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domenica 11 gennaio 2015

Le vere gothic ladies: Anne Rice

Anne Rice, con le sue Cronache dei Vampiri, ha rivisitato il genere gotico spostando il punto di vista sul villain, il mostro, il diverso e l'alienato.
Il suo stile decadente e raffinato, unisce le tematiche horror con riflessioni filosofiche.
Dopo anni di ateismo e ritornata alla fede cattolica scrivendo libri sulla vita di Gesù, sconfessando il proprio passato gotico, ma nel 2010, con un post su Facebook, ha annunciato una presa di distanza dalla Chiesa cattolica, pur rimanendo credente, affermando:

« È semplicemente impossibile per me di "appartenere" a questo rissoso, ostile, polemico, e meritatamente famigerato gruppo. Per dieci anni ho provato. Ho fallito. Sono un'esterna. La mia coscienza non mi consentiva nient'altro. (…) Sono fuori. Nel nome di Cristo, mi rifiuto di essere anti-gay. Mi rifiuto di essere anti-femminista. Mi rifiuto di essere contro il controllo delle nascite. Mi rifiuto di essere anti-democratica. Mi rifiuto di essere contro l'umanesimo laico. Mi rifiuto di essere contro la scienza. Mi rifiuto di essere contro la vita. (...) La mia conversione da atea pessimista, persa in un mondo che non capivo, a ottimista credente in un universo creato e sostenuto da un Dio amorevole è fondamentale per me. Ma seguire Cristo non significa seguire i suoi seguaci. Cristo è infinitamente più importante della cristianità e lo sarà sempre, non importa ciò che il cristianesimo è, è stato, o può diventare. »

Recentemente è tornata a scrivere horror, infatti nel 2012 e nel 2013 ha pubblicato 2 libri della serie Le Cronache del Dono del Lupo, The Wolf Gift e The Wolves of Midwinter, sui lupi mannari.
Nel 2014 torna alle Cronache dei Vampiri con Prince Lestat, incentrato sul protagonista più celebre della serie.
Dal primo libro delle Cronache dei Vampiri, Intervista col vampiro, è stato tratto il celebre film di Neil Jordan.
Ha venduto 100 milioni di copie divenendo una delle autrici horror di maggior successo della storia moderna.




Anne Rice nasce a New Orleans, il 4 ottobre 1941, da una famiglia cattolica.
Ha passato la maggior parte della sua giovinezza a New Orleans (Louisiana), città in cui sono ambientati molti suoi romanzi.
Cominciò a mettere in discussione la propria fede cattolica nel periodo dell'adolescenza. Dopo la morte della madre Katherine per alcolismo, avvenuta quando Anne aveva 15 anni, la famiglia si trasferì a Richardson, nel Texas, una periferia di Dallas.
Nel 1961 sposa il poeta Stan Rice (prematuramente morto di cancro nel 2002) ed è a lui che si deve l'ispirazione per la creazione del suo personaggio più celebre, il vampiro Lestat de Lioncourt. Nel 1966 ha una figlia, Michelle, che morirà di leucemia solo 5 anni dopo. Nel 1978 nasce il loro secondo figlio, Christopher Travis Rice, conosciuto come scrittore per romanzi come A Density of Souls e The Snow Garden.
Con lo pseudonimo di Anne Rampling ha scritto Exit to Eden e Belinda; come A. N. Roquelaure ha pubblicato The Beauty Series (una serie di romanzi erotici).
Oltre alle Cronache dei vampiri ha pubblicato anche La saga delle streghe Mayfair e quella di The Life of Christ.
L'ultimo suo libro è Il Principe Lestat (2014).




sabato 8 novembre 2014

8 novembre 1847: nasce Bram Stoker


Bram Stoker, scrittore irlandese, divenuto celebre come autore di Dracula, nasce a Clontarf (vicino Dublino), l'8 novembre 1847.
Fino all'età di otto anni fu incapace di alzarsi in piedi a causa del cagionevole stato di salute, la malattia e la mancanza di forze segnarono in maniera indelebile la sua attività letteraria.
Il sonno senza fine e la resurrezione dei morti, due temi centrali del suo Dracula, furono di grande importanza per Stoker, costretto a trascorrere la maggiore parte della sua infanzia in un letto.
La sua guarigione apparve miracolosa ai medici che lo avevano in cura. Da quel momento Stoker condusse una vita normale, riuscendo addirittura ad eccellere nelle specialità sportive durante gli anni trascorsi all'università di Dublino.
Stoker studiò storia, letteratura, matematica e fisica al Trinity College di Dublino, dove conseguì, a pieni voti, la laurea in matematica. Lavorò come domestico ma presto accettò un incarico a titolo gratuito come giornalista e critico teatrale per il The Evening Mail. Negli stessi anni seguì per un breve periodo le orme paterne, col quale condivideva anche il nome di battesimo, lavorando nell'amministrazione pubblica.
A 29 anni strinse un'amicizia destinata a durare una vita con l'attore Henry Irving, del quale sarebbe in seguito divenuto anche segretario e confidente. Stoker sposò Florence Balcombe nel 1878 e si trasferì a Londra dove diresse il Lyceum Theatre di Irving. La collaborazione con Irving fu molto importante per lo scrittore: grazie a lui conobbe sia James Abbott McNeill Whistler, sia Arthur Conan Doyle e poté viaggiare per il mondo.
Stoker arricchiva i suoi guadagni scrivendo un gran numero di romanzi e racconti sensazionali, tra cui la storia di vampiri intitolata Dracula pubblicata nel 1897. L'ispirazione gli era stata fornita dall'incontro avvenuto nel 1890 con il professore ungherese Arminius Vambéry, il quale gli aveva raccontato la leggenda del principe rumeno Vlad Ţepeş Dracul, meglio conosciuto come Dracula. Questo personaggio venne trasfigurato da Stoker nel Conte Dracula, il protagonista del suo racconto. Stoker impiegò sette anni per scrivere il libro studiando la cultura e la religione dei Balcani e documentandosi sulla figura storica di Vlad Tepes. Le versioni prima di giungere alla stesura definitiva dovettero susseguirsi rapidamente e i primi manoscritti circolarono tra la cerchia dei suoi amici tra il 1890 e il 1893 per trarne giudizio e consiglio. Dracula ha ispirato una lunga serie di film e di opere teatrali.
Bram Stoker morì il 20 aprile 1912 a Londra dove fu sepolto.



venerdì 10 ottobre 2014

10 ottobre 1924: nasce Edward D. Wood Jr.


Edward D. Wood Jr., conosciuto come "il peggior regista della storia", nasce il 10 ottobre 1924 a Poughkeepsie (New York). Comincia fin da ragazzino a girare corti con i suoi amici, ma è costretto a interrompere la sua passione per via del suo arruolamento in Marina, seguito all'attacco giapponese di Pearl Harbour. Eppure, benché "lingerie dipendente", Ed Wood si guadagna molte medaglie al valore (sempre indossando la sua leggendaria biancheria di pizzo rosa sotto l'uniforme).
Tornato allo stato civile cerca di fare il regista. Nel 1946 si trasferisce a Hollywood dove realizza il suo primo grande flop: un lavoro teatrale intitolato "The Casual Company". Ripudiato così da ogni studio cinematografico decide di organizzarne lui stesso uno proprio, elemosinando qua e là soldi e attrezzature. Realizza il grottesco "The Streets of Laredo", un cortometraggio western rimasto incompiuto e senza colonna sonora. Per l'assenza di un budget adeguato lo stesso Wood vi parteciperà come attore e, malgrado abbia scelto per se stesso la parte di un cowboy, lo si vede sempre a piedi, causa cronica incapacità di montare a cavallo.
Nel 1951 realizza la sua seconda opera, "The sun was setting", un altro assurdo "corto" (stavolta con tanto di colonna sonora) di stampo drammatico ma con una trama talmente sconclusionata da reggersi in piedi a malapena. Caratteristica comune di praticamente tutte le opere del regista.
Ma solo nel 1952, dopo svariate difficoltà, riesce a realizzare il suo primo lungometraggio, il semiautobiografico  "Glen or Glenda", il cui tema è il travestitismo. Inizia ad ogni modo con questo film il sodalizio con Bela Lugosi, allora in gravi difficoltà finanziarie ed umane.
Ed Wood, dal canto suo, aveva bisogno di un nome celebre per farsi pubblicità e quello di Lugosi era senz'altro di prestigio. Con il tempo tuttavia il rapporto tra i due ebbe anche modo di consolidarsi dal punto di vista umano. Lugosi appare in altri classici di Wood: "Piano 9 dall'Iperspazio" e "Bride of the Monster", l'unico film che incassò qualcosa al botteghino.
Gravi problemi economici costrinsero poi il regista a darsi prima al soft e poi all'hard-core, senza peraltro modificare di molto il suo conto in banca.
Ed Wood è morto il 10 dicembre 1978, per un attacco cardiaco. Da molti è considerato un regista di culto. Dalle stesse persone e da altre è considerato altresì il peggior regista della storia del cinema. Tim Burton, uno dei suoi più grandi estimatori, gli ha dedicato il film biografico "Ed Wood" (1994, con Johnny Depp).

