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martedì 6 gennaio 2015

Le vere gothic ladies: Margaret Atwood

Margaret Atwood è una delle esponenti più importanti del Southern Ontario Gothic, un sottogenere della letteratura gotica che affronta temi come la follia, la violenza, la demolizione degli stereotipi, aggiungendo spesso elementi tipici del realismo magico o del soprannaturale.
In particolare la Atwood affronta il tema della persecuzione e della oppressione di personaggi femminili in scenari moderni.
Con "Lady Oracle" realizza una riscrittura e parodia del romanzo gotico, le sue eroine rifiutano di vedersi come vittime, superando le avversità a cui sono sottoposte.
Con “Il racconto dell'ancella” affronta il genere distopico trasformando lo stereotipo della fanciulla prigioniera di un villain.
In tutte le sue opere quindi l'autrice riprende e stravolge gli elementi tipici della letteratura gotica dando loro nuovi significati e attualizzandoli.



Secondogenita di tre fratelli, per via del padre, entomologo di professione, Margaret Eleanor Atwood trascorre molto tempo nei boschi. Si appassiona alla lettura da bambina, e nonostante frequenti assiduamente la scuola solo dopo aver compiuto gli undici anni d'età, divora già libri di una certa portata, oltre a poesie, racconti, e fiabe di ogni genere. La prima volta che la sua immaginazione finisce per iscritto, Margaret ha solo sei anni; a dieci sa già cosa vuole fare da grande. Si diploma nel 1957 e nel '61 si laurea con lode in arte, filosofia, e lingua inglese. Le sue prime poesie hanno già ottenuto diversi premi, ma non saranno certo gli unici. Nel corso della sua carriera infatti, la scrittrice canadese ha collezionato un numero tale di riconoscimenti da essere considerata l'autrice di fantascienza e narrativa più premiata in assoluto. Con “L'assassino cieco”, nel 2000 vince prima il Booker Prize, poi i due prestigiosissimi “Premi del Governatore Generale” ottenuti con “the Circle Game” e “Il racconto dell'ancella”. All'interno dei suoi lavori manifesta una costante preoccupazione per il crescente degrado della cultura e dalla politica occidentale, non senza punte di ottimismo. Tra le opere che l'hanno resa celebre si ricordano anche “La donna da mangiare”, il più recente “L'anno del Diluvio” e raccolte di racconti e poesie come “Good Bones” e “The Door”. E' attiva anche in difesa del femminismo e dell'ambiente.


Incipit di Il racconto dell'Ancella

Si dormiva in quella che un tempo era la palestra. L'impiantito era di legno verniciato, con strisce e cerchi dipinti, per i giochi che vi si effettuavano in passato; i cerchi di ferro per il basket erano ancora appesi al muro, ma le reticelle erano scomparse. Una balconata per gli spettatori correva tutt'attorno allo stanzone, e mi pareva di sentire, vago come l'aleggiare di un'immagine, l'odore acre di sudore misto alla traccia dolciastra della gomma da masticare e del profumo che veniva dalle ragazze che stavano a guardare, con le gonne di panno che avevo visto nelle fotografie, poi in minigonna, poi in pantaloni, con un orecchino solo e i capelli a ciocche rigide, puntute e striate di verde. C'erano state feste da ballo; la musica indugiava, in un sovrapporsi di suoni inauditi, stile su stile, un sottofondo di tamburi, un lamento sconsolato, ghirlande di fiori di carta velina, diavoli di cartone e un ballo ruotante di specchi, a spolverare i ballerini di una neve lucente.
Sesso, solitudine, attesa di qualcosa senza forma né nome.

lunedì 5 gennaio 2015

Le vere gothic ladies: Joyce Carol Oates

Joyce Carol Oates, considerata una delle figure più rilevanti della narrativa americana contemporanea, nella sua produzione ha affrontato generi diversi, dal realismo sociale al neogotico.
Ritenuta anche una delle figure di spicco della letteratura gotica e horror contemporanea, ha vinto un  Bram Stoker Award per romanzo Zombie e un altro per la raccolta Black Dahlia and White Rose: Stories.
Pur essendo indiscutibilmente versatile ed eclettica nella scelta dei generi (oltre che sorprendentemente prolifica), si possono ritrovare dei temi ricorrenti nelle sue opere, come la violenza, l'ipocrisia e i drammi nascosti dietro la facciata perbenista borghese americana e la condizione femminile oppressa dalla società.



Joyce Carol Oates nasce Lockport nello stato di New York il 16 giugno del 1938.  Frequenta la Syracuse University e la University of Wisconsin dove conosce il suo futuro marito, Raymond Smith.
Nel 1977 inizia a lavorare come insegnante di scrittura creativa presso la University of  Princeton. Dal 1978 entra a far parte dell’Academy of Arts and Letters.
La sua carriera letteraria è costellata da numerosi riconoscimenti da parte della critica tra i quali dobbiamo ricordare la vittoria del National Book Award, del PEN/Malamud Award, del Prix Femina Etranger, del Common Wealth Award for Distinguished Service in Literature, del The Kenyon Review Award for Literary Achievement e del ChicagoTribune, Lifetime Achievement Award.
Il suo romanzo Per cosa ho vissuto è inoltre arrivato finalista al prestigioso Premio Pulitzer.
Tra le sue pubblicazioni dobbiamo ricordare Zombie (1996), Perché sono uomini (1998), Nel buio dell’America (1999), Figli randagi (2000), Un’educazione sentimentale (2001), Bestie (2002),  Acqua nera (2002), L’età di mezzo (2003) , Ragazze cattive (2004), Storie americane (2005), La ballata di John Reddy Heart (2005), Sexy (2006), Tu non mi conosci (2006), Una famiglia americana (2006), La madre che mi manca (2007), Sorella, mio unico amore (2009).

venerdì 19 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Jean Rhys

Jean Rhys, pseudonimo di Ella Gwendolen Rees Williams, è stata una scrittrice britannica di origini caraibiche attiva nella metà del Novecento, a lungo trascurata nonostante il suo talento. Dal suo primo romanzo Quartetto, uscito nel 1928, verrà tratto il film di James Ivory, nel 1981, ma lei sarà morta da tre anni. Conoscerà il successo solo a 76 anni quando, nel 1966, verrà pubblicato Il grande mare dei sargassi.
Si tratta di un romanzo postcoloniale, prequel del famoso romanzo Jane Eyre di Charlotte Brontë. È chiaro che tratti la storia della prima Signora Rochester, Antoinette (Bertha) Mason, ma il nome di Rochester non appare mai nel romanzo.



La Rhys nacque nel 1890 in Dominica (un'ex colonia britannica nei Caraibi) da padre gallese e madre creola di origine scozzese. Si trasferì in Inghilterra all'età di sedici anni, dove intraprese una sfortunata carriera come corista. Negli anni venti si trasferì in Europa, viaggiando come un'artista bohémien e risiedendo occasionalmente a Parigi. Durante questo periodo, la Rhys visse praticamente in povertà, familiarizzando con l'arte e la letteratura modernista e sviluppando la dipendenza dall'alcol che l'accompagnò per il resto della sua vita. La sua esperienza con la società patriarcale e la sensazione di confusione durante questo periodo andranno a formare temi importanti nella sua opera. Le opere della Rhys sono centrate spesso sulla vita di donne strappate dalle proprie radici e lasciate morire secondo il capriccio di società a loro estranee, un'ovvia eco della sua stessa vita. Il suo stile è spesso citato per la capacità di fondere le tecniche moderniste alla sensibilità tipica delle Indie Occidentali. I suoi lavori furono soprattutto pubblicati e promossi da Ford Madox Ford. Diana Athill della casa editrice Andre Deutsch ebbe il merito di far tornare alla ribalta presso il grande pubblico gli scritti della Rhys ormai dimenticati e fu la responsabile della pubblicazione de Il grande mare dei Sargassi.
Dal 1919 al 1932 fu sposata con Jean Lenglet, dal quale ebbe anche un figlio.
Nel 1947 si sposò con Max Hamer.
Negli ultimi anni della sua vita la Rhys visse a Londra presso l'amico jazzista George Melly.
Morì il 14 maggio 1979 a Exeter, nel Devon, in Inghilterra.

