martedì 10 dicembre 2013
10 DICEMBRE 1824: NASCE GEORGE MACDONALD
George MacDonald naque il 10 dicembre 1824 a Huntly e morì il 18 settembre 1905 ad Ashtead.
Fu scrittore, poeta e ministro di culto cristiano scozzese, noto soprattutto come romanziere di genere fantasy, ispirando molti autori come W. H. Auden, J. R. R. Tolkien, C. S. Lewis, E. Nesbit e Madeleine L'Engle.
Figlio di contadini, crebbe in terra scozzese di culto calvinista, fede che però contestò nella dottrina relativa alla predestinazione dell'anima; nei suoi romanzi successivi, infatti, come ad esempio Robert Falconer e
Lilith, si noterà un suo disgusto per l'idea che l'amore di Dio sia limitato solo ad alcuni e negato ad altri. Sua madre Helen muore nel 1832, sei anni dopo suo padre si risposerà con Margaret McColl.
George studia e si laurea ad Aberdeen, dove si mette a insegnare matematica, quindi si trasferisce a Londra per studiare teologia e diventare pastore alla Trinity Congregational Church nel 1850. Tuttavia i suoi sermoni,
appunto non sempre coerenti al protestantesimo inglese, ebbero poco consenso tra i fedeli tanto da fargli ben presto abbandonare la vita pastorale. L'anno dopo, inoltre, si sposerà con quella che sarà il suo unico amore, Louisa Powell.
Successivamente lavorò per il ministero inglese a Manchester, poi si trasferì per qualche anno ad Algeri, quindi di nuovo a Londra come docente. Nel 1872-1873 viaggiò anche negli Stati Uniti, dove conobbe anche gli scrittori americani Longfellow e Walt Whitman.
Sebbene non particolarmente conosciuti, i suoi lavori (in particolare le sue fiabe e romanzi fantasy) hanno ispirato ed ammirato autori del calibro di W. H. Auden, J. R. R. Tolkien e Madeleine L'Engle. C. S. Lewis addirittura ha scritto di ritenere MacDonald come suo "maestro": un giorno, leggendo una copia di Phantastes in una stazione ferroviaria, Lewis pensò di aver «attraversato una grande frontiera».
Chesterton citò La principessa e i goblin come libro che «made a difference to my whole existence» («cambiò la mia esistenza»). Perfino Mark Twain, che inizialmente disprezzava MacDonald, diventò suo amico, e ci sono alcune prove che Mark Twain sarebbe stato influenzato da MacDonald.
Nel 1879 lo scrittore e la famiglia si trasferirono definitivamente in una delle mete da lui - e da tanti altri
inglesi - molto amata, la Riviera dei Fiori in Liguria, Italia, quasi al confine francese, e precisamente a Bordighera dove, tra l'altro vi era presente una chiesa anglicana; innamorato di quel paese, vi visse per ben 20 anni, scrivendo quasi la metà dell'intera sua produzione letteraria, soprattutto quella in stile fantasy.
Nella cittadina ligure fondò anche uno studio letterario, da lui battezzato Casa Coraggio, che divenne ben presto uno dei maggiori centri culturali del tempo, frequentata da viaggiatori italiani e stranieri (ovviamente in maggioranza inglesi) e da persone del luogo. Nella residenza si
svolgevano spesso apprezzate recite ed ogni settimana avvenivano letture dei classici, da Dante a Shakespeare.
MacDonald ebbe ben otto figli, tuttavia la sua vita fu funestata dalla morte, per malattia e lungo i suoi anni, di ben quattro delle sue creature: Mary Josephine, Maurice, Grace e Lilia, e poi anche sua moglie nel 1902. Dopo aver seppellito tutti a Bordighera, rattristato fece ritorno in Inghilterra, prima a Haslemere, quindi nella vicina Ashstead, entrambe nella contea del Surrey, a sud di Londra.
Morì in terra inglese nel 1905 ma le sue ceneri furono, secondo le sue volontà, riportate a Bordighera nel 1906, dai suoi figli ancora vivi Ronald, Caroline, Irene e Winifrid, per giacere accanto alla moglie.
