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domenica 8 settembre 2019

THE NEST, IL NIDO: IL REVIVAL GOTICO ITALIANO


In questi ultimi anni sono uscite opere italiane che stanno facendo ben sperare sulla rinascita del cinema italiano.
Film come lo chiamavano Jeeg Robot e Lazzaro felice sono state delle luci improvvise nel grigiore monotono del nostro cinema; altra opera che fa ben sperare è questo lungometraggio di Ferdinando De Feo, il primo che realizza da solo, che reinterpreta il genere gotico: The Nest-Il Nido.
Uscito in un periodo non proprio propizio per i film in sala, il 15 di agosto, si è rivelato un’opera prima interessante e per niente scontata.
La storia è quella di un bambino e una madre che vivono in una tenuta isolata dal mondo, insieme a poche altre persone.
Non sappiamo quale sia la minaccia che li tiene relegati lì, sta di fatto che il ragazzino, apparentemente paraplegico, non può lasciare la proprietà.
Si presentano però due problemi: Samuel, il bambino, sta entrando nella fase puberale in cui la ribellione e la voglia di libertà si fanno pressanti, inoltre giunge Denise, una ragazzina poco più grande di lui e con lei il mondo esterno che la madre era fino ad allora riuscita a tenere fuori dalla proprietà.
Tale contrapposizione viene rappresentata dalla musica: quella classica che Samuel ha imparato a suonare al pianoforte e quella contemporanea, scoperta clandestinamente attraverso il lettore della ragazza, in particolare il brano Where  Is My Mind dei Pixies.
Denise rappresenta la soglia verso l’età adulta, la scoperta della sessualità e dell’autonomia, per questo inizialmente la madre la percepisce come una minaccia, salvo poi cercare di “addomesticarla” per renderla accettabile per la società da lei creata.
Ma non è così che la vuole Samuel, per questo deciderà di conquistare quella libertà che gli è stata negata.
A quale costo?
Il finale a sorpresa rivelerà gli aspetti contraddittori dell’autonomia e della ribellione, spiegando gran parte degli elementi lasciati in sospeso nel corso del film.
La recitazione è apprezzabile, magistrale la fotografia di Emanuele Pasquet che enfatizza le atmosfere gotiche della tenuta.
Emergono chiari i riferimenti a film come The Others di Amenàbar e The Village di Shyamalan, in alcune scene del film la fotografia ricorda il lavoro di Luciano Tovoli in Suspiria di Dario Argento.
Alcuni elementi della trama sono comunque rimasti in sospeso ed emergono qua e là delle contraddizioni, ma è comunque una buona opera prima che fa ben sperare per le prossime opere del regista.


lunedì 3 novembre 2014

3 novembre: auguri a Pupi Avati


Auguri a Pupi Avati, all'anagrafe Giuseppe Avati, regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore italiano, nato Bologna, il 3 novembre 1938, figlio di un antiquario bolognese e fratello maggiore di Antonio, sceneggiatore e produttore.
Inizialmente tenta una carriera nel jazz: dal 1959 al 1962 fa parte della Doctor Dixie Jazz Band come clarinettista, ma rinuncia dopo l'ingresso nella band di Lucio Dalla.
Successivamente per quattro anni lavora come rappresentante della Findus surgelati, quelli che descrive come i quattro anni peggiori della sua vita. Illuminato dalla visione didi Federico Fellini, tenta la strada del cinema. Nel 1970 ottiene da un misterioso imprenditore i finanziamenti per girare due film: Balsamus, l'uomo di Satana e Thomas e gli indemoniati, due horror grotteschi.
Dopo aver collaborato alla sceneggiatura di Salò o le 120 giornate di Sodoma, l'ultima fatica di Pier Paolo Pasolini (anche se per questioni di diritti, pur essendo stato pagato, non risulta accreditato), dirige il suo terzo lungometraggio, dal titolo La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone (1975), seguito da La casa dalle finestre che ridono (1976), un altro giallo-horror di buon livello che con gli anni è divenuto un vero e proprio film di culto per gli appassionati del cinema dell'orrore. Avati ritorna a questo genere, che sembra proprio adattarsi alla sua personalità, potendo però disporre di budget superiore e di una troupe in cui si può notare la presenza, come sceneggiatore, di Maurizio Costanzo.
Nel 1977, esce Bordella, musical demenziale censurato all'uscita, che vede tra gli interpreti anche Christian De Sica, allora giovanissimo. Nello stesso anno, Avati ci presenta il film grottesco Tutti defunti... tranne i morti che non convince pienamente la critica e il pubblico pur essendo di un livello superiore al precedente lungometraggio.
Nel 1978 il nome di Pupi Avati diviene noto al grande pubblico in seguito alla messa in onda sulla RAI dello sceneggiato Jazz Band, che racconta la storia della Doctor Dixie Jazz Band, seguito da Cinema!!! ed altri tre lavori televisivi di Avati.
Nel 1980 scrive Macabro, film che segna l'esordio alla regia di Lamberto Bava.
Nel 1983, il regista bolognese passa alla commedia, dirigendo Una gita scolastica, ma ritorna al thriller-horror con Zeder, giudicato una fra le sue migliori opere dai cultori del genere. Dopo Impiegati (1984), è nuovamente alla regia di un altro lungometraggio, Regalo di Natale (1986), che avrà poi un seguito nel 2004 intitolato La rivincita di Natale. Vengono poi i successivi Storia di ragazzi e di ragazze (1989), Bix (1991), il thriller L'amico d'infanzia (1993) e  l'horror L'arcano incantatore (1996) con Stefano Dionisi.
Nel 1997 gira Il testimone dello sposo e nel 1999 La via degli angeli. Nel 2003 dopo un periodo di pausa, dirige il sentimentale Il cuore altrove.
Nel 2005 porta sullo schermo la commedia romantica Ma quando arrivano le ragazze? e dirige Antonio Albanese, Katia Ricciarelli, Marisa Merlini, Angela Luce e Neri Marcorè in La seconda notte di nozze. Nel 2007 è la volta di La cena per farli conoscere, con Diego Abatantuono e Il nascondiglio, nuova incursione avatiana nell'horror, con Laura Morante nella parte di una donna italiana che rileva un inquietante edificio a Davenport, nello Iowa; nel 2008 di Il papà di Giovanna, nel 2009 di Gli amici del bar Margherita e nel 2010 di Il figlio più piccolo e Una sconfinata giovinezza.
Nel 2011 ha presentato in concorso alla Festa del cinema di Roma il film Il cuore grande delle ragazze.
Presiede la Fondazione Federico Fellini, nata nel 1995 in memoria del grande regista riminese, che aveva esercitato grande influenza sullo stesso Avati e che gli era divenuto amico negli ultimi anni di vita.  Nel settembre 2014 vince il premio come miglior sceneggiatura dell'anno per il film con Sharon Stone e Riccardo Scamarcio Un ragazzo d'oro al Montreal World Film Festival in Canada.

 

venerdì 10 ottobre 2014

10 ottobre 1924: nasce Edward D. Wood Jr.


Edward D. Wood Jr., conosciuto come "il peggior regista della storia", nasce il 10 ottobre 1924 a Poughkeepsie (New York). Comincia fin da ragazzino a girare corti con i suoi amici, ma è costretto a interrompere la sua passione per via del suo arruolamento in Marina, seguito all'attacco giapponese di Pearl Harbour. Eppure, benché "lingerie dipendente", Ed Wood si guadagna molte medaglie al valore (sempre indossando la sua leggendaria biancheria di pizzo rosa sotto l'uniforme).
Tornato allo stato civile cerca di fare il regista. Nel 1946 si trasferisce a Hollywood dove realizza il suo primo grande flop: un lavoro teatrale intitolato "The Casual Company". Ripudiato così da ogni studio cinematografico decide di organizzarne lui stesso uno proprio, elemosinando qua e là soldi e attrezzature. Realizza il grottesco "The Streets of Laredo", un cortometraggio western rimasto incompiuto e senza colonna sonora. Per l'assenza di un budget adeguato lo stesso Wood vi parteciperà come attore e, malgrado abbia scelto per se stesso la parte di un cowboy, lo si vede sempre a piedi, causa cronica incapacità di montare a cavallo.
Nel 1951 realizza la sua seconda opera, "The sun was setting", un altro assurdo "corto" (stavolta con tanto di colonna sonora) di stampo drammatico ma con una trama talmente sconclusionata da reggersi in piedi a malapena. Caratteristica comune di praticamente tutte le opere del regista.
Ma solo nel 1952, dopo svariate difficoltà, riesce a realizzare il suo primo lungometraggio, il semiautobiografico  "Glen or Glenda", il cui tema è il travestitismo. Inizia ad ogni modo con questo film il sodalizio con Bela Lugosi, allora in gravi difficoltà finanziarie ed umane.
Ed Wood, dal canto suo, aveva bisogno di un nome celebre per farsi pubblicità e quello di Lugosi era senz'altro di prestigio. Con il tempo tuttavia il rapporto tra i due ebbe anche modo di consolidarsi dal punto di vista umano. Lugosi appare in altri classici di Wood: "Piano 9 dall'Iperspazio" e "Bride of the Monster", l'unico film che incassò qualcosa al botteghino.
Gravi problemi economici costrinsero poi il regista a darsi prima al soft e poi all'hard-core, senza peraltro modificare di molto il suo conto in banca.
Ed Wood è morto il 10 dicembre 1978, per un attacco cardiaco. Da molti è considerato un regista di culto. Dalle stesse persone e da altre è considerato altresì il peggior regista della storia del cinema. Tim Burton, uno dei suoi più grandi estimatori, gli ha dedicato il film biografico "Ed Wood" (1994, con Johnny Depp).

