giovedì 30 gennaio 2014

30 GENNAIO 1781: NASCE ADELBERT VON CHAMISSO


Adelbert von Chamisso, poeta  e botanico tedesco di origini francesi, nasce a Châlons-en-Champagne, il 30 gennaio 1781.
Château di Boncourt, nello Champagne-Ardenne, Francia, era la sede ancestrale della sua famiglia. Scacciati dalla Rivoluzione Francese, i suoi genitori si stabilirono a Berlino, dove il giovane Chamisso ottenne nel 1796 il posto di paggio servente della regina e nel 1798 entrò in un reggimento di fanteria prussiano come allievo ufficiale.
Poco dopo la sua famiglia poté rientrare in Francia; lui restò in Germania e proseguì la carriera militare. Ebbe una limitata educazione scolastica, ma cercò distrazione dalla sterile routine del servizio militare prussiano nell'assiduo studio. In collaborazione con Varnhagen von Ense fondò (1803) il Berliner Musenalmanach (Almanacco Berlinese delle Muse), in cui apparvero i suoi primi versi. L'impresa fu un fallimento e, interrotta dalla guerra, terminò nel 1806. Comunque lo portò all'attenzione di molte delle celebrità letterarie del tempo e gli fruttò la reputazione di un poeta in ascesa.
Nel 1801 era stato promosso tenente e nel 1805 accompagnò il suo reggimento a Hameln dove, l'anno successivo, visse l'umiliazione di una capitolazione infamante. Rilasciato sulla parola andò in Francia ma ambedue i suoi genitori erano morti; rientrato a Berlino nell'autunno del 1807, ottenne di essere esonerato dal servizio militare all'inizio dell'anno seguente. Senza casa né professione, disilluso e disperato, visse a Berlino fino al 1810, quando, a mezzo dei servigi di un antico amico di famiglia, gli fu offerta una cattedra al Liceo di Napoléonville, in Vandea.
Partì per accettare il posto ma venne attratto dall'aura di fascino di Madame de Staël e la seguì nel suo esilio a Coppet in Svizzera dove, applicandosi alla ricerca botanica, restò quasi due anni. Nel 1812 tornò a Berlino, dove proseguì gli studi scientifici. Nell'estate del 1813, anno ricco di eventi, scrisse la prosa narrativa Peter Schlemihl, l'uomo che vendette la sua ombra. Questa opera, forse la sua più nota, è stata tradotta in quasi tutte le lingue europee. L'opera venne scritta in parte per
proprio piacere e in parte per divertire i figli del suo amico Ferdinand Hitzig.
I viaggi e le ricerche scientifiche di Chamisso ritardarono per qualche tempo il completo sviluppo del suo talento poetico e non fu che all'età di 48 anni che tornò alla letteratura. Nel 1829, in collaborazione con Gustav Schwab e, a partire dal 1832 in collaborazione con Franz von Gaudy, pubblicò il Deutsche Musenalmanach (Almanacco Tedesco delle Muse), in cui apparvero le sue ultime opere poetiche.
La fama di Chamisso poeta rimane elevata e il suo ciclo di poemi lirici Frauenliebe und -leben (L'amore e la vita delle donne, 1830), musicato da Robert Schumann diviene particolarmente noto. Altrettanto notevoli sono Das Schloß Boncourt e Salas y Gomez (il cui titolo riprende il nome dell'isola Sala y Gómez.
Nell'approcciare le sue opere come scrittore è necessario ricordare che non scrive nella sua lingua madre, benché il tedesco sia ormai profondamente radicato in Chamisso e lui stesso non ne possa prescindere. Chamisso affronta spesso temi cupi o repulsivi; perfino nelle sue produzioni più leggere e allegre si nota una base di tristezza o di satira. Nell'espressione lirica delle emozioni domestiche mostra una felicità delicata e nella sua opera emerge la capacità di trattare una vicenda di amore o di vendetta con vera emozione.
La prima raccolta delle opere di Chamisso è stata curata da J. E. Hitzig (1780-1849) e pubblicata in sei volumi nel 1836. Muore a Berlino, il 21 agosto 1838.

martedì 28 gennaio 2014

28 GENNAIO: AUGURI A FRANK DARABONT


Auguri a Fran Darabont, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, nato a Montbeliard, il 28 gennaio 1959.
Darabont è di origini ungheresi: nacque in un campo di rifugiati in Francia, perché i suoi genitori erano fuggiti dall'Ungheria dopo la Rivoluzione ungherese del 1956, la famiglia si trasferì poi negli Stati Uniti quando il regista era ancora molto piccolo.
All'età di 20 anni Darabont inizia la sua carriera nel mondo del cinema.
Dopo aver scritto e diretto il cortometraggio The Woman in the Room (1983), tratto da una storia breve di Stephen King, debutta ufficialmente dietro la macchina da presa con il lungometraggio
Strategia di una vendetta (1990), un film per la televisione.
Il grande successo internazionale arriva con il secondo film, anche questo scritto e diretto come il precedente, Le ali della libertà (1994), per il quale ottenne una nomination agli Oscar e ai Golden Globe per la "miglior sceneggiatura non originale".
Dopo una pausa di cinque anni, Darabont ritorna al cinema con un altro film di ambientazione carceraria, Il miglio verde, scritto, diretto e prodotto. Come il precedente Le ali della libertà, anche Il miglio verde è tratto da un romanzo di Stephen King. Il film ha ricevuto una nomination agli Oscar come "miglior film" e Darabont è stato nominato per la seconda volta per la "miglior sceneggiatura non originale".
Successivamente ha diretto The Majestic, con Jim Carrey, che ha ottenuto un successo inferiore ai due lavori precedenti.
Nel 2007 ha portato sul grande schermo un altro racconto di Stephen King, La nebbia (The Mist), con protagonista Thomas Jane.
Dal 2010 al 2011 è stato lo show runner della fortunata serie televisiva The Walking Dead, basata sull'omonima serie a fumetti, scritta da Robert Kirkman e illustrata da Tony Moore e Charlie Adlard. Nel luglio del 2011, a metà della produzione della seconda stagione, è stato annunciato l'abbandono dell'incarico di show runner da parte Darabont in accordo con l'emittente AMC. L'incarico è stato poi affidato allo sceneggiatore Glen Mazzara.
Nel 2013 crea per il network TNT la serie televisiva Mob City.


 

lunedì 27 gennaio 2014

27 GENNAIO 1832: NASCE ARTHUR HUGHES


Arthur Hughes, pittore e illustratore inglese appartenente al gruppo dei Preraffaelliti, nacque a Londra, il 27 gennaio 1832. Nel 1846 entrò nella scuola d'arte della Somerset House e in seguito frequentò la Royal Academy. Lì conobbe John Everett Millais e Holman Hunt ed entrò a far parte del gruppo dei Preraffaelliti. Il suo primo quadro, Musidora, fu appeso alla Royal Academy quando Hughes aveva solo 17 anni.
Nel 1855 sposòTryphena Foord, la sua modella per April Love.
Hughes morì a Kew Green, Londra, nel 1915, lasciando circa 700 dipinti e disegni e più di 750 illustrazioni per libri. Molte opere però furono distrutte dalla figlia Emily quando si trasferì in una casa più piccola, per problemi di spazio.
Le sue opere più note sono April Love e The Long Engagement, entrambe dedicate al tema della contemplazione dell'amore e della bellezza. Subì l'influenza del primo Millais, ma ponendo più enfasi sull'incapacità umana di conservare le freschezza e la giovinezza, a differenza del potere rigeneratore della natura.
Come Millais, anche Hughes ha ritratto il personaggio di Ofelia e ha illustrato il poema di Keats
The Eve of St. Agnes e Come vi piace di Shakespeare.
Hughes fu vicino anche allo scrittore George MacDonald e ha illustrato alcuni suoi libri.


27 GENNAIO 1832: NASCE LEWIS CARROLL


Scrittore inglese, Lewis Carroll - pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson - nasce a Daresbury (Cheshire, Inghilterra), il 27 gennaio 1832. Studia a Rugby e a Oxford, nel Christ Church College, dove rimane sino al 1881 come lettore di matematica pura, disciplina alla quale dedicherà numerosi trattati. Nel 1861 viene ordinato diacono, ma non prenderà mai gli ordini superiori.
La sua opera più famosa, Alice nel paese delle meraviglie, è diventata la più nota e amata della letteratura infantile inglese, esercitando una forte attrazione anche su lettori adulti, grazie al peculiare gusto del gioco logico e verbale. Alle avventure di Alice, Carroll darà un seguito nel 1871 con Attraverso lo specchio, un testo che ripete con eguale fortuna i successi del primo libro.
L'attrazione degli adulti per Carroll è facilmente spiegabile. La facoltà infantile per eccellenza, la fantasia, la capacità di osservare con perfetto candore la realtà (magari aderendo poi a queste "nuove" visioni con una disposizione mai esausta), serve infatti allo scrittore per mettere a nudo le assurdità e le incoerenze della vita adulta, nonché a dar vita ad incantevoli giochi basati sulle regole della logica, capaci di deliziare gli spiriti più intelligenti.
La caccia allo Snark, uscito nel 1876, ad esempio, che in apparenza è una buffa poesia nonsense, nasconde possibilità di interpretazione simbolica che hanno affascinato la critica moderna. Assai minore popolarità è invece toccata a Silvye e Bruno (1889), criticata da più parti per via del tono moraleggiante che vi aleggia.
Prima delle sue pubblicazioni di fantasia, Carroll aveva comunque fatto uscire, con il suo vero nome, alcune opere di matematica, passione mai trascurata.
Ammalatosi di bronchite, muore a Guildford, nel Surrey, il 14 gennaio del 1898.

