sabato 14 dicembre 2013

14 DICEMBRE 1895: NASCE PAUL ELUARD


Paul Eluard, poeta surrealista francese, nasce a Saint Denis il 14 ottobre del 1895. Il suo vero nome è Eugène Emile Paul Grindel, ma nel momento stesso in cui decide di avvicinarsi alla poesia sceglie il cognome Eluard, quello della nonna materna. Il padre Clément è un contabile mentre la madre fa piccoli lavori di sartoria casalinga per aiutare l'economia familiare. Paul si rivela di salute cagionevole fin dalla più tenera infanzia e a sedici anni la madre lo accompagna in Svizzera a causa di alcuni problemi polmonari. Nel dicembre del 1902 viene ricoverato in sanatorio a seguito della diagnosi di tubercolosi.
Il periodo vissuto in sanatorio è fondamentale per Paul Eluard: è qui infatti che scrive le prime poesie ed è sempre qui che incontra la sua musa protagonista di tante sue poesie, la giovane russa Helena Dmitrievna Diakinava. I due si innamorano e restano vicini per tutto il tempo che Paul rimane in sanatorio, vale a dire fino al febbraio del 1914. Lui la chiama affettuosamente Gala, e con questo nome la introduce nella sua poesia. Nel 1913 pubblica la sua prima raccolta "Losirs, Pierrot, Les cinq rondels de tuou jeune homme" firmandosi Paul Eugène Eluard.
Paul e Gala vorrebbero sposarsi, ma i genitori li frenano a causa della giovane età e delle difficoltà economiche a cui andrebbero certamente incontro. Gala ritorna così in Russia e Paul, diventato nel frattempo infermiere, viene inviato al fronte il 3 agosto del 1914.
L'esperienza della prima guerra mondiale e la terribile ecatombe di suoi simili a cui assiste lo segna nel profondo, sia da un punto di vista intimo, che fisico. Mentre è ancora al fronte pubblica persino una raccolta di poesie, "Le devoir", in cui esprime il suo orrore per la guerra e che firma semplicemente come Paul Eluard.
Nel settembre del 1916 Gala ritorna finalmente in Francia e i due si sposano poco dopo nel 1917. Dopo solo un anno nasce anche la loro prima ed unica figlia, Cécile. Gala diventa intanto l'ispiratrice della poesia di Paul Eluard, che pubblica la raccolta "Le devoir et l'inquiétude" (1917). Grazie alla pubblicazione della raccolta "Les poèmes pour la paix" conosce André Breton e più tardi entra anche nel movimento surrealista, divenendone uno dei principali animatori. Prima però di far parte dei surrealisti, il poeta francese frequenta per un breve periodo, circa tre anni, il gruppo dei dadaisti, fondando contemporaneamente la rivista "Proverbe" (1920).
Dopo la rottura con il movimento Dadà, inizia per Paul un momento difficile: nascono infatti dei contrasti con il padre a causa dei problemi economici in cui si dibatte il poeta, ed anche il suo legame con Gala comincia a scricchiolare. Così, dopo la pubblicazione della raccolta "Mourir pour ne pas mourir", parte segretamente da Marsiglia per un viaggio in giro per il mondo. Gala e i suoi amici si convincono addirittura che Paul sia morto, in quanto durante la sua assenza non dà alcuna notizia di sé, né parlerà mai di questo misterioso viaggio. Nonostante questo colpo di testa, Gala lo raggiunge in un viaggio in Asia durante l'estate del 1924. Di ritorno in Francia, Eluard entra a far parte attivamente del gruppo surrealista e si iscrive al partito comunista. Pubblica anche la raccolta "Capitale de la douleur".
Il suo rapporto con Gala entra però nuovamente in crisi e nel 1930 la donna lo lascia per il pittore Salvador Dalì. Nello stesso anno Eluard incontra il secondo grande amore della sua vita: l'alsaziana Maria Benz, alla quale attribuisce il nomignolo di Nusch, con cui compare in tante poesie. Da questo momento la vita poetica di Paul Eluard diviene ricca di pubblicazioni: "La vie immédiate" (1932); "La rose publique" (1934), "Donner à voir" (1939).
Durante la resistenza la sua passione politica lo porta ad essere un poeta combattente, universalmente riconosciuto come tale. A lui si deve al pubblicazione clandestina nel 1942 de "Poésie et Vérité" che contiene la famosa poesia "Liberté", che gli aerei inglesi paracadutano dai cieli come incitamento alla resistenza.
Paul rientra anche nel Partito Comunista dal quale è stato espulso per alcune divergenze sul modello politico sovietico. Alla fine della guerra viene festeggiato e circondato dall'affetto generale dei francesi proprio per il ruolo avuto durante la resistenza. Purtroppo però la sua vita privata viene nuovamente funestata da una tragedia: Nusch muore a causa di un'emorragia celebrale nel 1946.
Paul Eluard è talmente disperato che pensa addirittura al suicidio, ma riesce a rendere omaggio alla sua Nusch dedicandole molte delle poesie contenute nella raccolta "Le temps déborde" (1947).
L'incontro con Dominique, a tre anni di distanza dalla morte della sua compagna, riesce a guarire le ferite di Paul, che si risposa nel 1951. Dominique sarà l'ispiratrice della raccolta di poesie d'amore "Le Phénix". L'anno successivo alla celebrazione delle nozze la sua salute cagionevole gli provoca una crisi cardiaca: Paul Eluard muore il 18 novembre del 1952 dopo aver pubblicato la sua ultima raccolta di poesie: "Les sentiers et le routes de la poésie".

