lunedì 6 gennaio 2014

6 GENNAIO 1832: NASCE GUSTAVE DORÉ



Paul Gustave Doré, pittore e incisore francese, è nato il 6 gennaio 1832.
Illustratore di straordinario valore, disegnatore e litografo, è noto soprattutto per le sue illustrazioni
della Divina Commedia di Dante (1861 - 1868), ma questa opera è solo una delle molte che ha illustrato.
Le sue incisioni rispecchiano un gusto romantico, accostato a una visione epica, drammatica e a un grande virtuosismo tecnico.
Nato a Strasburgo, Doré si trasferì giovane a Parigi dove, a sedici anni, cominciò la sua carriera di disegnatore e illustratore. Iniziò come caricaturista per un giornale dell'epoca, affermandosi rapidamente per le sue doti tecniche e artistiche.
L'arte di Doré ebbe dei grandi estimatori già tra i suoi contemporanei.
La sua edizione della Bibbia (1865) ottenne un enorme successo, e nel 1867 Doré fu protagonista d'una grande mostra delle sue opere a Londra. Questa portò alla creazione della Doré Gallery, situata in New Bond Street, sempre nella capitale inglese.
Nel 1869, Blanchard Jerrold, figlio di Douglas Jerrold, suggerì all'artista di lavorare insieme per produrre un grande ritratto di Londra, prendendo l'ispirazione dal "Microcosmo di Londra", prodotto da Rudolph Ackermann, William Pyne e Thomas Rowlandson nel 1808.
Doré firmò un contratto di cinque anni con l'editore Grant & Co, che lo portò a vivere nella capitale inglese per tre mesi all'anno. Fu pagato ben 10.000 sterline all'anno, una cifra stratosferica all'epoca. Il libro, London: A Pilgrimage (Londra: Un Pellegrinaggio), contenente 180 incisioni di Doré, venne pubblicato nel 1872.
Nonostante il successo commerciale, molti critici non apprezzarono il libro. La maggior parte fu in disappunto per la scelta di Doré di concentrarsi in molte tavole sulla povertà e le situazioni di disagio
della città inglese. Venne accusato dall'Art Journal di "aver inventato invece che riprodotto".
London: A Pilgrimage fu comunque un successo commerciale e Doré ricevette commissioni da molti altri editori britannici, e lavorò anche per l'Illustrated London News. Nel suo laboratorio arrivò ad avere, nei momenti di maggior attività, più di quaranta illustratori, tra collaboratori e allievi.
L'artista continuò a lavorare fino alla sua morte, a Parigi, nel 1883, dove è sepolto al cimitero di Père Lachaise.