venerdì 5 dicembre 2014

IL REALISMO MAGICO IN LETTERATURA


Il realismo magico nella letteratura distingue un filone letterario in cui gli elementi magici appaiono in un contesto altrimenti realistico.
Più frequentemente si associa il termine al boom letterario dell'America Latina del XX secolo, segnato dalla pubblicazione del romanzo Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez nel 1967, che viene considerato il testo fondamentale del realismo magico, insieme ai racconti di Jorge Luis Borge.
In realtà la definizione può essere utilizzata anche per autori di altre nazioni come Italo Calvino, Dino Buzzati, Angela Carter, Toni Morrison e Salman Rushdie, le cui opere presentano caratteristiche tipiche del genere, come la presenza, piuttosto celata, di un elemento magico mai spiegato, distorsioni temporali, inversioni, ciclicità o assenza di temporalità, inversione di causa ed effetto, ricchezza di descrizioni sensoriali, motivi tratti dalla leggenda e dal folklore, presenza di prospettive multiple, tema del colonialismo e degli incroci culturali.
Il realismo magico in letteratura compie un'ibridazione tra realtà e fantasia, tra passato e presente, con una forte componente metatestuale volta a coinvolgere il lettore sulla riflessione riguardo l'impatto della fiction sulla realtà.
Tale genere può infatti essere tipico di molta letteratura del postcolonialismo e può essere considerato come una sottocategoria del romanzo postmoderno a causa della sua sfida all'egemonia ed il suo utilizzo di tecniche simili a quelle di altri testi postmoderni, come la distorsione del tempo.

L'incipit di 'Cent'anni di solitudine'

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era cosí recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito. ...

giovedì 20 novembre 2014

19 novembre: auguri a Don DeLillo


Auguri a Don DeLillo, all'anagrafe Donald Richard DeLillo,scrittore, saggista, drammaturgo e sceneggiatore statunitense, nato a New York, il 20 novembre 1936, nel quartiere del Bronx, da genitori italiani emigrati subito dopo la Grande guerra da Montagano, in Molise.
Frequenta scuole cattoliche fino agli studi universitari;.finiti gli studi, inizia a lavorare come pubblicitario e ad interessarsi di arte e musica, particolarmente al jazz e alla scrittura.
Ha esordito con il romanzo Americana (1971; trad. it. 2000): tentativo di ricapitolare tutta la storia americana. L'esplorazione dell'universo americano e del linguaggio abilitato a raccontarlo è proseguita nei successivi End zone (1972; trad. it. 2014), storia di un giocatore di football, e Great Jones street (1973; trad. it. 1997), che ha per protagonista una rockstar. Con Ratner's star (1976) DeL. comincia a sperimentare i moduli della letteratura di consumo, in questo caso la fantascienza, successivamente mimando i clichés del romanzo di spionaggio (Players, 1977; trad. it. 1993) e quelli del poliziesco (Running dog, 1978, trad. it. 1991; The names, 1982, trad. it. 1990).
White noise (1985; trad. it. 1987), con la giustapposizione dell'atmosfera brillante di un campus universitario a quella drammatica di un'apocalisse incombente che stravolgerà tutte le norme del vivere sociale, apre la fase più significativa della carriera di DeLillo e prelude al radicale scetticismo storico e politico di quello che probabilmente è il suo capolavoro, Libra (1988; trad. it. 1989): ricostruzione fittizia del più oscuro dei misteri americani, l'assassinio del presidente Kennedy.
Mao II (1991; trad. it. 1992) è una parodia di romanzo storico.
Underworld (1997; trad. it. 1999), sommario e bilancio quanto mai negativo di cinquant'anni di storia statunitense, ripercorsa attraverso le fantastiche traiettorie di una palla da baseball tra una miriade di individui e cumuli di detriti, venerabili reliquie della civiltà dei consumi.
Tutt'altro il registro stilistico di The body artist (2001; trad. it. 2001), breve incursione nell'allucinazione di un'artista del corpo costretta a misurarsi con un dolore più grande di lei e della sua arte.
In Cosmopolis (2003), dove il racconto di una giornata di un giovane miliardario è usato come pretesto per rappresentare, un efficace affresco dell'America dei paradossi.
In The falling man (2007; trad. it. 2008) DeLillo narra le inquiete solitudini della famiglia di un sopravvissuto all'attentato dell'11 settembre 2001, mentre si dipana lungo i temi dell'introspezione e della riflessione filosofica il successivo Point Omega (2010; trad. it. 2010); centrati sulle inquietudini per un'apocalisse di cui si percepisce l'imminente arrivo sono i nove racconti scritti tra il 1979 e il 2011 e pubblicati nel volume The angel Esmeralda (2011; trad. it. 2013).
DeLillo viene ascritto al cosiddetto postmodernismo insieme a Thomas Pynchon e Paul Auster, molti autori americani, come David Foster Wallace, citano DeLillo come lo scrittore che più li ha influenzati.

martedì 18 novembre 2014

18 novembre: auguri a Margaret Atwood


Auguri a Margaret Atwood, poetessa, scrittrice e ambientalista canadese, nata a Ottawa, il 18 novembre 1939, seconda di tre figli, da Carl Edmund Atwood, un entomologo, e Margaret Dorothy Killiam, una ex dietologa e nutrizionista. A causa delle ricerche di suo padre la giovane scrittrice trascorse molti periodi dell'infanzia nelle grandi foreste del Québec. Non frequentò la scuola a tempo pieno, fino a quando ebbe 11 anni. Ella divenne una vorace lettrice di raffinata letteratura già da bambina, con le fiabe dei fratelli Grimm, storie di origini canadesi, racconti e poesie. Ha frequentato la Leaside High School a Leaside, Toronto e ha conseguito la maturità nel 1957.
Atwood ha iniziato a scrivere a sei anni e si perfezionò nel corso di dieci anni finché non divenne la sua aspirazione. Nel 1957, ha iniziato gli studi presso la Victoria University di Toronto. Si è laureata nel 1961 con una laurea nelle arti e nella lingua inglese (con lode) e anche in filosofia e francese. Nell'autunno del 1961, dopo aver vinto già alcune medaglie per la stampa delle sue prime poesie, ha iniziato gli studi presso l'Harvard's Radcliffe College. Ha ottenuto un master nel 1962 e portata avanti gli studi per 2 anni, ma non ha mai finito perché non ha completato una tesi su "Il romanzo metafisico inglese" nel 1967. Ha insegnato presso moltissime università.
Nel 1968, ha sposato Jim Polk, con il quale ha divorziato nel 1973. Nel 1976 ha avuto una figlia, Eleanor Atwood Jess Gibson, dal suo compagno, il romanziere Graeme Gibson. È tornata a Toronto nel 1980.  Atwood e il suo compagno sono membri del Partito Verde del Canada e forti sostenitori del leader Elizabeth May. Atwood ha anche forti opinioni sulle questioni ambientali.


Citazioni di Margaret Atwood.

Esiste più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. La libertà di e la libertà da. Nei tempi dell'anarchia, c'era la libertà di. Adesso vi viene data la libertà da. Non sottovalutatelo. (Il racconto dell'Ancella)

Se sei un uomo in un qualsiasi tempo futuro, e ce l'hai fatta sin qui, ti prego ricorda: non sarai mai soggetto alla tentazione del perdono, tu uomo, come lo sarà una donna. È difficile resistere, credimi. Ricorda, però, che anche il perdono è un potere. Chiederlo è un potere, e negarlo o concederlo è un potere, forse il più grande.
Non si tratta del controllo di una persona sull'altra. Forse non si tratta di chi può stare seduto e di chi deve invece inginocchiarsi, alzarsi o sdraiarsi, a gambe divaricate. Forse si tratta del potere di fare qualcosa e poi essere perdonato. (Il racconto dell'Ancella)


martedì 11 novembre 2014

11 novembre 1922: nasce Kurt Vonnegut Jr.