Ma morte vivante

Dans mon chagrin, rien n’est en

mouvement

J’attends, personne ne viendra

Ni de jour, ni de nuit

Ni

jamais plus de ce qui fut moi-même

Mes yeux se sont séparés de tes

yeux

Ils perdent leur confiance, ils perdent leur lumière

Ma bouche s’est

séparée de ta bouche

Ma bouche s’est séparée du plaisir

Et du sens de

l’amour, et du sens de la vie

Mes mains se sont séparées de tes mains

Mes

mains laissent tout échapper

Mes pieds se sont séparés de tes pieds

Ils

n’avanceront plus, il n’y a plus de route

Ils ne connaîtront plus mon poids,

ni le repos

Il m’est donné de voir ma vie finir

Avec la tienne

Ma

vie en ton pouvoir

Que j’ai crue infinie

Et l’avenir mon seul espoir

c’est mon tombeau

Pareil au tien, cerné d’un monde indifférent

J’étais si

près de toi que j’ai froid près des autres.


La mia morte vivente

Nel mio dolore nulla è in movimento

Di quello che io stesso sono stato

Attendo, nessuno verrà

Né di giorno né di notte né mai più.

I miei occhi si sono separati dai tuoi occhi

Perdono fiducia perdono la luce

La mia bocca si è separata dalla tua bocca

La mia bocca si è separata dal piacere

E dal senso dell’amore e dal senso della vita

Le mie mani si sono separate della tue mani

Le mie mani lasciano sfuggire tutto

I miei piedi si sono separati dai tuoi piedi

Non avanzeranno più non ci sono più strade

Non conosceranno più né il peso né il riposo

Mi è concesso di veder finire la mia vita

Con la tua

La mia vita è in tuo potere

che ho creduto infinita

E l’avvenire la mia sola speranza è il mio sepolcro

identico al tuo circondato da un mondo indifferente

Ero così vicino a te che ho freddo vicino agli altri.

