domenica 10 luglio 2016

Metamorphosis: gli artisti e le opere. Martin Blanco



Martin Blanco nasce il 14 giugno 1974 a Buenos Aires.
Ha esposto in tutto il mondo e attualmente vive ad Andorra dove lavora come artista e illustratore freelance, realizzando pubblicità, copertine di libri, di CV e DVD.
La sua arte è essenzialmente surrealista.
Utilizza diverse tecniche, tra cui la manipolazione fotografica, la pittura digitale e il disegno a matita.
Ha vinto 27 premi internazionali per quanto riguarda il disegno e l'arte digitale.
Ha esposto in mostre personali in Argentina, Spagna e  Andorra e ha partecipato a collettive a New York (Guggenheim Museum, MoMA Museum), Parigi (Louvre), Londra, Berlino, Los Angeles, Barcellona, Polonia e Canada.
Ha già collaborato con Dedalus Studi nel 2015, per Luci e ombre: Giger tribute (Teramo/Ripattoni).


Metamorphosis: Le opere e gli artisti. Elizabeth Barsham


Elizabeth Barsham è un'artista australiana che vive sull'isola di Tasmania.
Ha studiato arte a Melbourne e ha ottenuto diversi premi per i suoi quadri.
Insegna alla Nolan Art School a Hobart e ha esposto in diverse gallerie e collettive, partecipando anche alla mostra internazionale Simboli e archetipi organizzata da Dedalus Studi a Teramo, nel 2013.
Definita da molti surrealista, preferisce definire la sua arte come Tasmanian gothic, in cui il fantasy e il gotico s'intrecciano con un acuto e ironico senso della realtà.



Metamorphosis: gli artisti e le opere. Matt Anderson


L'opera di Matt Anderson esprime la connessione tra tecnologia ed essere umano, come trasforma la nostra percezione di noi stessi, interrogandosi sul nostro futuro.
Influenzato da artisti e pensatori come  Hieronymus Bosch, H.R. Gïger, Bill Brandt e Albert Camus, la sua arte riflette una concezione surrealista della transitorietà della mente, dell'assurdità della condizione umana e della superficialità della vita moderna che nega la possibilità di autentici contatti umani.
Privilegia ritrarre dei momenti di transitorietà, in cui degli eventi stanno per accadere o sono appena accaduti, attraverso le sue opere l'artista parla di sé, delle sue esperienze e delle sue idee.


Metamorphosis: gli artisti e le opere. Evelyn Adamek



Inizia la presentazione degli artisti che, dal 23 al 30 luglio, esporranno le loro opere in occasione della collettiva internazionale Metamorphosis: Kafka tribute, durante il festival Ripattoni in arte, a Bellante (TE).

Evelyn Adamek è nata a Lodz in Polonia, città ricca di stimoli culturali, provenienti soprattutto dal campo delle arti visive. In seguito si è trasferita in Italia.
Si è accostata istintivamente all'arte surrealista e visionaria, rifiutando però di rifarsi a un  modello preesistente, preferendo la ricerca dell'originalità in assoluto. La sua pittura potrebbe essere definita surrealista, visionaria, a volte espressionista..
I motivi della sua pittura sono tutti da ricondurre alle tematiche del mondo contemporaneo: la solitudine, la mancanza di dialogo, l'ipocrisia dei rapporti sociali, le difficoltà di comprensione fra uomini e donne, il rapporto uomo-terra.
Spesso ricorre la figura femminile, a volte per esprimere la forza delle donne nonostante le difficoltà della vita; altre volte essa viene mostrata oppressa e schiacciata da una società ostile.