Kurt Vonnegut Jr.,  scrittore e saggista statunitense, nasce a Indianapolis, l'11 novembre 1922.
Di origini tedesche (il nonno emigrò negli USA nel 1848), nacque da Kurt Vonnegut ed Edith Lieber a Indianapolis (Indiana), città in cui sono ambientate molte delle sue storie. Dal 1941 al 1943 frequentò la facoltà di biochimica alla Cornell University di Ithaca (New York) lasciandola nel 1943 per prendere parte volontariamente all'esercito alleato (nel ruolo di fante esploratore) durante la seconda guerra mondiale.
Nel 1944 venne fatto prigioniero durante l'offensiva delle Ardenne e successivamente trasferito in Germania, nella città di Dresda. Qui assistette in prima persona al terribile bombardamento alleato che nel febbraio del 1945 rase al suolo la città e causò 135.000 vittime civili (Vonnegut si salvò poiché rinchiuso in una grotta ricavata sotto il mattatoio della città normalmente utilizzata per l'immagazzinamento della carne). Questo episodio traumatizzante, anni dopo, verrà ripercorso in chiave solo parzialmente fantascientifica nel suo romanzo più famoso, Mattatoio n. 5 o la crociata dei bambini.
Dopo la guerra, di ritorno negli Stati Uniti, sposò l'ex compagna universitaria Jane Marie Cox, e successivamente si trasferì a Chicago, nel ghetto nero. A Chicago riprese gli studi iscrivendosi alla facoltà di antropologia. Nel frattempo, iniziò a lavorare come cronista presso il City News Bureau of Chicago. Dopo il rifiuto da parte del collegio docente della sua tesi (questo episodio è raccontato in un capitolo di Divina idiozia), si trasferì a Schenectady, trovando impiego come pubblicitario presso la General Electric Company. Nel 1951 decise di abbandonare il lavoro per dedicarsi totalmente alla scrittura, trasferendosi nella città di Barnstable a Cape Cod (Massachusetts) e guadagnandosi da vivere scrivendo racconti, sia di fantascienza che di altri generi.
Il suo primo romanzo fu Piano meccanico, pubblicato nel 1952, un'opera fantascientifica che descrive l'anti-utopia di un'America diventata succube della tecnologia. Nel frattempo, Vonnegut trovò impiego presso una scuola per ragazzi con disturbi emozionali. Alla morte della sorella ne adottò i tre figli rimasti orfani.
Nel 1959 pubblicò un nuovo romanzo di fantascienza, Le sirene di Titano, in cui appaiono per la prima volta gli abitanti del pianeta Tralfamadore, che diverranno presenze ricorrenti delle opere successive. Le Sirene di Titano e il successivo Ghiaccio-nove (1963) sono entrambi romanzi di fantascienza, ma rispetto al romanzo d'esordio i contenuti fantascientifici hanno un ruolo minore, servendo essenzialmente come sfondo per trattare temi di altro genere. Le sirene di Titano, in particolare, è essenzialmente un libro sulle credenze religiose, e valse a Vonnegut (nel 1971) la laurea per il contributo al campo dell'antropologia.
Fra la metà degli anni sessanta e gli anni settanta Vonnegut pubblicò una serie di romanzi che vengono generalmente considerati il suo apice e che ebbero grandissimo successo di pubblico e di critica; il più celebre è certamente Mattatoio n. 5 (1969), opera largamente autobiografica in cui Vonnegut affronta lo spettro del suo ricordo del terribile bombardamento di Dresda. Di questo libro venne anche realizzata una trasposizione cinematografica nel 1972. Fra le altre opere di quest'epoca si possono ricordare Dio la benedica, Mr Rosewater (1965), La colazione dei campioni (1973), (un altro libro in seguito trasposto sul grande schermo), Un pezzo da galera e Comica finale ovvero Non più soli (da cui è tratto il film "Comiche dell'altro mondo"). Con questa serie di romanzi Vonnegut abbandonò il genere fantascientifico, cui era molto legato, salvo poi tornarvi di quando in quando (per esempio con Galapagos del 1985 e Cronosisma del 1997).
Nel 1971, separatosi dalla prima moglie, Vonnegut si trasferì nella città di New York. Nel 1972 divenne vicepresidente del PEN (un club di scrittori e poeti) e prese a insegnare scrittura creativa alla università di Harvard. Nel 1979 si sposa di nuovo, questa volta con la fotografa Jill Krementz, dalla quale si separerà nel 1991. Nel 1992 venne nominato membro della American Academy and Institute of Arts and Letters; è stato inoltre nominato "artista dello stato di New York" per l'anno 2001-2002. In quegli anni manifesta il suo ateismo, confermando le voci che erano circolate in tal senso.
Muore il 10 aprile 2007 a seguito dei traumi cerebrali conseguenti un incidente domestico avvenuto nella sua casa di New York. Nel novembre 2010 la città natale di Vonnegut, Indianapolis, gli dedica la Kurt Vonnegut Memorial Library (KVML), una biblioteca a lui dedicata con anche oggetti appartenuti allo scrittore.


Citazioni di Kurt Vonnegut

Per favore, un po' meno d'amore e un po' più di dignità. (da Comica finale)

Dite quel che volete del sublime miracolo di una fede senza dubbi, ma io continuerò a ritenerla una cosa assolutamente spaventosa e vile. (da Madre notte)

Noi siamo ciò che facciamo finta di essere, e dovremmo porre più attenzione in ciò che facciamo finta di essere. (da Madre notte)

