu poi trasferito nel campo di Drancy, in attesa del trasferimento in un campo di concentramento tedesco. Tale
trasferimento non avvenne perché, a causa di una malattia, forse una broncopolmonite, Max Jacob morì nel campo di Drancy il 5 marzo 1944.
Citazioni di Max Jacob.
Chi ha compreso una volta che cosa sia veramente il bello si è guastato per il futuro tutte le gioie che l'arte gli poteva dare. (da Art poétique)
Si nasce con un capolavoro dentro di sé, lo si manca per averlo voluto. (da Histoires littéraires)
Un vecchio non ha più vizi, sono i vizi che hanno lui. (da Le cornet à dés)
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lunedì 7 luglio 2014
7 luglio 1833: nasce Félicien Rops
Félicien Joseph Victor Rops, pittore, incisore e disegnatore belga, nasce a Namur, il 7 luglio 1833 e frequentò l'Università di Bruxelles.
La specialità di Rops, più che l'olio, erano i disegni a matita: acquistò notevole fama in poco tempo come caricaturista. Incontrò Charles Baudelaire nel 1864, poco prima della morte dello scrittore francese, e
Baudelaire stesso lasciò un'impronta indelebile nell'anima dell'artista, scrivendo tra l'altro a Edouard Manet nel 1865 di come considerasse Rops l'unico vero artista tra tutti i belgi che aveva conosciuto o sentito parlare. Dal canto suo, Rops creò il frontespizio per I relitti, che non era altro che una selezione di poesie da I fiori del male, che fu censurato in Francia, e per forza di cose pubblicato solo in Belgio.
I forti legami che univano Baudelaire a Rops e l'arte che il belga rappresentava gli valsero l'ammirazione di molti suoi contemporanei, come Théophile Gautier, Alfred de Musset, Stéphane Mallarmé, Jules Barbey d'Aurevilly e Joséphin Péladan. Rops fu inoltre molto vicino ai movimenti letterari del simbolismo e del decadentismo: come i lavori degli scrittori appartenenti a queste due correnti, le opere di Rops tendevano a mescolare sesso, morte e immagini sataniche.
Nel 1892 la vista di Rops cominciò a diminuire, finché non sopraggiunse la morte all'età di 65 anni, senza aver mai smesso di produrre opere e mantenere contatti col mondo intellettuale dell'epoca.
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domenica 8 giugno 2014
8 giugno 1829: nasce John Everett Millais
Sir John Everett Millais, pittore e illustratore inglese, cofondatore della Confraternita dei Preraffaelliti, nasce a Southampton, l'8 giugno 1829.
Le opere giovanili di Millais vennero realizzate secondo la poetica dei preraffaelliti e tutti o quasi furono oggetto di violente controversie da parte dei critici. Tra i più criticati, spicca senza dubbio Cristo nella casa dei genitori del 1850, che sconvolse pubblico e critica per la realistica rappresentazione del lavoro e per l'umiltà della carpenteria in cui la scena era ambientata. .
Accanto alle tematiche sociali, un altro elemento ricorrente nelle opere giovanili è l'attenzione naturalistica, che in dipinti come Ofelia raggiunge un livello di dettaglio eccezionale.
Ammirato dal critico John Ruskin, sostenitore dei preraffaelliti, strinse amicizia con lui, ma finì per innamorarsi della moglie, Effie, che aveva posato lui come modella. Nonostante Effie fosse sposata con Ruskin da molti anni, la coppia non aveva mai consumato il loro matrimonio e fu facile ottenere l'annullamento. Nel 1856, Millais sposò Effie e concluse la sua collaborazione non solo con Ruskin ma con l'intera confraternita dei preraffaelliti, orientandosi verso un nuovo tipo di pittura.
Il suo matrimonio e il conseguente mutamento di stile pittorico vennero definiti da Ruskin "una catastrofe" e critici come William Morris lo accusarono di essere divenuto commerciale in nome di fama e ricchezza. Non è implausibile che il mutamento di stile sia stato dovuto anche alla necessità di mantenere la sua nuova famiglia. Tra i suoi sostenitori, i più accesi individuarono influenze degli impressionisti, in particolare di James Whistler e Millais indicò come modelli pittori quali Diego Velázquez e Rembrandt, rinnegando completamente il suo passato di preraffaellita.
Morì a Londra, il 13 agosto 1896.
sabato 7 giugno 2014
7 GIUGNO 1848:NASCE PAUL GAUGUIN
Paul Gauguin, pittore francese, nasce a Parigi, il 7 giugno 1848, secondogenito del giornalista liberale, originario di Orléans, Clovis Gauguin e di Aline Marie Chazal, figlia dell'incisore francese André Chazal e della scrittrice peruviana Flora Tristán, socialista, femminista ante-litteram e sostenitrice dell'amore libero.
L'avvento al potere di Napoleone III convince Clovis Gauguin ad abbandonare la Francia e a trasferirsi con la famiglia in Perù: egli muore il 30 ottobre 1849 durante il viaggio in piroscafo: la vedova e i figli Paul e Marie Marceline sono ospiti a Lima della famiglia materna. Alla morte, avvenuta ad Orléans nel 1855, del nonno paterno Guillaume, che lascia eredi Aline Chazal e i suoi figli, la famiglia ritorna in Francia, ospiti dello zio Isidore Gauguin.
A Orléans, Paul studia nel Petit-Séminaire dal 1859 e nel 1865 partecipa al concorso per entrare nella scuola navale, ma non supera l'esame. Il 7 dicembre s'imbarca allora come allievo pilota in un mercantile che viaggia da Le Havre a Rio de Janeiro: a questo, seguono altri viaggi finché, dopo la morte della madre, avvenuta nel 1867, il 26 febbraio 1868 si arruola nella marina militare, prestando servizio a bordo della corvetta Jéröme Napoleon e partecipando alla successiva guerra franco-prussiana.