lunedì 25 agosto 2014

25 AGOSTO: AUGURI A TIM BURTON


Auguri a Tim Burton, regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, animatore e disegnatore statunitense, noto per essere il regista di riferimento di un particolarissimo cinema dalle ambientazioni gotiche, fiabesche, poetiche e fortemente malinconiche.
Nasce il 25 agosto 1958, figlio maggiore di Jean e Bill Burton, a Burbank, in California.
Al ragazzo, molto introverso, piace terrorizzare i figli dei suoi vicini di casa facendogli scherzosamente credere che gli alieni stiano preparando un piano per invadere il pianeta. All'età di dodici anni, per l'incompatibilità che sente verso i genitori, preferisce andare a vivere con la nonna; a sedici, ha già una casa tutta per sé.
Mostra una propensione per il disegno; a quattordici anni, è autore del logo della nettezza urbana di Burbank. Il cinema è l'altra sua passione: tra le sue preferenze, i cosiddetti film di serie B, gli
horror della Hammer Film Productions, la nota casa cinematografica inglese, creature mostruose come Godzilla o Frankenstein, l'animazione in stop motion di Ray Harryhausen, nonché le pellicole degli italiani Mario Bava e Federico Fellini e, principale tra i suoi idoli, l'attore statunitense Vincent Price, interprete di numerosi adattamenti cinematografici dei racconti di Edgar Allan Poe.
Dopo aver studiato alla Providencia Elementary School della sua città, si diverte, negli anni liceali, a girare cortometraggi con la sua Super8 (primo fra questi è The Island of Doctor Agor, 1971) e, grazie a una borsa di studio, frequenta il corso di animazione presso il California Institute of the Arts dal 1979 al 1980, venendo poi assunto come animatore alla Disney. A 21 anni, ha già firmato alcuni cortometraggi d'animazione: Stalk of the Celery (1979) e Doctor of Doom (1979). Disegnatore di Red e Toby nemiciamici (1981) e della pellicola fantascientifica Tron (1982), nonché regista del bizzarro Luau (1982) e della versione televisiva di Hansel and Gretel (1982), dopo aver gettato le basi concettuali per Taron e la pentola magica (1985), sarà però rimosso dall'incarico di animatore nel momento in cui firmerà i sei minuti animati in bianco e nero del gotico Vincent, omaggio a Vincent Price, e i 27 minuti di live-action di Frankenweenie (1984): troppo personali per il conformismo della Disney.
Il film Pee-Wee's Big Adventure (1985) ebbe uno straordinario successo e fece diventare Burton incredibilmente popolare. L'anno successivo, dopo aver diretto un episodio (The Jar) di Alfred Hitchcock presenta... (1986), venne incaricato di realizzare La mosca con Michael Keaton (uno dei suoi primi attori feticcio) come protagonista, ma fece marcia indietro all'ultimo momento e il regista canadese David Cronenberg prese le redini del progetto al posto suo. Passò quindi a un episodio del serial Storie incredibili (1987) e, dopo aver rifiutato molte proposte, decise di creare Beetlejuice - Spiritello porcello (1988), sempre con Michael Keaton come interprete principale.
Il film consolidò la fama di Tim Burton a Hollywood e questo successo professionale combaciò con quello privato con il matrimonio con Lena Gieseke nel 1989, dalla quale però divorziò nel 1991.
Accetta l'idea di portare sullo schermo il film di Batman, che firma nel 1989. Keaton presta il volto all'uomo pipistrello, mentre il Jack Nicholson offre interpreterà Joker. Il film è campione di incassi al box office e Burton viene riconfermato per il sequel del film Batman - Il ritorno (1992).
Il vero capolavoro, quello che entrerà di diritto nella storia del cinema è però tratto da un suo libro, Morte malinconica del bambino ostrica e altri racconti, e si tratta del commovente Edward mani di forbice (1990), con l'allora ancora poco noto Johnny Depp e Vincent Price.
Mentre lavora a un documentario su Vincent Price dal titolo Conversations with Vincent, progetto a lui carissimo, l'attore muore.
Addolorato per la perdita, Burton si immerge nel lavoro e nel 1993 sforna un piccolo gioiello dell'animazione stop-motion: Tim Burton's the Nightmare Before Christmas.
Nel 1994 dirige Johnny Depp (con il quale stringerà una grandissima amicizia e un proficuo sodalizio artistico) nella biografia di colui che è reputato il peggior regista della storia del cinema, Ed Wood, mentre due anni dopo firma la commedia fantascientifica Mars attacks!.
Membro della giuria del Festival di Cannes del 1997, abbandona l'idea di dirigere Superman con Nicolas Cage, e rende omaggio a Mario Bava, Price, Roger Corman e Barbara Steele firmando Il mistero di Sleepy Hollow (1999), stregonesca storia del cavaliere senza testa. Poi, dopo il corto The World of Stainboy (2000) e dopo aver firmato la storia del film tv Lost in Oz, passa al remake di un classico della fantascienza Planet of Apes - Il pianeta delle scimmie (2001), sul cui set conoscerà la sua nuova compagna, l'attrice inglese Helena Bonham Carter, dalla quale avrà il suo primo figlio Billy Ray, nato a Londra nel 2003.
Helena sarà presente anche in altre sue pellicole: il fiabesco  Big Fish - Le storie di una vita incredibile (2003, con Ewan McGregor), Charlie e la fabbrica di cioccolato (2005, remake di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato) e doppierà La sposa cadavere di Tim Burton (2005), nel ruolo della protagonista.
Dopo aver diretto il video Bones (2006) del gruppo rock The Killers, firma Sweeney Todd (2007), musical grottesco su un barbiere assassino, con  Johnny Depp e Helena Bonham Carter. A questo punto, nonostante la giovane età, il Festival di Venezia gli rende omaggio conferendogli il Leone d'Oro alla carriera che lo incastonerà fra i miti del cinema: diventa così il più giovane regista della storia ad aver conseguito tale riconoscimento.
Nel 2010 dirige Alice in Wonderland ed è un adattamento dei romanzi di Lewis Carroll Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò; Tim vuole ancora con sé il suo attore feticcio Johnny Depp e sua moglie Helena Bonham Carter.
Nel 2012 torna a dirigere Johnny Depp e la moglie Helena Bonham Carter in una nuova storia gotica, quella del vampiro Barnabas Collins in Dark Shadows. L'anno successivo crea una nuova fatica d'animazione, Frankenweenie, rifacimento della storia di Frankenstein in stop motion in cui il protagonista è un cane creato da Burton stesso ai suoi esordi per un cortometraggio del 1984.
La sua ultima fatica è Big Eyes, film biografico sulla pittrice Margaret Keane.