domenica 5 gennaio 2014

5 GENNAIO: NASCE YVES TANGUY


Yves Tanguy, pittore surrealista francese, nasce a Parigi, il 5 gennaio del 1900.
Compie studi regolari a Parigi. Durante il liceo conosce Pierre Matisse con il quale stringe una amicizia che si rivelerà duratura.
Nel 1918 entra nella marina mercantile e compie numerosi viaggi in Africa, America del Sud e Inghilterra.
Presta servizio militare a Lunéville dove conosce il poeta Jacques Prévert del quale diverrà grande amico.
Decide di partire come volontario per la Tunisia e nel 1922, ritornato a Parigi, scopre la sua passione per la pittura iniziando a disegnare scene di vita al caffè. Nel 1923 ha modo di vedere i quadri di Giorgio de Chirico e decide di diventare pittore.
Nel 1924 va a vivere insieme a Prévert e Marcel Duhamel al 54 di Rue del Château a Montparnasse in un appartamento che diventerà presto luogo d'incontro dei surrealisti e nel 1925 viene introdotto da André Breton tra i membri del gruppo surrealista.
Pur non possedendo una specifica formazione, Tanguy dimostra subito di possedere ottime doti e il suo stile pittorico evolve rapidamente raggiungendo, già nel 1927, uno stile maturo tanto da permettergli di tenere, in quello stesso anno, la sua prima personale alla Galerie Surréaliste a Parigi. Nel 1928 espone i suoi dipinti alla Galerie Au Sacre du Printemps dove è allestita una mostra dei surrealisti alla quale partecipa Jean Arp, Max Ernst, André Masson, Joan Miró, Pablo Picasso e altri artisti dell'epoca.
Da quel momento Tanguy terrà numerose personali e parteciperà con assiduità a tutte le rassegne surrealiste di gruppo a New York, Bruxelles, Parigi e Londra.
Nel 1939 Tanguy compie un viaggio negli Stati Uniti con la pittrice Kay Sage che aveva conosciuto a Parigi e nel 1940 la sposa e va ad abitare nel Connecticut a Woodbury.
Nel 1942 l'artista partecipa alla mostra Artists in Exile alla Pierre Matisse Gallery a New York presso la quale espone frequentemente fino al 1950.
Nel 1947 si tiene alla Galerie Maeght di San-Paul de Vence la mostra dei surrealisti organizzata da Breton e Marcel Duchamp alla quale egli partecipa con i suoi lavori. Nel 1948 decide di assumere la cittadinanza americana. Nel 1953 espone con la moglie Sage al Wadsworth Atheneum di Hartford e compare nel film di Hans Richter 8x8.
Muore il 15 gennaio 1955 e otto mesi dopo verrà allestita al Museum of Modern Art di New York una retrospettiva dell'artista.


sabato 4 gennaio 2014

4 GENNAIO: AUGURI A RAMSEY CAMPBELL


John Ramsey Campbell, scrittore horror, editore e critico letterario, è nato il 4 gennaio del 1946.
Considerato uno dei più grandi scrittori horror della sua generazione, è colui che ha ricevuto più premi per i suoi lavori di qualunque altro autore del genere.
Nasce a Liverpool, da Alexander Ramsey e Nora (Walker) Campbell. La sua infanzia e adolescenza sono state contrassegnate dai contrasti tra i suoi genitori poiché, essendo cattolici, non potevano divorziare.
Alla fine si accordarono vivendo in piani diversi della stessa casa. Ben presto la figura del padre diventò del tutto assente nella vita del figlio, mentre anni dopo le condizioni psichiche della madre degenerarono nella paranoia e nella schizofrenia.
Campbell fu attratto presto dal mondo del soprannaturale. D'intelletto precoce, imparò a leggere a due anni e si dilettava nella scrittura dall'età dei sette anni.
Sembra aver ereditato questa passione dalla madre che lo incoraggiò a proseguire nella scrittura.
Fu un avido lettore delle opere di Lovecraft, Bierce, Kafka  e appassionata del cinema noir.
I suoi primi racconti risalgono a quando aveva 11 anni, si tratta di 16 storie e un poema (comprensivi d'illustrazioni dell'autore) chiamati Ghostly Tales.
Questa antologia fu pubblicata solo trent'anni dopo.
In questi scritti Campbell ha subito fortemente l'influenza di Lovecraft, autore scoperto all'età di 8 anni, oltre che delle opere di Arthur Machen.
Lasciata la scuola a sedici anni, Campbell lavorò come impiegato del fisco, continuando a scrivere e pubblicare storie anche presso la Arkham House che, nel 1962, pubblicherà The Church in High Street, apparso nell'antologia Dark Mind, Dark Heart. Tra il 1961 e il 1963 scrisse diversi racconti ispirati ai miti di Cthulhu di Lovecraft, ma ambientati in Inghilterra, nella fittizia località di Brichester.
Dal 1973 diventerà uno scrittore a tempo pieno, nel 1976 cui pubblicherà il suo primo romanzo, La bambola che divorò sua madre, dove si troveranno i temi presenti anche nelle sue successive opere, come la possessione, la follia e l'alienazione.
Il periodo più prolifico dell'autore saranno gli anni '80, con 8 romanzi di successo e tre antologie di racconti, in quel periodo predomina l'ambientazione urbana, conosce inoltre un Clive Barker agli esordi e ne firmerà la prefazione alla sua prima edizione.
Altri 8 romanzi saranno pubblicati negli anni '90, di cui 4 riceveranno dei riconoscimenti.
Attualmente è presidente della British Fantasy Society.