sabato 4 ottobre 2014

4 ottobre: auguri ad Anne Rice


Auguri ad Anne Rice, nota autrice statunitense di romanzi gotici, horror e fantasy.
Nasce il 4 ottobre 1941 a New Orleans, seconda delle quattro figlie di Howard Allen Frances e Katherine O'Brien, di origine irlandese, Anne ha passato la maggior parte della sua giovinezza a New Orleans, città in cui sono ambientati molti suoi romanzi.
Fin da bambina si divertiva a scrivere storie ed era affascinata dal mondo del paranormale. Profondamente cattolica, come i genitori, cominciò a mettere in discussione la propria fede nel periodo dell'adolescenza. Dopo la morte della madre Katherine per alcolismo, avvenuta quando Anne aveva 15 anni, la famiglia si trasferì a Richardson, nel Texas, una periferia di Dallas.
Nel 1961 sposa il poeta Stan Rice (prematuramente morto di cancro nel 2002) ed è a lui che si deve l'ispirazione per la creazione del suo personaggio più celebre, il vampiro Lestat de Lioncourt. Nel 1966 ha una figlia, Michelle, che morirà di leucemia solo 5 anni dopo. Nel 1978 nasce il loro secondo figlio, Christopher Travis Rice, conosciuto come scrittore per romanzi come A Density of Souls e The Snow Garden.
Con lo pseudonimo di Anne Rampling ha scritto Exit to Eden e Belinda; come A. N. Roquelaure ha pubblicato The Beauty Series (una serie di romanzi erotici).
Nella sua vita, ha sempre prestato particolare attenzione alla sessualità umana : ritiene infatti che ogni umano sia, per natura, bisessuale.
Dopo quasi quarant'anni di dichiarato ateismo, trascorsi dentro quello che ora lei stessa chiama "un universo nichilista", nel 1998 è tornata alla fede cattolica della sua infanzia.
Nell'ottobre del 2005, la Rice ha annunciato di essere "diventata un'altra" e di aver smesso di scrivere romanzi di vampiri e streghe per dedicarsi a romanzi storico-religiosi.
Da quando ha preso la decisione di dedicare i suoi scritti a Gesù Cristo ha pubblicato, con successo, due libri di narrativa storica basati sul Vangelo: Christ the Lord: Out of Egypt (2005) e Christ the Lord: Road to Cana (2007).
Alla fine di luglio 2010 la scrittrice si è distaccata dalla Chiesa cattolica, pur continuando a definirsi credente. In una serie di post diffusi tramite il suo profilo su Facebook e ripresi dal suo sito ufficiale ha spiegato le sue motivazioni:

« È semplicemente impossibile per me di "appartenere" a questo rissoso, ostile, polemico, e meritatamente famigerato gruppo. Per dieci anni ho provato. Ho fallito. Sono un'esterna. La mia coscienza non mi consentiva nient'altro. (…) Sono fuori. Nel nome di Cristo, mi rifiuto di essere anti-gay. Mi rifiuto di essere anti-femminista. Mi rifiuto di essere contro il controllo delle nascite. Mi rifiuto di essere anti-democratica. Mi rifiuto di essere contro l'umanesimo laico. Mi rifiuto di essere contro la scienza. Mi rifiuto di essere contro la vita. (...) La mia conversione da atea pessimista, persa in un mondo che non capivo, a ottimista credente in un universo creato e sostenuto da un Dio amorevole è fondamentale per me. Ma seguire Cristo non significa seguire i suoi seguaci. Cristo è infinitamente più importante della cristianità e lo sarà sempre, non importa ciò che il cristianesimo è, è stato, o può diventare.»

Da Intervista col vampiro è stato tratto un omonimo film nel 1994, diretto da Neil Jordan e con Brad Pitt nel ruolo di Louis, Tom Cruise di Lestat, Antonio Banderas per Armand, e una giovanissima Kirsten Dunst nel ruolo di Claudia.
Dal libro La regina dei dannati è stato tratto il film omonimo nel 2002, diretto da Michael Rymer, con Stuart Townsend nel ruolo di Lestat e Aaliyah in quello di Akasha.
Di grande successo il primo film, al contrario del secondo, stroncato dalla critica e dagli appassionati della saga.

 

domenica 7 settembre 2014

7 SETTEMBRE 1795: NASCE JOHN POLIDORI


John Polidori è stato uno scrittore e medico britannico, nonché segretario e medico personale del poeta George Byron, noto per aver scritto Il vampiro, il primo racconto della letteratura moderna su
questa creatura leggendaria.
Nasce a Londra, il 7 settembre 1795, figlio maggiore di Gaetano Polidori, un politico italiano originario di Bientina, in provincia di Pisa (segretario personale di Vittorio Alfieri), e Anna Maria Pierce, una governante britannica, aveva tre fratelli e quattro sorelle.
Polidori era uno dei primi della sua classe all'Ampleforth College dopo aver iniziato gli studi nel 1804 presso i frati di Ampleforth. Nel 1810 si trasferì all'Università di Edimburgo dove scrisse una tesi sul sonnambulismo, laureandosi in medicina nel 1815 alla precoce età di diciannove anni. Nel 1816 entrò al servizio di Lord Byron come suo medico personale e lo accompagnò nei suoi
viaggi attraverso l'Europa.
A Villa Diodati, la casa che Byron affittò presso il lago di Ginevra in Svizzera, i due incontrarono Mary Wollstonecraft, il futuro marito di Mary Percy Bysshe Shelley e la sorellastra di Mary (nonché amante di Byron) Claire Clairmont. Fu proprio in quella casa che, in una serata di giugno, lessero ad alta voce alcuni brani dall'antologia dell'orrore in tedesco Fantasmagoriana. A causa di una tempesta i cinque scrittori furono costretti a rimanere in casa, così Byron suggerì di scrivere ciascuno una storia di fantasmi, per passare il tempo sino alla sera successiva: nacquero così Frankenstein, scritto dalla Shelley, e qualche anno dopo Il vampiro di Polidori, quest'ultimo ricalcato sulla figura dello stesso Byron.
Evitando il personaggio crudele e sanguinario delle tradizioni popolari, Polidori modellò il proprio vampiro sul modello byroniano dell'eroe tenebroso e maledetto, e lo chiamò "Lord Ruthven" come omaggio (il nome, infatti, era originariamente usato nel romanzo Glenarvon di Lady Caroline Lamb per un personaggio che era chiaramente l'alter ego di Byron stesso). Lord Ruthven non fu solo il primo vampiro della letteratura inglese, ma anche il primo vampiro del tipo più in voga nel mondo contemporaneo: aristocratico, inserito nell'alta società e dotato di un perverso fascino nero. Il racconto venne pubblicato nel 1819 sul New Monthly Magazine erroneamente a nome dello stesso Byron, che successivamente pubblicò anche il frammento da cui Polidori aveva tratto ispirazione, senza riuscire a far giustamente attribuire all'amico il racconto compiuto.
Cessato il suo lavoro con Byron, Polidori tornò in Inghilterra e nel 1820 scrisse al priore di Ampleforth con l'intenzione di intraprendere la carriera ecclesiastica, ma il prelato gli rispose con sdegno rifiutandolo a causa della sua scandalosa attività letteraria. Nel 1821, dopo aver scritto l'ambizioso poema religioso The Fall of the Angels, Polidori cadde in depressione e morì, in circostanze misteriose, probabilmente suicida.
I diari di Polidori, contenenti numerosi aneddoti tratti dai suoi viaggi con Byron, vennero pubblicati collettivamente con il titolo The Diary of John Polidori a cura di William Michael Rossetti, che nel 1911 si appoggiò all'editore Elkin Mathews di Londra.