mercoledì 15 ottobre 2014

15 ottobre 1923: nasce Italo Calvino


Italo Calvino, scrittore italiano,  nasce a Santiago de Las Vegas de La Habana (Cuba), il 15 ottobre 1923, da genitori italiani. Il padre, Mario, era un agronomo originario di Sanremo, poi trasferitosi in Messico e a Cuba, mentre la madre, Eva Mameli, era una sassarese che si laureò in scienze naturali presso l'Ateneo Pavese, dove aveva lavorato come assistente di botanica, prima di ottenerne la libera docenza nel 1915. Dopo la Prima guerra mondiale, Eva e Mario, già conosciutisi anni addietro, approfondirono il loro rapporto finché la donna accettò di sposare l'agronomo e seguirlo a Cuba, dove questi dirigeva una Stazione Agronomica sperimentale per la produzione di canna da zucchero.
Nel 1925 i coniugi Calvino decidono di ritornare in Italia. La famiglia si trasferisce a Sanremo dove il padre tenne la direzione della Stazione sperimentale di floricoltura «Orazio Raimondo» utilizzando anche il parco della sua villa «La meridiana» per svolgere una intensa attività di sperimentazione di nuove colture floreali.
A Sanremo Calvino visse gli anni della fanciullezza.
Il periodo fascista non sembrò inizialmente segnare in modo particolare la sua personalità né sconvolgere la serenità familiare di quegli anni. Nonostante i genitori fossero intimamente e culturalmente contrari al regime fascista, la loro posizione (socialista lei e anarchico lui) sfumava dentro una generale condanna della politica.
Nel 1927 iniziò a frequentare l'asilo infantile al St. George College e nacque il fratello Floriano che diventerà un geologo e docente all'Università di Genova.
I rapporti della famiglia Calvino con il fascismo furono complicati, come lo stesso Italo scrisse in alcune pagine dedicate al padre, che si iscrisse al Partito Nazionale Fascista e, per ottenere un incarico presso l'Università di Torino, giurò fedeltà al regime.
Nel 1934, superato l'esame d'ammissione, frequenterà il ginnasio-liceo «G.D. Cassini» dove sarà, come richiesto dai genitori, esonerato dalle lezioni di religione.
La famiglia Calvino non ha una fede religiosa, e per quei tempi manifestare un certo atteggiamento agnostico comportava almeno l'appellativo di "anticonformisti".
Sarà in questi anni che il giovane Calvino si avvicina alla lettura di opere letterarie che lo stimolano dimostrando di essere attratto dallo "spirito d'ironia sistematica" che trova nelle pagine delle riviste umoristiche come "Bertoldo", "Marc'Aurelio", "Settebello" libere dalla retorica del regime. Si diverte a disegnare vignette e fumetti e si appassiona al cinema.
Ma proprio quando l'età gli darebbe occasione di gustare appieno quella grande ricchezza cosmopolita e culturale che si addensa nel circondario di Sanremo in quegli anni, la guerra mondiale sconvolge la vita di provincia, e destina Calvino a una serie di vicissitudini, dai toni anche drammatici, capaci però di saldarsi con l'apertura di vedute maturata nell'infanzia, forgiando così l'impegno politico che Calvino esprimerà in forma di partecipazione e di scrittura. L'estate in cui Calvino afferma di uscire dall'infanzia definitivamente, per diventare un giovane spensierato, è quella del 1938, preludio allo scoppio della guerra.
La posizione ideologica di Calvino non ha fino allo scoppio della guerra, come lo stesso dichiara, un indirizzo ben definito . "
Scopre in questo periodo l'interesse per la scrittura e inizia a scrivere poesie, brevi racconti, testi teatrali e coltiva la passione per il disegno, soprattutto per la caricatura e la vignetta. Tra la primavera e l'estate del 1940 alcune sue vignette saranno pubblicate, con la firma di Jago, sul Bertoldo" di Giovanni Guareschi nella rubrica "Il Cestino".
Dopo aver completato gli studi presso il ginnasio-liceo G.D. Cassini, si iscrive alla facoltà di Agraria presso l'Università di Torino dove il padre era incaricato di Agricoltura tropicale. Sostiene con successo ma senza convinzione quattro esami del primo anno, senza però inserirsi nell'ambiente universitario rimanendo estraneo ai fermenti che stanno maturando nell'ambiente dei Guf e continuando a coltivare quelli che sempre più marcatamente appaiono come i suoi veri interessi: la letteratura, il cinema, il teatro. Scrive alcune recensioni di film e nell'estate del 1941 il "Giornale di Genova" gliene pubblicherà un paio tra cui quella di San Giovanni decollato che vede come protagonista Totò.
Scrive nel 1942 La commedia della gente, un lavoro teatrale per un concorso del Teatro nazionale dei Guf di Firenze che sarà in seguito segnalata dalla giuria e nello stesso anno raccoglie i suoi primi racconti giovanili con il nome di Pazzo io o pazzi gli altri che presenterà alla casa editrice Einaudi ma senza successo, dove parla di un "ordigno incommensurabile" che avrebbe spazzato via l'umanità, anticipando di qualche anno l'impiego delle bombe atomiche.
Nel 1943 si trasferisce alla facoltà di Agraria e Forestale di Firenze, dove sostiene pochi esami. Frequentatore assiduo della biblioteca del Gabinetto Vieusseux comincia a definire in modo più preciso le sue scelte politiche. Nel campo militare di Mercatale di Vernio, gli giunge la notizia dell'incarico dato a Pietro Badoglio di formare un nuovo governo e viene a conoscenza della destituzione e dell'arresto di Mussolini.
Dopo l'otto settembre, per sfuggire alla leva della repubblica di Salò, trascorse diversi mesi nascosto cercando di allontanare il senso di solitudine con intense letture che influenzeranno la sua vocazione di scrittore.
Il 9 agosto 1943 torna a Sanremo. All'indomani dell'uccisione del giovane medico e comandante partigiano Felice Cascione per mano fascista, avvenuta nel gennaio del 1944, Calvino aderisce assieme al fratello Floriano alla seconda divisione d'assalto partigiana "Garibaldi" intitolata allo stesso Cascione.
Il 17 marzo 1945, quando ormai gli alleati sono in Italia, Calvino è protagonista attivo nella battaglia di Baiardo, una delle ultime battaglie partigiane.
L'esperienza partigiana sarà alla base del suo primo romanzo, Il sentiero dei nidi di ragno e della raccolta di racconti Ultimo viene il corvo.
Dopo la Liberazione, mentre la sua inclinazione anarchica e libertaria non affievolisce, in lui va costruendosi un'ampia e complessa visione del mondo che non cede a semplificazioni politiche e sociali. Non esalta l'idea comunista sotto il profilo culturale e filosofico. Matura, ciononostante, l'esigenza di organizzare forme politiche e strutture sociali a difesa dei diritti, della dignità umana e della libertà. Con questo spirito aderisce al Partito Comunista Italiano.
Si iscrive alla Facoltà di lettere di Torino, accedendo direttamente al III anno, grazie alla legislazione postbellica in favore dei partigiani ed ex combattenti. Conosce Cesare Pavese che diverrà guida culturale ed umana, oltre che "primo lettore" delle sue opere. Scrive Angoscia in caserma ed inizia una collaborazione con Il Politecnico, periodico diretto da Elio Vittorini. Tra il '46 ed il '47 compone Campo di mine, vincitore di un concorso letterario indetto da l'Unità, ed una serie di racconti che saranno poi messi assieme ne Ultimo viene il corvo pubblicato nel 1949. Tra l'estate e il 31 dicembre del 1946, per concorrere al Premio Mondadori per un inedito, scrive il primo romanzo Il sentiero dei nidi di ragno. Dopo la laurea nel 1947, che consegue con una tesi su Joseph Conrad, inizia una collaborazione con l'Einaudi, curandone l'ufficio stampa. Il rapporto con la casa editrice sarà centrale nelle attività di Calvino, anche se talvolta intermittente ma ricco di incarichi sempre diversi e via via più importanti. Durerà fino al 1961, momento in cui si trasformerà in consulenza editoriale esterna. Le attività culturali si intensificano assieme alle conoscenze personali.
Collabora con l'Unità e con Rinascita. Nel 1949 viene pubblicato Ultimo viene il corvo e resta inedito Il bianco Veliero. Scrive interventi politico-sociali e di saggistica letteraria, su diverse riviste culturali, tra cui Officina, Cultura e realtà, Cinema Nuovo, Botteghe Oscure, Paragone, oltre che su Il Politecnico di Vittorini già citato. Sulle riviste pubblica anche brevi racconti, fra cui La formica argentina e le prime novelle di Marcovaldo.
Nel mese di agosto del 1950 Cesare Pavese si uccide e Calvino perde così un amico e un maestro. Ne rimane sconvolto poiché Pavese era da lui vissuto come uomo forte di carattere e di temperamento risoluto. Gli resta il profondo rammarico per non aver intuito il dramma dell'amico.
I suoi viaggi sporadici si infittiscono e fra ottobre (in cui il 25 muore il padre) e novembre 1951 visita l'Unione Sovietica, dandone puntuale resoconto nel Taccuino di viaggio in URSS di Italo Calvino, con cui vince il premio Saint Vincent. Scrive il romanzo I giovani del Po e, quasi di getto, Il visconte dimezzato.
Tra il 1953 ed il 1954 tenta un romanzo di ampio respiro La collana della regina, (pubblicato sotto forma di racconto nella raccolta Prima che tu dica «Pronto»), mentre lavora assiduamente ad un progetto nuovo che lo appassiona particolarmente. Si tratta delle Fiabe italiane, rimaneggiamento e raccolta di antiche fiabe popolari, pubblicate nel novembre del 1956.
Dal 1955 al 1958 ebbe una relazione con l'attrice Elsa De Giorgi, moglie di Sandrino Contini Bonacossi. La storia s'intrise di fosche tinte quando il marito della donna scomparve misteriosamente e non diede notizie di sé finché non venne trovato suicida nei pressi di Washington nel 1975.
Tra il '58 ed il '62 pubblica La gallina di reparto, La nuvola di smog e l'antologia I racconti. Nel 1959 pubblica il romanzo Il cavaliere inesistente e parte per un viaggio di sei mesi nelle principali località degli Stati Uniti a novembre (si troverà a New York per quattro mesi) grazie a un finanziamento della Ford Foundation, esperienza che diverrà soggetto del racconto inedito Un ottimista in America. Escono su Il Menabò il saggio La sfida al labirinto ed il racconto La strada di San Giovanni.
Nel 1962, in occasione di un ciclo di incontri letterari, conosce a Parigi la sua futura moglie, la traduttrice argentina Esther Judith Singer, detta Chichita.
Nasce in quegli anni il Gruppo '63, corrente letteraria neoavanguardista, che Calvino segue con interesse pur senza condividerne l'impostazione di fondo. Pubblica i racconti La giornata d'uno scrutatore e La speculazione edilizia, inclusi in un irrealizzato progetto di trilogia sulla crisi dell'intellettuale negli anni cinquanta. Nel '64 vanno in stampa le prime Cosmicomiche: La distanza della Luna, Sul far del giorno, Un segno nello spazio, Tutto in punto. Poco dopo pubblica il dittico La nuvola di smog - La formica argentina.
Nel febbraio 1964 lo scrittore torna all'Avana per sposarsi con Chichita. In quella occasione egli fu chiamato a fare parte della giuria del Premio Casa Las Americas, e qui conobbe il comandante Ernesto Che Guevara, al quale poi dedicò due pagine dopo la sua morte in Bolivia, le quali furono pubblicate sul numero speciale dedicato al Che della rivista culturale avanera Casa de Las Americas. Quando a fine 1964 Calvino tornò in Italia, a Torino e a Roma, dove si stabilirà con la moglie ed il figlio di lei, Marcello Weil, dove lavorerà presso la casa editrice Einaudi come addetto stampa, si attivò per co-fondare l'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba.
Poi nel 1965 nasce a Roma la figlia Giovanna Calvino.
Il 12 febbraio del 1966 muore l'amico Elio Vittorini, al quale dedica il saggio Vittorini: progettazione e letteratura.
Nell'estate del 1967 si trasferisce a Parigi per lavoro, assieme a tutta la famiglia, in una villetta della Square de Châtillon. Qui Calvino progetta di rimanere 5 anni, collaborando con intellettuali e letterati francesi; vi resterà per 13, fino al 1980, anno in cui egli ritorna a Roma con la famiglia. A Parigi segue il dibattito culturale francese ma conduce una vita pressoché in disparte, pur frequentando alcuni intellettuali parigini come Georges Perec, François Le Lionnais, Jacques Roubaud, Paul Fournel, Raymond Queneau. Di quest'ultimo traduce I fiori blu, da cui la letteratura del maturo Calvino trarrà gli aspetti più umoristici ed i riferimenti cosmologici. Approfondisce la sua passione per le materie scientifiche e per il gioco combinatorio. I frutti di questo nuovo arricchimento già si manifestano nella raccolta di racconti Ti con zero, vincitore del Premio Viareggio 1968. Premio che però Calvino rifiuta, ritenendo ormai tali manifestazioni letterarie semplice espressione retorica, anche se, successivamente, accetterà altri premi letterari. Pubblica la prima edizione dell'antologia scolastica La lettura. Assieme a Guido Neri, Gianni Celati ed altri intellettuali, lavora al progetto per la realizzazione di una rivista sociale e letteraria a larga diffusione, destinata al grande pubblico.
Mentre Calvino era a Parigi il suo amico Che Guevara venne ucciso il 9 ottobre 1967 in Bolivia. Il 15 ottobre 1967 (il giorno del suo 44º compleanno) scrisse un articolo a lui dedicato che fu pubblicato in spagnolo nel gennaio 1968 sulla rivista cubana Casa de las Americas.
Tra il 1969 e il 1973 lavora ad alcuni progetti letterari e pubblica racconti e saggi su diverse riviste. Pubblica il racconto Il castello dei destini incrociati nel volume Tarocchi - Il mazzo visconteo di Bergamo e New York.
Nel 1971 scrive Gli amori difficili per la collana "Centopagine" della Einaudi. Nel 1972 vince il Premio Feltrinelli conferito dalla Accademia nazionale dei Lincei, pubblica Le città invisibili che sarà finalista al XXIII Premio Pozzale 1974 per la letteratura. In quell'anno inizia anche una collaborazione con il Corriere della Sera che durerà fino al 1979, quando inaugura la serie di racconti del signor Palomar. Pubblica due lavori autobiografici, il primo, Ricordo di una battaglia, rievoca la dura ed umanamente ricca esperienza da partigiano. L'altro, Autobiografia di uno spettatore, particolare sguardo di Calvino sul cinema, diventa prefazione a Quattro film di Federico Fellini.
Nel 1979 pubblica Se una notte d'inverno un viaggiatore e inizia la sua collaborazione con il giornale La Repubblica.
Nel 1983 esce Palomar pubblicato da Einaudi. Per la casa editrice torinese cura anche l'introduzione ad America di Franz Kafka. A causa della seria crisi in cui versa l'Einaudi, nel 1984 è costretto a pubblicare presso Garzanti Collezione di sabbia e Cosmicomiche vecchie e nuove. Nel 1985, durante l'estate, Calvino lavora ad una serie di conferenze (Lezioni americane, pubblicate postume) che avrebbe dovuto tenere presso l'Università Harvard.
Il 6 settembre 1985, all'età di quasi 62 anni, Calvino viene colto da un ictus nella sua villa nella pineta toscana di Roccamare, presso Castiglione della Pescaia, dove trascorreva le ultime vacanze prima del citato viaggio americano. Viene ricoverato a Siena, dove viene operato a lungo al cervello; dopo aver ripreso parzialmente conoscenza per qualche giorno, si aggrava e muore il 19 settembre 1985, a causa di una sopraggiunta emorragia cerebrale.