Smobilitato, nel 1871 si stabilisce a Parigi dove, attraverso la raccomandazione del tutore Gustave Arosa, che è anche un collezionista d'arte, s'impiega nell'agenzia di cambio Bertin: qui conosce il pittore Émile Schuffenecker. È in questo periodo che, autodidatta, inizia a dipingere, ospite del tutore nella sua proprietà di Saint-Cloud, insieme con la figlia di questi, Marguerite Arosa.
Nel 1873 conosce a Parigi e sposa Mette Sophie Gad, una cittadina danese, allora governante e dama di compagnia della moglie del futuro (1875-1894) Presidente del Consiglio danese Jacob Estrup, dalla quale avrà cinque figli: Émile, Aline, Clovis, Jean-René e Paul, chiamato anche Pola. Anche Jean-René e Pola seguiranno, dopo la morte del padre, la carriera artistica.
Frequenta l'Accademia Colarossi e conosce Camille Pissarro, pittore impressionista francese, che gli da consigli importanti che influenzeranno il suo modo di dipingere. In questo periodo acquista tele impressioniste e espone una sua opera paesaggistica presso il Salon di Parigi. In questo periodo realizza numerose opere, tra cui "Etude de nu ou Suzanne cousant". Nei suoi dipinti, uno dei soggetti più rappresentati è quello delle nature morte, in cui trae ispirazione da Claude Monet e dal suo stile pittorico.
Nel 1883 lascia il suo lavoro impiegatizio per dedicarsi completamente alla pittura, non ottenendo però dei grandi successi. In questa circostanza decide di vendere tutta le sue opere per mantenere economicamente la sua famiglia.
Dopo aver esposto delle opere in occasione dell'ultima mostra organizzata dal movimento impressionista tre anni dopo, lascia la famiglia in Danimarca, per trasferirsi in Bretagna, regione francese.
In questo periodo realizza numerosi dipinti presso Pont Aven, uno dei luoghi della regione in cui si reca spesso. In questo periodo conosce anche i fratelli Theo e Vincent Van Gogh. Nei due anni successivi parte alla volta di Panama insieme al pittore Charles Laval e poi si reca nella Martinica. Al suo ritorno in Francia, trascorre un breve periodo ad Arles con Vincent Van Gogh. Grazie all'arrivo di Paul Gauguin, lo stato di salute mentale di Van Gogh migliora sensibilmente. Questo miglioramento di salute dura poco, perché il pittore olandese il 23 dicembre 1888 si taglia una parte dell'orecchio con un rasoio. In questa drammatica circostanza, Gauguin lascia Arles.
Continua a dedicarsi alla sua attività artistica e una delle opere che realizza in questo periodo è "La visione dopo il sermone", in cui utilizza uno stile pittorico simbolista, rompendo definitivamente con l'impressionismo. Il suo grande estro creativo lo induce a dipingere delle nuove tele come "Le Christ Jaune", "La Belle Angèle" e "le Calvaire breton", in cui l'influenza dello stile pittorico di Vincent Van Gogh è molto evidente.
Tra il 1889 e il 1890 torna in Bretagna e l'anno dopo parte alla volta di Tahiti, dove riesce a vendere uno dei suoi quadri, "La Belle Angèle". Durante questo suo soggiorno prova un grande interesse per la cultura maori e per le sue usanze, dipingendo nelle sue tele scene di vita quotidiana e le persone del luogo. Tra le tele che dipinge in questo periodo si ricordano "Paroles du diable" e "La Fille à la mangue".
Nel giugno 1893 lascia Tahiti per far ritorno in Francia. Qualche mese dopo espone quarantuno opere realizzate durante il soggiorno tahitiano, tre tele dipinte in Bretagna e alcune sculture presso la Galleria d'arte francese di Paul Durand-Ruel. Non ottiene un giudizio artistico positivo dalla critica francese in merito alle sue opere tahitiane, per cui rimane molto deluso.
Nel luglio 1895 si reca a Paapete, nell'isola di Tahiti, dove si stabilirà fino al 1901. In quello stesso anno lascia Tahiti, per trasferirsi definitivamente nelle Isole Marchesi. Morirà l'8 maggio 1903 a Hiva Oa, a causa della sifilide.
mercoledì 21 maggio 2014
21 MAGGIO 1844: NASCE HENRY ROUSSEAU
Henri Julien Félix Rousseau, pittore francese, nasce a Laval (cittadina a nordovest della
Francia), il 21 maggio 1844, da Julien Rousseau (lattoniere e commerciante di ferramenta) ed Eléonore Guyard. Abbandonati gli studi, si arruola volontario in fanteria nel 1863 al distretto di Angers per evitare la casa di correzione in seguito al furto di pochi franchi nello studio di un avvocato e sconta un mese di pena nella prigione di Pré Pigeon. Nel 1868 morto il padre, lascia l'esercito, si trasferisce a Parigi in rue
Roussellet 25, lavora per un certo periodo di tempo come segretario presso un ufficiale giudiziario e l'anno successivo si sposa con la diciottenne Clémence Boitard. Arruolato come soldato semplice durante la guerra con la Prussia nel 1870 e subito rilasciato poiché figlio di madre vedova, entra quindi nel 1871 come gabelliere nell'ufficio comunale del dazio di Parigi. Quest'ultimo impiego lo accompagnerà fino al 1893 e sarà il tempo e il luogo dove maturerà il suo desiderio di divenire un pittore e caratterizzerà la sua identità nel mondo artistico con il soprannome di Rousseau il Doganiere.
È infatti in questo arco di tempo che si delineano le sue prime sconosciute opere: Paesaggio invernale con episodio bellico del 1877, mentre è del 1879 la realizzazione di Paesaggio con mulino e carretto.
Avendo nel 1884 la possibilità di frequentare il Museo del Louvre ha l'opportunità di osservare i grandi autori e di realizzarne copie, sempre da autodidatta; nello stesso anno viene rifiutato dal Salon officiel, ma è accolto al Salon des Indépendants, che è meno selettivo, a cui partecipa regolarmente negli anni seguenti con qualche interruzione, dal 1895 al 1900, e al Salon d'Automne dal 1905 al 1907.