giovedì 31 luglio 2014

31 LUGLIO 1914: NASCE MARIO BAVA


Mario Bava, regista, sceneggiatore, direttore della fotografia e creatore di effetti speciali italiano, nasce a Sanremo, il 31 luglio 1914, figlio di Eugenio Bava, un direttore della fotografia,
scenografo e scultore.
Entrò fin da giovane nel mondo del cinema e collaborò subito con grandi registi, grazie al talento naturale per la costruzione di effetti speciali ed impianti di illuminazione.
Bava iniziò la sua carriera in veste di creatore di effetti speciali. Durante la seconda guerra mondiale Bava lavorò per l'Istituto Luce, manipolando filmati di propaganda riguardanti finte vittorie dell'esercito italiano, tra cui un inesistente attacco all'isola di Malta.
All'età di venti anni, Bava si sposò e iniziò a creare i titoli di testa delle versioni italiane di film statunitensi. Il primo film cui Bava partecipò in veste di operatore è Il socio invisibile (1939), diretto da Roberto Roberti, alias Vincenzo Leone, padre di Sergio Leone. Sempre nel 1939, Bava iniziò una collaborazione con Roberto Rossellini. Diresse infatti la fotografia di due cortometraggi diretti dal maestro del Neorealismo italiano: Il tacchino prepotente e La vispa Teresa. Nel 1941 Bava conobbe Francesco De Robertis, da lui considerato un maestro.
Tra il 1941 e il 1943 Mario Bava è operatore alla macchina per molti film di De Robertis, come La nave bianca (co-diretto da Roberto Rossellini), Uomini sul fondo, Alfa Tau! e Uomini e cieli di cui dirige anche la fotografia insieme a Carlo Bellerio.
In seguito Bava curò la fotografia per film di registi come Mario Monicelli e Luigi Comencini.Mario
Nel 1946 Bava esordì nella regia cinematografica, dirigendo il cortometraggio L'orecchio. Seguirono altri cinque corti.
Bava diresse anche dei documentari, quindi fu messo sotto contratto dalla Lux, celebre casa di produzione cinematografica italiana diretta all'epoca da Carlo Ponti. Bava lavorò in veste di
direttore della fotografia con registi quali Steno (Guardie e ladri), Mario Soldati e Aldo Fabrizi.
Nel 1956 Bava diresse la fotografia de I vampiri, diretto da Riccardo Freda, film che viene considerato l'iniziatore dell'horror italiano. Bava curò anche gli effetti speciali (è divenuto celebre
l'invecchiamento di Gianna Maria Canale, realizzato senza stacchi di montaggio, grazie all'ausilio di luci colorate e cerone), supervisionò il montaggio e portò a termine le riprese, non venendo però accreditato. Bava collaborò con Freda altre due volte: nel 1958, per Agi Murad, il diavolo bianco e nel 1959 per Caltiki, il mostro immortale. Anche per questo film, Bava diresse la fotografia e portò a termine le riprese ma non fu accreditato.
Sempre nel 1959, Bava portò a termine le riprese di La battaglia di Maratona, inizialmente diretto da Jacques Tourneur. Per sdebitarsi, i produttori del film decisero di far esordire Bava nella regia di un lungometraggio. La scelta cadde su La maschera del demonio, diretto nel 1960.
Si tratta del primo horror gotico italiano e fu interpretato da Barbara Steele, lanciata da questo film
come star del genere horror. Il film, tratto da un
racconto di Nikolaj Vasil'evič Gogol' intitolato Il Vij, incassò poco alla sua uscita (circa 139 milioni di lire), ma divenne presto un classico.
Il lavoro successivo di Bava fu Ercole al centro della terra, diretto nel 1961. Si tratta di un peplum contaminato con l'horror.
Nel 1962 Bava diresse La ragazza che sapeva troppo, thriller contaminato con la commedia sentimentale, che fondò il thriller italiano. Alcune sequenze e topoi di questo film verranno ripresi in tutti i thriller italiani successivi, soprattutto da Dario Argento.
Nel 1963 Bava diresse La frusta e il corpo (usando lo pseudonimo John M. Old) che segnò l'incontro con il produttore Alfred Leone e subì alcune censure riguardanti il rapporto sadomasochistico tra una donna e il suo carceriere.
Sempre nel 1963 il regista diresse un film a episodi, I tre volti della paura. Nel finale del film, con Boris Karloff a cavallo, Bava mostra allo spettatore, con uno zoom all'indietro, il set del film, svelandone così la finzione. Questo si può considerare uno dei primi casi di metacinema. Questo film, inoltre, ha ispirato il nome di una delle più importanti rock band della storia, i Black Sabbath, da alcuni ritenuti gli iniziatori del genere heavy metal.
Nel 1964 Bava diresse Sei donne per l'assassino, che codificò definitivamente il thriller italiano. Il film mostra vari omicidi uno diverso dall'altro, inoltre porta in scena per la prima volta un assassino dal volto coperto che indossa un impermeabile e un paio di guanti.
Nel 1965 diresse il suo unico film di fantascienza,
Terrore nello spazio, fortemente contaminato con l'horror. Il film è considerato un piccolo gioiello e ispirerà Alien di Ridley Scott.  Il film ebbe un discreto successo negli Stati Uniti.
Nel 1966 Bava tornò al gotico dirigendo Operazione paura, film pieno di invenzioni visive. Nel 1967 morì Eugenio Bava. L'anno successivo il figlio diresse una versione molto pop di Diabolik, tratto dal celebre fumetto. Nel 1969 Bava girò in Spagna Il rosso segno della follia, thriller di un sarcasmo feroce.
Reazione a catena, del 1971, diede il via a un altro genere, lo slasher, e ispirò la serie Venerdì 13.
Nel 1972 fu la volta di Lisa e il diavolo, che ebbe molti problemi con la produzione e ha avuto due versioni.
Nello stesso anno Bava girò Gli orrori del castello di Norimberga, omaggio all'horror gotico nel momento in cui l'horror italiano andava in un'altra direzione dopo l'avvento di Dario Argento.
Ma quello che è considerato da taluni il vero capolavoro del regista non è un horror, bensì un
thriller: Cani arrabbiati è il film maledetto di Bava.
Realizzato nel 1974 non arrivò mai nelle sale, bloccato dal fallimento della casa di produzione. Solo nel 1995 è stato recuperato ed è uscito in DVD, con il titolo Semaforo rosso.
Dopo Cani arrabbiati Bava diresse altri due film.
Schock è un horror psicologico risalente al 1977. Fu interpretato da Daria Nicolodi e alcune sequenze furono dirette da Lamberto Bava, che fece così il suo esordio nella regia.
La Venere d'Ille è un film per la televisione co-diretto con il figlio Lamberto.
Nel 1980 Bava curò alcuni effetti speciali riguardanti Inferno, diretto da Dario Argento.
Bava morì il 25 aprile 1980, poco prima di iniziare le riprese di un nuovo film che si doveva intitolare Star Express e doveva segnare il suo ritorno alla fantascienza.

 

martedì 22 luglio 2014

22 LUGLIO 1889: NASCE JAMES WHALE


James Whale, regista britannico, nasce a Dudley (West Midlands) il 22 luglio 1889.
Sesto di sette figli, suo padre era un operaio metallurgico e sua madre un'infermiera. Non volendo seguire i suoi fratelli nel lavoro in miniera, iniziò a lavorare come ciabattino. Mostrando un certo talento come compositore di canzonette, utilizzò i suoi guadagni extra per frequentare le scuole serali della Dudley School of Arts and Crafts.
Nell'ottobre del 1915 con l'avvento della prima guerra mondiale si arruolò nell'esercito dove raggiunse il grado di tenente. Fatto prigioniero di guerra nel 1917, trascorse il suo periodo di prigionia scoprendo il suo talento di organizzatore e direttore di spettacoli teatrali.
Dopo l'armistizio fece ritorno a Birmingham e si imbarcò nell'avventura del teatro professionale. Nel 1928 gli fu offerta l'opportunità di dirigere due rappresentazioni teatrali del dramma Journey's End dell'allora sconosciuto R. C. Sherriff, con protagonista un giovanissimo Laurence Olivier.
Lo spettacolo si rivelò un autentico successo e la rappresentazione si trasferì nel West End dove vennero recitate ben 600 repliche dello spettacolo, e Whale fu invitato a trasferirsi a Broadway dove infine si sarebbe occupato anche della trasposizione cinematografica dell'opera.
Whale è soprattutto noto per le sue pellicole del genere horror (come Frankenstein, La moglie di Frankenstein e L'uomo invisibile). Tramite i suoi grandi classici nacquero stelle del calibro di Gloria Stuart, Colin Clive, Elsa Lanchester, Boris Karloff e Claude Rains, dei quali alcuni avevano già recitato in Inghilterra con Whale ed erano stati appositamente scelti da lui per i loro rispettivi ruoli. Whale diresse anche altri celebri successi cinematografici, come La donna che non si deve amare del 1931, Il castello maledetto  del 1932, La canzone di Magnolia del 1936, e La maschera di ferro del 1939.
Nell'ultimo periodo della sua vita Whale soffriva di problemi alla memoria causati da un ictus che aveva avuto conseguenze debilitanti. Si suicidò annegandosi nella piscina della propria villa il 29 maggio 1957, all'età di 67 anni.