giovedì 30 giugno 2016

METAMORPHOSIS: FRANZ KAFKA TRIBUTE

Franz Kafka nasce a Praga nel 1883, da un'agiata famiglia ebraica. Fin da piccolo Franz ha un difficile rapporto con il padre, chiuso e autoritario, che alimenta in lui la convinzione di essere debole e incapace di vivere. Laureatosi in legge, trova impiego presso una compagnia di assicurazioni. La sua salute è cagionevole: nonostante ciò affianca il lavoro, che detesta, con un’intensa attività letteraria a cui riserva le ore notturne. La tubercolosi lo costringe a frequenti ricoveri in sanatorio e, quando la malattia progredisce, la sente come una vera liberazione dal lavoro impiegatizio. Muore nel 1924, a soli 41 anni dopo aver dato disposizione che tutte le sue opere vengano distrutte, essendone insoddisfatto; fortunatamente l'amico Max Brod non rispetta le sue disposizioni testamentarie e la maggior parte dei suoi scritti saranno pubblicati postumi, ad eccezione del lungo racconto La metamorfosi. Esso infatti era stato già pubblicato alla fine del 1915 e rappresenta forse l'opera più nota di questo autore, in cui si descrivono le vicende di un uomo, Gregor Samsa, che una mattina si sveglia e scopre di essersi trasformato in un enorme scarafaggio.
Nel racconto troviamo le tematiche che contraddistinguono l'universo kafkiano, come l'alienazione dell'uomo moderno all’interno della famiglia e della società e l’incomunicabilità con i propri simili, mostrando un mondo in cui ogni individuo può essere minacciato da forze oscure e inconoscibili, che operano in maniera assurda e imperscrutabile sulla vita degli uomini.
Nella mostra Metamorphosis, curata dall'Associazione Dedalus Studi, i temi tipicamente kafkiani incontrano il neo-surrealismo e l'arte visionaria contemporanea, che li reinterpreta a secondo della visione personale di ciascun artista.
Una mostra dedicata sia al tema dell'assurdo che a quello dell'imperscrutabile e dell'onirico, attraverso le interpretazioni di artisti provenienti da tutto il mondo, uniti nel riconoscere l'importanza dell'immaginario kafkiano.
L'evento si terrà dal 23 al 30 luglio, presso il festival dedicato alle arti Ripattoni in arte, nel suggestivo teatro di Palazzo Saliceti, presso il borgo medievale di Ripattoni, frazione di Bellante (TE).
Per questo tributo sono stati selezionati, grazie a una prestigiosa giuria internazionale, artisti da diverse nazioni, come l’Australia, la Nuova Zelanda, gli Stati Uniti, il Messico, la Colombia, l’Argentina, la Francia, la Romania, l’Olanda, la Spagna, la Croazia e la Danimarca oltre ad artisti nazionali e locali.
Di seguito l’elenco di tutti gli artisti partecipanti:

Evelyn Adamek (Italia)
Matt Anderson (Nuova Zelanda)
Elizabeth Barsham (Australia)
Martin Blanco (Argentina)
Ettore Aldo Del Vigo (Italia)
Mario Devcic (Croazia)
Ruben Dominguez (Messico)
Bernard Dumaine (Francia) e Christina Haziapostolou
Lana Gentry con Ron Frisby(USA)
Fitnat Katircioglu (Francia)
Jake Kobrin (USA)
Eli Livingston (USA)
Barbra Loveless (USA)
Tonino Macrì (Italia)
Rafa Munoz (Spagna)
Dan Neamu (Romania)
Daniela Pedriale (Italia)
Corine Perier (Francia)
Pietro Pinto (Olanda)
Pinina Podestà (Italia)
Catalin Precup (Romania)
Helle Rask Crawford (Danimarca)
Luca Rossi (Italia)
Antonio Salamino (Italia)
Kristian Sinzar-Hafner (Italia)
Hector Toro (Colombia)