Nel 1891, ispirandosi alle vedute brasiliane del pittore olandese del XVII secolo Frans Post, esegue la sua prima tela a soggetto esotico: questa ambientazione viene ripresa continuamente, suscitando incomprensione ed ironia da parte dei critici, che ne deridono le limitate capacità tecniche e mettono in evidenza l'incongruenza della vegetazione, che non è reale ma frutto della sua straordinaria fantasia.
Per anni i critici rinfacciano a Rousseau di non aver seguito studi regolari all'Accademia di Belle Arti o nell'atelier di un pittore accademico; inoltre, il suo rifiuto di frequentare i luoghi di ritrovo degli artisti dell'avanguardia del periodo porta i suoi colleghi ad emarginarlo e a criticarlo per le evidenti incongruenze stilistiche, tipiche di un autodidatta.
Col passare del tempo si assiste ad un'evoluzione del suo stile, i critici, che da sempre lo attaccano, cominciano ad ammorbidirsi, anche se continuano a ritenerlo un pittore di scarso talento. Oppresso dai debiti, nel 1907 Rousseau viene arrestato e condannato a due anni di carcere col beneficio della condizionale per una truffa tentata per risollevare le proprie scarse finanze; scarcerato, si rimette con impegno a dipingere.
Negli ultimi anni della sua vita la sua visione da sogno e da favola viene compresa da alcuni intellettuali che iniziano una rivalutazione critica, apprezzando l'atmosfera da fiaba popolare delle sue giungle.
Pittore all'apparenza ingenuo e incolto, è invece partecipe dei fermenti innovativi della sua epoca, tanto che i primi convinti riconoscimenti gli vengono da Guillaume Apollinaire, Odilon Redon, Paul Gauguin, Robert Delaunay, Georges Braque e Pablo Picasso.
Continua a dipingere e ad esporre con scarso successo commerciale, tanto che è quasi sempre oppresso dai debiti, fino alla morte che avviene il 2 settembre 1910 a Parigi.
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lunedì 12 maggio 2014
12 MAGGIO 1828: NASCE DANTE GABRIEL ROSSETTI
Dante Gabriel Rossetti, pittore e poeta britannico, nasce a Londra, il 12 maggio 1828 e fu uno tra i fondatori del movimento artistico dei Preraffaelliti.
Figlio di
Gabriele Rossetti, un poeta e critico letterario italiano originario di Vasto (in provincia di Chieti), e di Frances Polidori, una benestante dama britannica figlia di Gaetano Polidori (uno scrittore ed editore italiano
originario di Bientina, attualmente in provincia di Pisa) e di Anna Maria Pierce (una governante inglese).
Fratello della poetessa Christina Rossetti e del critico William Michael Rossetti, si dedicò alla letteratura sin dalla tenera età, in particolare alla poesia. Tuttavia, il suo interesse nel Medioevo italiano lo spinse ben
presto anche verso l'arte e la pittura: studiò presso Ford Madox Brown e divenne anche amico di William Holman Hunt, con cui sviluppò la filosofia della Confraternita dei Preraffaelliti.
Pubblicò traduzioni di Dante ed altri poeti italiani medievali e iniziò una serie di dipinti con lo stile e le tecniche
proprie dei pittori italiani prima di Raffaello, da cui il nome del movimento.
La sua maggiore opera poetica è, oltre a The Blessed Damozel (1850), la collezione di sonetti chiamata The House of Life (1870-81).
Pur avendo ottenuto il supporto del critico John Ruskin, l'accoglienza fredda ai suoi dipinti da parte del pubblico lo indusse a ritirarsi progressivamente dalle esposizioni pubbliche e a dedicarsi a pitture ad acquerello, che vendeva privatamente. Per questi lavori, intorno al 1850, trasse principalmente ispirazione dalla Vita Nova di Dante Alighieri, che Rossetti aveva tradotto in inglese, e dalla Mort d'Arthur di Sir Thomas Malory.
La sua vita subì una svolta terribile con la morte della moglie Elizabeth Siddal, che era stata in precedenza sua modella, morta suicida per una dose letale di laudano, causata da una forte depressione per aver dato alla luce un figlio morto. Rossetti seppellì un plico con le sue opere poetiche incompiute insieme al suo corpo e cadde in depressione: in questo periodo, avvertendo affinità con la propria vicenda, si dedicò soprattutto alle opere dantesche e al tema della morte di Beatrice. Risalgono a questo periodo opere come Beata Beatrix.
È questa la prima fase di un lungo percorso di idealizzazione della donna che interesserà l'intero movimento fino a John William Waterhouse: la sua successiva amante, Fanny Cornforth, venne quindi rappresentata come la personificazione dell'erotismo carnale, mentre un'altra delle sue amate, la moglie del pittore William Morris Jane Burden, venne esaltata quale Venere celeste.
Gli amici di Rossetti lo convinsero a riesumare il plico di poesie dalla tomba della moglie, che egli pubblicò poi nel 1871, scandalizzando l'opinione pubblica per i versi carichi di erotismo e sensualità. A queste critiche fece seguito l'opera The House of Life, una serie di poemi che analizzavano lo sviluppo fisico e psicologico di una relazione amorosa. Successivamente, Rossetti si dedicò ad alcuni versi per i propri dipinti, come Astarte Syriaca.
Verso la fine della vita, Rossetti cadde in uno stato di abulia, probabilmente a causa delle droghe di cui faceva uso; visse gli ultimi anni in solitudine e morì a Birchington-on-Sea nel Kent, il 10 aprile 1882.
domenica 20 aprile 2014
20 APRILE 1840: NASCE ODILON REDON
Odilon Redon, pittore francese il cui vero nome è Jean-Bertrand, nasce a Bordeaux, il 20 aprile 1840.