sabato 12 luglio 2014

12 LUGLIO 1880: NASCE TOD BROWNING


Tod Browning, pseudonimo di Charles Albert Browning, Jr., è stato un regista, attore, sceneggiatore, produttore cinematografico statunitense.
Nasce a Louisville, nel Kentucky, il 12 luglio 1880, secondo figlio di Charles a Lydia Browning. Di famiglia
benestante, da ragazzo allestisce spettacoli amatoriali nel cortile sul retro di casa. È affascinato dal circo e dalla vita carnevalesca, all'età di 16 anni scappa di casa per diventare un artista di strada.
Cambiato il suo nome in "Tod", viaggia in lungo e in largo con baracconi, carnevali e circhi, esperienza che influenzerà molto il suo lavoro di cineasta.
Successivamente recita nel vaudeville come attore, illusionista, ballerino, etc.
Mentre sta lavorando a New York come regista di spettacoli teatrali, incontra il celebre regista cinematografico D. W. Griffith. Browning comincia così a lavorare come attore in alcuni brevi film muti, realizzati da Griffith per la Biograph company.
Nel 1913 Griffith lascia la Biograph e si sposta in California. Browning lo segue, continuando a lavorare nei suoi film, stavolta prodotti dai Reliance-Majestic Studios, tra cui il celebre kolossal epico Intolerance (1916), in cui appare brevemente come comparsa. È proprio durante questo periodo che si avvicinò per la prima volta alla regia, realizzando qualche pellicola, sempre per la Reliance-Majestic.
Nel giugno del 1915 si schianta con la sua automobile contro un treno in corsa. Accanto a lui in macchina c'erano gli attori Elmer Booth e George A. Seigmann. Booth rimane ucciso, mentre Seigmann e Browning riportano poche ma gravi lesioni, inclusa una grave frattura alla gamba destra di Browning. Durante la convalescenza Browning passa il tempo scrivendo sceneggiature, e non tornerà a lavorare nel cinema prima del 1917.
Il debutto di Browning con un lungometraggio avviene con Jim Bludso (1917), la storia del capitano di una nave che si sacrifica per salvare i passeggeri da un incendio. Sarà ben accolto.
Nel 1917 Browning si sposta a New York, dove dirigerà due film per i Metro Studios: Peggy, the Will O' the WispThe Jury of Fate. L'anno seguente torna in California, dove dirigerà altri due film per la Metro, The Eyes of Mystery e Revenge.
Nell'estate del 1918 il regista lascia la Metro e si unisce alla Bluebird Productions, una filiale della Universal
Pictures, dove avrebbe conosciuto il brillante produttore Irving Thalberg. Thalberg accoppia Browning con Lon Chaney, Sr. per la prima volta nel film La bestia nera (1919), un melodramma in cui Chaney interpreta un ladro che instrada alla malavita una povera ragazzina.
La morte del padre fa entrare Browning in depressione, che lo spingerà a buttarsi nell'alcool. Viene licenziato dalla Universal e lasciato da sua moglie. Fortunatamente riuscirà a recuperare il rapporto con sua moglie, e si fa assumere dalla Metro Goldwyn Mayer. Il primo film che produce per la MGM, The Day of Faith, è un discreto successo, che lo fa tornare in vetta.
Thalberg, adesso produttore per la MGM, riunisce Browning e Lon Chaney in The Unholy Three (1925), la storia di tre circensi che inventano un piano per derubare gioielli usando dei travestimenti. L'esperienza di Browning col circo traspare nel suo comprensivo ritratto di questi "antieroi". La pellicola ottiene un così grande successo di pubblico e di critica, tanto che ne sarebbe stato fatto un remake nel 1930, come primo (e unico) film sonoro di Lon Chaney.
Browning e Chaney si imbarcano in una serie di fortunate collaborazioni, inclusi The Blackbird e The Road to Mandalay. Lo sconosciuto (The Unknown) (1927) è una toccante storia di amore e di "fenomeni da circo", che può essere considerato un precursore di Freaks. La loro ultima collaborazione sarà Vendetta d'oriente (Where East is East) (1929), di cui oggi rimangono solo alcuni negativi. Il primo film sonoro di Browning è The Thirteenth Chair (1929), con Bela Lugosi, distribuito anche in versione muta.
Dopo la morte di Chaney nel 1930, Browning viene scritturato dalla Universal Pictures per dirigere Dracula (1931), capolavoro del cinema horror. Nonostante Browning avesse voluto uno sconosciuto attore europeo per il ruolo del protagonista, le restrizioni del budget e l'interferenza dello Studio lo costringono a rivolgersi a un attore più noto, l'ungherese Bela Lugosi. Nonostante oggi il film sia ritenuto un "classico", alla sua uscita la Universal non è soddisfatta, anche se al botteghino ottiene buone accoglienze.
Tornato alla MGM, dopo aver diretto un melodramma sulla boxe, L'uomo d'acciaio (The Iron Man) (1931), comincia a lavorare sul suo capolavoro, Freaks (1932). Basato su un soggetto dello stesso sceneggiatore di The Unholy Three, il film comprende il bizzarro triangolo amoroso tra un nano danaroso, un'attraente e avida trapezista e un rude e forzuto circense, una storia di omicidio, e un patto di vendetta tra il nano e i suoi amici "freaks". Il film, una cruda e al contempo toccante allegoria sul tema del "diverso", causa molto scalpore, portando addirittura al taglio di alcune scene, considerate "inquietanti", che riprendono i "freaks", che lo stesso Browning aveva preso da un vero circo. Il film è un flop al botteghino, e danneggerà notevolmente la carriera del suo regista.
Dopo essersi ripreso dagli attacchi e dai problemi causati da Freaks, Browning dirige una serie di scialbi
melodrammi e film orrorifici. Nel 1936 torna al successo dirigendo un film a metà tra l'horror e la fantascienza, La bambola del diavolo (The Devil Doll).
Il suo ultimo film è il giallo Miracles for Sale (1939).
Nel 1942 lascia il cinema e si ritira a Malibù.  Alla fine degli anni cinquanta siammala di cancro alla gola e viene operato. Alla morte del fratello, nel 1959, partecipa al funerale in una stanza privata, non lasciandosi avvicinare nemmeno dai familiari. Verrà trovato morto nel bagno della sua abitazione da alcuni amici il 6 ottobre 1962.


martedì 27 maggio 2014

27 MAGGIO: AUGURI A CHRISTOPHER LEE


Auguri a Sir Christopher Frank Carandini Lee, conosciuto  come Christopher Lee, attore, doppiatore e cantante britannico, nato a Belgravia (Londra), il 27 maggio 1922, da Geoffrey Trollope Lee, un ufficiale dell'esercito britannico, e dall'italiana Estelle Marie Carandini nipote di un politico italiano rifugiatosi in
Australia.
I suoi genitori divorziarono quando egli era molto giovane e la madre lo portò insieme alla sorella Xandra in
Svizzera. Qui la famiglia di Lee ha attraversato un periodo relativamente duro dal punto di vista economico e sono circolate voci che abbia dovuto lavorare in un chiosco di fonduta per guadagnare denaro per la sua famiglia. Dopo essersi iscritto alla Miss Fisher's Academy in Wengen, ha recitato il suo primo ruolo nei panni di un cattivo come Tremotino. La famiglia ritornò a  Londra dove Christopher frequentò la Wagner's private school. Sua madre si risposò con Harcourt 'Ingle' Rose, un banchiere e zio di Ian Fleming. Lee completò la propria istruzione frequentando il Wellington College, dove vinse una borsa di studio. Nel 1939 fu volontario nelle fila finlandesi contro l'Unione Sovietica; durante la Seconda guerra mondiale servì la Royal Air Force e il  servizio di spionaggio inglese.
Nel 1946,  Lee ottenne un contratto di sette anni con la Rank Organization e debuttò nel 1948 nel film Il mistero degli specchi di Terence Young.
Durante il decennio successivo, fece quasi trenta film, impersonando quasi del tutto personaggi d'azione.
La sua prima performance per la casa di produzione Hammer fu nel ruolo della "Creatura" in La maschera di Frankenstein, girato nel 1956 con il suo amico Peter Cushing. Quello condusse al suo primo ruolo di vampiro nel film del 1958 Dracula il vampiro.
Nel 1990 recita ne Il ladro dell'arcobaleno di Alejandro Jodorowsky e ha una parte in Il mistero di Sleepy Hollow di Burton (1999).
Nella saga de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson interpreta il ruolo del malvagio Saruman.
Il 15 marzo 2010 ha pubblicato un concept album symphonic metal dal titolo Charlemagne - By the Sword and the Cross assieme ad un'orchestra. Partecipa nel 2010 alla riregistrazione dell'album Battle Hymns del gruppo epic metal Manowar andando ad interpretare la voce narrante all'epoca rivestita da Orson Welles.
L'attore è tornato nei panni di Saruman nei prequel de La compagnia dell'anello, intitolati Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato (2012), Lo Hobbit - La desolazione di Smaug (2013) e Lo Hobbit - Racconto di un ritorno (2014).