Il vampiro (incipit)
Nel mezzo delle sregolatezze che accompagnano l'inverno londinese, av­venne che comparisse a vari ricevimenti degli esponenti del bel mondo un nobiluomo, degno di attenzione più per le sue stranezze che per il rango. Osservava con sguardo fisso l'allegria che lo circondava, come se non potesse prendervi parte. Quando la gaia risata di una bella fanciulla attirava la sua attenzione, la gelava con uno sguardo, e incuteva paura in quegli animi in cui regnava la superficialità. Coloro che percepivano questa sensazione di ti­more non riuscivano a spiegarsi da cosa derivasse: alcuni la attribuivano ai suoi occhi color grigio opaco che, fissandosi su un volto, sembrava non riu­scissero a penetrarlo e a raggiungere subito i più intimi meccanismi dell'a­nima, ma ricadevano sulla guancia simili a un raggio pesante come piombo, opprimendo la pelle senza poterla oltrepassare.

venerdì 5 settembre 2014

5 settembre: auguri a Werner Herzog


Werner Herzog, regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, scrittore ed attore tedesco, nasce col nome di Werner H. Stipetić a Monaco di Baviera, il 5 settembre 1942, figlio di biologi.
Il padre abbandonò lui e la madre dopo essere stato fatto prigioniero durante la seconda guerra mondiale.
Dopo che la casa di fianco a quella di Herzog venne distrutta in un bombardamento la sua famiglia si trasferì a Sachrang, un villaggio montano della Baviera. In questo villaggio non esistevano il cinema, la radio e la televisione, e Werner crebbe a stretto contatto con la natura. Vide il suo primo film (un documentario sugli eschimesi) all'età di 11 anni alla scuola del villaggio, non vide un'automobile fino all'età di 12 anni, e fece la prima telefonata all'età di 17 anni.
All'età di 12 anni Herzog e la sua famiglia (la madre e i due fratelli) tornarono a Monaco per far continuare gli studi al ragazzo.
Qui, per un certo periodo, vissero in una pensione in Elisabethstraße con l'eccentrico attore Klaus Kinski il quale, con il suo comportamento folle, fece una grande impressione sul giovane Herzog. Riguardo a quel periodo ricorda: "Ho saputo in quel momento che sarei diventato un regista, e che avrei diretto Kinski". Kinski sarà infatti il protagonista di cinque film di Herzog, e del documentario Kinski, il mio nemico più caro. In quel periodo a Herzog fu detto di cantare davanti alla sua classe a scuola ed egli si rifiutò fermamente. Fu quasi espulso per questo e da allora fino ai 18 anni di età non ascoltò più musica, non cantò e non studiò nessuno strumento; ha detto in seguito che darebbe volentieri 10 anni di vita per saper suonare uno strumento. In quegli anni Herzog si avvicinò molto
alla religione, fino a convertirsi al cattolicesimo. Questo causò discussioni con i parenti, che erano atei convinti.
Sempre in questo periodo intraprese i suoi primi lunghi viaggi a piedi, passione che durerà per tutta la vita. Quando aveva 15 anni andò a piedi da Monaco all'Albania.
A 14 anni fu ispirato dalla voce di un'enciclopedia sulla regia cinematografica, che gli diede (secondo lui) tutto ciò che gli serviva per iniziare come regista - a parte la cinepresa da 35 millimetri che il giovane Herzog rubò alla scuola di cinema di Monaco.
Durante gli ultimi anni di scuola superiore Herzog fece lavori notturni come saldatore e custode di parcheggi per finanziare i suoi primi film.
Con i soldi guadagnati realizzò nel 1962 il suo primo cortometraggio, Ercole. Nel 1963 fondò a Monaco la sua casa di produzione, la Werner Herzog Filmproduktion, che per molti anni conduce da solo dal suo appartamento con un telefono e una macchina da scrivere.
Continuò gli studi presso l'Università di Monaco dove studiò storia, letteratura e teatro. Nel 1964 vinse il premio Carl Mayer con la sceneggiatura di Segni di vita e con i diecimila marchi del premio girò il suo secondo cortometraggio, La difesa esemplare della fortezza di Deutschkreutz.
Si guadagnò una borsa di studio per la Duquesne University di Pittsburgh, in Pennsylvania, ma la abbandonò dopo pochi giorni. Del periodo successivo Herzog racconta di essere stato coinvolto nel progetto di un film per la NASA (al quale poi non poté partecipare), e di aver vissuto tra i senzatetto di New York, dormendo in una macchina, per poi dirigersi verso il Messico, dove imparò lo spagnolo e si guadagnò da vivere trasportando illegalmente merci attraverso il confine con gli USA.
Nel 1967, tornato in Germania, riuscì a realizzare il suo primo lungometraggio, Segni di vita, grazie al sostegno economico del German Film Institute. Il film, girato sull'isola di Kos, in Grecia, uscì l'anno successivo, vinse l'orso d'argento al Festival di Berlino e venne premiato anche nei Deutscher Filmpreis. Nel 1967, inoltre, Herzog si sposò per la prima volta, con Martje Grohmann.
Verso la fine del 1968 Herzog partì per l'Africa con una troupe e vi passò quasi tutto l'anno successivo. Nonostante varie vicissitudini (tra cui malaria, tempeste di sabbia e arresti) raccolse materiale per tre film: il documentario per la TV I medici volanti dell'Africa orientale, il "documentario surreale" Fata Morgana, e il film Anche i nani hanno cominciato da piccoli.
Nel 1971, dopo l'uscita dei tre film africani, Herzog realizzò due documentari: Paese del silenzio e dell'oscurità, riguardo alla vita dei sordociechi, considerato da egli stesso uno dei suoi film più importanti, e Futuro impedito, prodotto per la televisione e incentrato su bambini con handicap. Alla fine dello stesso anno Herzog si recò in Perù per realizzare un film sulla ricerca dell'El Dorado. Il protagonista era il folle Klaus Kinski, futuro attore feticcio del regista. La realizzazione fu complessa per i pochi mezzi, per l'avversità dell'ambiente e per il difficile carattere dell'attore protagonista. Herzog arrivò a minacciare Kinski di morte quando questi, durante uno dei suoi attacchi d'ira, stava per abbandonare il set. Il risultato fu il memorabile Aguirre, furore di Dio (1972), che, nonostante lo scarso successo all'epoca, divenne col tempo un grande classico, e probabilmente - insieme a Fitzcarraldo - il film più famoso del regista. Francis Ford Coppola dichiarò più volte di essersi ispirato ad Aguirre, furore di Dio, nella
realizzazione di Apocalypse Now.
Nel 1973 nacque il primo figlio di Herzog, Rudolph, che lavorò poi come assistente del padre in diversi film. Nello stesso periodo realizzò il documentario La grande estasi dell'intagliatore Steiner, incentrato su Walter Steiner, fuoriclasse svizzero del salto con gli sci.
In seguito Herzog scoprì un altro attore/personaggio fuori dal comune attraverso un documentario che vide alla televisione, Bruno der Schwarze (1970) di Lutz Eisholz: Bruno S. è un artista di strada che ha passato l'infanzia tra orfanotrofi, istituti di correzione e carceri; Herzog lo scelse come protagonista di L'enigma di Kaspar Hauser (1974), ispirato al mistero di un uomo vissuto nel XIX secolo, la cui vita presenta elementi in comune con quella di Bruno. Il film vinse il Grand Prix
Speciale della Giuria al festival di Cannes ed è ora considerato un classico.
Il film successivo, Cuore di vetro, può essere definito sperimentale: per ritrarre la passività di un villaggio bavarese di fronte a una catastrofe imminente, Herzog ipnotizzò di persona tutti gli attori
(non professionisti) del cast, facendoli recitare in stato di trance.
Durante il montaggio di questo film, nell'agosto 1976, al regista giunse
la notizia che un'isola del pacifico, Guadalupa, stava per essere distrutta dall'eruzione di un vulcano e che un solo uomo si era rifiutato di lasciare la propria casa; Herzog, nonostante il pericolo, si precipitò sul luogo con l'operatore di fiducia Jörg Schmidt-Reitwein e l'operatore americano Edward Lachman. I tre effettuarono le riprese che diventarono il film La Soufrière, dal nome del vulcano.
Paradossalmente il vulcano poi non eruttò e così il film diventò una "cronaca di una catastrofe inevitabile che non ha avuto luogo".
Il progetto successivo era un adattamento del dramma teatrale Woyzeck di Georg Büchner, che doveva essere  interpretato da Bruno S. ed Eva Mattes, ma pochi giorni prima dell'inizio delle riprese Herzog si convinse che Bruno non era adatto per il ruolo, che invece era perfetto per Klaus Kinski. Herzog lo comunicò a Bruno ma questi gli rispose che aveva già preso un periodo di ferie dall'acciaieria dove lavorava, così Herzog scrisse in pochi giorni una nuova sceneggiatura per lui ed Eva, ispirandosi direttamente alla figura del suo attore. Il risultato fu La ballata di Stroszek; venne girato tra Berlino e gli Stati Uniti e uscì nel 1977.