Trasposizioni cinematografiche e televisive di Alice nel paese delle meraviglie

Alice in Wonderland - film del 1903 diretto da Cecil M. Hepworth e Percy Stow
Alice in Wonderland - film del 1915 diretto da W.W. Young
Alice in Wonderland - film del 1931 diretto da Bud Pollard
Alice nel Paese delle Meraviglie (Alice in Wonderland) - film del 1933 diretto da Norman Z. McLeod
Alice in Wonderland - film del 1937 diretto da George More O'Ferrall
Alice in Wonderland - film del 1949 diretto da Dallas Bower
Alice nel Paese delle Meraviglie (Alice in Wonderland) - film di animazione del 1951 della Disney
Alice in Wonderland - film del 1955 diretto da George Schaefer
Alice in Wonderland - film di animazione del 1966 diretto da Alex Lovy
Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie (Alice's Adventures in Wonderland) - film del 1972 diretto da William Sterling
Nel mondo di Alice - film tv del 1974 diretto da Guido Stagnaro
Alice nel paese delle pornomeraviglie (Alice in Wonderland: An X-Rated Musical Fantasy) - film porno-musical del 1976 diretto da Bud Townsend
Alice in Wonderland - film del 1982 diretto da John Clark Donahue e John Driver
Alice in Wonderland - film del 1985 diretto da Harry Harris
Něco z Alenky - film del 1988 diretto da Jan Švankmajer
Alice nel Paese delle Meraviglie - film di animazione del 1988 diretto da Richard Trueblood
Alice in Wonderland - film di animazione del 1995 diretto da Toshiyuki Hiruma e Takashi Masunaga
Alice nel Paese delle Meraviglie (Alice in Wonderland) - film del 1999 diretto da Nick Willing
Alice in Wonderland - film del 2005 diretto da Sibi Malayil
Alice - miniserie televisiva canadese del 2009
Alice in Wonderland - film del 2010 diretto da Tim Burton

Once Upon a Time in Wonderland - serie televisiva statunitense del 2013



sabato 25 gennaio 2014

25 GENNAIO: AUGURI A TOBE HOOPER


Auguri a Tobe Hooper, regista cinematografico statunitense, specializzato nel genere horror, nato ad Austin, il 25 gennaio 1943.
Frequenta l'University of Texas della sua città, diventandone un insegnante di cinema e dilettandosi come cameraman per documentari.
La passione per il cinema, nel 1971, lo porta a recitare in un piccolo ruolo nel film di J.D. Feigelson The Windsplitter, anche se prima aveva già diretto una pellicola drammatica Eggshells (1969), inedita in Italia. Il 1974 è una data fondamentale per la sua carriera, organizza un piccolo cast fatto di studenti e insegnanti del suo college e produce, con l'aiuto di Kim Henkel, il classico Non aprite quella porta. Questo prodotto cambiò la storia della cinematografia dell'orrore, diventando uno dei più famosi del genere, ed è considerato il suo capolavoro; Hooper infatti ha ottenuto fama per essere stato il regista sceneggiatore e produttore di quest'ultimo e quindi il creatore di Leatherface.
Hooper, ispirato alle gesta di criminali e cannibali di un personaggio della cronaca (Ed Gein), apre la strada a un nuovo tipo di "fare cinema", dove un genere finora snobbato da tutti e considerato mero prodotto di serie B, acquista la sua dignità, caratterizzandosi con lo splatter, ovvero uno smembramento sanguinolento del corpo.
L'enorme successo di Non aprite quella porta, lo portò a firmare anche un sequel, nel 1986, con la partecipazione speciale di Dennis Hopper, ma principalmente lo porta ad Hollywood per la quale realizzerà il vampiresco Le notti di Salem (1979) con James Mason e il cult Poltergeist - Demoniache presenze (1982). La storia di una bambina risucchiata dentro un televisore e da lì trasportata in una dimensione spettrale, con il rischio di diventare uno strumento del Male nelle mani di uno spirito vendicativo farà venire la pelle d'oca al mondo intero, assicurandosi, inoltre la nomea di film maledetto. Eh già, perché molti membri del cast morirono successivamente all'uscita della pellicola o del suo seguito: Dominique Dunne fu barbaramente uccisa e Heather O'Rourke, la bambina bionda protagonista del film, morì per crisi cardio-polmonare.
Coincidenze da cui prese piede la famosa maledizione. Durante la lavorazione, inoltre, anche se gli operatori giravano, sulla pellicola alcune scene non vennero registrate per niente, nonostante fosse tutto funzionante. E non c'è da dimenticare che anche altri membri secondari del team, andarono incontro a disastrose morti.
Ma la carriera del regista continuò indisturbata, anche nel piccolo schermo,  firmando alcuni episodi di Storie incredibili (1987), Freddy's Nightmares (1988) e Un giustiziere a New York (1988).
Recita una piccola parte nel film I sonnambuli (1992) per l'amico Mick Garris e con John Carpenter dirige il film tv a episodi Body Bags - Corpi estranei (1993). Nel 1995, realizza The Mangler - La macchina infernale (1995), poi continua il suo percorso televisivo con i serial Dark Skies - Oscure presenze (1996), The Others (2000) e Taken (2002).
Torna alla regia nel 2004 con La casa dei massacri, con Juliet Landau e Angela Bettis, e nel 2005 con Il custode. Parteciperà inoltre al progetto di Masters of Horror (2005), una serie di film tv dalle tematiche spaventose all'interno della quale divide il set con altri autori del terrore come Dario Argento, i già citati Garris e Carpenter, Stuart Gordon, Joe Dante e John Landis.

venerdì 24 gennaio 2014

24 GENNAIO 1776: NASCE ERNST THEODOR AMADEUS HOFFMANN



Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, scrittore, compositore e giurista tedesco, nacque il 24 gennaio 1776 a Konigsberg (Germania), dal giurista Christoph Ludwing Hoffmann e da Luise Albertine Doerffer, cambierà in seguito il suo terzo nome da Wilhelm ad Amadeus in segno di omaggio al suo grande conterraneo, Wolfgang Amadeus Mozart. Nel 1778 i genitori si separano e Hoffmann viene affidato alla madre che lo alleverà nella casa dei Döerffer.
Il giovane Ernst cresce così praticamente nella famiglia dello zio materno Otto Dörferr. Sull'educazione del futuro scrittore influirà però molto di più il prozio Vöthory, un vecchio magistrato che indirizza il giovane alla carriera giuridica. Nel 1792 inizia gli studi di giurisprudenza presso l'università di Konigsberg e, nello stesso tempo, coltiva la sua passione per la musica studiando violino, pianoforte e composizione.
Nel 1795 si laurea con successo e inizia la carriera di magistrato ma l'anno successivo l'andamento della sua vita sarà funestato dalla morte della madre, a cui è particolarmente legato. Inoltre la sua relazione con "Cora" Hatt, la bellissima allieva di violino conosciuta proprio quando aveva cominciato da giovanissimo a dare lezioni, va in frantumi. La causa principale è l'ostilità della famiglia di lei, che teme per la propria rispettabilità.
Lo zio ottiene allora per Ernst il trasferimento al tribunale di Glogau, in Slesia. Qui fa la conoscenza di vari artisti e intellettuali, fra cui il pittore Molinari, il musicista Hampe e lo scrittore von Voss. La sua acuta sensibilità per la musica si accentua sempre di più mentre le letture febbrili di Rousseau, Shakespeare e Laurence Sterne accendono la passione per la letteratura.
Travolto da questi fermenti tutti interiori rompe definitivamente la relazione con Cora e si fidanza con la cugina Minna Döerffer.
Accusato di essere stato autore di alcune caricature raffiguranti ufficiali della guarnigione, viene spedito per punizione nella cittadina polacca di Plock. La sua irrequietezza sentimentale lo porta intanto ad abbandonare anche Minna, in favore di una giovane polacca di religione cattolica, Maria Thekla Rorer. Nel 1803 pubblica il suo primo scritto letterario "Lettera a un religioso di convento all'amico nella capitale" nella rivista Der Freimutige.
Nel 1806 i francesi occupano Varsavia. Hoffmann si rifiuta di giurare fedeltà agli invasori e viene privato dell'impiego. Ad ogni modo, ormai sedotto dall'arte, tenta i primi passi come compositore e pittore. I clienti tuttavia rifuggono dal realismo caricaturale dei suoi quadri, né le sue sinfonie, arie, sonate ed opere teatrali (oggi in gran parte perdute, a parte Aurora, Prinzessin Blandine, Undine e il balletto Harlekine), avranno miglior fortuna.
Accetta dunque il posto di maestro di cappella a Bamberg offertogli dal conte Soden. Presto però deve smettere la sua attività direttoriale, dedicandosi unicamente alla composizione per il teatro e alla pubblicazione di articoli musicali e recensioni per riviste del tempo (famose le sue recensioni critiche sull'opera di musicisti quali Beethoven, Johann Sebastian Bach e appunto l'adorato Mozart).
Intanto Ernst Hoffmann scrive tantissimo e tenta in tutti i modi di intraprendere anche la carriera letteraria, o perlomeno di veder pubblicati i suoi lavori. Un primo segnale positivo si ha nel 1809, quando una rivista pubblica la sua prima novella, Il cavaliere Gluck.
Ma anche l'attività didattica in campo musicale è fervida, e non solo dal punto di vista professionale. Proprio dando lezioni di canto a Julia Mark, scoppia un'intensa relazione, poi sfociata anch'essa nel matrimonio. Grazie a questa relazione, tra l'altro, l'attività letteraria dello scrittore segnala una grande svolta anche se dopo la sconfitta di Napoleone, viene reintegrato nel suo incarico di magistrato grazie anche all'intervento di Hippel.
Intanto esce il quarto volume di racconti fantastici e il suo romanzo più famoso, Gli elisir del diavolo (nonchè il primo dei celeberrimi Notturni), dove compaiono temi assai cari ad Hoffmann come lo sdoppiamento della coscienza, la follia o la telepatia.
Hoffmann va infatti soprattutto ricordato per i suoi racconti (in verità inizialmente incompresi poiché ritenuti "troppo stravaganti e morbosi"), la cui originalità sta nell'aver introdotto elementi fantastici, magici e soprannaturali nella descrizione della normale vita quotidiana: nelle sue storie si alternano ragione e follia, presenze demoniache e rievocazione scrupolosa di epoche storiche.
Non bisogna dimenticare poi che Hoffmann è un autore cardine per l'analisi e l'indagine del tema del "Doppio", ben noto soprattutto alla letteratura successiva, da Stevenson a Dostevskji.
Altri titoli da ricordare sono Esperienze e confessioni di Suor Monica, La principessa Brambilla, Maestro Pulce, Kreisleriana (titolo ripreso successivamente anche da Schumann per un suo noto "polittico" per pianoforte), L'uomo della sabbia e La signorina Scùderi.
Jacques Offenbach trarrà ispirazione dalla vita e dall'arte di questo personaggio per comporre la stupenda opera musicale I racconti di Hoffmann.
Angela Carter omaggerà l'autore nelle Infernali macchine del desiderio del dottor Hoffmann.
Ernst Theodor Amadeus Hoffmann muore a Berlino il 25 giugno 1822, a soli 46 anni.