27 MAGGIO 1911: NASCE VINCENT PRICE


Vincent Price, attore statunitense, nasce a St. Louis Missouri), il 27 maggio 1911, da Vincent Leonard
Price e Marguerite Willcox. Suo padre era presidente della National Candy Company. Suo nonno, Vincent Clarence Price, inventò "il lievito del dott. Price", la prima crema di lievito tartaro, e mise al sicuro le fortune della famiglia. Vincent Jr. frequentò dapprima il St. Louis Country Day School, per proseguire poi gli studi in storia dell'arte e in belle arti presso la Yale University. Iniziò a interessarsi al teatro negli anni trenta, apparendo professionalmente in palcoscenico a partire dal 1935.
Debuttò al cinema nel 1938 col film Servizio di lusso. Si impose all'attenzione di pubblico e critica col noir Vertigine (1944), diretto da Otto Preminger.
Negli anni quaranta apparve in numerose pellicole, dal genere drammatico alla commedia, al genere horror, fornendo anche la voce dell'Uomo Invisibile nelle sequenze finali de Il cervello di Frankenstein (1948).
Negli anni cinquanta cominciò a specializzarsi nei ruoli in film al horror, con una parte in La maschera di cera (1953), il primo film in 3D, e nel film L'esperimento del dottor K (1958) e nel suo seguito La vendetta del dottor K (1959), oltre che nel La casa dei fantasmi (1959).
All'inizio degli anni sessanta ottenne una serie di successi in pellicole a basso costo, dirette da Roger Corman e  prodotte dall'American International Pictures (AIP), compresi gli adattamenti di Edgar Allan Poe I vivi e i morti  (1960), Il pozzo e il pendolo (1961), I racconti del terrore (1962), I maghi del terrore (1963), La maschera della morte rossa (1964) e La tomba di Ligeia (1965).
Nel 1971 è il protagonista di L'abominevole dottor Phibes di R. Fuest.
Nel 1982 il regista americano Tim Burton gli dedicò un cortometraggio, intitolato appunto Vincent, realizzato con la tecnica dello stop-motion, dove un bambino immagina di essere appunto Vincent Price, mentre l'attore recita quale voce narrante. La collaborazione con Tim Burton continuerà poi anche nel 1990 con il film Edward mani di forbice, dove interpreterà lo scienziato-padre di Edward (Johnny Depp) che muore prima di potergli completare le mani composte da cesoie.
Oltre che come attore, è stato doppiatore: nel 1983 presta la propria voce nel video di Thriller, celeberrimo motivo di Michael Jackson, durante la sequenza in cui gli zombie escono dalle tombe.
Morì per un tumore del polmone il 25 ottobre 1993 a Los Angeles.

lunedì 12 maggio 2014

12 MAGGIO 1930: NASCE JESÙS FRANCO


Jesús Franco, regista, sceneggiatore, attore, compositore, direttore della fotografia, produttore cinematografico e montatore spagnolo, nasce a Madrid, il 12 maggio 1930, da padre spagnolo - un colonnello seguace del dittatore Francisco Franco - e madre cubana. Jesús è l'ultimo di 12 fratelli, insofferente al regime sin da ragazzo, cerca la libertà nella musica, poiché meno soggetta alla censura.
Diventerà pianista e trombettista jazz, studiando anche composizione musicale. Laureatosi in Giurisprudenza, inizia a dedicarsi al cinema. Per due anni studia presso l'Instituto de Investigaciones y Experiencias Cinematográficas di Madrid. Quindi si reca a Parigi, dove studia tecnica di regia e ha finalmente modo di vedere i film non censurati.
Inizia a lavorare nel cinema nel 1952, come direttore del doppiaggio, compositore e, soprattutto, sceneggiatore e aiuto regista, al seguito di importanti registi spagnoli quali Juan Antonio Bardem, Joaquín Luis Romero Marchent, León Klimovsky, Pedro Lazaga. Nello stesso periodo gira i suoi primi cortometraggi.
Nel 1959 gira il suo primo lungometraggio: Tenemos 18 años. Si occuperà di svariati generi, dal musical al noir, dal western  alla commedia, dal film di spionaggio all'horror. È quest'ultimo genere a decretare la sua fortuna con Gritos en la noche, il cui protagonista, Howard Vernon, sarà di qui in avanti l'attore-feticcio di Franco.  Tutti i suoi film del periodo contengono numeri musicali, anche estesi, che testimoniano da una parte la radice musicale dell'ispirazione del regista, dall'altra la sua passione cinefila per il muto.
Nel 1965 inizia a girare La isla del tesoro, con Orson Welles nei panni del protagonista, ma le riprese sono interrotte dopo pochi giorni di lavorazione.
L'incontro con Welles libera il cinema di Franco da ogni residuo di convenzionalità. L'horror onirico Necronomicon è il suo primo film erotico, per gran parte improvvisato sul set. Nel 1968 il lavoro di Franco viene prodotto dal britannico Harry Alan Towers: i budget aumentano considerevolmente ed egli può lavorare con attori del calibro di Klaus Kinski, Herbert Lom, Mercedes McCambridge e Christopher Lee, ma la produzione impone tempi rapidissimi. I film, destinati al mercato internazionale, sono inoltre rimontati dai distributori, in modo spesso maldestro. Gli stessi distributori impongono i loro attori, a volte contro la volontà di Franco, come nel caso di Romina Power, la protagonista di Justine and Juliet. In quest'ultimo film e in Philosophy in the Boudoir il regista si cimenta per la prima volta con le opere di uno dei suoi scrittori preferiti: il Marchese de Sade.
Franco lascia la scuderia di Harry Alan Towers e prende la via del cinema indipendente a basso, a volte bassissimo costo. In quest'avventura lo segue Soledad Miranda, una giovane attrice spagnola di autentico talento, destinata a morire tragicamente il 18 agosto 1970 e protagonista del suo film più famoso - Vampyros Lesbos - per altro non particolarmente amato dal regista. I soggetti di molti dei quasi 50 film girati in questo periodo sono esplicitamente erotici, anche grazie al talento dell'attrice Lina Romay, l'inseparabile compagna del regista, prima sul set poi nella vita. Un erotismo tuttavia arricchito da una caratteristica vena esoterica o horror, nella quale abbondano le storie di vampirismo.
Spesso i produttori francesi e italiani aggiungono scene hard, per distribuire i film nei circuiti a luci rosse. Per contro, gli stessi film in Spagna sono pesantemente censurati, cosicché raramente siamo in grado di vederli come li ha montati l'autore.
Il regista abbandona in seguito la Francia. Inizia la collaborazione con il produttore svizzero Erwin C. Dietrich, lavorando su sceneggiature complete, con l'ausilio di una équipe tecnica professionale e con budget talora ragguardevoli, come nel caso di Jack the Ripper, il film che consente al regista di tornare a lavorare con Klaus Kinski. Si tratta però pur sempre di film di serie B, a sfondo erotico, che sfruttano filoni fortunati in area germanica, in particolare quello noto come Women in Prison.
Abbandonata anche la Svizzera, Franco si adatta a girare film commerciali: in Francia alcuni porno e in Germania alcune pellicole trash.
Contemporaneamente, il cinema di Franco trova finalmente spazio nella Spagna democratica, dopo la morte di Francisco Franco.
Franco è finalmente libero di fare il suo cinema, anche se con budget irrisori.
La sua libertà creativa viene però stroncata dalla Legge Miró, che penalizza il cinema indipendente spagnolo, stabilendo che tutte le pellicole classificate S, ossia di contenuto erotico ma senza scene hard, possono essere proiettate solo nei cinema a luci rosse, il cui pubblico ovviamente esige la presenza di scene porno. In questa situazione Franco, insieme a Lina Romay, si trova quasi costretto a girare una decina di pellicole hard (quasi tutte tra il 1985 e il 1987).
Abbandonata nuovamente la Spagna per Parigi, Franco tenta la strada dell'integrazione nel sistema, girando cinque film nei quali è spesso difficile riconoscere la sua mano. Le produzioni sono abbastanza ricche e i cast includono attori famosi, come Helmut Berger, Stéphane Audran, Christopher Lee, Fernando Rey, oltre ad alcune starlettes del cinema erotico.
Egli coglie al volo l'offerta di Oja Kodar, ultima moglie di Orson Welles, che gli propone di completare il Don Quijote: la pellicola alla quale Welles aveva lavorato per oltre 20 anni, lasciando una quantità enorme di materiale, per la verità solo in parte messo a disposizione di Franco. Il film è presentato nel 1992 al Festival di Cannes, accolto negativamente dalla critica.
Alcuni nuovi progetti non vanno in porto. The Golden Beetle non viene distribuito per espressa volontà del regista, non soddisfatto del risultato.
A partire dal 1995 avviene la riscoperta del suo cinema e alcuni fans americani, tra cui Kevin Collins, decidono di finanziare i suoi nuovi film, girati in video digitale, ma budget sono talmente modesti che, con poche eccezioni, Franco lavora con attori dilettanti. Su queste premesse, il regista ultrasessantenne si inventa un cinema a suo modo sperimentale: tra le opere realizzate troviamo Helter Skelter, opera ricca di scene frammentate e deliranti.
Il 1º febbraio 2009 ha ricevuto il Premio Goya alla carriera.
Ha trascorso quest'ultimo periodo della sua vita e della sua carriera prima a Torremolinos, poi a Malaga insieme alla compagna e musa Lina Romay (morta nel 2012). Muore il 2 aprile 2013 a Malaga, in seguito a un ictus, subito dopo l'uscita a Madrid e Barcellona del suo ultimo film, Al Pereira vs. The Alligator Ladies. Un altro film, girato nello stesso periodo e con lo stesso produttore (Ferran Herranz), deve ancora uscire.