I ritratti di personaggi “diversi” continuarono con Nosferatu, il principe della notte (1978), tributo al classico muto di Murnau, e Woyzeck (1979), interpretati entrambi da Klaus Kinski con una
settimana di pausa tra le riprese del primo e quelle del secondo. In Woyzeck la coprotagonista è ancora Eva Mattes, con la quale Herzog ha una relazione dalla quale nascerà, nel 1980, una figlia, Hanna Mattes. Nel 1979 Herzog iniziò la produzione di un nuovo film, ignaro che essa sarebbe restata nella storia per l'incredibile sequenza di incidenti e difficoltà che poi la protrassero per più di due anni. Il film si basava su un'idea folle: un uomo che, per realizzare un proprio sogno, decide di trasportare una nave sopra una montagna nel bel mezzo della giungla: Fitzcarraldo.
La disastrosa lavorazione di Fitzcarraldo terminò nel novembre 1981; nel frattempo il ruolo principale era passato da Jason Robards a Klaus Kinski e la troupe aveva dovuto affrontare innumerevoli difficoltà.
Il film venne presentato nel 1982 al Festival di Cannes, dove venne premiato per la miglior regia.
Da allora la produzione di lungometraggi da parte di Herzog subì un brusco rallentamento, forse dovuto anche alla difficoltà di trovare produttori ancora disposti a finanziarlo. Infatti, dopo Fitzcarraldo, furono solo due i lungometraggi che Herzog diresse durante gli anni ottanta: Dove sognano le formiche verdi (1984), film "ambientalista" con protagonisti gli australiani aborigeni, e Cobra Verde (1987), avventura coloniale tratta da un romanzo di Chatwin, in cui Herzog collaborò per l'ultima volta con Klaus Kinski. Herzog disse che la lavorazione di quest'opera fu la peggiore che avesse mai vissuto, e quando il film uscì la critica lo stroncò, vedendolo come un chiaro segno del declino artistico del regista.
In compenso durante gli anni ottanta si dedicò ad altre attività: principalmente diresse documentari per la TV tedesca, tra cui La ballata del piccolo soldato (1984) e Wodaabe - I pastori del sole (1989), e diresse per la prima volta gli allestimenti di alcune opere liriche. La prima fu il Doktor Faustus di Ferruccio Busoni, eseguita nel 1986 al teatro comunale di Bologna, alla quale l'anno
successivo seguì Lohengrin di Wagner per il prestigioso Festival di Bayreuth.
Nel 1990 dirige Echi da un regno oscuro in cui un giornalista ci guida alla scoperta della figura di
Jean-Bédel Bokassa, dittatore della Repubblica Centrafricana. L'anno seguente gira Grido di pietra con Donald Sutherland. Il film si rifà alle vicende realmente accadute a due scalatori che tentarono di raggiungere la cima del Cerro Torre in Patagonia.
Nel 1992 parte per il Kuwait per filmare in tredici brevi capitoli le ferite della prima guerra del Golfo nel documentario televisivo Apocalisse nel deserto. Alla presentazione del film in Germania la critica distrugge Herzog, accusandolo di aver estetizzato il dramma della guerra. Al di fuori della Germania il film viene accolto molto meglio.
È del 1993 Rintocchi dal profondo, viaggio in Siberia per indagare sulla spiritualità del popolo russo. Dirige nel 1995 Gesualdo – Morte per cinque voci (dedicato al compositore Carlo Gesualdo da Venosa) e tra il 1997 e il 1999 gira per la serie televisiva tedesca Voyages to Hell, Little Dieter Needs to FlyJulianes Sturz in den Dschungel, storie vere in cui i protagonisti per salvarsi sono costretti ad attraversare la giungla.
In questi due film Herzog riporta i veri protagonisti sui luoghi degli avvenimenti e gli fa recitare la loro storia in prima persona.
Nel 1999 a otto anni dalla morte dell'eccentrico attore Klaus Kinski, Herzog ripercorre il tormentato rapporto lavorativo e personale con l'artista nel documentario Kinski, il mio nemico più caro, intervistando le persone a lui legate e rivisitando i luoghi a loro connessi come la pensione in Elisabethstraße, in cui il regista allora dodicenne e l'attore si incontrarono per la prima volta. Dello stesso anno è il film Gott und die Beladenen.
Nel 2001 Herzog torna alla fiction con Invincibile, ambientato nella Germania nazista e interpretato da Tim Roth. La critica lo accoglie molto tiepidamente, definendolo "televisivo".
Vengono accolti benissimo invece i documentari successivi: Kalachakra, la ruota del tempo (2003), Il diamante bianco (2004), e soprattutto la "fantasia fantascientifica" L'ignoto spazio profondo e il
premiatissimo Grizzly Man, entrambi usciti nel 2005.
Nel 2007 con una troupe di due persone (tra cui lui stesso) gira in Antartide il documentario Encounters at the End of the World, un altro successo di critica dalla distribuzione pressoché nulla.
Dal 2000 Herzog vive a Los Angeles con la compagna fotografa Lena Herzog e la vicinanza al mondo  Hollywoodiano favorisce una serie di collaborazioni nei film degli ultimi anni. Nel 2004 Herzog interpreta se stesso in Incident at Loch Ness, parodia del suo cinema che incontra il
mondo di Hollywood. Nel 2005, a Los Angeles, durante un'intervista all'aperto con il giornalista della BBC Mark Kermode, viene colpito al basso ventre da un anonimo cecchino. Herzog decide, malgrado le proteste del giornalista, di continuare normalmente l'intervista, limitandosi a dire "It's not a significant bullet" (frase divenuta in seguito un
tormentone tra i fan del regista).
Nel 2006, invece, Christian Bale accetta il ruolo di Dieter Dengler, il che permette una produzione di alto livello per L'alba della libertà, versione fiction del documentario Little Dieter Needs to Fly.
Nel 2008 invece sono Nicolas Cage e Eva Mendes a recitare per Herzog in Il cattivo tenente - Ultima chiamata New Orleans, sorta di remake de Il cattivo tenente (1992) di Abel Ferrara, che crea molte polemiche. Nel 2009, prima ancora che il film venga presentato, Herzog ne realizza un altro con un budget minore ma con personalità di alto livello: tra i produttori figura David Lynch, e il cast è composto da Michael Shannon, Willem Dafoe, Chloë Sevigny e Grace Zabriskie. Il film, My Son, My Son, What Have Ye Done viene presentato al festival di Venezia insieme a Il
cattivo tenente. È la prima volta che un regista partecipa in concorso al festival con due film diversi.
In concomitanza con la presentazione dei due film Herzog annuncia la nascita della sua scuola di cinema: la Rogue Film School.
Nel 2010 Herzog è presidente della giuria del Festival di Berlino, che vede la controversa vittoria di Roman Polanski nella categoria miglior regista per il film L'uomo nell'ombra. A quei tempi Polanski si trovava agli arresti domiciliari in Svizzera per l'accusa di stupro risalente al 1977 e la scelta della giuria venne criticata in quanto sembrava un segnale di solidarietà. Nello stesso anno, oltre a interpretare se stesso nella prima puntata della terza stagione della serie animata The Boondocks, realizza Cave of Forgotten Dreams, un documentario in 3D riguardo alla Grotta Chauvet, in Francia, nella quale sono stati rinvenuti antichi dipinti rupestri.
A marzo 2011 compare come ospite in una puntata de I Simpson.
A settembre dello stesso anno presenta Into the Abyss, documentario in cui racconta le storie di alcuni detenuti nel braccio della morte. Il film ha una sorta di prosecuzione a puntate per la TV, intitolata Death Row.
Nel 2013 viene premiato con il Pardo d'onore al Festival di Locarno.
Nel dicembre 2011 Herzog riceve il premio alla carriera del Dubai International Film Festival. In questa occasione afferma di sentirsi solo a metà della sua carriera e che ha in progetto un film sulla vita di Gertrude Bell che potrebbeessere realizzato proprio a Dubai. Per il ruolo principale del film, il cui titolo provvisorio è Queen of the Desert, è stata presa in seria considerazione Naomi Watts, mentre Robert Pattinson dovrebbe interpretare Lawrence d'Arabia.
Nell'ottobre 2012 Herzog ha annunciato che dirigerà l'adattamento cinematografico del romanzo Vernon God Little di DBC Pierre, che racconta la storia di un adolescente sospettato di aver commesso un massacro nella sua scuola in Texas.