giovedì 23 gennaio 2014

23 GENNAIO 1729: NASCE CLARA REEVE


Condusse una vita molto ritirata Clara Reeve, scrittrice inglese conosciuta soprattutto per Il vecchio barone inglese, nacque a Ipswich il 23 gennaio 1729, una degli otto figli del Reverendo Willian Reeve, la madre era invece figlia di un gioielliere. Comincerà a formarsi culturalmente nella biblioteca paterna, leggendo classici come Le Vite di Plutarco e le Lettere di Catone.
Dopo la morte del padre, visse con la madre e le sorelle a Colchester ed è lì che pubblicò il suo primo lavoro, una traduzione di un'opera di Barclay dal titolo The Phoenix (1772).
Ha scritto diversi romanzi, ma uno solo viene ricordatoThe Champion of Virtue, conosciuto dopo come The Old English Baron (Il vecchio barone inglese, 1777), scritto come imitazione  in opposizione del Castello di Otranto di Horace Walpole.
La prima edizione pubblicata come The Old English Baron fu dedicata alla figlia di Samuel Richardson, che pare l'abbia aiutata a revisionare e correggere il romanzo.
La sua opera influenzerà Mary Shelley's Frankenstein. Ha anche scritto il romanzo epistolare The School for Widows (1791). La sua innovativa storia della fiction in prosa, The Progress of Romance(1785), viene generalmente considerato un precursore degli studi sulla nascita ed evoluzione del romanzo.
L'autrice ci ha  lasciato pochi dettagli della sua vita. Morì a Ipswitch, il 3 dicembre 1807
.

mercoledì 22 gennaio 2014

22 GENNAIO: AUGURI A LINDA BLAIR


Auguri a Linda Blair, attrice statunitense celebre per aver interpretato la bambina dell'Esorcista.
Nata il 22 gennaio 1959 a St. Louis, cominciò ad avere successo nel mondo dello spettacolo a soli sei anni e nel 1973, quand'era appena quattordicenne, sconvolse il mondo interpretando il ruolo di Regan MacNeil, la bambina posseduta dal demonio nel film L'esorcista: questo film la rese celebre e grazie ad esso ricevette anche una nomination al premio Oscar. In seguito recitò in vari film interpretando sempre ruoli difficili come quelli di alcolizzata e di vittima di violenze sessuali: particolare scalpore suscitò lo stupro che il suo personaggio subiva nella vita quotidiana La ragazza del riformatorio (1974). Verso i primi anni ottanta la Blair partecipò soprattutto a film di qualità non eccelsa, tra cui commedie e film d'azione, oltre a varie apparizioni in alcune serie televisive.
Nel 1975 ebbe una storia d'amore con il musicista Rick Springfield, ed i due vissero per qualche anno sotto lo stesso tetto: tale convivenza era però osteggiata da molti dato che la Blair era minorenne e Springfield aveva ben dieci anni più di lei.
In seguito, a partire dal 1977 l'attrice iniziò a fare uso di droghe ed una volta venne anche arrestata. A causa di questi problemi, Linda Blair lasciò il mondo del cinema: le sue future apparizioni sul grande schermo furono prevalentemente cammei.
Nel 1983, è sulla copertina del numero di marzo di Playboy.
Negli anni novanta ha lavorato soprattutto in televisione, mentre in tempi più recenti ha firmato la sceneggiatura di due cortometraggi: Diva Dog: Pit Bull on Wheels (2005) e The Powder Puff Principle (2006).





22 GENNAIO 1788: NASCE GEORGE GORDON BYRON


George Gordon Noel Byron, celebre poeta inglese, nasce a Londra, il 22 gennaio 1788,
A causa della vita dissoluta del padre, il capitano John Byron, detto "Mad Jack" ("Jack il Matto"), trascorse l'infanzia ad Aberdeen, in Scozia, presso la madre Catherine Gordon of Gight, in ristrettezze
economiche. Qui nacque in lui l'ammirazione per il paesaggio marittimo e montano, e la fede calvinista nella predestinazione della colpa.
Cominciò a scrivere versi a dodici anni, a causa dell'infatuazione per una cugina.
Entrò nel 1805 al Trinity College di Cambridge e l'anno dopo pubblicò in forma anonima Fugitive Pieces, che ben presto ripudiò ma poi riscrisse nel 1807 col titolo di Poems on various occasions, sempre anonimamente.
Nella terza ristampa, col titolo di Hours of Idleness (Ore d'Ozio), apparve il suo nome, e la bocciatura dell'opera da parte di Edinburgh Reviews gli ispirò English Bards and Scotch Reviewers, in cui attaccò senza pietà tutti gli autori del suo tempo, tranne Alexander Pope e la sua scuola. In quest'opera si delineano le sue qualità di scrittore: la satira feroce e la misantropia. Nel 1808 si trasferì nel castello di famiglia a Newstead Abbey a Nottingham, lasciatogli dal prozio William (1722 - 1798), detto "The Wicked" ("Il Malvagio"), e l'anno seguente occupò il suo seggio alla Camera dei Lord.
Dopodiché partì per un lungo viaggio all'estero, come era usanza dell'aristocrazia britannica. Scrisse numerosi libri sull'Albania ed i suoi territori, grazie a questo divenne famoso. Byron rientrò in Gran Bretagna nel luglio 1811, ma non riuscì ad assistere la madre malata che morì prima che il figlio potesse raggiungerla.
Presto si mise in luce per i suoi discorsi, tra cui quello famoso contro la repressione del luddismo del 1812, contemporaneo all'uscita dei primi due canti del Pellegrinaggio del cavaliere Aroldo. Inaspettato arrivò il successo, a cui si accompagnò il trionfo mondano. Apice del suo periodo londinese fu la relazione con Lady Caroline Lamb, la dama più ammirata del momento.
Numerose le opere uscite dal giugno 1813 all'agosto 1814: The Giaour, The Bride of Abydos, The Corsair, Lara, tutte improntate al melodramma romantico.
L'anno seguente sposa Anne Isabella Milbanke, un'ereditiera dedita a studi di matematica. Dall'improbabile unione, naufragata ben presto, Byron si attendeva forse una sistemazione sociale
duratura. Ma già nel 1816, benché padre di Augusta Ada, destinata a diventare Lady Lovelace e intima di Charles Babbage, vide la moglie e la figlia abbandonare la sua casa, sotto l'ombra di fondatissimi sospetti di una relazione incestuosa con sorellastra Augusta Leigh, figlia di un precedente matrimonio del padre, di cui qualcuno disse fu portata sotto i riflettori per tacitare un altrettanto fondata accusa di rapporti omosessuali.
Costretto dallo scandalo all'esilio, il 24 aprile 1816 lasciò per sempre l'Inghilterra. Dopo un breve soggiorno in Belgio, per visitare il campo di Waterloo, accompagnato dallo Hobhouse si diresse in Svizzera, a Ginevra, dove abitò nella villa dell'italiano Diodati. Qui lo raggiunsero John Polidori, il poeta Percy Bysshe Shelley con la fidanzata Mary Godwin Wollstonecraft e la sorellastra di lei Claire Clairmont.
Da questo incontro naquero Il Vampiro di Polidori (ispirato alla figura di Byron ed erroneamente a lui attribuito) e il Frankenstein di Mary Shelley.
Claire Clairmont l'aveva già conosciuta in Inghilterra, poco prima di partire, e con lei aveva avuto una breve relazione; durante il soggiorno in Svizzera, Claire rimane incinta del poeta. Nasce una bambina, Allegra, nel gennaio del 1817: Byron la mise nel convento di Bagnacavallo, in Romagna, in cui morì giovanissima. Visita il Castello di Chillon, dove lascia graffito il suo nome e, sempre nel corso del
soggiorno ginevrino scrive Il prigioniero di Chillon (The prisonner of Chillon), uscito nel dicembre 1816, e The dream oltre ad alcuni capitoli dell'Aroldo e del Manfredi. Quest'ultimo probabilmente risente del Faust di Goethe, che aveva conosciuto poco prima, e che, secondo alcuni critici, evidenzia il bruciante dolore per la separazione da Augusta.
Nel 1817 si trasferì a Mira, un paese a 20 km da Venezia, e poi a Venezia, dove risiedette per tre anni. Qui apprese l'armeno, l'italiano e il veneto, e lavorò all'Aroldo, a Beppo, e ai primi due canti del Don
Juan, che fecero furore in Inghilterra, pur se pubblicati anonimi nel 1819. A Venezia conobbe la diciottenne Teresa Gamba Guiccioli, moglie del ricco e sessantenne ravennate Alessandro Guiccioli: Teresa divenne la sua amante e Byron si trasferì a Ravenna, dove scrisse altri tre canti del Don Juan. Fece anche un viaggio a Ferrara e visitò la Cella del Tasso dove si fece rinchiudere e dove scrisse Il lamento del Tasso.
Tra il 1820 e il 1821 entra nella carboneria attraverso i contatti del fratello di Teresa, il conte Gamba. Il fallimento delle agitazioni e la confisca dei beni dei Gamba, cui si aggiunse la separazione di Teresa dal marito, costrinsero i tre a rifugiarsi a Pisa, dove Byron giunse nel novembre dopo aver pubblicato Cain. A Pisa, oltre a Werner or the Inheritance, scrive Deformed Transformed e altri quattro canti del Don Juan. In seguito a una rissa Byron è costretto a trasferirsi a Livorno.
Byron abbandonò il Granducato di Toscana per Genova allorché i Gamba vennero espulsi e, convinta Teresa a tornare a Ravenna, benché reduce da una malaria nel 1823 egli s'imbarcò con il conte Gamba e Trelawney per Cefalonia.
Sbarcò a Patrasso nel gennaio del 1824, dove visse gli ultimi mesi della sua esistenza, tra gli aspri contrasti dei ribelli. In seguito a una febbre reumatica tramutatasi in meningite, morì delirante a Missolungi, il 19 aprile.