venerdì 9 maggio 2014

9 MAGGIO: AUGURI A JUAN ANTONIO BAYONA


Auguri a Juan Antonio Bayona, regista spagnolo, nato a Barcellona, il 9 maggio 1975.
Cresciuto con la passione per il cinema, diviene un giornalista del settore per poi studiare regia presso la Scuola di Cinema e Audiovisivi della Catalogna. Nel 1993, al Sitges - Festival internazionale del cinema della Catalogna, conosce il regista Guillermo Del Toro. che gli promette di aiutarlo, finanziando il suo debutto cinematografico nel caso non fosse stato in grado di farlo lui stesso.
Dopo essersi laureato, Bayona inizia a lavorare nel campo dei videoclip e degli spot pubblicitari, successivamente realizza una serie di cortometraggi; Mis vacaciones (1999) e El Hombre Esponja (2002).
Nel 2004 gli viene offerto lo script di The Orphanage, dopo aver accettato di dirigerlo chiede aiuto a Guillermo Del Toro, che accetta di co-produrre la pellicola. The Orphanage viene presentato al Festival di
Cannes 2007, dove ottiene dieci minuti di applausi. Il film, oltre ad essere stato apprezzato dalla critica, è stato un successo commerciale in Spagna e in Europa, superando, a livello di incassi, Il labirinto del fauno di Del Toro. Per il suo lavoro, Bayona si è guadagnato il Premio Goya per il miglior regista esordiente.
Nel 2012 è uscito nelle sale cinematografiche il suo secondo lungometraggio, The Impossible, girato interamente in inglese, sulla tragedia dello tsunami dell'Oceano Indiano del 2004.

 

lunedì 7 aprile 2014

7 APRILE: AUGURI A FRANCIS FORD COPPOLA


Auguri a Francis Ford Coppola, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, nato a Detroit, il 7 aprile 1939.
Trascorre l'infanzia a New York con il padre, compositore e musicista Carmine Coppola, primo flauto dell'Orchestra Sinfonica della NBC, e la madre, l'attrice Italia Pennino.
Fanciullo, il giovanissimo Coppola si ammala di poliomielite e pare che sia proprio durante la malattia che, passando il tempo animando marionette, si appassiona al teatro e al cinema.
Consegue il diploma di Drammaturgia alla Hofstra University e in seguito si specializza in cinematografia alla University of California a Los Angeles (UCLA). Dopo la scuola di cinema dell'UCLA entra nell'equipe di Roger Corman, regista e punto di riferimento per un'intera generazione di autori, per il quale, tra il 1961 ed il 1963, lavora come direttore dei dialoghi, assistente fonico, produttore e sceneggiatore.
In questi anni gira i suoi primi lavori: del 1961 è "Questa notte di sicuro", un cortometraggio pornografico; nel 1963 esordisce con "Terrore alla tredicesima ora", gotico e inquietante scenario ambientato in un castello irlandese.
Nel 1966 investe i soldi guadagnati nella sceneggiatura di "Patton, generale d'acciaio": il film vince un Oscar. Il suo secondo film importante è "Buttati Bernardo", lavoro per cui ottiene la laurea all'UCLA.
A San Francisco nel 1969 fonda insieme a George Lucas la casa di produzione "American Zoetrope". E' il 1971 l'anno in cui Francis Ford Coppola dirige "Il padrino", tratto dall'omonimo romanzo di Mario Puzo. Il film riceve unanimemente consensi da pubblico e critica e si aggiudica ben quattro premi Oscar, fra i quali quello per il Miglior film e quello, a Marlon Brando, come miglior attore.
Dopo "La conversazione", film che nel 1974 conquista la Palma d'Oro a Cannes, nello stesso anno Francis Ford Coppola gira "Il Padrino - Parte II", che replicherà il successo del primo capitolo vincendo ben sei premi Oscar, tra cui Miglior film, Miglior regia e Miglior sceneggiatura.
In questo periodo scrive anche una sceneggiatura per il remake del 1974 di "Il grande Gatsby" (con Robert Redford) e produsse il film di George Lucas "American Graffiti".
Negli anni successivi il regista si concede una pausa durante la quale si dedica soprattutto all'attività di produttore. Dà inizio al suo progetto di girare un film ispirato a "Cuore di tenebra", di Joseph Conrad, ambientandolo durante la guerra del Vietnam. Il film uscirà nel 1979 e sarà un nuovo capolavoro: "Apocalypse Now". Sebbene il film riceva due Oscar e la Palma d'oro al Festival di Cannes, gli ingenti costi di produzione portano la casa di produzione "American Zoetrope" vicino alla bancarotta.
Dopo "Un sogno lungo un giorno" (1982), che porta vicino al fallimento la sua casa di produzione, Coppola dirige "I ragazzi della 56a strada" (1983) e "Rusty il selvaggio" (1983). .
Nel 1984 Coppola dirige il musical "Cotton Club", che non raccoglie successi ai botteghini; poi è la volta di "Peggy Sue si è sposata" e "Giardini di pietra". Sul set di quest'ultimo film il figlio Joe perde la vita in un tragico incidente nautico.
Dopo l'insuccesso di "Tucker - Un uomo e il suo sogno", Francis Ford Coppola accetta di girare l'ultimo capitolo della saga del Padrino, ma nonostante una nomination all'Oscar, "Il padrino - Parte III" (1990) non si rivela all'altezza dei film precedenti.
Il regista riceve un premio Onorario alla Mostra di Berlino nel 1991 e un Leone d'oro alla carriera nel 1992, a Venezia. Sempre nel 1992 torna a riconquistare il pubblico con un nuovo grande successo: "Dracula di Bram Stoker". Poi dirige "L'uomo della pioggia", tratto dal romanzo di John Grisham.
La figlia Sofia Coppola ha seguito le orme del padre diventando anche lei regista internazionale ("Il giardino delle vergini suicide", 1999, "Lost in Translation", 2002).
Nel 2001 ha messo mano nuovamente a "Apocalypse Now" per trarne una nuova versione, "Apocalypse Now Redux", nel quale sono state inserite scene tagliate all'epoca ed un finale diverso. L'operazione ha un buon successo di critica e pubblico. Successivamente ha diretto "Un'altra giovinezza", film che in parte ha deluso le aspettative del pubblico, seguito da "Segreti di famiglia" del 2009 e da "Twixt", un horror dalle atmosfere gotiche che omaggia Edgar Allan Poe. Nel novembre 2010 è stato insignito del Premio alla memoria Irving G. Thalberg, il suo sesto Premio Oscar, in riconoscimento della sua carriera come regista, sceneggiatore e produttore.