Nel 1855 cominciò i suoi studi di disegno, attratto in modo particolare dalle opere di Eugène Delacroix, e nel 1860 cominciò a esporre al Salon des Amis des Arts di Bordeaux.
Nel 1864 si trasferì a Parigi dove entrò in contatto con Gustave Moreau: fu in questo periodo che Redon si avvicinò alle tematiche simboliste, arrivando alla conclusione che la vera dimensione dell'arte è il sogno, che permette all'artista l'esplorazione di un fantastico mondo interiore.
In contrapposizione al contemporaneo impressionismo, Redon rifiutò, nelle sue prime creazioni, l'uso del colore, privilegiando i disegni e le litografie, che espose al Salon dal 1867 al 1889.
Redon è considerato un precursore del simbolismo e uno dei suoi poù significativi rappresentanti.
Il 1º maggio 1880, a 40 anni, sposa Camille Falte, una creola originaria dell'Ile-Bourbon.
A partire dal 1889 mise in secondo piano i disegni e le litografie per dedicarsi maggiormente alla pittura, usando gli oli, i pastelli e gli acquerelli, rappresentando delle composizioni floreali trasfigurate.
Nel 1889 conobbe il gruppo dei pittori Nabis: dopo la partenza di Paul Gauguin per la Polinesia, i nabis cercarono il loro nuovo maestro in Redon, considerandolo uno dei precursori del simbolismo.
In questi anni partecipò alle mostre del gruppo Les XX a Bruxelles e a numerose esposizioni in Francia e all'estero, tra cui l'importante retrospettiva del 1904 al Salon d'Automne.
Redon morì a Parigi il 6 luglio 1916.
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mercoledì 16 aprile 2014
16 APRILE 1844: NASCE ANATOLE FRANCE
Anatole France, scrittore francese e Premio Nobel per la letteratura nell'anno 1921, nasce a Parigi, il 16 aprile 1844, col nome di Anatole Thibault, figlio di François Thibault, librario ed ex sottufficiale monarchico.
Ricevette un'istruzione classica presso l'Institution Sainte Marie prima e al Collège Stanislas poi, uscendone nel 1862 senza aver brillato e ottenendo il baccellierato nel 1864.
Già dal 1863 iniziò a collaborare a riviste bibliografiche, come il Bullettin du bouquiniste, lo Chasseur bibliographe e l'Intermediaire des chercheurs et des curieux, finché non fu assunto nel 1867 dall'editore parigino Lemerre come lettore, ossia con l'incarico di proporre e curare la pubblicazione di nuove opere; al 1868 risale il suo primo scritto, un saggio su Alfred de Vigny.
In occasione della rivoluzione comunarda non prese posizione, preferendo allontanarsi da Parigi, dove rientrò solo alla fine del 1871. Cominciò a scrivere poesie, due delle quali furono pubblicate nel 1872 nel Parnasse
Contemporain, cui fece seguito, l'anno dopo, il volume di poesie, di fattura parnassiana, i Poèmes dorés (Poemi dorati). Nel 1875 curò la terza antologia poetica de Le Parnasse contemporain, e l'anno dopo, tratto da una ballata di Goethe, pubblicò il dramma in versi Les noces corinthiènnes (Le nozze di Corinto).
Raggiunta una stabile posizione economica con l'assunzione alla Biblioteca del Senato nel 1876, poté sposare l'anno successivo Marie-Valérie Guérin de Sauville, dalla quale avrà nel 1881 la figlia Susanne. Dopo la pubblicazione, nel 1879, dei due racconti Jocaste e Le chat maigre (Il gatto magro), nel 1881 ottenne il primo grande successo con la pubblicazione del romanzo Le crime de Sylvestre Bonnard membre de l'Institut (Il delitto dell'accademico Sylvestre Bonnard), premiato dall'Académie française.
Scrittore ormai affermat, pubblicò nel 1882 Les désirs de Jean Servais (I desideri di Jean Servais) e nel 1883 Le livre de mon ami (Il libro del mio amico) e collaborò come critico letterario a diversi quotidiani.
Intanto il suo matrimonio conobbe una grave crisi e France iniziò, nel 1888, una relazione con Arman de Caillavet, una donna non più giovane che sembra aver avuto un importante influsso sull'orientamento delle proprie idee politiche; da un progressismo illuminato di matrice settecentesca lo scrittore si orientò infatti
verso le posizioni socialiste.
Nel ventennio seguente France realizzò le opere di maggiore qualità: nel 1890 pubblicò Thaïs (Taide), la vicenda di una prostituta convertita al cristianesimo dal monaco eremita Pafnuzio che, preso da un'insana passione per Taide, quando questa ha ormai rinnegato il suo passato e vive santamente, finisce per dannare la sua anima; nel 1893 appare
La rôtisserie de la reine Pédauque (La rosticceria della regina Piedoca), una sorta di romanzo filosofico che ebbe un seguito, quello stesso anno, con Les opinions de M. Gérôme Coignard.
Insignito della Legion d'onore, amante dell'antichità classica, visitò anche l'Italia e
proseguì la produzione letteraria con il romanzo Le lys rouge (Il giglio rosso) del 1894 e con i racconti Il pozzo di Santa Chiara (1895), mentre ne Le jardin d'Épicure (Il giardino di Epicuro) affrontò con ironia temi filosofici, volgendosi a dimostrare quanta irrazionalità vi fosse nella società contemporanea.
Divenuto accademico di Francia nel 1896 al posto di Ferdinand de Lesseps, iniziò a scrivere la tetralogia della Storia contemporanea (1897-1901), quattro romanzi - L'orme du Mail (L'olmo del viale), Le mannequin d'oisier (Il manichino di vimini), L'anneau d'améthyste (L'anello d'ametista) e M. Bergeret à Paris (Bergeret a Parigi) - che hanno per protagonista il signor Bergeret, modesto e disilluso, ma colto e arguto professore di un liceo di provincia, attraverso i cui occhi France descrive la società del suo tempo, le sue miserie e le sue ipocrisie, mantenendo tuttavia fiducia nella possibilità del riscatto e dell'elevamento umano.