Citazioni di George Gordon Byron.
Chi ha da fare non ha tempo per le lacrime. (da I due Foscari, Atto IV, Scena 1)
Il "buon tempo andato"... il tempo è sempre buono quand'è andato. (da L'età del bronzo)
Se Laura fosse stata la moglie del Petrarca, pensate | che lui avrebbe scritto sonetti tutta la vita? (dal Don Giovanni)




lunedì 20 gennaio 2014

20 GENNAIO: AUGURI A DAVID LYNCH


Auguri a David Lynch, regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, pittore, musicista, compositore, attore, montatore, scenografo e scrittore statunitense.
Nato a Missoula, nel Montana, il 20 gennaio 1946, David è figlio di un dipendente del Dipartimento di Agricoltura e a seguito del padre, che è costretto spesso a trasferirsi per lavoro, trascorre la sua infanzia vagabondando con la famiglia attraverso le cittadine del Nord-Est americano, tanto simili a quelle che compariranno poi nei sui film più celebri.
Intorno ai quindici anni, Lynch scopre la passione per la pittura e per il disegno e studia arte a Boston. Più tardi, nel 1965, viene ammesso alla Pennsylvania Academy of Fine Arts di Philadelphia, dove si stabilisce definitivamente. A 21 anni sposa Peggy Lynch, che gli da una figlia, Jennifer, anch'essa regista e autrice del best seller Il diario segreto di Laura Palmer legato al successo di Twin Peaks. In questi anni, David Lynch inizia a coltivare la passione per il cinema e il suo amore per la pittura si trasforma pian piano in un interesse sempre maggiore per l'immagine in movimento. Lavora a numerosi cortometraggi, poi si dedica alla realizzazione del suo primo film, Eraserhead: la mente che cancella. Lynch si butta su questa pellicola in modo ossessivo per cinque anni, lavora di notte perché di giorno si guadagna da vivere distribuendo giornali, si trova spesso in difficoltà economiche e questo impegno lo conduce addirittura al divorzio con la moglie Peggy, nel 1974. Finalmente, nel 1977, il film è terminato, ma viene giudicato non distribuibile per la sua assoluta bizzarria. Poi fortunatamente trova la sua naturale collocazione nei drive-in a mezzanotte e diventa in breve un oggetto di culto.
Grazie a questo primo lavoro Lynch viene notato da Mel Brooks che nel 1980 gli affida la regia di The Elephant man. Il film riscuote un successo straordinario e guadagna otto nomination all'Oscar, tra cui miglior regia e miglior sceneggiatura. Nel 1984, Lynch rifiuta di dirigere Il ritorno dello Jedi e accetta invece di realizzare Dune, tratto dal libro di fantascienza di F. Herbert e prodotto da Dino De Laurentiis. L'impresa è fallimentare, ma David si riscatta da questo flop grazie a Velluto blu, thriller angosciato che racconta di imbrogli, amori impossibili e personalità deviate e che gli regala la sua seconda nomination. Nel 1990 David Lynch si dedica alla tv e realizza uno dei serial di maggiore successo di tutti i tempi, I segreti di Twin Peaks. Nello stesso anno vince la Palma d'Oro a Cannes con Cuore selvaggio. Nel 1992, ancora legato ai personaggi di Twin Peaks, Lynch realizza il lungometraggio Fuoco cammina con me, prequel della celebre serie televisiva che narra l'ultima settimana di vita di Laura Palmer, la giovane ragazza uccisa intorno alla quale ruota la vicenda. Il film è un insuccesso totale e Lynch si dedica nuovamente alla tv, poi dirige spot pubblicitari e videoclip musicali. Il 1996 è l'anno del suo ritorno al grande schermo con il capolavoro Strade perdute, thriller in cui prendono di nuovo corpo le allucinazioni e le ossessioni del regista. Dopo Una storia vera (acclamato dalla critica), Lynch torna al grande successo con Mullholland Drive, che gli vale il premio per la regia al Festival di Cannes e la quarta candidatura all'Oscar.
A partire dal 2005 David Lynch lavora al suo nuovo film, Inland Empire - L'impero della mente, girato in parte a Los Angeles e in parte in Polonia, interamente in digitale. Lynch lo descrive come "un mistero su una donna in pericolo". Secondo il regista si tratta di un nuovo esperimento girato senza la presenza di un copione, costruendo le scene una dopo l'altra in base alle precedenti. Presentato ufficialmente alla 63ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il 6 settembre 2006, serata durante la quale il regista riceve il Leone d'Oro alla carriera, esce nelle sale degli Stati Uniti a dicembre 2006 e nelle sale italiane il 9 febbraio 2007.



20 GENNAIO 1920: NASCE FEDERICO FELLINI


Il 20 gennaio 1920 nasce a Rimini Federico Fellini, regista e sceneggiatore italiano, in una famiglia benestante. Il padre, Urbano (1894-1956) è un rappresentante di liquori, dolciumi e generi alimentari, la madre, Ida Barbiani, è casalinga.
Il suo disegnatore preferito era lo statunitense Winsor McCay, inventore del personaggio di «Little Nemo». Ispirandosi al celebre personaggio, nella sua camera da letto aveva costruito con la fantasia un mondo inventato, nel quale immaginava di ambientare le storie che voleva vivere e vedere al cinema. Ai quattro montanti del letto aveva dato i nomi dei quattro cinema di Rimini: di lì, prima di addormentarsi, prendevano forma le sue storie immaginifiche.
Fellini, fin dall'età di 16 anni, mostrava una grandissima passione per il cinema, infatti, nel suo libro Quattro film, descrive che, tra gli anni 1936 e 1939, usciva di casa senza permesso dei genitori e visitava i cinema nella sua città.
Già prima di terminare la scuola, nel corso del 1938, Fellini prova alcune collaborazioni con giornali e riviste. La Domenica del Corriere gli pubblica qualche vignetta nella rubrica Cartoline dal pubblico, ma la collaborazione più duratura è quella che riesce a stabilire con il settimanale politico-satirico edito da Nerbini, Il 420, sul quale pubblica numerose vignette e rubrichette umoristiche, sino alla fine del 1939. Agli inizi dello stesso anno si era trasferito a Roma con la scusa di frequentare l'Università, in realtà per realizzare il desiderio di dedicarsi alla professione giornalistica.
Mentre ancora frequenta il liceo, il futuro regista comincia a farsi un nome come caricaturista: per promuovere i film, il gestore del cinema Fulgor gli commissiona i ritratti dei divi. Fin dai primi mesi del ’38 avvia una collaborazione con la Domenica del Corriere, che ospita varie sue vignette, e con il settimanale umoristico fiorentino 420. Trasferitosi a Roma nel gennaio ’39 con il pretesto di iscriversi a giurisprudenza, entra nella redazione del Marc’Aurelio, un diffuso periodico satirico, diventando popolare attraverso centinaia di interventi a firma Federico. Frequenta gli ambienti dell’avanspettacolo, scrivendo monologhi per il comico Aldo Fabrizi, e collabora alle trasmissioni di varietà della radio dove incontra la giovane attrice Giulietta Masina (1921-1994), che sposerà il 30 ottobre 1943. Avranno soltanto un figlio, morto a un mese dalla nascita. Partecipando ai copioni dei film di Fabrizi e di altri il riminese si impone presto come sceneggiatore. Lavora a Roma città aperta e subito dopo a Paisà stringendo una feconda amicizia con Roberto Rossellini. Sceglie di associarsi con il commediografo Tullio Pinelli, al quale resterà per sempre legato. In coppia diventano fra gli sceneggiatori più richiesti, al servizio di vari registi tra i quali Pietro Germi e Alberto Lattuada. Quest’ultimo lo vuole accanto nella regìa di Luci del varietà (1950), che si autoproducono uscendo dall’impresa pieni di debiti. Va male anche il primo film che Fellini dirige da solo, Lo sceicco bianco (1952), ma il successo arriva con I vitelloni (1953), Leone d’argento a Venezia e lancio definitivo di Alberto Sordi. Segue La strada (1954), interpretato da Giulietta e premiato con l’Oscar,  soltanto la prima di una serie di pellicole che collocheranno Fellini fra i grandi del cinema. Tra i titoli più noti si ricordano Le notti di Cabiria (1957, altro Oscar), La dolce vita (1960, Palma d’oro a Cannes), (1963, Oscar) Giuliett degli spiriti (1965), Fellini Satyricon (1969),  Roma (1972), Amarcord (1973, Oscar), Il Casanova (1976), Prova d’orchestra (1979), La città delle donne (1980), Ginger e Fred (1985), Intervista (1987, premio del Quarantennale a Cannes, Gran premio a Mosca), La voce della luna (1990). L’iter felliniano è costellato di omaggi e riconoscimenti, inclusi la Legion d’onore (’84) e il Praemium dell’Imperatore del Giappone (’90). Fellini è uno dei registi che ha vinto più Oscar, cinque, di cui l’ultimo, alla carriera, nel 1993 pochi mesi prima della morte che avviene a Roma il 31 ottobre.



domenica 19 gennaio 2014

EDGAR ALLAN POE NEL CINEMA


Il cinema ha sempre subito il fascino dell'opera e del personaggio di Edgar Allan Poe.
A cominciare da La caduta della casa Husher degli 1928, film muto diretto da Jean Epstein e sceneggiato da Luis Buñuel e Il Dottor Miracolo (tratto da I delitti della Rue Morgue), film del 1932 di Robert Florey, interpretato da Bela Lugosi.
Ma l'epoca d'oro per le trasposizioni cinematografiche delle opere di Poe sono stati gli anni Sessanta, con la Hammer e il regista Roger Corman.
A cominciare da I vivi e i morti (House of Usher del 1961), con la quasi costante partecipazione di Vincent Price, Corman diede vita a un vero e proprio ciclo di pellicole dedicate a Poe, tra cui Il pozzo e il pendolo (The Pit and the Pendulum, 1961), Sepolto vivo (Premature Burial, 1962), I racconti del terrore (Tales of Terror, 1962), I maghi del terrore (The Raven, 1963), La Maschera della morte rossa (The Masque of the Red Death, 1964) e si chiude con La tomba di Ligeia (The Tomb of Ligeia, 1964).
Questi film a basso costo, ma con un gran successo commerciale, erano tutt'altro che fedeli alle opere di Poe e spesso ne davano un'immagine molto stereotipata, eppure esercitavano un certo fascino elegantemente gotico e teatrale.
Altre produzioni interessanti di quegli anni sono Danza macabra del 1964 di Antonio Margheriti, Il giardino delle torture del 1967 di Freddie Francis e Tre passi nel delirio del 1968.
In Danza macabra appare il personaggio stesso di Edgar Allan Poe, intervistato sulla fonte d'ispirazione delle proprie opere (che definisce tratte da vicende realmente accadute), il grande successo di questo film porterà il regista a girarne un remake, Nella stretta morsa del ragno, nel 1971.
Il quarto episodio de Il giardino delle torture, L’uomo che collezionava Poe, è anch'esso legato alla figura di Poe e ai misteri legati alla sua vita e alle sue opere.