sabato 5 aprile 2014

5 APRILE: AUGURI A ROGER CORMAN


Auguri a Roger William Corman, produttore cinematografico e regista statunitense, nato a Detroit, il 5 aprile 1926. Attivo soprattutto nel campo dei film horror film a basso costo; divenne celebre la sua serie di film tratta dai racconti di Edgar Allan Poe con Vincent Price nei ruoli da protagonista. Nonostante il budget molto ridotto, le sue pellicole hanno quasi sempre incassato moltissimo al botteghino, e Corman è diventato una figura di culto fra i cinefili di tutto il mondo.
Dopo aver studiato ingegneria, Corman decise di entrare nel mondo del cinema come produttore nel 1953 ed esordì come regista nel 1955 .Corman cominciò a dirigere  produzioni come Le donne della palude e Cinque colpi di pistola (1955). Nel 1958, fu produttore esecutivo di The Cry Baby Killer, prima apparizione da attore protagonista di un giovanissimo Jack Nicholson e nello stesso anno, da regista, lanciò Charles Bronson (anch'egli al primo ruolo da protagonista) con La legge del mitra. Nel suo primo periodo, arrivò anche a produrre nove film in un anno. Il suo miglior film del periodo probabilmente è stato La piccola bottega degli orrori (1960), che fu girato in due giorni e una notte. I più grandi successi di Corman come regista furono comunque i film della serie di Edgar Allan Poe dal 1960. Basati sulle opere di Poe, inizialmente prodotti con la American International Pictures e in collaborazione con lo scrittore e sceneggiatore Richard Matheson, questa serie include I vivi e i morti (1960), Il pozzo e il pendolo (1961), Sepolto vivo (1962), I racconti del terrore (1962), I maghi del terrore (1963), La città dei mostri (1963), La maschera della
morte rossa (1964) e La tomba di Ligeia (1964). Tutti tranne Sepolto vivo avevano come protagonista Vincent Price.
Personalità eclettica e instancabile, Corman è regista, sceneggiatore, produttore e distributore. Ha avuto anche il merito di scoprire autori della New Hollywood come Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, Peter Bogdanovich e inoltre Jonathan Demme, James Cameron, Joe Dante e molti altri. Occasionalmente si è prestato come attore in ruoli di secondo piano. Nel 1970, fondò la New World Pictures, una società indipendente di produzione e distribuzione che produsse film diventati poi cult come Rivelazioni di un'evasa da un carcere femminile (1971), Anno 2000: La corsa della morte (1975), Rock 'n Roll' High School (1979), Il pianeta del terrore (1981), Grano rosso sangue (1983), e il film di Joe Dante Piranha (1978). Come distribuzione, la New World Pictures rese accessibili molti film stranieri al pubblico di massa statunitense, tra cui le opere di Ingmar Bergman, François Truffaut, Federico Fellini e Akira Kurosawa. Corman alla fine cedette la società a un gruppo di investitori nel 1983 e in seguito formò la Concorde-New Horizons (CNH), una società di produzione e distribuzione.
Il penultimo film di Corman come regista fu il film del 1971 Il barone rosso; poi tornò alla regia ancora una volta con Frankenstein oltre le frontiere del tempo del 1990.
Nel 2009, Corman ha prodotto e diretto, insieme con il regista Joe Dante, la webserie Splatter per Netflix.

giovedì 3 aprile 2014

3 APRILE: AUGURI A LAMBERTO BAVA


Auguri a Lamberto Bava, regista, sceneggiatore e attore italiano, nato a Roma, il 3 aprile 1944.
Da generazioni la sua famiglia viveva nell'ambiente del cinema e in special modo nella regia: il nonno, Eugenio Bava (1886 - 1966), è stato operatore e direttore della fotografia mentre il padre, Mario Bava (1914- 1980) era un regista.
Gli inizi di Lamberto furono nell'assistere il padre nel 1965. Schock, del 1977 è stato il primo film nel quale il padre gli permise di dirigere qualche scena.
Il lavoro congiunto continuò nel 1978 con La Venere d'Ille, un film per la televisione facente parte della serie giochi del diavolo. Nel 1979 la svolta che permise al figlio di lavorare da solo, nel film Macabro, la cui
programmazione nelle sale italiane anticipò di due mesi la morte del padre. Il 1980 fu l'inizio della collaborazione nei film di Dario Argento, tra i più importanti di questa collaborazione abbiamo sicuramente Dèmoni e Dèmoni 2 -L'incubo ritorna. Farà da assistente regista, allo stesso Dario Argento, nel film Tenebre.
Dal 1987 si dedica all'horror televisivo dirigendo due miniserie TV. La prima datata 1988, dal titolo Brivido Giallo, comprendeva i seguenti titoli: A cena col vampiro, Una notte al cimitero, Per sempre e La casa dell'orco. A questa fece seguito una seconda, chiamata Alta Tensione, composta da altre quattro produzioni: Il maestro del terrore, Il gioko, L'uomo che non voleva morire (tratto da un racconto di Giorgio Scerbanenco) e Testimone oculare, quest'ultimo conosciuto anche come Protezione a vista. Del 1989 è invece il remake La maschera del demonio, un omaggio all'omonimo film di Mario Bava, realizzato per una coproduzione televisiva internazionale anche se poi viene invece distribuito nei cinema. In seguito curò la rubrica "I nocturniani" del mensile Nocturno Cinema. Dirige inoltre la celebre serie fantasy Fantaghirò, composta da cinque film televisivi più un film di montaggio che riunisce i primi tre capitoli della storia: La meravigliosa storia di Fantaghirò del 1995.
Nel 2010 ritorna in TV con Mediaset dirigendo 6 film che fanno parte del ciclo Sei passi nel giallo. Il
primo episodio intitolato Vite in ostaggio viene presentato nel luglio 2010 al Romafictionfest.


martedì 1 aprile 2014

1° APRILE: AUGURI A TOMAS ALFREDSON


Auguri a Tomas Alfredson, regista svedese, nato a Lidingö (contea di Stoccolma), il 1º aprile 1965, figlio del comico, scrittore e regista Hasse Alfredson. Cresciuto principalmente con la madre è però grazie al mestiere del padre che inizia ad appassionarsi al cinema, da bambino prende parte con piccoli ruoli ad alcune produzioni dirette dal padre.
La sua carriera inizia presso la Svensk Filmindustri, dove lavora come assistente, in seguito lavora per il canale televisivo svedese TV4. Nel corso degli anni dirige varie produzioni televisive, cortometraggi e
show per bambini, nel 2003 debutta con il suo primo lungometraggio Office Hours (Kontorstid).
Alfredson è membro del gruppo teatrale Killinggänget, con il quale ha scritto il soggetto e la sceneggiatura del suo secondo lungometraggio Four Shades of Brown . Il film ha fatto il giro di molti festival
cinematografici europei ed è stato candidato a quattro Guldbagge Awards, tra cui per la miglior regia di Alfredson.
Nel 2008 conosce il successo internazionale grazie al film Lasciami entrare, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di John Ajvide Lindqvist.
Il successo internazionale continua nel 2011 con il film La talpa, vincitore di numerosi premi in tutto il mondo, presentato in concorso alla 68ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il film viene nominato ad 11 premi BAFTA - tra cui le nomination nelle categorie di miglior film e miglior regia -
vincendone due: uno di questi è il miglior film britannico. Il film è stato inoltre candidato a tre premi Oscar
nell'edizione 2012.


 

martedì 11 marzo 2014

11 MARZO: AUGURI A CHRISTOPHE GANS


Auguri a Christophe Gans, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico francese, nato ad Antibes, l'11 marzo 1960.
Studia presso la scuola di cinematografia Idhec ed in seguito scrive e dirige il suo primo cortometraggio Silver Slime, titolo in omaggio a due registi che lo ispirano: Dario Argento ("Silver") e Mario Bava
("Slime").
Dopo aver lavorato a lungo come critico cinematografico, interessato in particolare al cinema di genere, ricoprendo il ruolo di capo redattore della rivista specializzata Starfix, nel 1993, dirige uno degli episodi del
film horror Necronomicon. Due anni dopo dirige il suo primo lungometraggio, Crying Freeman, tratto dall'omonimo manga.
In seguito ha diretto il film d'avventura d'ambientazione storica Il patto dei lupi (2001) e Silent Hill (2006), adattamento dell'omonimo videogioco.
Attualmente è impegnato ad adattare un altro videogioco, Onimusha ed è uscito un suo adattamento cinematografico della fiaba "La Bella e la Bestia".


mercoledì 26 febbraio 2014

26 FEBBRAIO: AUGURI A JAMES WAN


Auguri a James Wan, regista malese naturalizzato australiano, nato a Kuching, il 26 febbraio 1977.
Nato in Malesia da etnia cinese, Wan è cresciuto a Perth, in Australia, e poi a Melbourne, dove ha frequentato il Royal Melbourne Institute of Technology.
Il suo nome è legato alla saga di film horror Saw, del quale ha diretto un primo cortometraggio nel 2004 come prova, per poi dirigere nello stesso anno il primo capitolo della saga, Saw - L'enigmista. A Melbourne stringe amicizia con Leigh Whannell, che sarà interprete e sceneggiatore di alcuni film della saga, dei quali Wan sarà produttore esecutivo. Per il successo dei film, ha collezionato alcuni premi da parte di specifici festival cinematografici.
Nel 2007 dirige Dead Silence, continuando la sua collaborazione con Leigh Whannell alla sceneggiatura.
La collaborazione continua con Insidious nel 2010 e nel sequel del 2013, sempre nel 2013 gira  l'horror soprannaturale L'evocazione - The Conjuring,  un ottimo riscontro sia di critica che di pubblico.