14 DICEMBRE 1916: NASCE SHIRLEY JACKSON



Il 14 dicembre 1916, a San Francisco, nasce Shirley Jackson, un'autrice che ritengo uno dei capisaldi della letteratura fantastica/horror contemporanea, senza di lei forse non esisterebbero autori che ammiro come Matheson e King...Segnalo a tutti un racconto raggelante, La lotteria, che dimostra come con gran classe e senza alcun barocchismo cruento si possa turbare l'animo.
Particolarmente nota come autrice de L'incubo di Hill House del 1959 e La lotteria, ha esordito scrivendo per la prestigiosa testata The New Yorker nel 1948. Nella sua carriera ha scritto anche opere per bambini, come Nine Magic Wishes, e persino un adattamento teatrale di Hansel e Gretel, dal nome The Bad Children.
Nel 1965 la Jackson muore per infarto durante il sonno, all'età di 48 anni. Si pensa che la cura a base di psicofarmaci che stesse facendo possa aver contribuito.

Opere
The Road Through the Wall (1948)
Hangsaman (1951)
The Bird's Nest (1954)
The Sundial (1958)
La casa degli invasati o L'incubo di Hill House (The Haunting of Hill House) (1959)
Cosi dolce, cosi innocente o Abbiamo sempre vissuto nel castello (We Have Always Lived in the Castle) (1962)

Da L'incubo di Hill House: Nessun organismo vivente può continuare per molto a mantenere la propria sanità mentale in condizioni di assoluta realtà; anche gli uccellini e le cavallette, dicono, sono capaci di sognare. Hill House, insana, stava da sola contro le colline, contenendo in sé solo il buio, era stata così per ottant’anni e poteva rimanere tale per altri ottanta. All’interno, le pareti continuavano a essere erette, i mattoni a stare uno accanto all’altro, i pavimenti erano saldi  e le porte erano assennatamente chiuse, il silenzio si stendeva sul legno e la pietra di Hill House, e qualsiasi cosa vi fosse dentro, era sola

venerdì 13 dicembre 2013

13 DICEMBRE: AUGURI AD AMY LEE


Auguri ad Amy Lee, cantante, compositrice e polistrumentista statunitense, cofondatrice degli Evanescence.
Nata il 13 dicembre 1981 al Parkview Hospital di Riverside, in California, Amy Lee è figlia di John, disc jockey e appassionato musicista, e Sara Cargill. Due sue sorelle, Carrie e Lori, collaborarono all'album The Open Door del 2006; un'altra, nata nel 1984, morì a tre anni nel 1987. L'evento della morte della sorella fu citato sia in Hello (da Fallen) e Like You (dal citato The Open Door).
Visse in varie parti del Paese tra cui Illinois, Kansas e Florida, per poi stabilirsi a Little Rock, in Arkansas. Si diplomò all'Accademia Pulaski nel 2000; durante i suoi anni di liceo fu anche la direttrice del coro della scuola.
Frequentò per un breve periodo l'università del Tennessee.
Nel 1994 Amy incontrò Ben Moody a un campo giovanile mentre lei stava suonando I'd Do Anything for Love (But I Won't Do That) di Meat Loaf al pianoforte; in un'intervista a Rolling Stone Italia tuttavia Amy Lee ha definito tale idea una "diceria". I due scoprirono di condividere una passione per Jimi Hendrix e Björk e iniziarono a scrivere canzoni insieme.
Per diverso tempo però non trovarono altri musicisti con cui suonare e, non avendo i fondi necessari per pagare un'assistenza professionale, non poterono esibirsi dal vivo. Ma ben presto una delle loro canzoni, Understanding (dal loro Evanescence EP), incominciò ad essere trasmessa alla radio e trovò posto nelle classifiche locali, facendo lievitare le richieste di esibizioni dal vivo. Quando finalmente la band riuscì ad esibirsi, diventò una delle più popolari della zona.
I notevoli risultati di vendita di Fallen, pubblicato in tutto il mondo il 4 marzo 2003, garantiscono alla Lee un ritorno di fama mondiale. Assieme agli Evanescence Amy parte per un tour mondiale che si conclude nell'agosto 2004 con prestigiose tappe al Rock Am Ring e al Rock in Rio. Nel settembre 2005, Amy entra in studio per la realizzazione del secondo album degli Evanescence, The Open Door, avvalendosi della collaborazione di Terry Balsamo, il nuovo chitarrista coi dread della band e nuovo co-autore al posto di Ben Moody. L'album viene pubblicato il 3 ottobre 2006 e viene seguito da un tour mondiale più ampio rispetto al precedente, comprendente le tappe del Family Values Tour 2007 assieme, tra gli altri, ai Korn e ai Flyleaf. Successivamente vengono sostituiti i membri Rocky Gray e John LeCompt con Will Hunt e Troy McLawhorn, membri dei Dark New Day.
L'11 ottobre 2011 viene pubblicato il terzo album, intitolato semplicemente Evanescence, di cui Lee è di nuovo autrice di tutti i testi, nonostante, come dichiarato dalla stessa, il disco abbia visto un maggior coinvolgimento di tutti i membri della band. Nel primo singolo estratto dall'album, intitolato What You Want, la Lee parla del proprio rapporto con la musica, i fan e la propria attività di cantante e musicista.