In Tre passi nel delirio tre noti registi, Roger Vadim, Louis Malle, e Federico Fellini, adattano rispettivamente Metzengerstein, William Wilson e Non scommettere la testa col diavolo, i primi due molto più fedeli ai testi originali, mentre Fellini reinterpreta la storia mostrandoci un alter ego di Poe, il personaggio protagonista Toby Dammit (interpretato da Terence Stamp), colmo di angoscia e tormento.
Un altro regista che ha subito il fascino dell'opera di Poe è Jan Svankmajer, traendone l'ispirazione per diversi corti, come La casa Usher (1982) e The Pit, the Pendulum and Hope (1984).
Del 1990 è Due occhi diabolici, realizzato a quattro mani da George Romero e Dario Argento, film composto da due episodi concepiti come omaggio a Edgar Allan Poe, in cui Romero dirige Fatti nella vita del signor Valdemar e Argento Il gatto nero (in quest'ultimo episodio troviamo però anche riferimenti ad altre opere dello scrittore di Boston).
Tra le produzione più recenti sono da segnalare Twixt di Francis Ford Coppola (2011), The Raven di James McTeigue e P.O.E. Poetry of Eerie (entrambi del 2012).

In Twixt appare lo spettro dello scrittore (interpretato da Ben Chaplin), come guida del protagonista, mentre nel thriller The Raven vengono immaginati i suoi ultimi giorni di vita, che lo vedrebbero impegnato ad aiutare la polizia a trovare un serial killer che emula i suoi racconti,
P.O.E. Poetry of Eerie è invece una produzione indipendente italiana basata sui racconti di Edgar Allan Poe, un film composto da 13 episodi diretti da vari registi, ispirati a racconti come Il cuore rivelatore, Il gatto nero, La tomba di Ligeia e Berenice.
Da anni il regista Tim Burton accarezza l'idea di girare un film sulla vita di Edgar Allan Poe, visto l'ammirazione che nutre per le sue opere e la loro influenza sul suo cinema; un omaggio che potrebbe rivelarsi interessante in quanto realizzato da uno dei registi più "gotici" degli ultimi anni.



19 GENNAIO 1868: NASCE GUSTAV MEYRINK


Gustav Meyrink, pseudonimo di Gustav Meyer, fu uno scrittore, traduttore, banchiere ed esoterista austriaco, noto per la sua opera esoterica Il Golem, che riprende una vecchia leggenda ebraica di Praga.
Figlio illegittimo di un ministro del Württemberg, il barone Karl von
Varnbüler, e dell'attrice ebrea Maria Meyer,  nacque a Vienna il 19 gennaio 1868 e crebbe con la nonna materna ad Amburgo, frequentando poi il gymnasium a Monaco e la scuola commerciale a Praga, città nella quale iniziò a lavorare come impiegato in un'azienda di esportazione.
In Il mio risveglio alla veggenza, breve brano autobiografico composto all'inizio degli anni venti, Meyrink racconta di aver avuto, fino al 1891, tre interessi nella vita: le donne, gli scacchi e il canottaggio. Colto da tedio esistenziale e da continue delusioni in campo amoroso, decise di porre fine alla sua esistenza, fino a quando, già con in pugno la sua arma, sotto la porta del suo studio venne fatto scivolare un opuscolo dal commesso di una libreria.
« Presi il fascicolo e cominciai a sfogliarlo. Contenuto: spiritismo, occultismo, stregoneria. Questi argomenti, che fino ad allora avevo conosciuto solo per sentito parlare, a tal segno risvegliarono il mio interesse, che riposi la rivoltella nel cassetto... »
Fu poi come titolare del Primo ufficio del cambio cristiano, piccola banca che aprì in Piazza San Venceslao nel 1889 e che poi chiuse nel 1902.
Fallita e chiusa la piccola banca, Meyrink decise di cambiare completamente la sua attività e con essa la sua vita intraprendendo la carriera di scrittore. Dapprima iniziò a leggere un gran numero di libri sull'occultismo, preso da una ansia ardente di sapere. Desideroso di approfondire quanto appreso, iniziò a frequentare gli ambienti spiritici, ma rimase ben presto deluso dai personaggi cui veniva a contatto. Tali frequentazioni, però, fecero emergere una capacità visionaria nascosta nella sua personalità e che lo spinse in maniera decisiva verso la carriera di scrittore.
Inizia così a usare lo pseudonimo con cui a tutt'oggi rimane noto (Meyrink): le sue prime storie sono una serie di racconti apparsi sulla rivista Simplicissimus di Monaco, raccolte successivamente in quattro volumi: Wachsifgurenkabinett, Orchidee, Der heisse Soldat, Jorn Uhl und Hilligenlei, poi riuniti, insieme ad altri lavori all'epoca inediti, nei tre tomi di Des deutschen Spiessers Wunderhorn, edita sempre a Monaco nel 1913.
Il vero successo, però, giunse con la pubblicazione de Il Golem (Der Golem, 1915). Seguirono Das grüne Gesicht (1917 - La faccia verde), Walpurgisnacht (1917 - La notte di Valpurga), Der weisse Domenikaner (1922 - Il domenicano bianco) e Der Engel vom weistlicher Fenster (1927 - L'angelo della finestra occidentale).
In Italia si deve al filosofo Julius Evola la traduzione e diffusione di molte sue opere.
Tutti i suoi romanzi sono intrisi di quella magia e di quel mistero che, sola fra tutte, riesce ad esprimere la città di Praga, oltre che dalle tematiche occultiste e spiritiste oggetto dello studio di Meyrink per molti anni della sua vita.
Vita caratterizzata, per larghi tratti, dalla passione, oltre che per i libri e la conoscenza, raccolta in maniera abbastanza caotica e poco sistematica, soprattutto per le donne, gli scacchi e il canottaggio. Non solo: i suoi studi e le sue opere miravano ad una conoscenza profonda di se stessi, perché solo tale conoscenza porta all'immortalità.
Dopo essersi convertito al buddhismo, Meyrink si spegne a Starnberg, nei pressi di Monaco, il 4 dicembre 1932.


 

19 GENNAIO 1809: NASCE EDGAR ALLAN POE


Il 18 gennaio 1809, a Boston, nasce Edgar Allan Poe, considerato il padre della letteratura dell'orrore, del racconto poliziesco e del giallo psicologico, oltre che essere uno dei più celebrati poeti americani.
Sebbene la sua vita e le sue opere siano posteriori rispetto al periodo del romanzo gotico vero e proprio, Poe ha finito per essere considerato uno dei rappresentanti più importanti del genere gotico. Del movimento neogotico, infatti, riprende talune suggestioni, svincolandosi però dalle ambientazioni
tipiche del gotico, e sviluppandone più gli aspetti psicologici, indagando fra le ossessioni e gli incubi
personali; pertanto può anche essere considerato come un precursore del decadentismo.
Scrittore di grande inventiva, ha anticipato generi letterari quali il racconto poliziesco (i suoi personaggi Auguste Dupin e William Legrand si possono considerare gli antenati più diretti dello Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle), e la fantascienza.
I genitori erano entrambi attori ma, poco dopo la sua nascita, il padre abbandonerà la famiglia.
Nel 1811 la madre muore e viene allevato da John Allan, mercante di tabacco di Richmond, che gli impartirà una buona educazione.
Nel 1826 frequenta l’università della Virginia ma poco dopo tornerà a Richmond.
Si arruola nell’esercito nel 1827 col nome di Edgar Allan Perry e raggiungerà il grado di sergente maggiore. Viene iscritto da John Allan all’accademia di West Point dalla quale però poi verrà espulso.
Negli anni seguenti pubblicherà: Al Aaraaf, Tamerlano e poesie brevi, Poems e Manoscritto trovato in una bottiglia.
Nel 1834 muore John Allan. Nel 1835 Poe è redattore del Southern Literary Messenger. Viene licenziato.
Va a New York dove scrive Le avventure di Arthur Gordon Pym. Nel 1839 lavora per il Burton’s Gentleman e pubblica la raccolta I racconti dell’arabesco e del grottesco. In seguito pubblicherà Gli assassinii della Rue Morgue.
Nel 1845 sulla rivista America Review pubblica il poemetto Il corvo che lo renderà famoso a livello mondiale. Compra la rivista Broadway Journal ma in seguito, causa problemi con l’alcool, la venderà.
Nel 1847 muore la moglie, Virginia, di tubercolosi. Nel 1849 pubblica il poemetto in prosa Eureka che verrà acclamato in tutto il mondo e che contiene brillanti intuizioni scientifiche che anticipano anche la teoria della relatività di Einstein.
Il 7 ottobre 1849 morirà ricoverato al Washington College Hospital.


sabato 18 gennaio 2014

I DIAVOLI DI KEN RUSSELL


I Diavoli (The Devils) è un film del 1971 del controverso regista Ken Russell.
Tratto dall'omonimo dramma teatrale di John Whiting, a sua volta ispirato al romanzo di Aldous Huxley, I diavoli di Loudun.
La vicenda prendeva inoltre spunto da un fatto veramente accaduto in Francia, nella prima metà del XVII secolo, considerato come il più famoso caso di possessione demoniaca di massa della storia, epilogo di un periodo costellato dalla guerra di religione che imperversò in Francia negli ultimi cinquant'anni tra i cattolici e gli ugonotti.
L'argomento era dunque già scottante di per sé, tanto più lo divenne in mano al provocatorio regista.
Il prodotto finale sarà estremamente visionario, di forte impatto visivo e sconvolgente nei contenuti.

Trama: Ristabilita la pace dopo le guerre di religione, il cardinale Richelieu, per consolidare il potere regio, invia il barone di Laubardemont a Loudun, nel Poitou, con l'incarico di abbatterne le fortificazioni.
Il prete Urbano Grandier, a cui l'appena deceduto governatore Sainte-Marthe ha concesso i pieni poteri fino all'elezione del suo successore, si oppone all'abbattimento delle mura cosciente che questo sarebbe stato il primo passo per la totale revoca delle libertà e dell'autonomia cittadina.
Grandier diviene molto popolare ma, essendo un uomo avvenente e affascinante, intrattiene rapporti carnali con numerose sue penitenti; fino a unirsi segretamente in matrimonio con la giovane Madeleine de Brou.
Anche madre Jeanne degli Angeli, superiora delle Orsoline di Loudoun, prova una segreta passione per Grandier: ella, entrata in monastero senza vocazione perché, a causa di una sua deformità, non aveva trovato marito, comincia a essere ossessionata dal pensiero di Grandier che immagina mentre, come Cristo, cammina sulle acque o è appeso in croce.
Quando scopre delle nozze segrete del prete con Madeleine, che in precedenza aveva cercato di abbracciare la vita religiosa nel suo monastero, madre Jeanne offre a Grandier la carica di direttore spirituale del convento, ma egli rifiuta la proposta inviando al suo posto il canonico Mignon, cugino di Trincant. A quel punto la religiosa comincia a dare segni di isterismo e accusa Grandier di aver usato pratiche demoniache per entrare in convento e di aver abusato di lei e di altre monache.
L'isterismo della madre superiora si estenderà alle altre monache, da lì partiranno un'inchiesta e un processo che coinvolgerà Grandier.