L'ultimo volume della serie è dedicato all'affare Dreyfus, il celebre caso giudiziario dell'ufficiale francese ebreo, accusato ingiustamente di spionaggio e deportato alla Caienna, sul quale la Francia si divise in colpevolisti - i clericali e i nazionalisti - e innocentisti, a capo dei quali fu Émile Zola, che denunciò il
complotto ai danni del Dreyfus con il celebre articolo «J'accuse» ed ebbe l'appoggio di Anatole France, che ruppe ogni rapporto con intellettuali colpevolisti come François Coppée, Paul Bourget e Maurice Barrès.
Da quell'episodio l'impegno politico di Anatole France si fece più stringente: plaudì alla Rivoluzione russa del 1905 e condannò la repressione zarista; con la Vita di Giovanna d'Arco, del 1908, attaccò uno dei miti cattolici e nazionalistici, quello della pulzella d'Orléans; nello stesso anno pubblicò L'île des Pinguins, una
satira sulla storia e i destini della Francia, e nel 1909, oltre a Les contes de
Jacques Tournebroche e Les sept femmes de Barbebleu, raccolse i suoi scritti nei tre volumi di Vers les
temps meilleurs.
Nel gennaio 1910 morì la sua compagna, la signora de Caillevet. France pubblicò molte meno opere ma nel 1912 ottenne un vero trionfo con Les Dieux ont soif (Gli dei hanno sete), ambientato ai tempi della Rivoluzione franceses. Dopo i saggi de Le génie latin (Il genio latino) del 1913, con La révolte des anges (La rivolta degli angeli), del 1914, si concluse l'impegno narrativo dello scrittore.
Si ritirò nella sua residenza di campagna della Béchellerie, presso Tours, nel 1921 vinse il premio Nobel per la letteratura.
Morì a Saint-Cyr-sur-Loire, il 12 ottobre 1924.
Citazioni di Anatole France.
Confesso che nella parola beneficenza non trovo più la sua primitiva bellezza; è stata sciupata dai farisei che l'hanno troppo usata. (da Monsieur Bergeret a Parigi)
L'artista deve amare la vita e mostrarci che è bella. Senza di lui non ne saremmo tanto sicuri. (da Il giardino di Epicuro)
Nessuna cosa è in se stessa onesta né turpe, giusta né ingiusta, piacevole né penosa, buona né cattiva. È l'opinione che dà le qualità alle cose, come il sale dà sapore ai cibi. (Taide)
giovedì 10 aprile 2014
10 APRILE 1877: NASCE ALFRED KUBIN
Alfred Kubin, illustratore e scrittore austriaco, nacque in Boemia nella città di Leitmeritz, il 10 aprile 1877.
Dal 1898 al 1901, Kubin studiò alla scuola d'arte Schmitt Reutte e all'Akademie der Bildenden Künste München. Produsse un esiguo numero di pitture ad olio negli anni tra il 1902 e il 1910, ma in seguito la sua produzione consistette di disegni a inchiostro, acquarelli e litografie. Abitò a Schwabing, il quartiere della Boheme a Monaco di Baviera.
Nel 1912 a Monaco, divenne membro del gruppo Blaue Reiter, grazie al quale strinse amicizia con artisti quali Kandinsky, Gabriele Münter, August Macke, Marianne von Werefkin, Alexander Jawlenski, Marc e
Klee. Fu considerato un importante rappresentante dell'espressionismo, noto per le fantasie scure, spettrali, simboliche (spesso assemblate in serie tematiche di disegni).
Come Oskar Kokoschka e Albert Paris Gütersloh, Kubin ebbe talento sia artistico che letterario. Egli illustrò lavori di Edgar Allan Poe, E.T.A. Hoffmann, Fyodor Dostoevsky ed altri. Fu anche l'autore di vari libri, tra i quali il più conosciuto è il suo romanzo Die Andere Seite (L'altra parte, 1909), considerato il primo esempio di letteratura espressionista.
Dal 1906 fino alla sua morte, visse una vita riservata in un castello del dodicesimo secolo a Zwickledt. A Kubin furono assegnati il Great Austrian State Prize nel 1951 e l'Austrian Decoration for Science and Art nel 1957. In Italia la sua opera fu presentata per la prima volta in occasione della Biennale di Venezia del 1951.
Morì a Zwickledt, il 20 agosto 1959.
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mercoledì 9 aprile 2014
9 APRILE: NASCE CHARLE BAUDELAIRE
Charles Baudelaire, poeta, scrittore, critico letterario, critico d'arte, giornalista, aforista, saggista e traduttore francese, nasce il 9 aprile del 1821 a Parigi, in una casa del Quartiere Lartino, dal secondo matrimonio dell'ormai sessantaduenne Joseph-Francois, funzionario al Senato, con la ventisettenne Caroline Archimbaut-Dufays.
La madre, in seguito alla morte del marito, sposa un tenente colonnello, il quale, a causa della proprio freddezza e rigidità (nonché del perbenismo borghese di cui era intriso), si guadagnerà l'odio del figliastro. Nel nodo doloroso dei rapporti con la famiglia e, in primo luogo, con la madre, si gioca gran parte dell'infelicità e del disagio esistenziale che accompagnerà Baudelaire per tutta la vita.
Baudelaire frequenta prima il Collège Royal di Lione e poi il Collège Louis-le-Grand della sua città, scuola da dove viene espulso nel 1839. Ha già capito e deciso che la vocazione irreprimibile deve essere quella del poeta e dell’uomo di lettere, del dandy e del flâneur. Ma questa vocazione viene contrastata con forza soprattutto dal comandante Aupick, che preferirebbe una professione borghese, più tranquilla e meno scandalosa e inutile.