giovedì 12 dicembre 2013

12 DICEMBRE 1863: NASCE EDVARD MUNCH


Edvard Munch, pittore norvegese, è nato a Løten il 12 dicembre 1863 e morto a Oslo il 23 gennaio 1944).
Autografo di Munch
È stato anche simbolista, incisore e un importante precursore dell'arte espressionista.
L'urlo (1893) è probabilmente la sua opera più conosciuta. È parte di una serie di opere denominate Il Fregio della Vita, in cui Munch ha esplorato i temi di vita, amore, paura, morte, malinconia ed ansia. Munch ne ha dipinte molte versioni, tra cui una esposta alla Galleria nazionale di Oslo ed una al Museo Munch della stessa città. Ambedue le opere, insieme all'opera denominata Madonna, furono oggetto di furto e poi recuperate.
L'autore stesso sostiene di aver concepito l'opera mentre camminava al tramonto presso un punto panoramico chiamato Ekeberg a Oslo, in compagnia di due amici. Di colpo, fermandosi, immerso nell'atmosfera rosso sangue, ebbe un attacco di panico.
Edvard Munch è noto come il pittore dell'angoscia: gli unici temi che lo interessano sono la passione, la vita e la morte. L'ombra di questa lo accompagnerà lungo l'arco della sua intera esistenza: muore la madre, mentre è ancora bambino e, adolescente, assiste alla morte della giovane sorella, logorata dalla tubercolosi. Questi episodi acuiranno la sua sensibilità nervosa e ne influenzeranno già i primi quadri.
Frequentò l'Accademia di belle arti di Oslo (l'allora Christiania), anche grazie a una borsa di studio vinta per le sue  capacità tecniche tutt'altro che comuni. Finita l'Accademia, si reca a Parigi (1885), dove approfondisce imparando da Gauguin, Van Gogh, Toulouse-Lautrec e Degas, fino a delinearsi nella serie della  Madonna (da intendersi come "donna") che, se alla sua prima mostra parigina scandalizza l'intera opinione pubblica  da un lato, dall'altro attira comunque una piccola frangia di giovani artisti. L'uso dei colori, la potenza dei suoi rossi  (non si dimentichi che spesso Munch usa per la campitura dei quadri un nero perlaceo), la lucidità violenta con cui  tratta i suoi temi, lo porteranno ad essere il precursore, se non il primo degli espressionisti.
Nel 1892 Munch espose a Berlino una cinquantina di suoi dipinti e il giudizio della critica è così drastico che dopo una sola settimana la mostra viene sospesa; l'evento ebbe influenza sulla posizione presa dai secessionisti berlinesi.
La permanenza di Munch a Berlino si protrae fino al 1908, interrotta solo da un breve viaggio a Parigi nel 1895. La fama non gli concede la felicità; cerca di attutire la sensibilità con l'abuso di alcool; il periodo è travagliato e si ricovera in una casa di cura per malattie nervose a Copenhagen.
Nel 1914 i tempi erano ormai maturi affinché la sua arte, anche se mai del tutto compresa, venga accettata anche dalla critica. Membro dell' Accademia tedesca delle arti e socio onorario dell' Accademia bavarese di arti figurative di Monaco di Baviera, nel 1937 Munch conosce le prime persecuzioni naziste. Il regime hitleriano definisce degenerate ben 82 opere dell'artista esposte nei vari musei pubblici della Germania e ne dispone la vendita. Nel 1940, quando i Tedeschi invadono la Norvegia, l'artista rifiuta qualsiasi contatto con gli invasori.
Quando morì, nel 1944, lasciò tutti i suoi beni e le sue opere al municipio della capitale: oltre 1100 quadri molti dei quali quasi rovinati, perché Munch li lasciava volutamente all'aperto per un trattamento che egli chiamava "cura da cavalli". Oslo nel 1963, in occasione del centenario della nascita, gli dedica un apposito museo: il Museo Munch (Munch Museet) che si trova nel quartiere di Tøyen. Nel museo si trova anche la serie Il fregio della vita che Munch realizzò intorno alla fine del XIX secolo, tele enormi dove l'artista cerca di comunicare la sua visione finale della vita, intesa come il rigenerarsi di amore e morte. Altri suoi dipinti si trovano nella Galleria Nazionale della capitale norvegese; da ricordare Il sole una enorme tela che accoglie gli studenti dell'Università di Oslo.