martedì 25 febbraio 2014

25 FEBBRAIO: AUGURI A NEIL JORDAN


Auguri a Neil Jordan, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico irlandese, nato a Sligo, il 25 febbraio 1950.
Figlio di un professore universitario, dopo aver frequentato la St. Paul's School di Clontarf a Dublino diventa scrittore con notevoli successi in Irlanda. Si avvicina al mestiere di sceneggiatore firmando i film tv Miracles & Miss Langan del 1979 e Traveller del 1981. Debutta alla regia con Angel nel 1982, che avrà come protagonista uno dei suoi migliori amici: Stephen Rea. Nel 1984 dirige In compagnia dei lupi, tratto dal racconto di Angela Carter, una reinterpretazione in chiave onirica e orrorifica della fiaba di Cappuccetto Rosso. Grande amico di Bono Vox e della produttrice Ali Hewson, nel 1992 diventa membro della giuria al Festival di Venezia; si candida al premio Oscar al miglior regista e vince il premio Oscar alla migliore sceneggiatura originale nel 1993 per La moglie del soldato.
Riceve inoltre il premio Alexander Korda Award per il miglior film inglese sempre per lo stesso film. Nel 1994, dirige Tom Cruise, Brad Pitt e una ancora piccola Kirsten Dunst in Intervista col vampiro, tratto dal romanzo di Anne Rice; il film sarà uno dei più grandi successi del genere con un incasso di oltre 230 milioni di dollari . Nel 1996 ritorna al trionfo con il film biografico Michael Collins che gli fa vincere il Leone d'Oro al Festival di Venezia. L'anno successivo (1997) si ripete con il successo di The Butcher Boy con il quale vince l'Orso d'Argento per il miglior regista al Festival di Berlino..
Nel 2005 dirige Breakfast on Pluto, tratto dall'omonimo romanzo di Patrick Mccabe. Nel suo ultimo film, Byzantium (2012), torna a trattare il tema dei vampiri.


lunedì 24 febbraio 2014

24 FEBBRAIO 1909: NASCE RICCARDO FREDA


Riccardo Freda, regista e sceneggiatore italiano,  nasce ad Alessandria d'Egitto, il 24 febbraio 1909, da famiglia napoletana.
Dopo aver terminato gli studi a Milano nel 1937 inizia la carriera di sceneggiatore per registi come Gennaro Righelli, Goffredo Alessandrini e Raffaello Matarazzo.
L'esordio come regista è del 1942 con l'avventuroso Don Cesare di Bazan. Negli anni successivi, mentre si andava affermando la scuola neorealista, Freda proseguì nel filone storico-avventuroso, ispirandosi spesso a classici letterari. Fra i suoi film più famosi di questo periodo: Aquila nera (1946) da un racconto di Puskin, I miserabili (1948) dal romanzo di Hugo, con protagonista Gino Cervi, Beatrice Cenci (1956) dal romanzo di Guerrazzi.
A differenza di altri registi di questo periodo come Antonio Margheriti e Mario Bava Freda ebbe la possibilità di lavorare in film con budget piuttosto elevati, ottenendo quindi risultati tecnici piuttosto egregi. Il negativo del suo Spartaco fu comperato dai produttori del più famoso film realizzato da Stanley Kubrick in quanto qualitativamente molto valido.
Nella sua vasta filmografia, spiccano anche film horror come I vampiri (1956), Caltiki, il mostro immortale (1959), L'orribile segreto del dr. Hichcock (1962) e Lo spettro (1963) - film di spionaggio e numerosi peplum.
Il suo ultimo film è stato Murder Obsession (1981).  Muore a Roma, il 20 dicembre 1999.


domenica 23 febbraio 2014

23 FEBBRAIO 1904: NASCE TERENCE FISHER


Terence Fisher, regista britannico noto per aver lavorato per la Hammer, nasce il 23 febbraio 1904 a Londra.
Perde il padre giovanissimo e verrà accudito dai nonni e dalla madre. Cresce in una famiglia all'antica, con un educazione di stampo classico e religioso. Appena terminati gli studi, a 16 anni, si imbarca (per richiesta della madre) sul “Conway”, una nave militare, dove naviga per circa cinque anni raggiungendo il grado di secondo ufficiale. Capisce presto che la vita militare non fa per lui, perciò ed a 23 anni decide di cambiare vita lasciando il servizio e cercando i lavori più disparati. È  in questo periodo che comincia ad interessarsi al mondo del cinema, che tanto lo affascinava da ragazzino. Inizia a frequentare gli Studios: per conoscere l’ambiente e farsi notare accetta qualsiasi mansione, arrivando ad essere una sorta di factotum, fino al 1934. Sono anni fortemente formativi, dove il giovane Terence impara velocemente la tecnica del montaggio. Dopo cinque anni di gavetta, finalmente, riesce a lavorare professionalmente come montatore, cominciando già a farsi apprezzare per le sue doti. Quando la Rank Organization decide di rinnovare il proprio organico assumendo nuovi registi, Fisher coglie subito l'occasione facendosi avanti.
Il suo primo incarica sarà una commedia fantastica, Colonel Bogey (1948), in seguito gli vengono commissionati altri due mediometraggi, To the Public Danger e A Song for Tomorrow, sempre dello stesso anno.
Gli viene offerto il primo lungometraggio veramente importante, Portrait From Life, sempre nel 1948. Negli anni successivi si dibatte tra sceneggiature di qualità altalenante, riuscendo solo in parte a mettere in mostra le proprie abilità. Siamo nel 1951: sarà questo l’anno che cambierà drasticamente la vita e la carriera di Fisher e, probabilmente, la storia del cinema horror. È l’anno dell’incontro con il produttore William Hinds, che gli offre un contratto di quattro film per una piccola casa di produzione inglese in fase di ricostruzione: la Hammer Films. Dopo A Stolen Face(1952), seguiranno altri due lavori finalmente di carattere fantastico: Four Sided Triangle e Spaceways, entrambi del 1953.
Dopo tre anni di assenza dalla Hammer viene richiamato da Hinds per girare The Curse of Frankenstein (La maschera di Frankenstein, 1957), rifacimento del Frankenstein di James Whale. Si tratta del primo Frankenstein a colori, e si differenzia abbastanza radicalmente dal suo predecessore soprattutto per una visione incentrata molto più sulla figura dello scienziato, piuttosto che sul mostro. Un successo mondiale, incassi record, e la definitiva consacrazione.
Seguono a ruota una serie di straordinari successi sia al botteghino che per la critica, tutti in collaborazione con la storica casa di produzione inglese che gli mette a disposizione uno staff di assistenti ridotto ma efficientissimo. Dracula (1958) rappresenta uno dei più grandi omaggi alla figura del vampiro, definendo veri e propri canoni (mantello nero, canini appuntiti) che rimarranno per sempre nell'immaginario di tutti. Christopher Lee diventerà l'incarnazione perfetta del mostro di Dracula, fascinoso e aggressivo al tempo stesso. Nel 1958 vede la luce il sequel di The Curse of Frankenstein: The revenge of Frankenstein (La vendetta di Frankenstein), segue Hound of the Baskervilles (La furia dei Baskerville, 1959), tratto dal romanzo di Arthur Conan Doyle. Il 1959 è l’anno di The Mummy (La mummia) e The Man Who Could Cheat Death (L’uomo che ingannò la morte).
L’anno successivo gira The Stranglers of Bombay (1960), un'opera drammatica e The Two Faces of Dr. Jekyll (Il mostro di Londra).  Seguiranno Curse of the Werewolf (L’implacabile condanna, 1961), e The Phantom of the Opera (Il fantasma dell’opera, 1962), mentre ritorna la collaborazione con Cushing e Lee in The Gorgon (Lo sguardo che uccide, 1964).
Dracula: Prince of Darkness (1966) sarà l’ultimo Dracula di Fisher, interpretato da Christoper Lee, mentre saranno ancora tre i film tratti dal romanzo di Mary Shelley: Frankenstein Created Woman (La maledizione di Frankenstein, 1967), Frankenstein Must Be Destroyed (Distruggete Frankenstein, 1969), Frankenstein and the Monster from Hell (La creatura di Frankenstein, 1974), inframezzati dall'inedito in Italia The Devil Rides Out (1968), sceneggiato da Richard Matheson. La Hammer si avvia al tramonto e Fisher smetterà definitivamente di dirigere a 70 anni.
Muore di cancro il 18 giugno 1980.