Citazioni di Italo Calvino

Chi ha l'occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi. (da Marcovaldo)

L'inconscio è il mare del non dicibile, dell'espulso fuori dai confini del linguaggio, del rimosso in seguito ad antiche proibizioni. (da Cibernetica e fantasmi, in Saggi)

Io sono la pecora nera, l'unico letterato della famiglia.

mercoledì 17 settembre 2014

17 settembre: auguri a Baz Luhrmann


Baz Luhrmann, nome d'arte di Mark Anthony Luhrmann, è un regista, sceneggiatore e produttore
cinematografico australiano.
Nasce nella campagna di Herons Creek, il 17 settembre 1962, dove trascorre quasi tutta la sua infanzia. Il padre gestisce una pompa di benzina, un allevamento di maiali ed il cinema del paese. Quando i genitori divorziano si trasferisce a Sydney con la madre ed i fratelli.
Inizia ad interessarsi alla recitazione ed alla carriera da attore, e si iscrive al prestigioso National Institute of Dramatic Art, dove inizia ad interessarsi maggiormente alla messa in scena di opere teatrali a dispetto della recitazione. L'opera di sua concezione Strictly Ballroom, messa in scena con la sua compagnia Six Year Old Company, che attraversa l'Australia in tour per tutto il 1987, con un grande successo di pubblico e critica.
Nel 1981 esordisce al cinema come attore nel film Winter of Our Dreams di John Duigan, al quale segue una seconda performance nel film The Dark Room di Paul Harmon. Dopo queste due esperienze decide di dedicarsi al teatro. A partire dagli anni ottanta inizia a produrre, allestire e dirigere spettacoli musicali e adattamenti di opere famose, tra i quali La bohème di Giacomo Puccini, riadattata e ambientata negli anni cinquanta.
Nel 1992 esordisce dietro la macchina da presa. La pièce teatrale Strictly Ballroom ideata nel 1987 diventa un film, Ballroom - Gara di ballo, che offre una versione riveduta e corretta dell'idea di Luhrmann che sbanca il box-office australiano e vince diversi premi cinematografici internazionali. Il grande successo internazionale arriva nel 1996 grazie alla reinterpretazione in chiave postmoderna del classico Romeo + Giulietta di William Shakespeare, con Leonardo Di Caprio e Claire Danes, che riceve una nomination all'Oscar alla migliore scenografia.
Nel 2001 ottiene un nuovo grande successo grazie a Moulin Rouge!, con Nicole Kidman e Ewan McGregor, presentato in anteprima al Festival di Cannes 2001. Il film musical, ambientato nella Parigi bohemien, si caratterizza, come tutte le opere di Luhrmann, da una forte componente visiva e visionaria, con delle scenografie particolari e surreali.
La colonna sonora del film è formata da brani celebri come All You Need Is Love dei Beatles, Pride (In the Name of Love) degli U2, Roxanne dei Police, The Show Must Go On dei Queen e Your Song di Elton John, reinterpretate e riproposte, a legare lo sviluppo della trama. Il film vince due Oscar (migliore scenografia e migliori costumi) e tre Golden Globe (miglior film commedia o musicale, migliore colonna sonora originale e migliore attrice in un film commedia o musicale a Nicole Kidman). L'opera successiva del regista sarebbe dovuta essere un film su Alessandro Magno, ma la produzione precedente di Alexander di Oliver Stone ha bloccato il progetto.
Nel 2012 ha lavorato a una trasposizione cinematografica del romanzo Il grande Gatsby con protagonisti Leonardo DiCaprio, Carey Mulligan e Tobey Maguire. Il film Il grande Gatsby è uscito nelle sale cinematografiche nel 2013.