giovedì 28 agosto 2014

28 AGOSTO 1814: NASCE JOSEPH SHERIDAN LE FANU


Joseph Sheridan Le Fanu è stato un avvocato e scrittore irlandese, ricordato soprattutto per le sue storie di fantasmi e di paranormale.
Ha creato il genere degli investigatori dell'occulto. Le cinque storie della sua antologia In a Glass Darkly hanno infatti come filo conduttore il Dottor Hesselius, che affronta vari casi al limite del paranormale con spirito analitico, individuandone le eventuali implicazioni soprannaturali.
Ha creato una saga fantasy che potrebbe essere denominata Sopravvivenza degli dei antichi (gnomi, fate, mostri leggendari, unicorni tra i tanti).
Le Fanu è tra i primi a riportare il mito del vampiro nel suo luogo d'origine con il racconto Carmilla. La vampira protagonista dell'opera è un personaggio complesso, una creatura saffica e morbosa che racchiude in sé tratti di una lunga tradizione di vampiri letterari, dalla Christabel di Samuel Taylor Coleridge (1801 -1816) a Il Vampiro di John William Polidori (1819), e anticipa il Dracula di Stoker.
Nasce a Dublino, il 28 agosto 1814, figlio di Thomas Le Fanu e di Emma Dobbin. Nel 1826 la famiglia si trasferisce ad Abington, Limerick, dove il padre è nominato rettore di Emly.
Nel 1832 intraprende gli studi giuridici al Trinity College di Dublino.
Sei anni dopo viene pubblicato un suo racconto, The Ghost and the Bonesetter, nel Dublin University Magazine.
Nel 1841 muore la sua amata sorella Catherine. Le Fanu incomincerà a mostrare segni di depressione e malinconia.
Nel dicembre 1843 sposa Susan Bennet, sorella di un avvocato irlandese. Avranno quattro figli: Eleanor (1845), Emma (1846), Thomas Philip (1847) e George Brinsley (1854). Nel 1856 la famiglia si trasferisce a 18 Merrion Square (oggi 70), nel centro della città.
Dopo la morte della sua amata moglie nel 1858, Le Fanu si chiude ancora di più in se stesso.
Nel frattempo l'avvocato irlandese continua a scrivere romanzi e racconti, prediligendo il genere del soprannaturale. Morì nel 1873 per un attacco di bronchite.


giovedì 31 luglio 2014

31 LUGLIO: AUGURI A KIM NEWMAN


Auguri a Kim Newman, giornalista, critico cinematografico e scrittore inglese, nasce a Londra, il 31 luglio 1959 e cresce ad Aller, nel Somerset. Studia letteratura inglese all'University del Sussex. Nel 1980 si trasferisce a Londra.
Affermatosi come critico cinematografico, specializzato nel genere horror e fantastico, nel 1985 pubblica il suo primo saggio, Ghastly Beyond Belief: The Science Fiction and Fantasy Book of Quotations, con Neil Gaiman, seguito lo stesso anno da Nightmare Movies: A critical history of the horror film, 1968-88. Con il successivo Horror: 100 Best Books (1988), curato con Stephen Jones, vince il Premio Bram Stoker.
Nel 1989 pubblica il primo romanzo, The Night Mayor. Lo stesso anno inizia a pubblicare per la Games Workshop, con lo pseudonimo Jack Yeovil, una serie di romanzi ambientati negli scenari dei wargames Warhammer e Dark Future.
Nel 1992 pubblica Anno Dracula, primo romanzo di una serie che mescola vampiri, storia alternativa e personaggi storici e letterari del XIX secolo, a cui seguono due romanzi, ambientati l'uno durante la prima guerra mondiale (Il barone sanguinario) e l'altro negli anni cinquanta (Dracula Cha Cha Cha), e svariati racconti.
Scrive regolarmente per le riviste britanniche Empire e Sight & Sound e pubblica saggi per il British Film Institute.
Attualmente è impegnato nella stesura del quarto capitolo della saga di Anno Dracula (il cui titolo sembra essere Johnny Alucard).