Casa Coraggio passò di proprietà e divenne l'albergo della Regina. Lo scrittore ligure-piemontese Edmondo de Amicis, affascinato dalla vita dello scrittore scozzese, visse proprio lì dal 1906 fino alla sua morte, nel 1908. Oggi non esistono più né Casa Coraggio né l'hotel della Regina, ma sulla facciata della costruzione, nell'attuale via Vittorio Veneto, 34, due targhe commemorative ricordano entrambi gli scrittori
lunedì 9 dicembre 2013
9 DICEMBRE 1608: NASCE JOHN MILTON
John Milton nasce a Londra, il 9 dicembre 1608; è considerato uno dei letterati britannici più celebri,
apprezzati e influenti dell'epoca successiva a quella shakespeariana.
Educato in un ambiente puritano, dopo aver conseguito la laurea al Christ's College di Cambridge, Milton avvertì insoddisfazione verso il clero anglicano; contestualmente, il crescente interesse per la poesia lo indusse a rinunciare a prendere gli ordini sacri. Vivendo con il padre, dal 1632 al 1638 nel Buckinghamshire, poté studiare, libero da ogni preoccupazione, i classici e la storia ecclesiastica e politica, specialmente su testi di Bembo, Dante, Petrarca e Tasso.
Negli anni successivi viaggiò molto tra Francia e Italia, incontrando anche Galileo, e sarebbe sceso in Sicilia e in Grecia, se non fosse scoppiata la guerra civile in Inghilterra; sennonché, dopo essere tornato in patria e aver fissata la sua dimora a Londra, si dedicò all'insegnamento e alla scrittura di trattati religiosi e politici.
Milton ricoprì anche cariche di Stato: quando l'Inghilterra fu attraversata dalla guerra civile ed egli appoggiò con i suoi scritti la causa parlamentare fu nominato nel 1649 segretario degli Affari esteri. Pochi anni dopo, nel 1652, fu colpito da cecità e per proseguire a scrivere dovette ricorrere all'aiuto di un segretario. Dopo la restaurazione di Carlo II Milton venne incarcerato, perché simpatizzante di Oliver Cromwell; però, si liberò con l'influenza del suo amico e studente Andrew Marvell (che successivamente fu
anche poeta). Muore a Londra nel 1674.
Il suo capolavoro è il poema epico Paradiso perduto (Paradise Lost), pubblicato nel 1667 quando, ormai cieco e in povertà, ne vendette i diritti per poco prezzo. L'opera, che dà vita a quello che viene considerato un vero e proprio dramma cosmico, fu da lui iniziata negli anni della produzione saggistica.
L'Areopagitica (del 1644), appello carico di fervore con cui sosteneva la libertà di stampa, è invece la sua opera in prosa più conosciuta.Milton scrisse anche 24 sonetti (in parte pubblicati postumi) e un breve testo didattico, il Trattato dell'educazione (Tractate of Education).
domenica 8 dicembre 2013
8 DICEMBRE 1861: NASCE GEORGES MÉLIÈS
Georges Méliès, uno dei pionieri del cinema fantastico, nasce a Parigi il giorno 8 dicembre 1861, in una famiglia proprietaria di una piccola impresa artigiana di scarpe. Nel 1884 parte per Londra, dove lavora come commesso in un negozio di busti; qui inizia a frequentare i teatri di magia. Conosce David Devant, prestigiatore dell'Egiptian Hall: sotto la sua guida diventa apprendista illusionista. Nel 1885 torna a Parigi dove, prima di dedicarsi al cinema, lavora come prestigiatore presso il Teatro Robert-Houdin. Nel 1888 acquista il teatro e ne assume la direzione.
Nel 1895 ha occasione di assistere ad una dimostrazione pubblica dei fratelli Lumière. Inizia quindi a interessarsi e studiare gli apparecchi per creare immagini in movimento: già due anni dopo possiede uno studio attrezzato, posto in un solaio a Montreuil. I suoi attori (e sovente lo stesso Méliès) recitano di fronte ad una scenografia dipinta, secondo le tradizioni teatrali nonché delle esibizioni di magia cui il neo-regista è avvezzo.
In circa vent'anni (tra il 1896 e il 1914), Méliès dirigerà ben 531 pellicole. Il soggetto delle sue produzioni è spesso derivato dalle esperienze degli spettacoli di magia e giochi di prestigio che Méliès conosceva personalmente; la scene erano farcite di trucchi ed eventi impossibili, come ad esempio oggetti che scomparivano o che cambiavano dimensione.
La sua opera più conosciuta è Viaggio nella Luna (Le Voyage dans la Lune) e risale all'anno 1902. Questo, come altri film, richiamano più o meno indirettamente l'opera di Jules Verne e possono essere perciò considerati i primi film di fantascienza. Anche le origini del cinema horror trovano tracce nell'opera di Méliès, soprattutto nel titolo Le manoir du diable.