I temi presenti nel film sono la strumentalizzazione della religione da parte della politica, il problema del voto di castità, la cieca ignoranza che travolge il tentativo illuminante della ragione; essi vengono presentati attraverso dei "barocchismi" volutamente esasperati, anche grazie alla magistrale scenografia di Derk Jarman (regista di Caravaggio), con una rappresentazione fortemente teatrale.
Magistrale è inoltre l'interpretazione degli attori, in particolare Oliver Reed, nel mostrarci un uomo che, pur essendo di illuminata fede, è assalito dai dubbi e dalle debolezze tipici di ogni essere umano, e Vanessa Redgrave che, nel ruolo della madre superiora, incarna un personaggio dalla sessualità repressa che confonde il desiderio carnale col misticismo.
Il film accese violente polemiche e fu interpretato come un'opera contro la religione quando, in realtà, condannava la strumentalizzazione politica della fede.
Durante il Festival di Venezia del 1971, dove fu presentato, venne accusato di essere volgare e blasfemo, mettendo in grave imbarazzo l'allora direttore Gian Luigi Rondi che rischiò la poltrona dopo gli attacchi da parte delle cariche ecclesiastiche, fra cui anche il patriarca di Venezia Albino Luciani.
A causa di una recensione positiva perse inoltre il posto il critico e poeta Giovanni Raboni, licenziato dal giornale cattolico Avvenire.
Il pubblico a Venezia ne decretò invece e, in risposta alle polemiche che erano state sollevate, fu organizzata, a furor di popolo, una proiezione straordinaria notturna al Palazzo della Biennale.
Meno fortunata è stata l'uscita e la distribuzione del film in Italia.
Uscito nelle sale cinematografiche italiane il 7 gennaio 1972, ne venne subito ordinato il sequestro a cura della procura di Verona. Altre azioni di sequestro portarono la Corte di Cassazione ad una sentenza di definitiva assoluzione.
Nonostante questo, non fu più rieditato per le sale cinematografiche tranne in qualche sporadica occasione. A parte l'edizione in VHS nella seconda metà degli anni '80, questo film è quasi introvabile in home video.
I tagli sono stati inoltre numerosi e le le scene censurate sarebbero andate perdute se il critico inglese Mark Kermode, amico di Russell, non le avesse ritrovate dopo una lunga ricerca. Grazie a Kermode il British Film Institute è riuscito a rimettere insieme la versione integrale del film e lo ha presentato ad una proiezione speciale. Varie versioni tagliate sono reperibili in DVD praticamente dappertutto. Al momento, la più completa è quella in due DVD edita dal British Film Institute: le scene sono sempre assenti dal montaggio finale ma vengono inserite in uno degli extra.
La forte carica iconoclasta del film, attraverso sequenze allucinanti e grottesche, lo rende un film non adatto agli stomaci deboli, ma fondamentale nella storia del cinema come opera di rottura e capolavoro dal punto di vista estetico-formale.

Ne consiglio la visione agli amanti del cinema trasgressivo e visionario, un'opera di forte impatto anche nei nostri giorni.

venerdì 17 gennaio 2014

LETTURE GOTICO-VISIONARIE: 999 - RACCONTI INEDITI PER UN MILLENNIO DA BRIVIDO, A CURA DI AL SARRANTONIO



A cura di: Al Sarrantonio
Collana: I libri della mezzanotte n. 5, Sperling & Kupfer 1999
Genere: Horror

Mi sono imbattuta in quest'antologia del 1999 dove, a fine millennio, si è deciso di raccogliere racconti di alcuni dei più amati autori del genere horror, senza fissare una tematica precisa di riferimento.
In questa raccolta ho trovato delle riconferme dei miei amori letterari con le opere di Stephen King, Neil Gaiman, Joyce Carol Oates, John Ramsey Campbell e Joe R. Lansdale, e ho avuto modo di scoprirne altri come Nancy A. Collins ed Edward Lee.
In particolare da segnalare sono lo struggente e gotico Le rovine di Contracoeur della Oates, l'ironico Il blues della ragazza pesce gatto della Collins, lo splatter e pulp Terapia intensiva di Lee e il tipicamente lansdeliano L'estate della rabbia.
Una raccolta eterogenea consigliabile agli amanti del genere che non rimarranno delusi.

Racconti inclusi in 999:


  1. Amerikani morti all'obitorio di Mosca // Kim Newman
  2. Le rovine di Contracoeur // Joyce Carol Oates
  3. Il gufo e il gatto // Thomas M. Disch
  4. Il Virus della strada va a Nord // Stephen King
  5. Souvenir e tesori: una storia d'amore // Neil Gaiman
  6. Cose che crescono // T. E. D. Klein
  7. Venerdì santo // F. Paul Wilson
  8. Stralci tratti dai verbali del New Zodiac e dai diari di Henry Watson Fairfax // Chet Williamson
  9. Le megere // Eric Van Lustbader
  10. Itinerario // Tim Powers
  11. Il blues della ragazza pesce gatto // Nancy A. Collins
  12. L'intrattenimento // John Ramsey Campbell
  13. Terapia intensiva // Edward Lee
  14. La tomba // P. D. Cacek
  15. Delle ombre e dell'oscurità // Thomas Ligotti
  16. L'estate della rabbia // Joe R. Lansdale

giovedì 16 gennaio 2014

QUANDO L'ARTE RESPIRA

Quando, grazie al digitale, l'arte prende vita.
Questo video anima capolavori del simbolismo, manierismo, paesaggismo, romanticismo e neoclassicismo, grazie al progetto di Rino Stefano Tagliaferro.
Il sito del progetto



16 GENNAIO: AUGURI A JOHN CARPENTER


Auguri a John Carpenter, regista, sceneggiatore, compositore, attore e produttore cinematografico statunitense, nato a Carthage, il 16 gennaio 1948. Tra i suoi lavori più famosi si annoverano
Distretto 13 - Le brigate della morte (1976), 1997: Fuga da New York (1981), La cosa (1982), Christine - La macchina infernale (1983), Essi vivono (1988) e Il seme della follia (1994).
Carpenter è stato regista di un episodio della serie Masters of Horror, in cui egli è stato
uno dei tredici registi coinvolti nella prima stagione. L'episodio da lui diretto, Cigarette Burns - Incubo mortale, è stato accolto da critiche generalmente positive, e dopo questo fatto Carpenter ha deciso di dirigere ancora un altro episodio per la seconda serie del programma
I suoi film, da uno stile ben riconoscibile, sono caratterizzati da fotografia e illuminazione minimalisti, una macchina da presa non eccessivamente mobile e colonne sonore, spesso realizzate mediante sintetizzatore, composte da lui stesso, alle volte in collaborazione con altri. Carpenter afferma di essere stato influenzato dai racconti di H.P. Lovecraft, dalle opere di Howard Hawks, Alfred Hitchcock e dalla serie televisiva Ai confini della realtà. I suoi film glorificano spesso degli anti-eroi, personaggi di estrazione proletaria e i suoi soggetti hanno spesso tematiche che riflettono una forte critica sulla società capitalistica americana; esempi di questo sono in particolare Essi vivono, 1997: Fuga da New York e Fuga da Los Angeles. Un'altra costante è il rapporto del bene e del male e dell'identità della realtà e dei valori della società moderna.


mercoledì 15 gennaio 2014

15 GENNAIO: AUGURI A MARCO MANETTI


Auguri a Marco Manetti, regista e sceneggiatore, nato a Roma, il 15 gennaio 1968.
Insieme al fratello Antonio ha costituito un sodalizio noto come Manetti Bros, noto per l'amore per i film di genere.
Debuttano nella regia dirigendo nel 1995 Consegna a domicilio, episodio del film DeGenerazione. Nel 1997 dirigono un piccolo film prodotto dalla Rai, Torino Boys, che narra delle avventure di un gruppo di nigeriani. Il film vince il Premio speciale della giuria al Torino Film Festival e lancia i due fratelli come registi emergenti.
Nel 2000 dirigono Zora la vampira, interpretato tra gli altri da Carlo Verdone. Il film però non incassa molto. Nel 2005 dirigono un piccolo film thriller, costato 70.000 euro e girato in digitale, ambientato per la maggior parte dentro un ascensore, Piano 17. Nel 2011 portano alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione Controcampo Italiano il film L'arrivo di Wang. Nel 2012 i Manetti si sperimentano nel genere amato dell'horror con Paura 3D.
Per la televisione i due fratelli dirigono una serie di cortometraggi per il programma Stracult, la serie televisiva L'ispettore Coliandro, che omaggia il cinema di genere, e tre episodi della serie Crimini.
Per il web i due fratelli hanno girato una serie di corti da scaricare, intitolati SCUM - The web series.