sabato 19 luglio 2014

19 LUGLIO: AUGURI AD ABEL FERRARA


Auguri ad Abel Ferrara, regista, attore, sceneggiatore e musicista statunitense, nato a New York (nel Bronx), il 19 luglio 1951.
Il padre è un allibratore statunitense perennemente nei guai, figlio di immigrati italiani, mentre la madre è una casalinga statunitense figlia di immigrati irlandesi.
L'educazione del giovane Ferrara è affidata al nonno paterno, malgrado la differenza di lingua (il nonno non imparò mai l'inglese), a causa delle indigenti condizioni economiche del padre.
A quindici anni Ferrara conosce Nicholas St. John, quello che sarà lo sceneggiatore dei suoi film più famosi, con il quale avrà un'amicizia molto lunga. Insieme formano un gruppo musicale, con Ferrara come cantante.
La grande passione per il cinema portò Ferrara, ancora ventenne, a girare in Super8 alcuni cortometraggi amatoriali contro la guerra del Vietnam. Nel 1975 girò un corto intitolato The Old-Up, un thriller politico ambientato tra la classe operaia, e un altro intitolato Could This Be Love, storia di due donne borghesi che pagano una prostituta e la portano ad una cena importante dove la spacciano per la sorella di una delle due.
Nel 1977 Ferrara girò il suo primo film. Si tratta di un porno, intitolato Nine Lives of a Wet Pussy.
Nel 1979 Ferrara girò quello che si può considerare il suo primo vero film: The Driller Killer, storia di un pittore che impazzisce e inizia ad uccidere con un trapano alcuni barboni, riscosse un buon successo fra gli amanti del genere splatter, conoscendo anche una discreta distribuzione. Il budget era molto ristretto, e gli attori erano tutti non professionisti, amici del regista.
Il film successivo fu L'angelo della vendetta del 1981,. L'immagine della ragazza sordomuta vestita da suora, che impugna una pistola alla festa in maschera finale è diventata un'icona.
Nel 1984 Ferrara diresse il thriller Paura su Manhattan, interpretato da Melanie Griffith, con un budget superiore rispetto ai primi due film.
Tra il 1984 e il 1986 Ferrara lavorò per la televisione statunitense. Decisivo fu l'incontro con Michael Mann, produttore della serie Miami Vice. Ferrara diresse due episodi: Gli invasori della casa e Una donna senza onore. Nel
1986 Ferrara diresse Il gladiatore, svolto in cambio di un anticipo per la sceneggiatura di King of New York. Lo stesso anno Ferrara lavorò ancora per Michael Mann, dirigendo l'episodio pilota della serie Crime Story.
Dopo la parentesi televisiva Ferrara tornò sul grande schermo nel 1987, con il film China Girl, una sorta di Romeo e Giulietta ambientato nel quartiere newyorkese di Little Italy, che ebbe uno scarso successo di pubblico.
Nel 1988 Ferrara accettò un film su commissione, intitolato Oltre ogni rischio, tratto da un romanzo dello scrittore Elmore Leonard. Il film si rivelò un pasticcio, e il regista si disinteressò del montaggio finale.
Nel 1989 Ferrara tornò a lavorare con Nicholas St. John. Il film è un gangster movie intitolato King of New York, interpretato da Christopher Walken, che iniziò un duraturo sodalizio con il regista. Il film fu girato con un budget di 5 milioni di dollari e ottenne un grande successo di pubblico e di critica, aprendo al regista le porte della notorietà in Europa. Per molti critici questo è il film della scoperta di Ferrara.
Fra il 1992 ed il 1995 Ferrara diresse tre film che rappresentano la massima espressione della sua filosofia del peccato e della redenzione.
Il cattivo tenente, girato nel 1992, narra di un poliziotto, interpretato da Harvey Keitel, peccatore incallito che ad un certo punto sente di doversi fermare, e comincia a cercare una dolorosa redenzione mettendosi sulle tracce di due ragazzi che hanno stuprato una suora.
Occhi di serpente, girato nel 1993, interpretato tra gli altri da Madonna narra di un regista, anche lui peccatore, che trova dolorosamente il modo di redimersi e cercherà di attuarlo.
The Addiction, girato nel 1995, horror molto sui generis, narra di una resa incondizionata al peccato, una volta capito che non ci sarà redenzione. La protagonista, una studentessa di filosofia, morsa da un vampiro diviene consapevole che la vita è anzitutto aggressione e volontà di annullamento di ogni altro essere. La distruzione dell'io (il film abbonda di simbolismo cristiano o meglio ancora nietzscheano) che si concreta simbolicamente alla fine del film porta al contempo una nuova e misteriosa rinascita.
Nel 1993 il regista diresse Ultracorpi - L'invasione continua, remake del classico L'invasione degli ultracorpi di Don Siegel. Nonostante sia stato prodotto dalla Warner Bros. il film venne distribuito a mala pena nelle sale e nel Regno Unito uscì solo per il mercato dell'home video.
Nel 1996 Ferrara diresse il noir Fratelli, con un budget di cinque milioni di dollari e attori del calibro di Christopher Walken, Chris Penn e Benicio Del Toro. Il film fruttò a Chris Penn il premio come miglior attore al Festival di Venezia. Quella di Fratelli fu l'ultima sceneggiatura scritta da St. John per il regista.
Nel 1997 esce Blackout, interpretato da Matthew Modine.
Dopo aver diretto un episodio del film collettivo Subway Stories -Cronache metropolitane, intitolato Love on A Train, Ferrara diresse nel 1998 New Rose Hotel, interpretato ancora una volta da Christopher Walken, insieme a Willem Dafoe e Asia Argento. Il film non ebbe
molto successo presso la critica, che rimproverò al regista il fatto di non lavorare più con St. John.
Dopo tre anni di silenzio, nel 2001 arrivò sugli schermi Il nostro Natale, thriller che riportò il regista ai temi dei suoi esordi.
Dopo altri quattro anni di silenzio, durante i quali il regista cercò di girare film negli Stati Uniti ma non ci riuscì perché non trovò i finanziamenti, Ferrara girò in Italia Mary, interpretato da Juliette Binoche e da Forest Whitaker. Il film ottenne un ottimo successo presso la critica, e vinse un premio speciale al Festival di Venezia.
Nel 2007 Ferrara diresse Go Go Tales, film su un locale di lap dance, girato a Cinecittà, con protagonisti William Dafoe, Matthew Modine e nuovamente Asia Argento.
Nel 2008 Abel Ferrara diresse Chelsea on the Rocks, documentario che narra la storia del Chelsea Hotel, uno dei piùnoti hotel di New York, frequentato da personalità quali Stanley Kubrick, Bob Dylan, Charles Bukowski e Andy Warhol. Il film è interpretato tra gli altri da Dennis Hopper.
Nel 2011 dirige il film 4:44 Last Day on Earth, con Willem Dafoe e Natasha Lyonne. Le prime immagini del film sono state mostrate in anteprima mondiale al Festival del film Locarno, dove ha ricevuto il Pardo d'onore. Nel settembre 2011 il film viene presentato in concorso al Festival di Venezia 2011.