Bibliografia

1976 - La bambola che divorò sua madre (The Doll Who Ate His Mother)
1977 - The Bride of Frankenstein
1977 - Dracula's Daughter
1977 - The Wolfman
1979 - The Face That Must Die
1980 - The Parasite o To Wake the Dead
1981 - La setta (The Nameless)
1983 - Artigli nella notte (The Claw o Night of the Claw o Claw)
1983 - Sogni neri (Incarnate)
1985 - Obsession
1986 - Luna affamata (The Hungry Moon)
1988 - Influssi maligni (The Influence)
1989 - Antiche immagini (Ancient Images)
1990 - Midnight Sun
1990 - Needing Ghosts
1991 - The Count of Eleven
1993 - The Long Lost
1995 - The One Safe Place
1996 - The House on Nazareth Hill o Nazareth Hill
1998 - The Last Voice They Hear
2000 - Silent Children
2001 - Pact of the Fathers
2003 - The Darkest Part of the Woods
2004 - The Overnight
2006 - Secret Story

Antologie
Solo titoli usciti in Italia.

1987 - Il sesso della morte (Scared Stiff)
1991 - Incubi & Risvegli (Waking Nightmares)

Filmografia

1999 - Nameless - Entità nascosta (Los sin nombre) - dal romanzo La setta
2000 - The Hunger (telefilm) - episodio "The Seductress"
2002 - Second Name - dal romanzo Pact of the Fathers

2005 - Chopper Nation (telefilm) - sceneggiatore




4 GENNAIO 1896: NASCE ANDRÉ MASSON


André Aimé René Masson, pittore surrealista francese, nasce a Balagny-sur-Thérain, il 4 gennaio 1896.
Dalla Francia si trasferì con la famiglia in Belgio, dove cominciò la sua formazione artistica presso
l’Academie Royale des Beaux-Arts a Bruxelles. Nel 1912 si trasferì a Parigi dove frequentò l'Académie des
beaux-arts, manifestando un forte interesse per il cubismo.
Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, l’artista fu chiamato sotto le armi. Nel corso della guerra Masson fu gravemente ferito al petto e inviato in convalescenza a Parigi. Una larga parte della produzione artistica di Masson durante gli anni venti appare influenzata dal trauma della guerra.
Nel primo dopoguerra Masson entrò in contatto con i circoli surrealisti tramite André Breton. Sotto l’influenza dei surrealisti Masson sperimentò diverse tecniche di produzione artistica «automatica», cioè legata a fattori casuali. Masson riteneva che lavorare in un ridotto stato di coscienza aiutasse l’artista a liberarsi dal controllo della razionalità e ad entrare in pieno contatto con la creatività dell’inconscio: per
ottenere questo scopo a volte dipingeva sotto l’influenza di droghe o sottoponendosi a lunghi periodi di digiuno o di deprivazione dal sonno.
Verso la fine degli anni Venti, Masson cominciò a ritenere le tecniche automatiche del surrealismo limitanti e lasciò il movimento surrealista cercando di ottenere uno stile più strutturato. In questo periodo produsse opere a tema violento o erotico, specie in relazione ai fatti della Guerra Civile Spagnola. Nel 1936 Masson disegnò la copertina del primo numero di Acéphale, la rivista fondata dal filosofo francese Georges Bataille, e continuò a collaborare con la pubblicazione fino al 1939. Verso la fine degli anni trenta l’artista si riavvicinò al gruppo dei surrealisti.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, sotto l’occupazione tedesca della Francia, le opere di Masson furono considerate arte degenerata. Grazie all’aiuto di Varian Fry, Masson riuscì a fuggire dal suo paese su una nave diretta in Martinica e a raggiungere gli Stati Uniti. Al suo arrivo a New York gli ufficiali di dogana che ispezionarono il suo bagaglio sequestrarono alcuni suoi disegni erotici, distruggendoli sotto gli occhi dell’artista. Masson si stabilì a New Preston, nel Connecticut, e con le sue opere influenzò profondamente gli espressionisti astratti, come per esempio Jackson Pollock.
Dopo la seconda guerra mondiale, Masson ritornò in Francia e si stabilì ad Aix-en-Provence, dove cominciò a dipingere dei paesaggi. Lo psicanalista francese Jacques Lacan, ultimo possessore privato del provocatorio dipinto di Gustave Courbet L'Origine del Mondo, acquistato nel 1955, chiese a Masson di costruire una cornice di legno per il quadro con un pannello scorrevole che potesse nasconderlo. Masson realizzò sul pannello una versione surrealistica ed evocativa del dipinto di Courbet.
L’artista era ormai era considerato un maestro del surrealismo. Importanti retrospettive gli furono dedicate a Berlino e ad Amsterdam. Nel 1972 espose alla Biennale di Venezia.
Morì a Parigi, il 28 ottobre 1987.