 

sabato 21 giugno 2014

21 GIUGNO: AUGURI A IAN MCEWAN


Auguri a Ian McEwan, scrittore inglese, nato ad Aldershot, il 21 giugno 1948.
La sua prima pubblicazione è la collezione di brevi racconti Primo amore, ultimi riti nel 1975. Nel 1998 fa discutere la sua premiazione al Booker Prize per il romanzo Amsterdam. Il libro del 1997 L'amore fatale, su una persona affetta dalla Sindrome di de Clerambault, viene da molti considerato un capolavoro, ma anche il suo romanzo Espiazione, ha ricevuto critiche egualmente favorevoli.
Sposato due volte, dalla prima moglie ha avuto due figli lungamente contesi; nel 2002 scoprì di avere un fratellastro maggiore che la madre aveva dato in adozione durante la II Guerra Mondiale nella quale era morto il primo marito.
Il suo romanzo Chesil Beach, è stato pubblicato il 6 novembre 2007 dalla casa editrice torinese Einaudi.
È soprannominato "Ian Macabre" per i toni cupi di molte delle sue narrazioni.


Citazioni di Ian McEwan.

Credere a tutto, non costringersi mai a una scelta finisce, secondo me, col coincidere con lo scetticismo totale. (Cani Neri)

Non c'è espiazione per Dio, né per il romanziere, nemmeno se fossero atei. È sempre stato un compito impossibile, ed è proprio questo il punto. Si risolve tutto nel tentativo. (Espiazione)

giovedì 19 giugno 2014

19 GIUGNO: AUGURI A SALMAN RUSHDIE


Auguri a Salman Rushdie, scrittore, saggista e attore indiano naturalizzato britannico, nato a Bombay, il 19 giugno 1947 da una benestante famiglia dardica di fede islamica. Rushdie ha frequentato il King's College di
Cambridge. Il primo testo in assoluto scritto da Rushdie fu, a 12 anni, un racconto ispirato al film Il Mago di Oz (che il futuro scrittore aveva appena visto in un cinema di Bombay): intitolato infatti Over the Rainbow, fu battuto a macchina su carta velina dalla segretaria del padre, e successivamente smarrito in uno dei traslochi di famiglia, né più ritrovatoLe sue prime pubblicazioni includono le novelle Grimus (1974), i già citati I figli della mezzanotte (1981) e Vergogna (1983). Con I figli della mezzanotte, complesso romanzo costruito a incastro attorno alle vicende di Saleem Sinai e altri mille personaggi nati appunto attorno alla mezzanotte del 15 agosto 1947 (giorno della dichiarazione dell'indipendenza dell'India), vince il Booker Prize nel 1981 e ottiene un inaspettato successo popolare e critico.
Nel 1988 scrisse I versi satanici, una storia fantastica ma chiaramente allusiva nei confronti della figura di Maometto, e ritenuta blasfema dagli islamici.
La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwa di Khomeini che decretò la condanna a morte del suo autore, reo di bestemmia. Un privato cittadino offrì una taglia per la morte dello scrittore, tollerata dal regime khomeinista. Lo scrittore riuscì a salvarsi rifugiandosi nel Regno Unito e vivendo sotto protezione.
Il traduttore giapponese del romanzo, Hitoshi Igarashi, fu però ucciso da emissari del regime iraniano, mentre il traduttore italiano, Ettore Capriolo, fu ferito. Ferito fu anche l'editore norvegese del libro.
La fatwa è stata reiterata ancora il 17 febbraio 2008.


Articolo commemorativo scritto da Rushdie in occasione della morte di Angela Carter.

martedì 27 maggio 2014

27 MAGGIO: AUGURI A JOHN BARTH


Auguri a John Barth, scrittore statunitense, nasce a Cambridge (Maryland), il 27 maggio 1930.
Ha studiato alla scuola d'arte "Julliard" di New York, prima di prestar servizio all'Università Johns Hopkins. È stato inoltre professore alla Pennsylvania State University (1953-1965), alla SUNY Buffalo (1965-1973) e alla Boston University. Si è ritirato dall'attività di docenza nel 1995.
Barth esordisce come scrittore nel 1956 con L'opera galleggiante, a cui fa seguito Fine della strada del 1958. In questi due romanzi l'autore affronta tematiche controverse come il suicidio e l'aborto. Il 1960 è l'anno di pubblicazione di Il coltivatore del Maryland, romanzo epico-satirico che tratta il tema della colonizzazione del Maryland ed è basato sulla vita di un poeta, Ebenezer Cook, che scrisse un poema dallo stesso titolo
I suoi lavori successivi sono Giles ragazzo-capra e La casa dell'allegria. Con Chimera si aggiudica nel 1973 il National Book Award per la narrativa ex aequo con Augustus di John Williams.
Barth ha preso parte alla discussione teorica circa il declino dell'importanza del romanzo come forma letteraria; su tale argomento ha anche pubblicato un saggio intitolato The Literature of Exhaustion.

mercoledì 7 maggio 2014

7 MAGGIO 1940: NASCE ANGELA CARTER


Angela Carter, scrittrice e giornalista britannica, nasce come Angela Olive Stalker a Eastbourne (Sussex), il 7 maggio 1940, ma si trasferì sin da piccola con la nonna materna nello Yorkshire. L'adolescenza la vide combattere con l'anoressia nervosa. Seguendo le orme del padre, cominciò a lavorare come giornalista per il Croydon Advertiser. Frequentò l'Università di Bristol dove studiò Letteratura inglese.
Le opere di Carter sono esempi di letteratura postmoderna attraversa la fitta rete di rimandi intertestuali. Si può notare tale influenza nel romanzo Figlie sagge, in cui si apprezzano i molti riferimenti shakespeariani. L'interesse di Angela Carter si rivolse anche alle opere di autori di sesso maschile, come il marchese de Sade (si veda La donna sadiana) e Charles Baudelaire (si veda il racconto Venere nera), oltre ad altri padri letterari. Fu però maggiormente ispirata alla tradizione matriarcale del racconto orale: riscrisse, infatti,
molte fiabe nella sua raccolta dal titolo La camera di sangue, tra cui Cappuccetto Rosso, Biancaneve, La bella addormentata, Barbablù e due rielaborazioni de La Bella e la Bestia.
Nel 1960 sposò Paul Carter, da cui divorziò dodici anni dopo. Nel 1969 utilizzò il premio del Somerset Maugham Award per lasciare il marito e volare a Tokyo, dove visse per due anni e dove, affermò, "imparai cosa significa essere donna e mi radicalizzai". Scrisse a proposito delle sue esperienze in Giappone in due
articoli per New Society e in una raccolta di racconti, Fuochi d'artificio (1974). Stralci di quell'esperienza si ritrovano anche ne Le infernali macchine del desiderio del dottor Hoffman (1972).
Successivamente Carter esplorò gli Stati Uniti, l'Asia e l'Europa. Passò gran parte del tempo tra la fine degli anni Settanta e gli Ottanta come scrittrice ospite delle università, dove tenne anche dei corsi di scrittura creativa, tra cui si ricordano l'Università di Sheffield, la Brown University, l'Università di Adelaide e l'Università di East Anglia. Nel 1977 sposò in seconde nozze Mark Pearce.
Già dopo la pubblicazione del suo primo romanzo, La danza delle ombre (1966), iniziò ad essere considerata una delle scrittrici britanniche più originali. Ne seguirono altri otto, tra cui La bottega dei giocattoli (1967), premiato con il John Llewellyn Rhys Prize, Several Perceptions (1968), premiato con il Somerset Maugham Award, e Notti al circo (1984), premiato con il James Tait Black Memorial Prize. Un altro riconoscimento, il Cheltenham Festival of Literature Award, le fu conferito con la raccolta di racconti La camera di sangue.
Oltre a essere una prolifica scrittrice di fiction, redasse per The Guardian, The Independent e New Statesman numerosi articoli, raccolti in Shaking a Leg. Si occupò dell'adattamento radiofonico di alcuni dei suoi racconti e scrisse due drammi, sempre per la radio, per Richard Dadd e Ronald Firbank. Due dei suoi lavori, La compagnia di lupi e La bottega dei giocattoli, videro, rispettivamente nel 1984 e nel 1987, la trasposizione cinematografica, alla cui lavorazione ella stessa partecipò attivamente.
Poco prima di morire, Angela Carter aveva iniziato a scrivere un seguito del romanzo Jane Eyre di Charlotte Brontë, basato sulla vita della figlia adottiva di Jane, Adèle Varens, di cui però è sopravvissuta solo una sinossi.
Il 16 febbraio 1992, nella sua casa di Londra, Angela Carter morì di cancro all'età di cinquantuno anni. Di seguito si riporta un estratto del suo necrologio pubblicato su The Observer:

(EN)
« She was the opposite of parochial. Nothing, for her, was
outside the pale: she wanted to know about everything and
everyone, and every place and every word. She relished life
and language hugely, and revelled in the diverse »

(IT)
« Era il contrario del provincialismo. Nulla, per lei, era
indecente: voleva sapere di tutto e di tutti, e di ogni luogo e
di ogni parola. Gustò enormemente la vita e il linguaggio, e
si dilettò nel diverso »

Le parole commemorative di Salman Rushdie.