La compagnia cinematografica di Méliès, la Star Film, conosce la bancarotta nel 1913, a causa delle politiche commerciali dei grandi rivali americani e francesi. Il regista viene estromesso dalle produzioni cinematografiche, decidendo così di dedicarsi solo alla magia: il teatro Robert-Houdin viene però demolito e sulle sue ceneri nasce il Boulevard Haussmann.
Méliès allora si manterrà con un chiosco di giocattoli presso la stazione di Montparnasse.
Lentamente la sua opera viene riscoperta, portata alla luce e sostenuta. Nel 1925 un giornalista di una rivista cinemagrafica lo incontra al suo chiosco ed il proprietario di un cinema ritrova alcune pellicole abbandonate nei magazzini di un centro commerciale. Negli anni che seguiranno sarà la nipote Madeleine Malthête Méliès a salvare ciò che rimane dell'opera del nonno.
Nel 1931 gli viene assegnato il premio più importante che si possa ottenere in terra di Francia, la Legion d'Onore, ricevuta direttamente dalle mani di Louis Lumière. L'anno seguente grazie all'interessamento di un sindacato cinematografico gli viene conferita una pensione e viene ospitato in una casa di riposo per artisti. Recita anche in alcuni spot pubblicitari.
Georges Méliès muore a Parigi nella clinica Leopold Bellan, il 21 gennaio 1938; è sepolto nel cimitero parigino di Père Lachaisem.
giovedì 5 dicembre 2013
5 DICEMBRE: AUGURI A JUAN CARLOS FRESNADILLO
Juan Carlos Fresnadillo, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico spagnolo, nasce a Santa Cruz de Tenerife il 5 dicembre 1967.
Nel 1985 si trasferisce a Madrid, studia Sociologia all'Università Complutense e comincia gli studi di fotografia e cinema iniziando la sua carriera girando cortometraggi e spot pubblicitari.
Nel 1987 fonda una propria compagnia di produzione con la quale produrrà diversi corti e spot pubblicitari.
Nel 1990 collabora come assistente di produzione al corto di Gustavo Fuertes El juicio final e sei anni più tardi debutta con il cortometraggio in bianco e nero Esposados di cui è anche il produttore esecutivo, aggiudicandosi 40 premi nazionali ed internazionali. Il corto fu anche nominato ad un Oscar per Miglior Cortometraggio nello stesso anno.
Debutta nel 2002 con il suo primo film, il thriller Intacto, vincendo il Goya Award come Miglior Regista Esordiente; nello stesso anno completa insieme ad Alejandro Jodorowsky il corto in bianco e nero della durata di 3 minuti Psicotaxi.
Nel 2006 dirige 28 settimane dopo, sequel del film 28 giorni dopo diretto da Danny Boyle.
Nel 2011 dirige l'horror Intruders, nello stesso anno viene annunciato che sarebbe stato il regista e co-sceneggiatore per il remake del film Il corvo, ma a causa di problemi relativi ai diritti di distribuzione le riprese del film sono slittate a data da destinarsi, costringendo il regista ad abbandonare il progetto
mercoledì 4 dicembre 2013
4 DICEMBRE: AUGURI A MICK GARRIS
Mick Garris, regista e sceneggiatore statunitense, nasce il 4 dicembre del 1951 a Santa Monica.
Famoso per aver adattato alcune opere di Stephen King, ma soprattutto per
aver ideato la serie televisiva culto Masters of Horror.
Inizialmente scrittore per le riviste Starlog, Fangoria e Cinefantastique, ha debuttato nel mondo della televisione intervistando registi e sceneggiatori per lo show televisivo Fantasy Film Festival.
Dal 1977 al 1982 ha lavorato per la Avco Embassy Pictures promuovendo varie pellicole quali The Fog e 1997: fuga da New York.
Le sue buone campagne pubblicitarie lo fecero entrare in contatto con Steven Spielberg; col quale ebbe ottimi rapporti sino a che scrisse l'intera sceneggiatura della serie televisiva Storie incredibili (Amazing
Stories).
Nel 1986, Garris ricevette l'Edgar Allan Poe Awards per la migliore sceneggiatura per l'episodio pilota L'incredibile Farnsworth della serie tv suddetta.