4 GENNAIO 1785: NASCE JACOB LUDWIG KARL GRIMM


Jacob Ludwig Karl Grimm nasce ad Hanau, il 4 gennaio 1785 e, insieme al fratello Wilhelm Karl Grimm, fu considerato il "padre fondatore" della germanistica.
Al di fuori della Germania, i fratelli Grimm sono conosciuti soprattutto per aver raccolto e rielaborato le fiabe della tradizione popolare tedesca nelle opere Fiabe (Kinder- und Hausmärchen, 1812-1822) e Saghe germaniche (Deutsche Sagen, 1816-1818). Fra le fiabe più celebri da loro pubblicate vi sono classici del genere come Hänsel e Gretel, Cenerentola, Il principe ranocchio, Cappuccetto Rosso e Biancaneve.
I fratelli Grimm nacquero vicino a Francoforte. Frequentarono il Friedrichs Gymnasium di Kassel e poi studiarono legge all'Università di Marburgo. Dal 1837 al 1841, si unirono a cinque colleghi professori dell'Università di Gottinga per protestare contro l'abrogazione della costituzione liberale dello stato di Hannover da parte del re Ernesto Augusto I. Questo gruppo divenne celebre in tutta la Germania col nome Die Göttinger Sieben (I sette di Gottinga). In seguito alla protesta, tutti e sette i professori furono licenziati dai loro incarichi universitari e alcuni di loro furono persino deportati.
L'opinione pubblica e l'accademia tedesche, tuttavia, si schierarono decisamente a favore dei Grimm e dei loro colleghi. Wilhelm morì nel 1859; suo fratello maggiore Jacob nel 1863. Sono sepolti nel cimitero di St.Matthäus Kirchhof a Schöneberg, un quartiere di Berlino. I Grimm contribuirono a formare un'opinione pubblica democratica in Germania e sono considerati progenitori del movimento democratico tedesco, la cui rivolta fu in seguito soppressa nel sangue dal regno di Prussia nel 1848.
I fratelli Grimm sono diventati celebri per aver raccolto ed elaborato moltissime fiabe della tradizione tedesca; l'idea fu di Jacob, professore di lettere e bibliotecario. Nei loro volumi pubblicarono tuttavia anche
fiabe francesi, che i Grimm conobbero attraverso un autore ugonotto che costituiva una delle loro principali fonti. Le loro storie non erano concepite per i bambini; oggi, molte delle loro fiabe sono ricordate soprattutto in una forma edulcorata e depurata dei particolari più cruenti, che risale alle traduzioni inglesi della settima edizione delle loro raccolte (1857).