lunedì 11 gennaio 2016

CI HA LASCIATI IL CAMALEONTE DEL ROCK: ADDIO A DAVID BOWIE


Una delle ultime icone del rock ci ha lasciati: oggi David Bowie ha perso la sua lotta contro il cancro durata 18 mesi.
Aveva compiuto 69 anni tre giorni fa, nello stesso giorno era uscito Blackstar, il suo ultimo album.
Due settimane fa aveva annunciato il ritiro "definitivo e irrevocabile" dai palcoscenici che non frequentava dal 2006.
L'annuncio della sua morte è apparso sul suo profilo ufficiale Twitter e Facebook: "Dopo 18 mesi di lotta contro il cancro se ne è andato serenamente, circondato dalla sua famiglia".
Il suo vero nome era David Robert Jones, nato a  Brixton, Londra, l'8 gennaio del 1947. Il suo primo singolo, Can't help thinking about me, viene pubblicato il 14 gennaio del '66 a nome di David Bowie e The Lower Third. Con il leggendario album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars nasce il primo dei suoi alter ego scenici, Ziggy Stardust, un extraterrestre bisessuale e androgino trasformato in rockstar, fra teatro kabuki e fantascienza, che fa di Bowie un portavoce della libertà sessuale. Tra gli altri suoi alter ego troviamo Aladdin Sane e il Duca Bianco.
Un artista a tutto tondo, capace di fondare rock, pop, teatro, arti visive, letteratura e avanguardia, un vero pilastro della cultura gotico visionaria.
Tra i suoi brani leggendari troviamo: Rebel Rebel, The wan who sold the world e Heroes.
Ha interpretato anche diversi ruoli cinematografici.
Dopo piccole apparizioni, il grande successo nel 1976 come protagonista di L'uomo che cadde sulla Terra di Nicolas Roeg. Ma tra le sue interpretazioni si ricordano anche quella in Furyo di Nagisa Oshima e Miriam si sveglia a mezzanotte del 1983, Absolute Beginners e Labyrinth del 1986 fino a Basquiat di Julian Schnabel del 1996, nel quale ha interpretato il ruolo di Andy Warhol.
Una carriera lunga cinquant'anni, dal 1997 è stato anche quotato in Borsa, grazie all'emissione dei Bowie Bonds effettuata offrendo a garanzia le royalties ricevute per i dischi venduti fino al 1993 (circa un milione di copie all'anno). 
Tra gli album piu' importanti della sua carriera troviamo: Space Oddity, The Man who sold the world, The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars, Low, Heroes  e Lodger.
Nel video del suo ultimo singolo, Lazarus, compare in un letto d'ospedale coperto di bende, lasciando trapelare la verità sulle sue tragiche condizioni di salute.

lunedì 16 novembre 2015

ERNST FUCHS: IL MAESTRO DEL REALISMO FANTASTICO


Una settimana fa ci ha lasciati un genio dell'arte visionaria, il maestro del realismo fantastico: Ernst Fuchs.
Purtroppo molti italiani si chiederanno chi fosse, con rammarico ho infatti scoperto che, sebbene goda di grande fama in patria e all'estero, è poco noto da noi.
Quindi queste righe serviranno a farlo conoscere e a far capire ciò ha rappresentato nell'arte contemporanea.
Ernst Fuchs nasce il 13 febbraio 1930 a Vienna, figlio unico di un commerciante di antiquariato ebreo e di una sarta cattolica, la madre riuscì a salvarlo dalle persecuzioni naziste.
Sarà accettato all'Accademia delle Belle Arti di Vienna a soli 15 anni, dove conoscerà Arik Brauer, Rudolf Hausner, Fritz Janschka, Wolfgang Hutter e Anton Lehmden, con questo gruppo di artisti fonderà la nota Wiener Schule des Phantastischen Realismus, in cui la tecnica mista dei maestri rinascimentali verrà utilizzata per rendere immagini più vivide e dettagliate.
Fuchs si trasferì a Parigi nel 1950, dove visse per 12 anni, durante i quali viaggiò in Italia, Spagna, Inghilterra e Stati Uniti.
Durante questi viaggi conobbe e fece amicizia con artisti come Salvador Dalì, Giorgio de Chirico e Jean Cocteau.
Tornò a Vienna nel 1961 e iniziò a scrivere una serie di libri sulla pittura.
Fu anche scenografo per produzioni come Il Flauto Magico e di Mozart e il Parsifal e il Lohengrin.
Nel 1972 acquista la villa di Otto Wagner, la restaura e vi fonda l'Ernst Fuchs Museum.
L'arte di Fuchs è nota per i suoi colori brillanti e la combinazione di temi allegorici e religiosi.
Fuchs fu anche influenzato da Gustav Klimt per quanto riguarda l'uso dei colori e gli sfondi elaborati.
A sua volta ha influenzato un artista come H.R. Giger, che lo riconobbe come una delle sue fonti di ispirazione.


 

lunedì 31 agosto 2015

MORTO WES CRAVEN, IL PADRE DI FREDDY KRUGER.


Wes Craven, creatore di cult horror come L'ultima casa a sinistra, Le colline hanno gli occhi, Nightmare e Scream, è morto ieri, nella sua casa a Los Angeles, a 76 anni per un cancro al cervello.
Il suo horror predilige gli ambienti quotidiani e si cela lì dove meno lo si aspetta.
Come ha affermato il regista:

Sono interessato a spaventare la gente a un livello profondo, non solo a farla saltare sulla sedia... I miei primi due film hanno fatto a pezzi tutti i luoghi comuni riguardanti le idee di come andava trattata la violenza al cinema. Prima la violenza cinematografica era gentile e pulita; io l'ho resa dolorosa, prolungata, scioccante e molto umana. E sono io che ho reso umani gli assassini.