mercoledì 11 dicembre 2013

11 DICEMBRE 1874: NASCE PAUL WEGENER




Attore e regista, Paul Wegener naque nella Prussia occidentale a Arnoldsdorf (oggi Jarantowice, Polonia), l'11 dicembre 1874 e morì a Berlino il 13 settembre 1948. 
Esordì a 21 anni ed ebbe una lenta ascesa che gli assicurò piena maturità e dominio dei mezzi espressivi. Dal 1905 con M. Reinhardt al Deutsches Theater di Berlino, dal 1921 girò con formazioni proprie l'Europa e l'America Meridionale. Dal 1937 attore di stato, recitò a Berlino al teatro di stato e al teatro Lessing; nel 1939 con H. George al teatro Schiller, nel 1943 tornò al teatro di stato. 
Tornato sulle scene dopo la seconda guerra mondiale, fu ancora interprete efficace di grandi figure drammatiche (Shakespeare, Otello e Riccardo III; Schiller, I masnadieri; Strindberg, ecc.).
Nel cinema esordì come attore e regista in Der Student von Prag (1913, in collab. con S. Rye), seguito da Der Golem (1915, in collab. con H. Galeen), film fantastici e visionarî tra i più rappresentativi del cinema espressionista tedesco.
Diresse alcuni film fiabeschi, influenzati dalla lezione di M. Reinhardt (Rübenzahls Hochzeit, 1916; Der Rattenfänger von Hamlin, 1918), e una nuova versione del Golem (1920). Come attore partecipò ancora ai film Vanina (1922), Alraune (1928), Der grosse König (1942).