venerdì 3 gennaio 2014

3 GENNAIO 1892: NASCE JRR TOLKIEN



John Ronald Reuel Tolkien è stato scrittore, filologo e linguista, autore di opere come Il signore degli anelli, Lo Hobbit e Il Silmarillion, considerate pietre miliari del genere fantasy.
Nacque il 3 gennaio 1892 a Bloemfontein, in Sudafrica, da genitori inglesi, emigrati perché il padre Arthur aveva ottenuto un posto di lavoro alla Bank of Africa. Nell’aprile del 1895, la madre Mabel dovette far ritorno in Inghilterra per un periodo di tempo a causa del clima troppo caldo, dannoso per la salute di John Ronald e del fratello Hilary nato da poco. Durante la loro assenza, il padre morì per le conseguenze di una febbre reumatica.
La madre dovette quindi prendere una decisione: non aveva senso che tornassero di nuovo in Sudafrica, e quindi dovette cercare una casa in Inghilterra. Trovarono infine una buona sistemazione a Sarehole, un piccolo villaggio vicino Birmingham, immerso nella campagna inglese. Questo paesaggio ebbe un profondo effetto sul piccolo Tolkien, tanto che nelle sue opere successive egli creò una regione, chiamata Contea, modellata sui paesaggi rurali della campagna nei pressi di Birmingham.
Imparò a leggere e scrivere molto piccolo; la madre gli fece da prima insegnante, trasmettendogli la propria passione per le lingue, soprattutto per il latino. Oltre al significato delle singole parole, al giovane Tolkien interessavano il suono e la forma delle stesse: per lui era paragonabile all’ascoltare della buona musica; si rivelò inoltre un buon disegnatore (caratteristica che in futuro gli permetterà di creare egli stesso le illustrazioni per i propri lavori letterari).
In questi primi anni di vita si può collocare anche la scoperta per John Ronald della lingua gallese: la nuova casa in cui si trasferirono per avvicinarsi alla scuola si affacciava sulla ferrovia, e la sua attenzione fu attirata dalle scritte sui vagoni dei treni, che per l’appunto erano in gallese. Una lingua che lo affascinò immediatamente, perché se pur antica era ancora viva: su questa, infatti, poi basò una delle due lingue elfiche che inventò, il Sindarin.
Nel novembre del 1904 morì Mabel, l’amata madre, e questo lutto segnò profondamente le scelte future di Tolkien: da un lato egli si dedicò intensamente alla religione cattolica, quasi che questa prendesse nel suo cuore il posto precedentemente occupato dalla madre, dall’altro decise che si sarebbe dedicato agli studi linguistici, perché era stata la madre ad incoraggiarlo in questa direzione.
Nei primi anni del 1900, venne a contatto con l’Antico inglese, ovvero l’anglosassone, lingua che lo avvinceva, più da un punto di vista storico che estetico rispetto al gallese; si cimentò per la prima volta con il Beowulf, per poi passare al Medio inglese e al Sir Gawain and the Green Knight e al Pearl, opere di cui divenne un approfondito conoscitore.
Nel 1908 conobbe Edith Bratt, la ragazza che nel 1916, dopo non pochi impedimenti, diventerà sua moglie, la compagna di un’intera esistenza.
Nel 1911 vinse una borsa di studio Open Classical all’Exeter College di Oxford, dove scelse l’indirizzo di filologia comparata. Nel 1913 abbandonò la sezione di studi classici per dedicarsi agli studi di lingua e letteratura inglese, specializzandosi negli studi linguistici; lesse l’Edda in prosa e scoprì il norvegese antico, che lo influenzò in maniera profonda e duratura nella creazione dell’altro dei suoi linguaggi elfici, il Quenya. La sua immaginazione fu come risvegliata dall’incontro con queste antiche saghe e leggende.
Allo scoppio della prima Guerra Mondiale, Tolkien iniziò l’addestramento militare, ma per una specifica disposizione governativa poté continuare a frequentare l’università, e non partì per il fronte fino al conseguimento della laurea nel 1915; dovette compiere il suo dovere come sottotenente nei Fucilieri del Lancashire, specializzandosi in comunicazioni e segnalazioni. L’anno seguente la sua Compagnia fu mandata al fronte in Francia, dove Tolkien partecipò alla battaglia della Somme; ciò che gli salvò la vita fu la cosiddetta “febbre da trincea”, e fu rimpatriato per ricevere le cure necessarie. Ma gli orrori della guerra di trincea lasciarono in lui un profondo segno, che ritroveremo nei suoi futuri romanzi.