Citazioni di Angela Carter

Nello schema mistico di tutte le relazioni fra uomo e donna, gli uomini propongono, e le donne sono inclini ad accettare. (La fabbrica dei giocattoli)

Che cos'è il matrimonio se non prostituzione ad un solo uomo anziché a molti? (Notti al circo)

La commedia è una tragedia che capita alle altre persone. (Figlie sagge)



sabato 3 maggio 2014

3 MAGGIO: AUGURI A LUCE IRIGARAY


Luce Irigaray,  filosofa, psicoanalista e linguista belga, nasce a Blaton, il 3 maggio 1930.
Studia filosofia presso l'Università di Lovanio e si laurea nel 1955. Dopo aver insegnato in un liceo di Bruxelles, si trasferisce in Francia. Nel 1961 riceve una laurea in psicologia presso l'Università di Parigi e nel 1962 il Diploma di psicopatologia. Dal 1962 al 1964 lavora per la Fondazione Nazionale della Ricerca Scientifica in Belgio. Dopodiché inizia a lavorare come assistente presso il Centro Nazionale della Ricerca Scientifica di Parigi, dove è attualmente direttrice di ricerca. Nel 1968 riceve un Dottorato in Linguistica. Nel 1969 analizza Antoniette Fouque, una leader femminista dell'epoca. Dal 1970 al 1974 insegna presso l'Università di Vincennes. In questo periodo diventa un membro dell'EFP (Ecole Freudienne de Paris, fondata da Jacques Lacan). Nel 1974 pubblica la sua tesi di dottorato Speculum, de l’autre femme dove critica con pungente ironia il pensiero di Freud e di Lacan sulla sessualità femminile. Questo libro, che provoca molte polemiche, segna la sua rottura con Lacan e la porta alla sospensione dall’incarico di insegnante presso l’università di Vincennes.
Irigaray riesce a trovare un nuovo pubblico nei circoli femministi a Parigi (viene inoltre coinvolta in manifestazioni per la contraccezione e per il diritto all'aborto). Tiene molti seminari e conferenze in tutta Europa, decine dei quali vengono raccolti e pubblicati, diventando uno dei punti di riferimento dei movimenti femministi francesi e italiani.
Nel 1982 ottiene la cattedra di filosofia all'Università Erasmus di Rotterdam. Nel 1991 viene eletta deputata al Parlamento Europeo. Nel 1993 scrive, direttamente in italiano, Amo a te. Nel dicembre 2003 l’Università di Londra le conferisce la laurea honoris causa in letteratura. Dal 2004 al 2006 è stata visiting professor nel dipartimento di Lingue e Letterature Straniere presso l'Università di Nottingham. Nel 2007 viene affiliata con l'Università di Liverpool. Nel 2008 le viene assegnata la laurea honoris causa in Letteratura dallo University College di Londra.
Luce Irigaray ha dedicato tutta la sua ricerca all'elaborazione e creazione di un pensiero della differenza sessuale. Ciò che la distingue dalle altre femministe è che la differenza sessuale è per lei la forza della nostra società, che è costituita da una molteplicità di differenze: linguistiche, religione, culturali. Tutte si basano sulla differenza sessuale, la differenza basilare da considerare cioè, per poi poter considerare tutte le altre, è la differenza tra uomo e donna. Solo rispettando questa base tutte le altre differenze, soprattutto in una cultura come quella di oggi in cui le differenze sono l’identità degli individui, potranno essere rispettate a loro volta. Per Luce Irigaray la differenza sessuale è il conoscersi, l’appropriarsi delle proprie caratteristiche e nel rispetto di esse, delle nostre e di quelle degli altri. Rispettare la propria differenza e le differenze altrui è la chiave per una convivenza pacifica e rispettosa.


Citazioni di Luce Irigaray

Per promuovere un mondo nuovo, c'è bisogno di pensiero. Non basta fermarsi a qualche slogan concernente il potere, la soggettività femminile, la politica del fra donne eccetera. Si tratta di riflettere su quale contenuto oggettivo si mette dietro gli slogan, e di verificare se questo contenuto si possa condividere e come. Se ogni donna si accontenta di rivendicare il diritto alla propria soggettività, temo che una condivisione pubblica fra le donne non potrà mai esserci. Lo stesso vale se le donne si accontentano di cercare di appropriarsi di un'oggettività culturale e politica definita da e per gli uomini. Il compito più importante che le donne oggi devono assumere è lavorare alla loro individuazione come persone civili e culturali. La politica, per non dire la democrazia, dovrebbe essere un affare di convivenza civile fra le persone prima di essere un affare di rivalità per il possesso, il potere, la poltrona.

Anche se è per natura pubblica, la prostituzione dovrebbe allora rimanere invisibile. Ma come una cosa pubblica può esercitarsi in modo nascosto? Questo è il paradosso legato alla prostituzione: esiste a condizione che non si sappia e che non si veda che esiste. Di conseguenza, è cacciata da tutti i luoghi pubblici in cui si potrebbe sapere o vedere che si esercita: le case di tolleranza, le strade, eccetera. Non c'è nulla di strano in tale contraddizione. La prostituzione partecipa della sorte riservata alla sessualità nella nostra cultura: esiste a patto che non si sappia, che non si manifesti in quanto tale.

L'attrazione sessuale è ciò che ci può facilitare il passaggio dai bisogni individuali legati alla sopravvivenza a una condivisione con l'altro. È ciò che ci può aiutare a trascendere il nostro corpo come materia attraverso il desiderio, un desiderio che fa da ponte e mediazione tra corpo e anima, e anche fra l'altro e noi stessi. Questa spiritualizzazione del corpo e dell'amore carnale è resa impossibile per mancanza di una cultura della sessualità, per la sua repressione e riduzione a un bisogno, sessuale e perfino procreativo, che non ha più nulla di propriamente umano. Troppo spesso, la nostra tradizione, specialmente la nostra tradizione morale, incoraggia questa decadenza dell'attrazione amorosa che fa nascere nella stessa anima ogni sorta di fantasmi e desideri sostitutivi. Da allora, non è più soltanto il corpo che è prostituito o si prostituisce, ma l'anima che si vende per ottenere soldi, potere o gloria.

mercoledì 23 aprile 2014

I REALISMI MAGICI: L'IMPERCETTIBILE CONFINE TRA REALTÀ E IMMAGINAZIONE


Il termine "realismo magico" può avere sfumature di significato diverse e riguardare differenti ambiti.
Ciò che però accomuna le varie situazioni artistiche è una rappresentazione della realtà, apparentemente molto lucida, da cui trapelano elementi fuori dall'ordinario.
Il termine è stato utilizzato per i seguenti movimenti artistici o letterari:

  1. Nei riguardi della corrente artistica degli anni Venti della Nuova Oggettività, la pittura metafisica di Giorgio De Chirico, l'arte del Ritorno all'Ordine e quella di Edwar Hopper; tutte tendenze artistiche che, da un lato, ritornavano alla concezione classica e realistica della rappresentazione artistica, dall'altro, creavano atmosfere quasi oniriche.
  2. In letteratura è stato utilizzato per indicare una corrente che, a partire da Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez, ha segnato il boom letterario dell'America latina, oppure per indicare testi postcoloniali in generale.
  3. Qualsiasi testo in cui l'elemento soprannaturale emerge insospettato nelle pieghe della vita di tutti i giorni e, in particolare,  come sottocategoria del romanzo postmoderno, per il ribaltamento dei concetti di tempo, spazio e realtà.
Andremo dunque ad analizzare negli articoli successivi i vari realismi magici, cercando di dare una panoramica esaustiva degli ambiti in cui tale termine è stato utilizzato.