Nel 1841, spinto dalla famiglia, Baudelaire si imbarca su una nave diretta a Calcutta, ma dopo soli dieci mesi interrompe il viaggio per fare ritorno a Parigi, dove, ormai maggiorenne, entra in possesso dell’eredità paterna (centomila franchi), che gli permette di vivere per qualche tempo in grande libertà.
È il suo periodo di maggiore felicità e il più memorabile della sua esistenza: abita in un bellissimo appartamento nel quartiere più alla moda di Parigi, veste in maniera ricercata, frequenta i migliori letterati dell’epoca. Intanto, nella primavera del 1842, conosce Jeanne Duval, un’attrice meticcia che gli starà, tra alti e bassi, vicina per sempre.
Ma quando, dopo due anni, M.me Aupick scopre che il figlio ha già speso circa la metà del lascito paterno, consigliata dal marito, intraprende una procedura per poter ottenere un curatore a cui venga affidato il compito di amministrare con maggiore oculatezza il resto dell’eredità. Da ora in avanti, Baudelaire sarà costretto a chiedere al proprio tutore persino i soldi per un paio di pantaloni.
Il suo esordio come poeta risale al 1845 con la pubblicazione di A une dame créole, mentre, per vivere, è costretto a collaborare a riviste e giornali con articoli e saggi che saranno poi raccolti in due libri postumi, L’art romantique e Curiosités esthétiques.
Durante la rivoluzione del 1848, Baudelaire va anch’egli sulle barricate, nel 1850 scopre Edgar Allan Poe, il grande scrittore americano alla cui opera dedicherà alcuni anni di vita con saggi e traduzioni.
Nel 1857, pubblica presso l'editore Poulet-Malassis I fiori del male, raccolta che comprende un centinaio di poesie, sconcertando e scandalizzando il pubblico del tempo.
Il poeta soffre di depressione e tenta il suicidio nel 1861, il suo stato di salute peggiora anche a causa dell’alcol e dell’oppio. Di queste esperienze rimane testimonianza soprattutto nel libro I paradisi artificiali (1860). Comincia a comporre i poemi in prosa di Le spleen de Paris, che usciranno postumi nel 1869.
Nel 1860 subisce la prima crisi cerebrale. Dall’anno precedente al 1866 prepara anche Mon coeur mis à nu. Nel 1866 esce Le peintre de la vie moderne, opera dedicata a Constantin Guys.
Con la speranza, attraverso una serie di conferenze, di guadagnare un po’ di denaro, nel 1864 parte per il Belgio. Vi trascorre, invece, giorni di assoluta miseria, tra indicibili sofferenze fisiche e morali. Proprio in quel paese, nel 1866, a Namur, mentre sta visitando la chiesa di Saint-Loup, viene colpito da un attacco di emiplegia e di afasia. Rimane paralizzato nel lato destro del corpo. Il 31 agosto del 1867, a Parigi, nella casa di cura del dottor Duval, Charles Baudelaire muore a quarantaquattro anni. È sepolto nel cimitero di Montparnasse.
CORRISPONDENZE
La Natura è un tempio ove pilastri viventi lasciano sfuggire a tratti confuse parole; l'uomo vi attraversa foreste di simboli, che l'osservano con sguardi familiari.
Come lunghi echi che da lungi si confondono in una tenebrosa e profonda unità, vasta come la notte e il chiarore del giorno, profumi, colori e suoni si rispondono.
Vi sono profumi freschi come carni di bimbo, dolci come òboi, verdi come prati - altri, corrotti, ricchi e trionfanti,
che posseggono il respiro delle cose infinite: come l'ambra, il muschio, il benzoino e l'incenso; e cantano i moti dell'anima e dei sensi.
domenica 6 aprile 2014
6 APRILE 1826: NASCE GUSTAVE MOREAU
Gustave Moreau, pittore francese, precursore di Simbolismo e Surrealismo, nasce a Parigi, il 6 aprile 1826 da Louis Moreau (architetto) e Pauline Desmontiers. Il padre offrì l'accesso al giovane figlio a un'ampia biblioteca costituita da opere di gran pregio, dove il giovane Gustave esplorò i capolavori della letteratura
occidentale (tra i quali Ovidio e Dante Alighieri), i grandi trattati dell'architettura (Vitruvio e Leon Battista Alberti) e i trattati pittorici di Leonardo da Vinci e Winkelmann. La madre invece gli trasmise la passione per la musica.
Dopo essersi avviato negli studi superiori con scarsi risultati nel Collegio Rollin, ottenne nel 1844 il baccalaureato dopo essersi preparato privatamente. Nel frattempo era emersa la passione per il disegno, sviluppata poi nella bottega di Francois Picot. Quest'ultimo lo introdusse alla pittura storica e soprattutto italiana, spingendolo ad eseguire minuziose copie degli artisti cisalpini esposti al Louvre. Ammesso nel '46 alla Scuola delle Belle Arti, non riuscì mai a conseguire il Grand Prix de Rome, cosa che lo portò nel 1849 ad abbandonare l'istituto rifiutando per sempre la canonica e convenzionale arte accademica.
Si appassionò dunque alle opere di Theodore Chasseriau, artista dotato nel disegno e a sua volta seguace dei due grandi artisti romantici francesi, Ingres e Delacroix.
Per completare la propria maturazione artistica Moreau intraprese dunque nel 1857 il proprio grand tour, recandosi in Italia, ricopiando opere in tutta Roma, visitando Firenze e poi Venezia, dove rimase affascinato dai dipinti di Vittore Carpaccio dai quali poi trarrà spunto per le proprie Chimere. In questo viaggio strinse una solida amicizia con un giovane Edgar Degas e Pierre Puvis de Chavannes.
Rientrato a Parigi il successo non tardò ad arrivare: nel Salon del 1864 espose "Edipo e la Sfinge" che riscosse riscontri positivi nella critica, per poi consacrarsi negli anni successivi perfezionando il proprio stile.
Nel 1870 inizia a produrre una serie di quadri rappresentati Salomè e con tali opere si guadagnerà l'appellativo di pittore delle Salomè.