Nel 1918 trovò lavoro ad Oxford come assistente lessicografo per il New English Dictionary, e iniziò anche a insegnare l’anglosassone presso alcuni college; la raggiunta stabilità economica gli permise inoltre di dedicarsi alla scrittura. Successivamente, ottenne il posto di lettore di lingua inglese all’Università di Leeds, e con questo ebbe inizio la sua carriera accademica, che lo porterà nel 1925 a divenire docente di Studi anglosassoni ad Oxford.
Agli inizi degli anni Trenta, con gli amici C.S. Lewis e Charles Williams, fonda gli Inklings, un gruppo di letterati che si proponevano di rivitalizzare la tradizione narrativa del fantastico, capace di attingere al mito e alla favola e di proporre saldi valori morali, in contrapposizione agli intellettuali di sinistra che volevano creare una letteratura di classe.
Specializzato nel dialetto medievale dell'Inghilterra centro-occidentale (di cui era originaria la sua famiglia), tradusse e commentò molti testi antichi che vengono ancor oggi studiati. Fu soprattutto tra il 1920 ed il 1930 che scrisse e fece correre la sua fervida immaginazione. I suoi lavori si distinguevano in due categorie: le storie inventate per i suoi figli e le leggende e le mitologie del suo mondo. Il tassello per unire queste due realtà arrivò all'improvviso quando, in una calda giornata estiva alla fine degli anni venti, su un foglio bianco scrisse: «In un buco nel terreno viveva uno hobbit». Quel nome colpì a tal punto la sua sensibilità di filologo da spingerlo a scrivere una storia avente come protagonista uno Hobbit, per spiegare meglio cosa fossero queste strane creature.
Nel 1937 l'opera venne pubblicata con il titolo Lo Hobbit: il libro è pensato per i più piccoli ma vi si può intravedere  uno sfondo ben più vasto e complesso. Il libro riscosse grande successo tanto che Tolkien, su richiesta dell'editore,  mise mano a tutto il materiale, scritto e non, che aveva prodotto fino ad allora. Tolkien infatti aveva già cominciato  fin dal 1917 a "costruire" la Terra di Mezzo, ovvero il mondo incantato in cui si svolgono tutte le avventure descritte.
Pur essendo Lo Hobbit la sua opera prima di narrativa, rappresentò una tappa fondamentale nella sua carriera di  scrittore: infatti attorno al nucleo originario di quest'opera l'autore sviluppò, nel decennio successivo, il suo mondo  immaginario che lo ha reso celebre, quello della Terra di Mezzo, che prese forma soprattutto in quell'epica fantastica  che è Il Signore degli Anelli, unanimemente riconosciuta come la sua opera più importante. Scritta in una lingua molto ricercata che cerca di ricostruire la semplicità e la severità dell'inglese medievale, l'opera – considerata dall'autore come un unico libro e non una trilogia – viene inizialmente pubblicata per ragioni economiche e editoriali in tre distinti volumi: La Compagnia dell'Anello (1954), Le Due Torri (1955) e Il Ritorno del Re (1955).
Successivamente è stata pubblicata sia in un unico volume che in tre.
Dopo Le avventure di Tom Bombadil (1962), una raccolta di poesie sullo strano personaggio, Tolkien pensò alla possibilità di mettere in musica le molte canzoni di cui si dilettano i suoi personaggi: nel 1968, il musicista Donald Swann pubblicò un ciclo di liriche su testi di Tolkien, dal titolo The Road Goes Ever On. Negli anni seguenti Tolkien lavorò ad un'altra opera, Il Silmarillion — iniziata in verità già dal 1917 — che portò avanti fino alla morte, ma che non riuscì a concludere. Dall'immenso repertorio mitico lasciato in eredità da Tolkien sono nate opere come I racconti perduti, I racconti ritrovati e I racconti incompiuti di Númenor e della Terra di Mezzo, pubblicate dopo la morte dell'autore dal figlio Christopher. Grande amante della natura, trascorse gli ultimi anni della sua vita (dopo il suo ritiro avvenuto il 1969) nella città costiera di Bournemouth dove morì, a 81 anni, il 2 settembre del 1973, due anni dopo la morte di Edith. Sono sepolti insieme nel cimitero di Wolvercote, nei sobborghi di Oxford. Come segno del suo attaccamento alla sua opera decise di fare scolpire sulla lapide della moglie il nome Lúthien e sulla sua il nome Beren, protagonisti della romantica storia del Silmarillion.