lunedì 7 aprile 2014

7 APRILE 1931: NASCE DONALD BARTHELME


Donald Barthelme, scrittore e giornalista statunitense, nasce a Filadelfia, il 7 aprile 1931.
Ha lavorato anche come reporter per il quotidiano Huston Post, come editor del giornale Location, direttore del Museo di Arte Contemporanea di Huston in Texas (1961-1962), e come professore in visita di Inglese al City College alla City University of New York (1974-75).
Nonostante sia stato principalmente un autore di racconti, ha scritto quattro romanzi: Snow White, The Dead Father, Paradise e The King. Ha scritto oltre cento racconti, raccolti in libri come Come Back, Dr. Caligari; Unspeakable Practices, Unnatural Acts; City Life; e Sadness. La maggior parte delle sue
raccolte di racconti sono riunite in Sixty Stories and Forty Stories. Ha anche scritto un saggio, Guilty Pleasures e la raccolta Not-Knowing: The Essays and Interviews of Donald Barthelme. Con sua figlia ha scritto un libro per bambini The Slightly Irregular Fire Engine, e ha ricevuto il National Book Award per la letteratura per bambini nel 1972 per quest'opera. Ha anche diretto il PEN e l'Author's Guild, ed è stao un membro dell'American Academy and Institute of Arts and Letters.
Barthelme è considerato uno degli autori per eccellenza del postmodernismo, i suoi racconti erano spesso estremamente compatti (una forma detta talvolta racconto breve, racconto flash o racconto improvviso), spesso concentrandosi solo su fatti incidentali piuttosto che su una narrativa completa, con citazioni filosofiche ed evocazioni simboliche.
Muore a Houston, il 23 luglio 1989.

martedì 4 febbraio 2014

4 FEBBRAIO: AUGURI A ROBERT COOVER


Auguri a Robert Lowell Coover, scrittore statunitense e professore alla Brown University, nato a Charles City, il 4 febbraio 1932.
Coover ha frequentato la Southern Illinois University Carbondale, laureandosi in lettere slave nel 1955. In seguito ha prestato servizio nella marina. Ha ricevuto un master dall’università di Chicago nel 1965. Ha anche lavorato come professore in molte università.
Il suo primo romanzo è The Origin of the Brunists, nel quale l’unico sopravvissuto ad un incidente in miniera dà vita ad un culto religioso.
Il secondo libro si intitola The Universal Baseball Association, Inc., J.Henry Waugh, Prop.. Waugh, un timido contabile solitario, crea un gioco di baseball nel quale ogni mossa è determinata dal lancio deidadi. Tuttavia, il suo lavoro più noto è The Public Burning, relativo al caso di Julius ed Ethel Rosenberg, inserito nel filone del realismo magico. Metà del libro parla del mitico eroe Zio Sam, l’altra metà degli sforzi di Richard Nixon.
Coover è uno dei fondatori della Electronic Literature Organization.
Nel 1987 è stato scelto come vincitore del Rea Award for the Short Story ed è infatti uno dei principali autori di racconti del periodo, come esemplificato da "Seven Exemplary Fictions", contenuto nel suo libro Pricksongs and Descants del 1969.
É considerato uno dei maestri del postmodernismo e della metafiction, nelle sue opere crea intreccia tra generi e arti diverse, riscrive e capovolge testi della tradizione e porta allo scoperto i meccanismi di fascinazione della letteratura.

Intervista a Robert Coover

lunedì 3 febbraio 2014

3 FEBBRAIO: AUGURI A PAUL AUSTER


Auguri a Paul Auster, scrittore, saggista, poeta, sceneggiatore, regista, attore e produttore
cinematografico statunitense, nato a Newark, nel New Jersey, il 3 febbraio 1947, da famiglia benestante. Dopo un breve periodo di felice idillio familiare la madre, di tredici anni più giovane del marito, comprende che il matrimonio è destinato a fallire ma, rimanendo incinta di Paul, decide di non romperlo.
Auster cresce nei sobborghi di Newark; quando ha tre anni, nasce una sorellina che purtroppo in seguito manifesterà gravi problemi psicologici, al punto che i familiari saranno costretti a farla interdire.
Nel 1959 i suoi genitori acquistano una grande casa prestigiosa, nella quale il giovane Paul trova numerose casse di libri lasciate da uno zio girovago che aveva viaggiato parecchio per l'Europa; si getta a capofitto in quel tesoro, legge entusiasticamente di tutto e comincia ad amare la letteratura: è quello il periodo in cui inizia a scrivere poesie, ed ha solo dodici anni.
Il suo ultimo anno al liceo è anche quello in cui la famiglia si smembra: i genitori di Auster divorziano e Paul e la sorella vanno a vivere con la madre. Non partecipa alla consegna del diploma: "Mentre i miei compagni di classe indossavano il tocco e la toga e ricevevano i loro attestati, io ero già dall'altra parte dell'Atlantico". Così per due mesi e mezzo vive a Parigi, in Italia, in Spagna ed in Irlanda, in cui si reca solo per "ragioni che c'entravano unicamente con James Joyce".
Tornato in America in settembre frequenta il college alla Columbia University. Nel 1966 inizia a frequentare la donna che poco più tardi sposerà, la collega Lydia Davis. Suo padre, insegnante di letteratura, presenta Auster allo scrittore francese Ponge.
Nel 1967 si iscrive al Junior Year Abroad Program della Columbia, che prevede il soggiorno per un anno all'estero durante il terzo anno di college; Auster sceglie come meta Parigi. Nel 1968 ritorna alla Columbia: scrive articoli, recensioni di libri, poesie utilizzando spesso degli pseudonimi come ad esempio quello di Paul Quinn.
Dopo essersi laureato nel 1970, lascia gli Stati Uniti e si imbarca come marinaio su una petroliera, la Esso Florence.
Nel 1977 diviene padre di Daniel e si trasferisce con la famiglia in campagna. Purtroppo però i soldi scarseggiano, e Paul – che ha ormai poco tempo per scrivere - si cimenta in diversi lavori, inventando addirittura un gioco di carte denominato "Action baseball", e presentandolo alla Fiera del Giocattolo di New York (ma ottenendo scarsissimi risultati).
Nel 1978 arriva il divorzio e la morte di suo padre, che lo spingerà a scrivere nel 1982 "The Invention of Solitude", un libro di memorie.
I quattro anni successivi al 1978 sono quelli decisivi: incontra la donna della vita, la collega Siri Hustvedt da cui avrà una figlia, Sophie, ed inizia a pieno titolo la carriera di scrittore.
Il successo arriva nel 1987, con la pubblicazione di "The New York Trilogy" e Paul Auster diviene uno dei più apprezzati scrittori contemporanei a livello internazionale, riuscendo ad avere ruoli di primo piano non solo in ambito propriamente letterario, ma anche ad Hollywood, con i film "The Music of Chance", "Smoke, Blue in the Face" e "Lulu On The Bridge".
Auster guadagna fama per una serie di tre romanzi polizieschi vagamente collegati tra loro, pubblicati collettivamente come Trilogia di New York. Questi libri non sono romanzi polizieschi tradizionali organizzati intorno ad un mistero e ad una serie di indizi. Piuttosto, egli usa la forma poliziesca per risolvere i problemi esistenziali e le questioni di identità, lo spazio, la lingua e la
letteratura, creando la sua stessa forma postmoderna (e critica postmodernista) distintiva nel processo.
La ricerca dell'identità personale, del senso e del significato della propria esistenza è permeata nelle pubblicazioni successive di Auster, molte delle quali si concentrano fortemente sul ruolo della coincidenza e degli eventi casuali (La musica del caso) o ancor più, le relazioni tra persone e i loro coetanei e l'ambiente (Il libro delle illusioni, Moon Palace). Gli eroi di Auster si trovano spesso costretti a operare come facenti parte di progetti imperscrutabili e fuori dalla realtà di qualcun altro.

Citazioni di Paul Auster

Scrivere non è più un atto di libera scelta per me, è una questione di sopravvivenza. (da L'arte della fame)

Ho capito che i libri non sono mai finiti, che è possibile per alcune storie continuare a scriversi senza il loro autore. (Il taccuino rosso)