Nato a Cleveland il 2 agosto 1939, si laurea in lettere e filosofia alla Johns Hopkins University.
Si appassiona in seguito di cinema e, pur trovando un lavoro stabile come insegnante alla Johns Hopkins, decide poco dopo di abbandonare l'insegnamento per dedicarsi all'attività cinematografica, facendo il tuttofare in una piccola casa di produzione.
Ispirandosi a Ingmar Bergman, il suo regista preferito, nel 1972 gira il suo primo vero film, L'ultima casa a sinistra, pellicola exploitation ispirata al classico del regista svedese La fontana della vergine. Pur girato con un budget esiguo, il film ha un certo impatto sul pubblico dell'epoca, specie per il suo stile realistico e sanguinario, estremo e cinico; ma non mancano le reazioni negative, specie da parte della critica che definisce il film "cinematograficamente inetto". A tutt'oggi, Craven si rifiuta di rivedere quest'opera, di cui quasi si pente, ma L'ultima casa a sinistra acquisterà col tempo lo statuto di cult. Il successo del film viene bissato, cinque anni dopo, dal successivo Le colline hanno gli occhi, altra pellicola poi diventata di culto.
Prima di Nightmare: dal profondo della notte, Craven ha scritto e diretto Benedizione mortale, una produzione Polygram Pictures per la United Artists. Il film mette in scena omicidi diabolici sullo sfondo dell'ambiente nel quale vivono le sette religiose del Midwest. Ha anche diretto e sceneggiato Il mostro della palude con Adrienne Barbeau e Louis Jourdan per la Avco-Embassy Pictures.
Nel 1984, il regista arriva all'apice della fama con Nightmare - Dal profondo della notte, un film ispirato fantasticamente ad un episodio di cronaca vera che darà inizio ad una fortunatissima saga e lancerà il personaggio di Freddy Krueger. In seguito, Craven gira numerosi film, tra cui Il serpente e l'arcobaleno, ispirato alla vita dell'antropologo Wade Davis, autore dell'omonimo libro.
In questo periodo Craven si dedica anche alla televisione. È datato 1978 il film che il regista ha diretto per la NBC TV, Summer of Fear, interpretato da Linda Blair e Carol Lawrence.
È del 1996 un altro grande successo di Craven, Scream, un horror da cui prendono spunto molti degli attuali teenager-horror movie. Il film ha un grande successo di pubblico, originando una saga che conta attualmente quattro episodi, tutti diretti da Craven. Il regista, nel frattempo, aveva abbandonato temporaneamente il genere horror con il film del 1999 La musica del cuore, pellicola di genere drammatico interpretata da Meryl Streep e Angela Bassett.
Dopo Cursed - Il maleficio (2004) e Red Eye (2005), negli ultimi anni Craven si è dedicato soprattutto alla produzione, producendo anche alcuni remake delle sue pellicole più famose, quali Le colline hanno gli occhi di Alexandre Aja (2006) e L'ultima casa a sinistra (2009) di Dennis Iliadis.
Nel 2011 ha ripreso una delle saghe che gli ha dato maggior successo, Scream: il 15 aprile 2011 è infatti uscito Scream 4, primo capitolo di una prevista nuova trilogia. Contrariamente alle intenzioni del regista, tuttavia, nel 2015 Bob Weinstein ha dichiarato che la saga non avrebbe visto più altri episodi. Sempre nel 2015, il fortunato franchise creato dal regista si sposta sul piccolo schermo: Craven è infatti produttore esecutivo della serie televisiva Scream, trasmessa su MTV.
A proposito del suo rapporto con la paura il regista, durante un'intervista per L'Unità, ha spiegato: 
La paura è una delle emozioni più importanti che l'uomo possa provare. La paura ci salva la vita. Facciamo i conti con essa tutti i giorni, da quando nasciamo a quando moriamo. Ho avuto molte paure nella mia vita. Ne ho avuta tanta quando è morto mio padre e io avevo solo sei anni. Ora sono anziano, le uniche paure che mi rimangono sono quelle della malattia, per me e per i miei figli.