giovedì 2 gennaio 2014

2 GENNAIO: AUGURI A TODD HAYNES


Todd Haynes  è un regista e sceneggiatore statunitense, nato a Encino (California), il 2 gennaio 1961.
Le pulsioni represse e i suoi sfoghi più eclatanti hanno da sempre attraversato il cinema di Todd Haynes. Colto e appassionato, ha realizzato film di grande ricercatezza, spesso al limite della maniera (che comunque, dichiaratamente, non disprezza). Laureato in arte e semiotica alla Brown University, si trasferisce a New York dove inizia a girare i primi corti. Attualmente vive a Portland in Oregon. Todd Haynes non ha mai nascosto, fin dall'infanzia, i suoi interessi artistici e letterari che trapelano nella sua breve ma intensa filmografia.
Già dai primi corti i temi scandalosi narrano il tentativo di rompere le regole sociali da parte di chi ne è più coinvolto (l'artista, il poeta, i cantanti). Assassins: a Film concerning Rimbaud (1985), corto ancora pregno di nozioni accademiche, racconta il rapporto travagliato di Rimbaud e Verlaine. Il successivo corto, Superstar: the Karen Carpenter story (1987) racconta la vita di Karen Carpenter, cantante dei Carpenters morta di anoressia negli anni '80, il tutto attraverso le bambole di Barbie e Ken. Nonostante l'iniziale successo ai festival, sarà ritirato dalla distribuzione per pressione della famiglia Carpenter. Con ironia non molto sottile ma neanche volgare, le Barbie di Haynes rappresentano l'ideale di bellezza cui la cantante voleva giungere (e con lei tutta la società, sembrano suggerire le immagini di repertorio tratte dai tg dell'epoca).
L'esordio nel lungometraggio è Poison (1991), vincitore del Pardo d'oro a Locarno, oltre a trionfare al Sundance Film Festival (dove ottiene il gran premio della giuria) consacrandolo come nuovo autore indipendente del cinema americano. Ossessioni e fobie degeneranti sono il collante dell'opera di Haynes. I riferimenti letterari restano ben presenti e questa volta l'ispirazione è Jean Genet. L'opera è un trittico sul tema dell'omofobia, i tre capitoli: Hero, Horror e Homo rivisitano simbolizzandola la criminalizzazione dell'omosessualità. L'opera viene considerata il simbolo della nuova cinematografia gay.
Nel corto per la tv Dotty gets spanked (1993) Haynes affronta ancora una volta un'ossessione, quella di un giovane per una star da soap opera, mentre nel '95 con Safe (1995) Haynes descrive un'altra mania degenerante, quella per le allergie (psicosomatiche o reali) che portano la protagonista (Julianne Moore) a non tollerare più nemmeno il marito per poi chiudersi in un bunker sterilizzato. Ipnotico e dalla messa in scena glaciale e geometrica, Safe vince il Premio Fipresci a Rotterdam.
Nel '98 Velvet Goldmine sarà in concorso a Cannes. Trionfo (voluto) del kitsch più sfrenato, immagine di una Londra frizzante ma con mode e gusti (anche sessuali) dettati dai produttori musicali. Velvet Goldmine è anche il confronto mitico e volutamente non realistico tra gli anni '70 liberi e gli '80 grigi al limite dello stereotipo. Il tutto in un programmatico racconto leggendario, puramente finzionale, che mira a fornire le sensazioni di una moda musicale e sessuale, il glam, più che a raccontarne la vera storia.
Nel 2002 il suo quarto lungometraggio, Lontano dal paradiso che ottiene una nomination agli Oscar per la miglior sceneggiatura. Julianne Moore avrà, a Venezia, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione. Haynes ingabbia nella forma del melodramma anni '50, la storia dell'imprigionamento sociale e culturale delle passioni. Ancora una volta, la storia di una pulsione sfrenata che tenta in tutti i modi di sfuggire alle regole. La stessa che porta Haynes a far interpretare a diversi attori (tra cui l'attrice Cate Blanchett) la vita di Bob Dylan in Io non sono qui (2007). Non solo l'opera, ma la stessa identità del personaggio sfugge questa volta alle categorizzazioni sociali. Ed Haynes lo mostra modulando, in parallelo, i codici cinematografici.