sabato 12 luglio 2014

12 LUGLIO 1880: NASCE TOD BROWNING


Tod Browning, pseudonimo di Charles Albert Browning, Jr., è stato un regista, attore, sceneggiatore, produttore cinematografico statunitense.
Nasce a Louisville, nel Kentucky, il 12 luglio 1880, secondo figlio di Charles a Lydia Browning. Di famiglia
benestante, da ragazzo allestisce spettacoli amatoriali nel cortile sul retro di casa. È affascinato dal circo e dalla vita carnevalesca, all'età di 16 anni scappa di casa per diventare un artista di strada.
Cambiato il suo nome in "Tod", viaggia in lungo e in largo con baracconi, carnevali e circhi, esperienza che influenzerà molto il suo lavoro di cineasta.
Successivamente recita nel vaudeville come attore, illusionista, ballerino, etc.
Mentre sta lavorando a New York come regista di spettacoli teatrali, incontra il celebre regista cinematografico D. W. Griffith. Browning comincia così a lavorare come attore in alcuni brevi film muti, realizzati da Griffith per la Biograph company.
Nel 1913 Griffith lascia la Biograph e si sposta in California. Browning lo segue, continuando a lavorare nei suoi film, stavolta prodotti dai Reliance-Majestic Studios, tra cui il celebre kolossal epico Intolerance (1916), in cui appare brevemente come comparsa. È proprio durante questo periodo che si avvicinò per la prima volta alla regia, realizzando qualche pellicola, sempre per la Reliance-Majestic.
Nel giugno del 1915 si schianta con la sua automobile contro un treno in corsa. Accanto a lui in macchina c'erano gli attori Elmer Booth e George A. Seigmann. Booth rimane ucciso, mentre Seigmann e Browning riportano poche ma gravi lesioni, inclusa una grave frattura alla gamba destra di Browning. Durante la convalescenza Browning passa il tempo scrivendo sceneggiature, e non tornerà a lavorare nel cinema prima del 1917.
Il debutto di Browning con un lungometraggio avviene con Jim Bludso (1917), la storia del capitano di una nave che si sacrifica per salvare i passeggeri da un incendio. Sarà ben accolto.
Nel 1917 Browning si sposta a New York, dove dirigerà due film per i Metro Studios: Peggy, the Will O' the WispThe Jury of Fate. L'anno seguente torna in California, dove dirigerà altri due film per la Metro, The Eyes of Mystery e Revenge.
Nell'estate del 1918 il regista lascia la Metro e si unisce alla Bluebird Productions, una filiale della Universal
Pictures, dove avrebbe conosciuto il brillante produttore Irving Thalberg. Thalberg accoppia Browning con Lon Chaney, Sr. per la prima volta nel film La bestia nera (1919), un melodramma in cui Chaney interpreta un ladro che instrada alla malavita una povera ragazzina.
La morte del padre fa entrare Browning in depressione, che lo spingerà a buttarsi nell'alcool. Viene licenziato dalla Universal e lasciato da sua moglie. Fortunatamente riuscirà a recuperare il rapporto con sua moglie, e si fa assumere dalla Metro Goldwyn Mayer. Il primo film che produce per la MGM, The Day of Faith, è un discreto successo, che lo fa tornare in vetta.
Thalberg, adesso produttore per la MGM, riunisce Browning e Lon Chaney in The Unholy Three (1925), la storia di tre circensi che inventano un piano per derubare gioielli usando dei travestimenti. L'esperienza di Browning col circo traspare nel suo comprensivo ritratto di questi "antieroi". La pellicola ottiene un così grande successo di pubblico e di critica, tanto che ne sarebbe stato fatto un remake nel 1930, come primo (e unico) film sonoro di Lon Chaney.
Browning e Chaney si imbarcano in una serie di fortunate collaborazioni, inclusi The Blackbird e The Road to Mandalay. Lo sconosciuto (The Unknown) (1927) è una toccante storia di amore e di "fenomeni da circo", che può essere considerato un precursore di Freaks. La loro ultima collaborazione sarà Vendetta d'oriente (Where East is East) (1929), di cui oggi rimangono solo alcuni negativi. Il primo film sonoro di Browning è The Thirteenth Chair (1929), con Bela Lugosi, distribuito anche in versione muta.
Dopo la morte di Chaney nel 1930, Browning viene scritturato dalla Universal Pictures per dirigere Dracula (1931), capolavoro del cinema horror. Nonostante Browning avesse voluto uno sconosciuto attore europeo per il ruolo del protagonista, le restrizioni del budget e l'interferenza dello Studio lo costringono a rivolgersi a un attore più noto, l'ungherese Bela Lugosi. Nonostante oggi il film sia ritenuto un "classico", alla sua uscita la Universal non è soddisfatta, anche se al botteghino ottiene buone accoglienze.
Tornato alla MGM, dopo aver diretto un melodramma sulla boxe, L'uomo d'acciaio (The Iron Man) (1931), comincia a lavorare sul suo capolavoro, Freaks (1932). Basato su un soggetto dello stesso sceneggiatore di The Unholy Three, il film comprende il bizzarro triangolo amoroso tra un nano danaroso, un'attraente e avida trapezista e un rude e forzuto circense, una storia di omicidio, e un patto di vendetta tra il nano e i suoi amici "freaks". Il film, una cruda e al contempo toccante allegoria sul tema del "diverso", causa molto scalpore, portando addirittura al taglio di alcune scene, considerate "inquietanti", che riprendono i "freaks", che lo stesso Browning aveva preso da un vero circo. Il film è un flop al botteghino, e danneggerà notevolmente la carriera del suo regista.
Dopo essersi ripreso dagli attacchi e dai problemi causati da Freaks, Browning dirige una serie di scialbi
melodrammi e film orrorifici. Nel 1936 torna al successo dirigendo un film a metà tra l'horror e la fantascienza, La bambola del diavolo (The Devil Doll).
Il suo ultimo film è il giallo Miracles for Sale (1939).
Nel 1942 lascia il cinema e si ritira a Malibù.  Alla fine degli anni cinquanta siammala di cancro alla gola e viene operato. Alla morte del fratello, nel 1959, partecipa al funerale in una stanza privata, non lasciandosi avvicinare nemmeno dai familiari. Verrà trovato morto nel bagno della sua abitazione da alcuni amici il 6 ottobre 1962.


lunedì 7 aprile 2014

7 APRILE: AUGURI A FRANCIS FORD COPPOLA


Auguri a Francis Ford Coppola, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, nato a Detroit, il 7 aprile 1939.
Trascorre l'infanzia a New York con il padre, compositore e musicista Carmine Coppola, primo flauto dell'Orchestra Sinfonica della NBC, e la madre, l'attrice Italia Pennino.
Fanciullo, il giovanissimo Coppola si ammala di poliomielite e pare che sia proprio durante la malattia che, passando il tempo animando marionette, si appassiona al teatro e al cinema.
Consegue il diploma di Drammaturgia alla Hofstra University e in seguito si specializza in cinematografia alla University of California a Los Angeles (UCLA). Dopo la scuola di cinema dell'UCLA entra nell'equipe di Roger Corman, regista e punto di riferimento per un'intera generazione di autori, per il quale, tra il 1961 ed il 1963, lavora come direttore dei dialoghi, assistente fonico, produttore e sceneggiatore.
In questi anni gira i suoi primi lavori: del 1961 è "Questa notte di sicuro", un cortometraggio pornografico; nel 1963 esordisce con "Terrore alla tredicesima ora", gotico e inquietante scenario ambientato in un castello irlandese.
Nel 1966 investe i soldi guadagnati nella sceneggiatura di "Patton, generale d'acciaio": il film vince un Oscar. Il suo secondo film importante è "Buttati Bernardo", lavoro per cui ottiene la laurea all'UCLA.
A San Francisco nel 1969 fonda insieme a George Lucas la casa di produzione "American Zoetrope". E' il 1971 l'anno in cui Francis Ford Coppola dirige "Il padrino", tratto dall'omonimo romanzo di Mario Puzo. Il film riceve unanimemente consensi da pubblico e critica e si aggiudica ben quattro premi Oscar, fra i quali quello per il Miglior film e quello, a Marlon Brando, come miglior attore.
Dopo "La conversazione", film che nel 1974 conquista la Palma d'Oro a Cannes, nello stesso anno Francis Ford Coppola gira "Il Padrino - Parte II", che replicherà il successo del primo capitolo vincendo ben sei premi Oscar, tra cui Miglior film, Miglior regia e Miglior sceneggiatura.
In questo periodo scrive anche una sceneggiatura per il remake del 1974 di "Il grande Gatsby" (con Robert Redford) e produsse il film di George Lucas "American Graffiti".
Negli anni successivi il regista si concede una pausa durante la quale si dedica soprattutto all'attività di produttore. Dà inizio al suo progetto di girare un film ispirato a "Cuore di tenebra", di Joseph Conrad, ambientandolo durante la guerra del Vietnam. Il film uscirà nel 1979 e sarà un nuovo capolavoro: "Apocalypse Now". Sebbene il film riceva due Oscar e la Palma d'oro al Festival di Cannes, gli ingenti costi di produzione portano la casa di produzione "American Zoetrope" vicino alla bancarotta.
Dopo "Un sogno lungo un giorno" (1982), che porta vicino al fallimento la sua casa di produzione, Coppola dirige "I ragazzi della 56a strada" (1983) e "Rusty il selvaggio" (1983). .
Nel 1984 Coppola dirige il musical "Cotton Club", che non raccoglie successi ai botteghini; poi è la volta di "Peggy Sue si è sposata" e "Giardini di pietra". Sul set di quest'ultimo film il figlio Joe perde la vita in un tragico incidente nautico.
Dopo l'insuccesso di "Tucker - Un uomo e il suo sogno", Francis Ford Coppola accetta di girare l'ultimo capitolo della saga del Padrino, ma nonostante una nomination all'Oscar, "Il padrino - Parte III" (1990) non si rivela all'altezza dei film precedenti.
Il regista riceve un premio Onorario alla Mostra di Berlino nel 1991 e un Leone d'oro alla carriera nel 1992, a Venezia. Sempre nel 1992 torna a riconquistare il pubblico con un nuovo grande successo: "Dracula di Bram Stoker". Poi dirige "L'uomo della pioggia", tratto dal romanzo di John Grisham.
La figlia Sofia Coppola ha seguito le orme del padre diventando anche lei regista internazionale ("Il giardino delle vergini suicide", 1999, "Lost in Translation", 2002).
Nel 2001 ha messo mano nuovamente a "Apocalypse Now" per trarne una nuova versione, "Apocalypse Now Redux", nel quale sono state inserite scene tagliate all'epoca ed un finale diverso. L'operazione ha un buon successo di critica e pubblico. Successivamente ha diretto "Un'altra giovinezza", film che in parte ha deluso le aspettative del pubblico, seguito da "Segreti di famiglia" del 2009 e da "Twixt", un horror dalle atmosfere gotiche che omaggia Edgar Allan Poe. Nel novembre 2010 è stato insignito del Premio alla memoria Irving G. Thalberg, il suo sesto Premio Oscar, in riconoscimento della sua carriera come regista, sceneggiatore e produttore.