martedì 14 gennaio 2014

14 GENNAIO: AUGURI A PATRICIA MORRISON


Auguri a Patricia Morrison, bassista e cantante statunitense, nata a Los Angeles, il 14 gennaio 1962).
È nota principalmente per aver fatto parte di tre gruppi rock di culto quali The Gun Club, The Damned e The Sisters of Mercy. È sposata con Dave Vanian, cantante e leader degli stessi Damned, dal quale ha avuto una figlia, Emily, nata nel 2004.
Patricia Morrison, fin dall'adolescenza, è stata parte integrante della scena punk di Los Angeles. Iniziò a suonare il basso all'età di 16 anni: la sua prima band, Femme Fatale, però non si esibì mai dal vivo. Nel 1976, insieme all'amica Alice Armendaryz fondò The Bags. In piena esplosione punk, avevano l'abitudine di suonare con un sacchetto in testa per celare lo loro identità. Si esibirono in moltissimi locali della costa ovest, fino a supportare Iggy Pop a Seattle. A seguito di aspri dissapori con Alice Armendaryz, fu costretta a lasciare la formazione con l'accusa "di essere troppo punk".
Nel 1981 fondò i Legal Weapon con il cantante Kat Arthur, il chitarrista Brian Hansen e il batterista Charlie Vartanian. La formazione cambiò in seguito e il gruppo pubblicò No Sorrow, un EP di cinque brani. Al momento della sua uscita, i rapporti rimasero amichevoli.
Nel 1982 si unì ai Gun-Club per sostituire il bassista Rob Ritter; con loro fu pubblicato l'album The Las Vegas Story e partecipò anche a un loro progetto colleaterale, The Legendary Sturdust
Cowboy.
Dopo due tour, nel 1984 lasciò il gruppo e costituì, insieme a Kid Congo Powers, i Fur Bible. Con questa band pubblicò un EP e suonò come supporto per Siouxsie and the Banshees.
Nel 1986 Patricia Morrison fu contattata da Andrew Eldritch per unirsi ai suoi The Sisters of Mercy. La collaborazione iniziò prima sull'album Gift (pubblicato come Sisterhood) del 1986 e quindi proseguì in Floodland (pubblicato come The Sisters of Mercy) del 1987, sempre come bassista e corista. Patricia Morrison lasciò i progetti di Eldritch nei primi anni novanta, in forte contrasto con quest'ultimo. In particolare, non fu mai smentita la voce che la voleva essere stata scelta semplicemente per il suo personale, incarnazione della perfetta Goth-Pin-up, piuttosto che per le sue doti musicali.
La canzone dei Sisters of Mercy Lucretia My Reflection è stata scritta da Eldritch con soggetto proprio Patricia Morrison, paragonata nel testo alla figura di Lucrezia Borgia.
Ad ogni modo, la sua presenza è rimasta indissolubilmente legata a quello che è stato il maggiore successo commerciale dei Sisters of Mercy: l'acconciatura, il rossetto nero e il suo guardaroba fetish attirarono molti nuovi fans in un periodo in cui i video musicali erano all'apice della popolarità.
Nel 1994 ha pubblicato l'album solista Reflect on This. All'epoca era in difficoltà economiche e riuscì a registrare l'album grazie al contributo di alcuni amici come il batterista Franco Rogantan e il manager Ian Blacakaby. Al disco seguì un tour con diversi concerti in Gran Bretagna, Germania e Repubblica Ceca.
Nel 1996 fu invitata a far parte dei Damned dopo che il bassista Paul Gray era stato ferito da un fan durante un concerto. Quello stesso anno ha sposato il loro cantante, Dave Vanian.. Assieme ai Damned ha suonato praticamente in tutto il mondo.  Dopo la nascita della figlia Emily Vanian, ha lasciato la band ed è stata sostituita da Stu West.
Famosa per la sua bellezza e il suo look goth-rock, ha definito le tre cose più strane che abbia fatto come "avere sposato un vampiro, avere scalato il Vesuvio sui tacchi alti e avere deciso di fare la bassista invece di essere una veterinaria."


 

lunedì 13 gennaio 2014

13 GENNAIO 1893: NASCE CLARK ASHTON SMITH


Clark Ashton Smith, poeta, scrittore, scultore e pittore statunitense, nacque ad Auburn, il 13 gennaio 1893.
Noto soprattutto come  autore di racconti fantasy, orrore e fantascienza, ha avuto un'amicizia letteraria con Howard Phillips Lovecraft.
Smith passò la maggior parte della sua vita nella piccola cittadina di Auburn, vivendo in una piccola casa con i suoi genitori, Fanny e Timeus Smith. La sua educazione formale fu limitata, continuò ad insegnare a sé stesso dopo aver lasciato la scuola, imparando francese e spagnolo, e la sua memoria eccezionale gli permise di ottenere moltissimo dalla semplice lettura, che includeva quella di interi dizionari ed enciclopedie.
Smith iniziò a scrivere storie all'età di undici anni e due di loro, The Sword of Zagan e The Black Diamonds, sono state pubblicate dalla Hippocampus Press nei primi anni del XX secolo. Entrambe le storie sono ambientate in uno scenario da Le mille e una notte, raccolta che assieme ai lavori di Edgar Allan Poe e le favole dei Fratelli Grimm ha influenzato moltissimo le prime opere di Smith.
Nella sua più tarda giovinezza Smith divenne un protetto del poeta di San Francisco George Sterling, dal quale fu aiutato a pubblicare il suo primo volume di poesie, The Star-Treader and Other Poems, quando aveva diciannove anni. The Star-Treader fu accolto molto favorevolmente dai critici americani, tanto che uno di essi lo chiamò "il Keats del Pacifico". Smith fece la conoscenza di Sterling attraverso un membro del locale Aubur Monday Night Club, dove recitò molti suoi poemi con considerevole successo. La pubblicazione di Ebony and Crystal nel 1922 fu seguita dalla prima lettera di una lunga corrispondenza da parte di H. P. Lovecraft.
Smith rimase povero per gran parte della sua vita e fu spesso costretto a fare lavori manuali come raccoglitore di frutta o boscaiolo per poter mantenere sé stesso e i suoi genitori. In seguito alla morte dei suoi genitori si sposò con Carol Jones Dorman il 10 novembre 1954 e si trasferì a Pacific Grove, California, dove con lei e i suoi figli mise su una famiglia.
Smith scrisse la maggior parte dei suoi racconti horror e storie considerate appartenenti alla cosiddetta mitologia Cthulhu probabilmente sotto l'influenza diretta di H. P. Lovecraft. Tra le creature di sua invenzione vi sono Aforgomon, Rlim-Shaikorth, Mordiggian, Tsathoggua, il mago Eibon e molti altri.
Le storie formano diversi cicli, chiamati secondo le terre in cui sono ambientati: Averoigne, Hyperborea, Marte, Poseidonis, Xiccarph, Zothique. Le storie ambientate in Zothique appartengono al sottogenere fantascientifico della Terra morente.
I suoi racconti appavervo originariamente nelle riviste Weird Tales, Strange Tales, Astounding Stories, Stirring Science Stories e Wonder Stories.
Negli ultimi anni della sua vita si dedicò principalmente alla scultura, morì a Pacific Grove il 14 agosto 1961.

domenica 12 gennaio 2014

12 GENNAIO: AUGURI A ROB ZOMBIE


Auguri a Rob Zombie, che nasce come Robert Bartleh Cummings il 12 gennaio del 1965.
Musicista, regista, sceneggiatore e produttore, è stato il fondatore della band White Zombie (1985-1998), di cui ha diretto la maggior parte dei video musicali e scritto i testi (noti per i loro temi d'ispirazione horror/fantascientifica).
In seguito allo scioglimento della band è stato musicista solista e ha intrapreso la carriera di regista e sceneggiatore.
Il suo primo film, La casa dei 1000 corpi, fu completato nel 2000, ma uscì nelle sale cinematografiche solo nel 2003; il sequel, La casa del Diavolo, uscì nel 2005.
Nel 2007 esce Halloween - The Beginning, un remake del film del 1978, e nel 2009 il suo sequel, Halloween II.
Nel 2009 realizza il suo primo film animato, The Haunted World of El Superbeasto, basato su una serie di fumetti da lui realizzati.
Nel 2013 esce Le streghe di Salem.

12 GENNAIO 1628: NASCE CHARLES PERRAULT


Charles Perrault, scrittore francese, nato a  Parigi, il 12 gennaio 1628, fu membro dell'Académie française dal 1671, e autore del celebre libro di fiabe Histoires ou contes du temps passés, avec des moralités, noto in seguito come Contes de ma mère l'Oye (it. I racconti di Mamma Oca), raccolta di undici fiabe fra cui Cappuccetto Rosso, Barbablù, La bella addormentata, Pollicino, Cenerentola e Il gatto con gli stivali.
La famiglia  era altoborghese, vicina alla Corte di Francia, numerosa e adeguatamente facoltosa. Frequentò le migliori scuole e studiò legge, trovando poi lavoro nei servizi statali. Prese parte alla creazione dell'Accademia delle Scienze e al restauro dell'Accademia della Pittura. Quando venne fondata l'Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, nel 1663, Perrault ne venne nominato segretario a vita. Prese parte alla "diatriba fra antichi e moderni" (Querelle des Anciens et des Modernes), in cui si affrontavano sostenitori della letteratura antica e sostenitori della letteratura dell'epoca di Luigi XIV; per sostenere la causa dei "Moderni" scrisse Le Siècle de Louis le Grand (Il secolo di Luigi il grande, 1687) e Querelle des Anciens et des Modernes (Confronto fra antichi e moderni, 1688-1692).
All'età di cinquantacinque anni, nel 1680, pubblicò il volume Racconti e storie del passato con una morale, col sottotitolo I racconti di mamma l'oca, pubblicato a nome del suo terzo figlio, si pensa che in seguito ad un rissa il più piccolo dei suo figli dovette andare in carcere per qualche tempo così suo padre per rifargli la reputazione intitolò a nome di suo figlio la raccolta di fiabe. Non è possibile che le abbia scritte suo figlio perché la pubblicazione avvenne quando aveva ancora diciannove anni e non poteva ancora aver tale padronanza delle facoltà linguistiche una così ampia esperienza della vita. Il figlio morì due anni dopo all'età di ventun anni. Questo libro ebbe un inaspettato e travolgente successo, rendendo il nome di Perrault famoso anche al di fuori dei circoli letterari e artistici e dando di fatto inizio a un nuovo genere letterario, quello della fiaba. Sebbene molte storie di Perrault siano trascrizioni di storie tradizionali della cultura popolare (per esempio adattate dalle versioni di Giambattista Basile), lo scrittore francese non si riproponeva solo di "riportare" queste storie, bensì arricchiva il canovaccio tradizionale con proprie intuizioni creative. Così ritroviamo nelle sue fiabe luoghi della Francia della sua epoca, come il Castello di Ussé che si dice rappresentato ne La bella addormentata e Il gatto con gli stivali, o riferimenti alla moda francese del XVII secolo. Alcune sue idee originali sono percepite, nella cultura popolare moderna, come parte essenziale delle relative fiabe; si pensi per esempio alle scarpette di cristallo, che fanno la loro apparizione, per la prima volta, nella Cenerentola di Perrault.
Le più celebri fiabe di Perrault (come quelle dei Grimm o di Andersen) sono universalmente note e parte indelebile della nostra cultura; i riferimenti a esse in altre opere d'arte e in altri contesti sono semplicemente incalcolabili, così come sono numerosissime le trasposizioni in opere liriche, teatrali, cinematografiche, musicali, e così via. Si possono ricordare in particolare:

Pollicino
La bella addormentata
Il gatto con gli stivali
Cappuccetto Rosso
Barbablù
Il gatto con gli stivali
Cenerentola
Enrichetto dal ciuffo

All'opera di Perrault si deve anche la diffusione del nome Mamma Oca nella letteratura per bambini, sebbene il nome stesso fosse già stato utilizzato prima della pubblicazione dei Racconti di Mamma Oca.
Dopo la morte di Perrault, avvenuta nel 1703 a Parigi, venne pubblicata una raccolta di sue fiabe col titolo Contes ("racconti"), composta dai Racconti di Mamma Oca con l'aggiunta di altre tre storie in versi: Grisédélis, Les Souhaits ridicules e Peau d'âne (Pelle d'asino).

venerdì 10 gennaio 2014

L'ANIMA GOTICA: IL GOTHIC SURREALISM NELL'ARTE


Ovviamente parlando di gotico nell'arte in questo post non mi riferisco allo stile artistico-architettonico nato nel XII secolo, anche se alcune suggestioni rielaborate possono essere ritrovate nel Gothic Surrealism.
Fin dalla nascita del Surrealismo c'è un forte legame invece con le atmosfere della letteratura gotica del XIX secolo, Breton infatti nel suo Manifesto del Surrealismo (1924) cita l'opera di M. Lewis Il monaco come una delle sue preferite fonti d'ispirazione.
Uno dei ponti tra la letteratura gotica e il surrealismo sono le opere di Freud (il cui metodo veniva applicato da molti surrealisti all'arte): i suoi studi sul perturbante infatti prendono utilizzano spesso come oggetto di analisi i romanzi gotici, come Il castello di Otranto e Vathek.
Il surrealismo affronta inoltre gli aspetti più complessi della sessualità che possono anche essere rintracciati in questo genere di letteratura e nelle sue rielaborazioni cinematografiche; uno degli scopi principali dell'arte surreale era infatti esplorare gli aspetti più nascosti della psiche e della libido a cui la letteratura gotica dava forma attraverso i suoi personaggi.
Fantasia e immaginazione sono le parole chiave di entrambi i generi, ma esistono anche delle differenze: la letteratura gotica subiva il gusto per il passato, il surrealismo cerca di proiettarsi verso il futuro, la prima mostra spesso personaggi femminili passivi, il secondo cerca di creare l'immagine di una donna sensuale e libera dalle proprie inibizioni.

Tra gli artisti surrealisti che hanno subito l'influenza delle atmosfere gotiche troviamo Max Ernst; il suo dipinto Foresta e colomba, riprende il motivo della foresta, molto presente nel romanzo gotico, vista come luogo del perturbante e del mistero, che attrae e respinge.
Salvador Dalì ha inoltre illustrato diverse scene del Castello di Otranto di Walpole, come molti altri artisti che hanno usato le opere gotiche come soggetto da rielaborare.
Tra gli artisti neo surrealisti contemporanei il legame con la letteratura gotica si fa forse ancora più evidente; basti pensare alle opere di Eugenio Recuenco, Michael Parkes, Trevor Brown, Lori Earley e Nathalie Shau, ma soprattutto al dark surrealism del più noto HR Giger, in cui l'atmosfera gotica si fonde col cyber-punk.
Il Neo-gothic surrealism è infatti un movimento artistico contemporaneo che riprende questi legami tra letteratura gotica e surrealismo, aggiungendo suggestioni prese dal manga, gli anime e la stop-motion animation e dello steam-punk, enfatizzando ogni elemento: tale tendenza è anche riscontrabile nel cinema di Tim Burton che unisce le atmosfere gotiche con lo stile surreale.




giovedì 9 gennaio 2014

9 GENNAIO 1890: NASCE KAREL ČAPEK


Karel Čapek, giornalista, scrittore e drammaturgo ceco, è nato il  9 gennaio 1890 a Malé Svatoňovice in Boemia, nell'Impero Austro-Ungarico.
Figlio di un dottore, studiò filosofia a Praga per poi divenire giornalista.
Assieme al fratello Josef elaborò i suoi primi scritti, e dopo le opere letterarie Boží muka (Crocefisso accanto alla strada) e Trapné povídky (Racconti tormentosi) del 1917, incominciò la sua carriera autonoma, che sfociò ben presto in attività teatrale.
L'opera di esordio fu, nel 1920, Loupežník (Il malandrino), una commedia incentrata sul contrasto fra la gioventù audace e la maturità tradizionalista.
Sempre nello stesso anno scrisse il suo lavoro più famoso, il dramma in tre atti R.U.R. (Rossumovi univerzální roboti). In quest'opera compare per la prima volta la parola robot (dal ceco robota, "lavoro duro, lavoro forzato"), che tanto successo ha avuto in seguito. Il termine fu inventato e suggerito all'autore dal fratello Josef. Va notato che i roboti di Čapek non sono in realtà robot nel senso poi attribuito al termini, ovvero automi meccanici, ma esseri "costruiti" producendo artificialmente le diverse parti del corpo e assemblandole insieme. In questa opera l'autore focalizzò i pericoli dello scientismo e del razionalismo, immaginando una società basata sul lavoro dei robot semi
umani, mancanti solo dell'anima, che piano piano si ribellano e schiacciano gli uomini. L'opera è a lieto fine, in quanto gli stessi robot scoprono l'amore ed i sentimenti.
Nel 1922 Čapek pubblicò il primo dei romanzi fondamentali della sua carriera, intitolato Továrna na absolutno (La fabbrica dell'assoluto).
Si trattò di un altro lavoro a sfondo utopistico retto da un pretesto scientifico che riuscì a liberare una trama dai contenuti paradossali: una macchina meccanica, nel rilasciare elettroni emette anche
particelle del Dio del cielo, che con i suoi miracoli suscita crisi e turbamenti oltre che una disastrosa organizzazione sociale basata sulla giustizia.
Sette anni dopo l'autore terminò due lavori intitolati Povídky z jedné kapsy (Racconti di una tasca) e Povídky z druhé kapsy (Racconti dall'altra tasca), ritenuti tra i più riusciti dello scrittore, nei quali
Čapek affrontò alcune fra le sue tematiche più care, quali il relativismo delle percezioni e delle convinzioni, la misteriosità della psiche e degli eventi.
Seguì una trilogia dedicata ai problemi della conoscenza, mentre l'ultima parte della sua carriera fu imperniata sull'analisi delle difficoltà contemporanee e sui presagi della guerra. Tra le opere di questa fase si annoverarono Válka s mloky (La guerra delle salamandre) del 1936, ricco di allusioni alla situazione politica degli anni trenta ma anche di critiche contro il colonialismo, lo sciovinismo ed il nazionalismo.
Le avvisaglie della guerra influenzarono il romanzo Bílá nemoc (La malattia bianca) del 1937, nel quale venne affrontata la dicotomia tra libertà e dittatura, fra guerra e pace.
L'ultima fatica letteraria pubblicata prima della morte dello scrittore risultò la tragedia Matka (La madre) del 1938, di matrice pacifista anche se l'autore, in queste pagine, non escluse la necessità di una guerra giusta per controbattere le conquiste militari violente.
Morì a Praga, il 26 dicembre 1938.

mercoledì 8 gennaio 2014

8 GENNAIO: AUGURI A DAVID BOWIE


Auguri al "duca bianco" David Bowie, cantautore, compositore e attore britannico, noto per il suo carisma, l'eclettismo e la carica provocatoria.
Nato l'8 Gennaio 1947 a Brixton (Londra), incide il primo disco nel 1964 e vive per tre anni nel giro dei piccoli gruppi R&B. La popolarità arriva, inaspettata, col singolo "Space Oddity", canzone di fantascienza dall'arrangiamento vagamente psichedelico. La sua vera carriera inizia con l'album "Hunky dory" del 1971 (undici mesi prima c'era stato "The man who sold the world" ma l'anno del trionfo è il successivo, quello dell'album "Ziggy Stardust", costellato da brani come "Rock'n'roll suicide", "Starman", "Suffragette city" o "Five years"). In Gran Bretagna l'album arriva al quinto posto delle classifiche.
"Aladdin sane" (aprile 1973) è invece album di transizione, con brani come "Panic in Detroit", "The Jean genie" e la splendida "Time". Nello stesso anno esce anche "Pin-ups", un album di covers. Nel maggio 1974 il primo dei cambiamenti, quello dell'epico "Diamond dogs", album futuribile e decadente, punteggiato da apocalittiche visioni post-nucleari e ispirato al romanzo "1984" di George Orwell. Memorabili la title-track, "Rebel rebel", "Rock'n'roll with me" e "1984".
Dopo un "David live", Bowie passa nel maggio 1975 a "Young americans", altro cambiamento.
E un altro ancora, con l'epico "Low", lo aspetta nel gennaio 1977. A metà del periodo d'oro del punk (estate 1976 - estate 1977) David Bowie esce infatti con un album elettronico, cupo, registrato a Berlino, fratturato, ambientale prima che il termine diventasse in uso vent'anni dopo. "Low", a detta della critica più accreditata, rimane forse il suo ultimo lavoro d'importanza centrale con canzoni come "Be my wife", "Speed of life" o "Always crashing in the same car" a fare da colonne portanti. Il difficile lavoro, non certo alla portata di tutte le orecchie, guadagna comunque il secondo posto in Inghilterra.
Il successivo "Heroes", giocato sulle stesse atmosfere ma meno claustrofobico, è un grande successo. Ormai è considerato un maestro del genere e un nome sicuro su cui puntare per ottenere successi con il marchio della qualità.
Successivamente avviene la svolta più commerciale, con brani come "Let's dance".
Il decennio discografico si conclude positivamente con l'album "Hours", un ritorno alla canzone nel suo stile più classico.
Dopo gli album "Heathen" e "Reality", si ritira dalle scene in seguito a dei problemi di salute, per ritornare solo nel 2013, con "The Next Day"; l'album contiene 14 nuovi brani registrati dal cantante durante gli ultimi 2 anni e riceverà un'ottima accoglienza di critica e pubblico, piazzandosi in vetta alle classifiche di numerosi Paesi (in Italia arriva fino alla seconda posizione).
Bowie si è inoltre distinto per le sue positive partecipazioni in diverse opere cinematografiche, come ad esempio "L' ultima tentazione di Cristo" (1988) del maestro Martin Scorsese, con Willem Dafoe e Harvey Keitel. Nel 2006 recita nel film di Christopher Nolan "The Prestige" (con Hugh Jackman, Christian Bale, Michael Caine e Scarlett Johansson) interpretando Nikola Tesla.