La fama è all'apice solo negli anni novanta, scrivendo la sceneggiatura del fallimentare La mosca 2 (diretto da Chris Walas) e la miniserie a 6 episodi L'ombra dello scorpione, in quest'ultima appaiono numerosi maestri dell'horror tra i quali Clive Barker, Tobe Hooper e Stephen King.
Ha diretto la serie web Post Mortem e recentemente ha adattato per la televisione Mucchio d'Ossa di Stephen King.
martedì 3 dicembre 2013
3 DICEMBRE: AUGURI A OZZY OSBOURNE
Ozzy Osbourne (il cui vero nome è John) nasce a Birmingham il 3 dicembre 1948 e cresce all'ombra delle industrie siderurgiche tipiche delle città inglesi di provincia. Trascorsa una difficile infanzia, a quindici anni lascia la scuola per sprecare le sue giornate in mezzo alla strada.
Anche se ce la mette tutta per procurarsi qualche lavoretto questo non sempre arriva, cosa lo induce a tentare anche qualche furto. Uno di questi finisce male: per questo motivo finirà in carcere.
Decide di darsi alla musica in seguito al suo incontro con Geezer Butler, bassista di talento. Ad essi si aggiungono ben presto il cupo Anthony Iommi e Bill Ward che, lasciati i "Mythology", si uniscono a Ozzy e Geezer, creando i "Polka Tulk", poi diventati "Earth" e poi ancora, definitivamente "Black Sabbath".
Ben presto la band viene convocata dalla "Vertigo" (prestigiosa etichetta di vario materiale musicale di stampo rock e non solo), e scritturati per quello che sarà il loro primo capolavoro, l'omonimo "Black Sabbath".
Uscito nel 1970 questo disco si può considerare la pietra miliare del black metal. Suoni cupi e decadenti rincorrono la voce tagliente di Ozzy Osbourne, creando una miscela dallo stile inconfondibile.
Purtroppo, a partire dal 1976 iniziano i primi dissapori tra i membri del gruppo, causati anche dall'instabilità caratteriale dello stesso Ozzy, in perenne bilico fra droga, alcool e depressione.
Nel 1979 arriva la resa dei conti, quando Ozzy abbandona il gruppo, dedicandosi alla carriera di solista .
Il cantante inglese pubblica i suoi primi dischi insieme al chitarrista Randy Rhoads (ex "Quiet Riot"), il batterista Lee Kerslake (ex "Uriah Heep") e il bassista Bob Daisley (ex "Rainbow").
L'esordio avviene nel 1980 con "Blizzard of Ozz", fonte di molti suoi cavalli di battaglia (basterebbe citare "Crazy train", "Mr. Crowley").
Naturalmente a far parlare non è solo la musica ma anche i comportamenti al limite dell'incredibile del singer inglese. Il pubblico si divide: c'è chi lo addita come adoratore del diavolo (e lui non fa molto per contrastare la diceria), chi lo accusa di istigazione al suicidio (dopo che un ragazzo di sedici anni si toglie la vita in seguito all'ascolto di "Suicide Solution") e chi semplicemente si diverte a collezionare gli aneddoti che lo riguardano (come la leggenda del morso al pipistrello vivo durante un concerto).
Quando il chitarrista Randy Rhoads muore in un tragico incidente aereo, Ozzy ripiomba però nella più cupa depressione. Tenta più volte il suicidio, ma nel 1990, quando mette a repentaglio la vita della moglie Sharon, decide di disintossicarsi definitivamente dalle varie dipendenze che ha collezionato.
Passando quindi da vari album quali "Diary of a madman"(1981) a "No more tears" (1991) è il 1995 l'anno in cui esce l'atteso "Ozzmosis": il disco viene preso d'assalto dai fan, vendendo tre milioni di copie in pochi mesi.
In collaborazione con Sharon crea uno dei festival metal più importanti: l'"Ozzfest"; l'edizione del 1997 vede una parziale ricomposizione dei "Black Sabbath".
Si esibiranno in Italia come headliners nel "Gods of Metal" edizione 1998 al FilaForum di Assago(Milano).
Il gruppo l'anno dopo registra l'album live "Reunion".
Occorre invece attendere il 2001 per ascoltare il nuovo lavoro di Ozzy: il disco si intitola "Down to Earth".