mercoledì 1 gennaio 2014

1° GENNAIO: AUGURI A SHINJA TSUKAMOTO


Shinya Tsukamoto, regista , sceneggiatore, attore, montatore, direttore della fotografia, produttore cinematografico e scenografo giapponese, è considerato uno degli iniziatori del cinema cyberpunk nipponico.
Nato a Tokyo, il 1° gennaio 1960, si è diplomato in arte alla Nihon University.
Crea il gruppo teatrale Kajiu (Teatro dei Mostri Marini), dirige spot commerciali e realizza una serie di film in super 8, tra i quali, nel 1987, il bizzarro Le avventure del ragazzo del palo elettrico.
Nei cortometraggi giovanili si intravedono alcuni stilemi del suo cinema: montaggio subliminale, personaggi le cui carni si mescolano con oggetti(principalmente metallici), violenti combattimenti nei sobborghi delle metropoli giapponesi.
Nel 1989 Tsukamoto scrive, produce, dirige e monta un film a basso costo che diviene conosciuto nella cultura mondiale del cinema indipendente: Tetsuo. In questo come in molte altre sue opere del primo periodo viene fatto ampio uso della tecnica dello stop-motion non solo per far muovere gli oggetti ma anche per muovere gli attori all'interno della città, producendo un effetto spesso utilizzato nel cinema cyberpunk.
Il regista viene premiato nel 2002 al festival di Venezia per il suo film A Snake of June con il Premio della Giuria. Il successivo Vital del 2004 viene premiato con il Corvo d'argento al Festival internazionale del cinema fantastico di Bruxelles.
Dopo il claustrofobico mediometraggio Haze, dove le ossessioni del regista prendono vita, Tsukamoto sigla un film che doveva inizialmente essere parte di un serial televisivo sulla falsariga di Twin Peaks. Invece Nightmare Detective, questo il titolo, risulta essere un prodotto simile alla serie americana solo nel concept, e si differenzia per molti aspetti nello sviluppo della storia, mantenendo invece più lo stile particolare del regista.
Prende molti spunti dal teatro: dalle scelte sonore al modo in cui dirige gli attori, e alla richiesta delle gestualità teatrali.
Tsukamoto stesso è, il più delle volte, attore protagonista dei suoi film e il suo modo particolare di recitare ha
catturato l'interesse di altri registi giapponesi di genere. Ha recitato diversi film giapponesi come Dead or Alive 2: Birds, Ichi the Killer di Takashi Miike o, fra gli altri, Marebito di Takashi Shimizu.
Ritorna di nuovo al festival di Venezia il 5 settembre 2009: alla mostra del cinema il regista nipponico presenta il terzo capitolo della sua trilogia più nota, Tetsuo 3, The Bullet Man. In questo come nella maggior parte delle sue opere il regista sembra volere continuamente indagare sulla metamorfosi dell'uomo e del suo rapporto conflittuale con la tecnologia, tema già caro a David Cronenberg. Quest'ultimo è considerato da Tsukamoto un mito, tanto che in alcune interviste il regista giapponese si definisce simbolicamente "figlio di Cronenberg ".
Nel 2011, vince la Sezione Orizzonti alla Mostra del cinema di Venezia con il film KotokoKotoko.