Nel 1891 è nominato professore all'Accademia di belle arti di Parigi e ha tra i suoi allievi molti dei futuri esponenti del movimento dei fauves, tra cui Henri Matisse, Albert Marquet e Georges Rouault.
Moreau muore a Parigi il 18 aprile 1898 ed è sepolto nel cimitero di Montmartre, che diventerà poi il tradizionale cimitero degli artisti parigini.
venerdì 4 aprile 2014
4 APRILE 1872: HENRY BATAILLE
Henry Bataille, scrittore, poeta e pittore francese, nasce a Nîmes, il 4 aprile 1872, di estrazione borghese, figlio di un magistrato della Corte d'appello di Parigi.
Perde sia il padre sia la madre in giovane età.
Frequenta la Scuola di Belle Arti per studiare pittura, ma contemporaneamente si occupa di letteratura e scrive poemi e lavori teatrali.
I suoi primissimi lavori sono le raccolte liriche La chambre blanche e Le beau voyage, mentre nel 1894 il suo primo progetto teatrale viene rappresentato nei teatri: La belle au bois dormant, una sorta di féerie in
versi adattata ad un accompagnamento musicale e impregnata del gusto simbolista.
Con la sua seconda opera teatrale, La Lépreuse, ottiene un tale successo da indurlo di proseguire con questa attività.
Tra i suoi lavori teatrali si ricordano Maman Colibri (1904), la prima di una serie di opere spregiudicate, nella quale una donna di una certa età si innamora del giovane figlio di un amico; La marche nuptiale (1905), in cui una donna dell'alta società si innamora di un semplice e giovane insegnante di musica; La femme neu (1908), dove un pittore di scarsa qualità coglie il successo grazie al ritratto della modella divenuta sua moglie; La Vierge folle (1910), ossia una relazione fra una giovane donna ed un uomo maturo; Homme à la rose (1920), una ennesima variazione sul tema di Don Giovanni.
Bataille si mise in evidenza anche come teorico delle motivazioni subconscie, oltre che per una dura critica della artefatta e frivola morale borghese del suo tempo.
Ebbe una notevole influenza su drammaturghi successivi, quali Jean-Jacques Bernard e la sua "scuola del silenzio".
Alcune sue opere furono adattate per lo schermo.
Muore a Parigi il 2 marzo 1922.
mercoledì 2 aprile 2014
2 APRILE 1827: NASCE WILLIAM HOLMAN HUNT
William Holman Hunt, pittore inglese, co-fondatore della Confraternita dei Preraffaelliti, nasce a Londra, il 2 aprile 1827.
L'avvicinamento di Hunt alla pittura avviene in modo brusco dopo il rifiuto della sua richiesta di ammissione da parte della Royal Academy, in seguito al quale Hunt espresse un violento dissenso nei confronti del capofila accademico Sir Joshua Reynolds. Fondò quindi la confraternita dei preraffaelliti nel 1848 dopo aver conosciuto il poeta e pittore Dante Gabriel Rossetti e l'artista John Everett Millais.
Le opere di Hunt non ottennero immediatamente successo e al contrario, vennero ferocemente attaccate dalla critica che le considerava stucchevoli nel messaggio e mal realizzate nella tecnica e nella composizione. Il successo di pubblico e critica gli venne dalle sue opere a soggetto religioso, come The Light of the World (La luce del mondo) la cui presenza venne richiesta in numerose esposizioni sia in Gran Bretagna che negli Stati Uniti. A seguito di questa nuova vena artistica, Hunt si spinse fino in Terra Santa per effettuare alcuni
rilievi topografici, etnografici e naturalistici, e ne tornò con numerosi bozzetti che si trasformarono nel giro di due anni nei dipinti The Scapegoat, The Finding of the Saviour in the Temple e The Shadow of Death, oltre a dare origine ad alcune vedute paesaggistiche. Tra i soggetti favoriti di Hunt, oltre alle tematiche religiose, l'illustrazione di poemi medievali come Isabella e The Lady of Shalott.
Ormai vecchio, dopo il fallimento del suo fidanzamento con la modella Annie Miller, il matrimonio con Fanny Waugh e la morte di quest'ultima, il secondo matrimonio clandestino con Edith Waugh, sorella di Fanny, dovette abbandonare la pittura a causa della progressiva perdita della vista, che non gli consentiva più di raggiungere quell'elevato livello di dettaglio che desiderava: le ultime opere, tra cui una nuova versione di The Lady of Shalott e il modello ingrandito de La luce del mondo che si trova nella St. Paul's Cathedral, furono completate con l'aiuto del suo assistente Edward Robert Hughes.
martedì 18 marzo 2014
18 marzo 1842: nasce Stéphane Mallarmé
Stéphane Mallarmé, poeta e critico francese, nasce Parigi, il 18 marzo 1842.
Perde la madre nel 1847 e viene affidato ai nonni. Messo in collegio dal 1852, è un allievo mediocre, e gli sarà vietata l'iscrizione dal 1855. Convittore al liceo di Sens, è profondamente segnato dalla morte della sorella Maria nel 1857.
In questa stessa epoca, compone i suoi primi poemi adolescenziali, raccolti in Entre deux murs (Tra due muri), testi ancora fortemente ispirati da Victor Hugo, Théodore de Banville o ancora Théophile Gautier. La scoperta dei Fiori del male di Charles Baudelaire nel 1860 è per lui importante e influenzerà le sue prime opere adulte.
Quello stesso anno, entra nella vita attiva divenendo studente fuori corso a Sens, "primo passo nell'abbruttimento", a suo avviso. Nel 1862, alcuni suoi poemi appaiono in diverse riviste. Conosce una giovane governante tedesca a Sens, e lascia il suo lavoro per stabilirsi a Londra con lei, con l'intenzione di divenire professore d'inglese.