L'ultima tappa artistica della tortuosa carriera di Ozzy è quella di "intrattenitore" televisivo. Ozzy aveva già avuto esperienze nel campo del video (pochi lo sanno ma è apparso in alcuni film horror), ma quando il canale musicale MTV gli piazza le telecamere in casa per riprendere 24 ore su 24 la sua vita e quella dei suoi familiari, scoppia la Ozzy-mania (intanto la figlia, Kelly Osbourne, seguendo le orme del padre ha intrapreso la carriera di cantante solista).
La trasmissione, che si chiama semplicemente "The Osbourne", è diventata un vero e proprio "cult" e ha aperto una nuova stagione di popolarità per il vecchio rocker, conosciuto ormai non più solo dal popolo metal sparso per il mondo.
Nel 2005 registra "Under cover", raccolta di cover rock anni '60; nel 2007 esce un nuovo disco, "Black Rain", seguito da un tour live.
Nel 2009 Ozzy con la famiglia torna in uno show televisivo di sei puntate intitolato "Osbournes Reloaded". Alla fine del mese di giugno 2010 esce invece il suo ennesimo lavoro in studio dal nome "Scream", primo album senza la presenza di Zakk Wylde alla chitarra. Il periodo che precede l'evento fa registrare la presenza di Ozzy presso il museo delle cere di Londra "Madame Tussauds" dove finge di essere la statua di cera (di se stesso) spaventando i visitatori che si avvicinano per fotografarlo.
Sempre nel 2010 il "Sunday Times" gli affida una rubrica sulla pagina della salute; su questo tema Ozzy ha dichiarato: "Sfido chiunque ad aver consultato più medici di me. Vista la mia lunga esperienza in materia, posso permettermi di dare dei consigli. Se hai mal di testa, non prendere due aspirine, ma aspetta che ti passi come ho fatto tante volte io. Comunque sono tranquillo, in fondo a ogni articolo c'è un "disclaimer" che dice "Chi scrive queste righe non è un medico professionista"".
domenica 1 dicembre 2013
1° DICEMBRE: AUGURI A DANIEL PENNAC
Auguri a Daniel Pennac, autore del Ciclo di Malaussène.
Nato nel 1944 in una famiglia di militari, passa la sua infanzia in Africa, nel sud-est asiatico, in Europa e nella Francia meridionale. Pessimo allievo, solo verso la fine del liceo ottiene buoni voti, quando un suo insegnante comprende la sua passione per la scrittura e, al posto dei temi tradizionali, gli chiede di scrivere un romanzo a puntate, con cadenza settimanale.
Ottiene la laurea in lettere, all'Università di Nizza, diventando contemporaneamente insegnante e scrittore.
La scelta di insegnare, professione svolta per ventotto anni, a partire dal 1970, gli serviva inizialmente per avere più tempo per scrivere, durante le lunghe vacanze estive. Pennac, però, si appassiona subito alla professione di insegnante.
Inizia l'attività di scrittore con un pamphlet e con una grande passione contro l'esercito (Le service militaire au service de qui?, 1973), in cui descrive la caserma come un luogo tribale, che poggia su tre grandi falsi miti: la maturità, l'uguaglianza e la virilità. In tale occasione, per non nuocere a suo padre, militare di carriera, assume lo pseudonimo Pennac, contrazione del suo cognome anagrafico Pennacchioni.
Abbandona la saggistica in seguito all'incontro con Tudor Eliad, con il quale scrive due libri di fantascienza: (Les enfants de Yalta, 1977, e Père Noël, 1979) ma che ebbero scarso successo commerciale. Successivamente, decide di scrivere racconti per bambini.
Nel 1997 scrive Messieurs les enfants. Ma, soprattutto, scopre il romanzo giallo. In seguito, scommettendo contro amici che lo ritenevano incapace di scrivere un romanzo giallo, scrive Au bonheur des ogres, il primo romanzo del Ciclo di Malaussène
Il 26 marzo 2013 è stato insignito della Laurea ad Honorem per il suo impegno nella pedagogia presso l'Università di Bologna.
Ulteriori informazioni su http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Pennac
sabato 30 novembre 2013
30 NOVEMBRE 1667: NASCE JONATHAN SWIFT
Considerato il massimo scrittore inglese del suo tempo ed uno dei più grandi scrittori satirici mai esistiti, figlio di genitori inglesi stabilitisi in Irlanda, Jonathan Swift, nasce il 30 novembre 1667 a Dublino. Perde il padre prima della nascita. La madre fa ritorno in Inghilterra nel 1673. Jonathan viene lasciato a Dublino presso alcuni parenti, crescendo in condizioni non dissimili a quelle di un orfano. Durante l'infanzia studia a Kilkenny, poi a Dublino, presso il Trinity College.