martedì 1 aprile 2014

1° APRILE: AUGURI A TOMAS ALFREDSON


Auguri a Tomas Alfredson, regista svedese, nato a Lidingö (contea di Stoccolma), il 1º aprile 1965, figlio del comico, scrittore e regista Hasse Alfredson. Cresciuto principalmente con la madre è però grazie al mestiere del padre che inizia ad appassionarsi al cinema, da bambino prende parte con piccoli ruoli ad alcune produzioni dirette dal padre.
La sua carriera inizia presso la Svensk Filmindustri, dove lavora come assistente, in seguito lavora per il canale televisivo svedese TV4. Nel corso degli anni dirige varie produzioni televisive, cortometraggi e
show per bambini, nel 2003 debutta con il suo primo lungometraggio Office Hours (Kontorstid).
Alfredson è membro del gruppo teatrale Killinggänget, con il quale ha scritto il soggetto e la sceneggiatura del suo secondo lungometraggio Four Shades of Brown . Il film ha fatto il giro di molti festival
cinematografici europei ed è stato candidato a quattro Guldbagge Awards, tra cui per la miglior regia di Alfredson.
Nel 2008 conosce il successo internazionale grazie al film Lasciami entrare, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di John Ajvide Lindqvist.
Il successo internazionale continua nel 2011 con il film La talpa, vincitore di numerosi premi in tutto il mondo, presentato in concorso alla 68ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il film viene nominato ad 11 premi BAFTA - tra cui le nomination nelle categorie di miglior film e miglior regia -
vincendone due: uno di questi è il miglior film britannico. Il film è stato inoltre candidato a tre premi Oscar
nell'edizione 2012.


 

martedì 4 marzo 2014

4 MARZO: AUGURI A LEN WISEMAN


Auguri a Len Ryan Wiseman, regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scenografo statunitense, nato a Fremont (California), il 4 marzo 1973.
Inizia la sua carriera come assistente trovarobe per i film Stargate e Independence Day, in seguito dirige alcune pubblicità per la PlayStation e alcuni videoclip per gruppi come Megadeth e Static-X.
Debutta alla regia nel 2003 con Underworld, sul set del quale conosce l'attrice protagonista Kate Beckinsale che sposa nel maggio del 2004.
Torna a dirigere la moglie nel 2006 in Underworld: Evolution.
Nel 2007 dirige Bruce Willis nel quarto capitolo della saga di Die Hard, intitolato Die Hard - Vivere o morire. Ha lavorato al prequel Underworld - La ribellione dei Lycans e al quarto capitolo della saga
Underworld - Il risveglio.
Nel 2012 dirige Total Recall - Atto di forza, remake di Atto di forza.


martedì 25 febbraio 2014

25 FEBBRAIO: AUGURI A NEIL JORDAN


Auguri a Neil Jordan, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico irlandese, nato a Sligo, il 25 febbraio 1950.
Figlio di un professore universitario, dopo aver frequentato la St. Paul's School di Clontarf a Dublino diventa scrittore con notevoli successi in Irlanda. Si avvicina al mestiere di sceneggiatore firmando i film tv Miracles & Miss Langan del 1979 e Traveller del 1981. Debutta alla regia con Angel nel 1982, che avrà come protagonista uno dei suoi migliori amici: Stephen Rea. Nel 1984 dirige In compagnia dei lupi, tratto dal racconto di Angela Carter, una reinterpretazione in chiave onirica e orrorifica della fiaba di Cappuccetto Rosso. Grande amico di Bono Vox e della produttrice Ali Hewson, nel 1992 diventa membro della giuria al Festival di Venezia; si candida al premio Oscar al miglior regista e vince il premio Oscar alla migliore sceneggiatura originale nel 1993 per La moglie del soldato.
Riceve inoltre il premio Alexander Korda Award per il miglior film inglese sempre per lo stesso film. Nel 1994, dirige Tom Cruise, Brad Pitt e una ancora piccola Kirsten Dunst in Intervista col vampiro, tratto dal romanzo di Anne Rice; il film sarà uno dei più grandi successi del genere con un incasso di oltre 230 milioni di dollari . Nel 1996 ritorna al trionfo con il film biografico Michael Collins che gli fa vincere il Leone d'Oro al Festival di Venezia. L'anno successivo (1997) si ripete con il successo di The Butcher Boy con il quale vince l'Orso d'Argento per il miglior regista al Festival di Berlino..
Nel 2005 dirige Breakfast on Pluto, tratto dall'omonimo romanzo di Patrick Mccabe. Nel suo ultimo film, Byzantium (2012), torna a trattare il tema dei vampiri.


lunedì 24 febbraio 2014

24 FEBBRAIO 1909: NASCE RICCARDO FREDA


Riccardo Freda, regista e sceneggiatore italiano,  nasce ad Alessandria d'Egitto, il 24 febbraio 1909, da famiglia napoletana.
Dopo aver terminato gli studi a Milano nel 1937 inizia la carriera di sceneggiatore per registi come Gennaro Righelli, Goffredo Alessandrini e Raffaello Matarazzo.
L'esordio come regista è del 1942 con l'avventuroso Don Cesare di Bazan. Negli anni successivi, mentre si andava affermando la scuola neorealista, Freda proseguì nel filone storico-avventuroso, ispirandosi spesso a classici letterari. Fra i suoi film più famosi di questo periodo: Aquila nera (1946) da un racconto di Puskin, I miserabili (1948) dal romanzo di Hugo, con protagonista Gino Cervi, Beatrice Cenci (1956) dal romanzo di Guerrazzi.
A differenza di altri registi di questo periodo come Antonio Margheriti e Mario Bava Freda ebbe la possibilità di lavorare in film con budget piuttosto elevati, ottenendo quindi risultati tecnici piuttosto egregi. Il negativo del suo Spartaco fu comperato dai produttori del più famoso film realizzato da Stanley Kubrick in quanto qualitativamente molto valido.
Nella sua vasta filmografia, spiccano anche film horror come I vampiri (1956), Caltiki, il mostro immortale (1959), L'orribile segreto del dr. Hichcock (1962) e Lo spettro (1963) - film di spionaggio e numerosi peplum.
Il suo ultimo film è stato Murder Obsession (1981).  Muore a Roma, il 20 dicembre 1999.