Riformato al servizio di leva nel 1863, sposa Maria a Londra e ottiene in settembre l'abilitazione all'insegnamento dell'inglese. Sempre in settembre, è nominato titolare di cattedra al liceo di Tournon. Durante l'estate del '64, incontra a Avignone i félibres, poeti di lingua provenzale: Théodore Aubanel, Joseph Roumanille e Frédéric Mistral, con cui manterrà una corrispondenza. La figlia Geneviève nascerà a Tournon in questo periodo.
L'anno successivo compone L'après-midi d'un faune, che spera di vedere rappresentato al Teatro Francese, ma che gli verrà rifiutato.
Il '66 segna una svolta nella vita di Mallarmé, a partire da un soggiorno a Cannes, dove attraverserà un periodo di dubbio assoluto che durerà fino al 1869.
Nominato professore a Besançon, inizia a novembre una corrispondenza con Paul Verlaine.
Nel '71 nasce il figlio Anatole e, dopo la nomina a Parigi, vi si trasferisce.
Nel '83, Paul Verlaine dà alle stampe il terzo articolo dei poeti maledetti dedicato a Mallarmé, opera che apparirà poi nel 1884, come il libro di Joris Karl Huysmans, A rebours, il cui personaggio principale, des Esseintes, manifesta una viva ammirazione ai poemi di Mallarmé: queste due opere contribuiranno alla notorietà del poeta.
Due sue importanti opere verranno pubblicate nei due anni successivi: L'explication orphique de la Terre e M'introduire dans ton histoire, il suo primo poema senza punteggiatura.
Nel 1892, alla morte di Manet, è nominato tutore di sua figlia, intensificando ancor più in questo modo i contatti con la vedova del pittore, pittrice lei stessa, Berthe Morisot.
Il poeta ottiene d'esser pensionato dall'insegnamento nel novembre 1893, e l'anno seguente tiene delle conferenze letterarie a Cambridge e Oxford.
Nel '98, si schiera al fianco di Zola al momento della pubblicazione del suo famoso articolo J'accuse in favore del capitano Alfred Dreyfus nell'ambito dell'omonimo affare.
L'8 settembre 1896, rischia di soffocare e, come testamento artistico, raccomanda con una lettera alla moglie e alla figlia di distruggere tutti i suoi scritti, in quanto "non esiste eredità letteraria....".
Morirà l'indomani.
Citazioni di Stéphane Mallarmé.
Il casuale dev'essere bandito dall'opera moderna, e può essere soltanto simulato. (da Le poesie di Edgar Poe)
Il mondo è fatto per finire in un bel libro. (da Prose diverse)
La carne è triste, ahimè! e ho letto tutti i libri. (da Tutte le poesie)
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Stéphane Mallarmé
martedì 18 febbraio 2014
18 FEBBRAIO 1857: NASCE MAX KLINGER
Max Klinger, pittore e scultore tedesco, è nato a Lipsia, il 18 febbraio 1857, da da una famiglia benestante. Presto si rivela artista eclettico, portato per il disegno e la pittura, perciò frequenta la Grossherzogliche Badische Kunstschule di Karlsruhe.
La costante tendenza a sottrarsi all'insegnamento accademico lo porta nel 1875 a Berlino, al seguito del suo
maestro Karl Gussow, dove studia fra l'altro le teorie di Darwin e la letteratura francese. Conclude gli studi
all'Accademia di Berlino nel 1877 e sviluppa contemporaneamente il suo interesse per i disegni a penna ed inchiostro di china ottenendo nell'anno successivo un importante successo alla 52ª mostra della locale Reale
Accademia.
Il ciclo di disegni Parafrasi sul ritrovamento di un guanto lo porterà ad essere apprezzato in Danimarca e Norvegia.
Inizia in questo periodo lo studio delle tecniche grafiche e comincia ad incidere all'acquaforte i suoi disegni. Dopo un soggiorno a Bruxelles si trasferisce nel 1880 a Monaco di Baviera. Le serie Schizzi all'acquaforte e Eva e il futuro, per interessamento di Christian Krohg verranno esposti a Oslo, influenzando la bohème
norvegese cui apparteneva il giovane Edvard Munch. Tornato a Berlino dal 1881, dopo alcuni soggiorni a Parigi dove studierà in particolare la produzione di Gustave Doré, Francisco Goya e Pierre Puvis de Chavannes, a partire dal 1884 inizierà ad interessarsi anche alla scultura a colori ed a produrre (1885) i primi bozzetti per la statua di Beethoven.
Nel 1886 è in Italia, interessato del marmo di Carrara. Nel 1887 conosce Arnold Böcklin e Julius Vogel, direttore del Museum der bildenden Künste di Lipsia. Dal 1888 è a Roma ed intaprende diversi viaggi di studio che lo portano fino in Sicilia. Nel 1891 pubblica lo studio Pittura e disegno. Dal febbraio del 1892 farà parte del gruppo Elf, che, riorganizzato da Max Lieberman, dopo la forzata chiusura della mostra retrospettiva di Munch, darà origine alla Secessione berlinese. Nel 1894 sarà in Grecia, alla ricerca di marmi policromi, e verrà a conoscenza delle tracce di colore da poco scoperte nelle antiche sculture greche dell'acropoli di Atene. Dal 1897 è membro della Secessione viennese. Conosce la scrittrice viennese Elsa Asenijeff che diventerà sua modella e compagna. Dal 1900 soggiorna a Parigi dove lavora per il trono in bronzo della statua di Beethoven che, completata, sarà esposta alla 14ª mostra della Wiener Sezession (1902).
Nel 1905 acquistò villa Romana a Firenze, istituendovi un premio, tuttora esistente, per giovani artisti tedeschi.
Nel 1915 pubblica a Lipsia l'ultimo dei suoi cicli di acqueforti intitolato, La tenda. Nel 1919, ormai gravemente malato sposa Gertrud Bock, nuova modella dal 1910, che nomina sua erede universale.
Muore il 4 luglio 1920 a Großjena, presso Naumburg, nella sua piccola casa con vigneto acquistata nel 1903.
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