Nel 1679 dietro consiglio della madre si reca in Inghilterra. Lavora come segretario di sir William Temple: nella sua casa conosce Esther Johnson (Stella), alla quale rimarrà legato per tutta la vita e che forse sposò in segreto.
Per raggiungere l'indipendenza economica prende gli ordini religiosi nel 1694: l'anno seguente viene nominato parroco di Kilroot, in Irlanda, vive però prevalentemente a Londra dove partecipa alla vita politica religiosa e letteraria e frequenta i circoli politici più importanti. Grazie al suo estro Jonathan Swift diviene una delle persone più influenti della città. Tra il 1710 e il 1714 è consigliere del governo Tory appoggiandolo con libelli ed articoli dalle pagine dell'Examiner, che lo stesso Swift diresse, e attraverso lo Scriblerus Club, di cui facevano parte i suoi pochissimi amici: Pope, Gay, Harley, Arbuthnot.
Con la caduta del governo, Jonathan Swift torna in Irlanda avendo ottenuto il ruolo di decano della Chiesa di St. Patrick a Dublino. In questo periodo di permanenza nell'isola denuncia le vessazioni a cui il popolo irlandese (che egli peraltro disprezza) è sottoposto da parte degli inglesi e del governo locale, diventando una specie di eroe nazionale. Dopo la morte delle persone a lui più care i suoi disturbi mentali si acuiscono sempre di più fino a portarlo alla morte, avvenuta il 19 ottobre 1745.
Lascia il suo patrimonio ai poveri e ne destina una parte alla fondazione di un manicomio.
Il capolavoro di Swift, I viaggi di Gulliver (Gulliver's Travels), fu pubblicato anonimo nel 1726 e riscosse subito grande successo. Questo romanzo satirico, inizialmente inteso dall'autore come aspro attacco allegorico alla vanità e all'ipocrisia delle corti, dei partiti e degli uomini politici dell'epoca, nel corso della stesura, durata parecchi anni, si arricchì delle più mature considerazioni di Swift sulla società umana; pertanto la satira, spesso graffiante e a tratti scurrilmente oltraggiosa, finì col toccare l'umanità intera. Acuto, ricco di spunti fantasiosi e al tempo stesso scritto con semplicità, il romanzo - spesso con tagli e cesure - è diventato anche un classico della letteratura per l'infanzia. È importante segnalare il fatto che Swift, con quest'opera, ma anche con Una modesta proposta, si distingue come uno dei primi e più importanti autori del linguaggio grottesco.
La storia è quella del medico Lemuel Gulliver, che naufraga con la nave mercantile su cui era imbarcato. Si ritrova sull'isola di Lilliput dove tutto, a cominciare dagli abitanti, è grande la quindicesima parte delle persone e degli oggetti che conosciamo. Nella seconda parte Gulliver visita Brobdingnag dove il rapporto è rovesciato: lui diventa il trastullo della figlia del re che lo tiene tra i suoi giocattoli. Nella terza parte Gulliver visita Laputa e il continente che ha come capitale Lagado: la satira si rivolge contro filosofi storici e inventori. Nell'isola di Glubdubdrib Gulliver evoca le ombre dei grandi dell'antichità e dalle loro risposte ne scopre i vizi e le meschinità. Presso gli Struldrug immortali si accorge che la massima infelicità degli uomini sarebbe la prospettiva di non porre mai fine al tedio di vivere. Nella quarta e ultima parte la virtuosa semplicità dei cavalli Houyhnhnms è messa in contrasto con la nauseabonda brutalità degli Yahoo, bestie dall'aspetto umano.
Non esiste in tutta la letteratura occidentale una condanna del genere umano paragonabile a quella espressa in questo libro. Swift è riuscito a dare a quest'opera un assoluto equilibrio d'insieme. Il suo aggressivo significato allegorico è accessibile a chi vuole intenderlo, tuttavia non danneggia ne il giudizio sulle suggestive costruzioni fantastiche dell'autore, né la capacità immaginativa del lettore. Di qui l'apparente ironia per cui la più crudele ed elaborata satira contro il genere umano abbia avuto fortuna come libro di amena lettura, e sia diventata, con gli opportuni tagli, un classico per l'infanzia.
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