martedì 10 dicembre 2013

10 DICEMBRE: AUGURI A BRIAN MOLKO


Auguri a Brian Molko, frontman dell'alternative rock band britannica Placebo.
Brian Molko (Bruxelles, 10 dicembre 1972) è un cantante e chitarrista inglese con cittadinanza statunitense, leader del gruppo musicale inglese Placebo.
Nato in Belgio da padre americano di origine francese e italiana e madre scozzese, a causa della professione del padre, un banchiere internazionale, nei primi anni di vita Brian è costretto a viaggiare molto: dalla Liberia al Libano, ed infine in Lussemburgo dove si stabilisce. Parla perfettamente la lingua inglese e francese. Ha una discreta conoscenza della lingua tedesca e spagnola, e in un'intervista ad una radio italiana durante la promozione di Battle for the Sun, ha dichiarato di non saper parlare la lingua italiana, ma di comprenderla sufficientemente. Pur essendo nato in Belgio non possiede la nazionalità belga ma la doppia nazionalità inglese e americana.
In Lussemburgo ha frequentato prima la Scuola Europea e poi l'International School of Luxembourg dove già emergono le sue preferenze per l'arte, il teatro e la fotografia. Nella stessa scuola c'è anche Stefan Olsdal, che fa però parte del gruppo popolare e si dedica di più allo sport, avendo quindi pochi contatti con Brian. L'adolescenza di Brian non fu semplice; il ragazzo era spesso vittima di prese in giro da parte dei compagni, i quali spesso gli attribuivano l'appellativo di "fag" (finocchio) a causa del suo modo di vestirsi e di porsi.
A 17 anni Brian decide di trasferirsi a Londra per studiare recitazione al Goldsmiths College. Per mantenersi trova lavoro in un locale dove suona l'armonica, riuscendo, in questo modo, anche a coltivare la sua passione per il rock, in particolare per i Sonic Youth. Un giorno il destino lo fa incontrare in metropolitana con l'ex compagno di scuola Stefan Olsdal che viene invitato da Brian a vederlo suonare nel locale dove lavorava. Stefan rimane colpito dal talento e dalla voce di Brian e i due decidono di formare una band assieme a Robert Schultzberg poiché Steve Hewitt (che diventerà batterista dei Placebo nel 1996 e che lascerà nel 2007 e verrà poi sostituito da Steve Forrest) era impegnato già con un'altra band.
Brian Molko era stato educato in una famiglia tradizionale che disapprovava le espressioni artistiche (suo padre  avrebbe voluto che diventasse un bancario come il fratello maggiore Barry, mentre sua madre avrebbe voluto  avvicinarlo alla Chiesa). Egli si ribellò ostentando un'immagine androgina, usando smalto per le unghie, rossetto e  ombretto, ed ascoltando musica glam rock. Uno degli idoli di Brian Molko è senza dubbio David Bowie, che collaborerà all'interpretazione del brano Without you I'm nothing. Con il suo modo di essere, il cantante vuole creare confusione, destabilizzare i canoni stabiliti nella mente della gente che lo circonda. Questa tematica viene espressa intensamente nel brano Burger Queen, che racconta il disagio di un ragazzo introverso e alternativo costretto a vivere in un grigio paesino.
Nel 2005 diventa padre del piccolo Cody insieme alla compagna Helena Berg. Brian ed Helena si sono lasciati nel 2009.
Brian Molko in passato ha fatto uso di droghe, finendo in riabilitazione due volte, nel 2010 ha però dichiarato di essersi completamente disintossicato e di non drogarsi più.
Il 19 Dicembre 2012 Brian Molko ha ricevuto l'Honorary Fellowship dal Goldsmiths College in cui aveva studiato (laureandosi nel 1993), ricevendo l'onorificenza insieme ad altri importanti ex alunni (Rose Tremain, John Bird, Jane Goodall e Moira Buffini)

ALBUM
Placebo (1996)
Without You I'm Nothing (1998)
Black Market Music (2000)
Sleeping with Ghosts (2003)
Once More with Feeling: Singles 1996-2004 (2004)
Meds (2006)
Extended Play '07 (2007)
Battle for the Sun (2009)
B3EP (2012)
Loud Like Love (2013)

Collaborazioni:
Losers – Summertime Rolls
Asia Argento – Je T'aime, Moi Non Plus
Faultline & Françoise Hardy – Requiem for a Jerk
Timo Maas – Pictures, Like Siamese, First Day, College 84
Kristeen Young – No Other God
Dream City Film Club – Some
Jane Birkin – Smile
AC Acoustics – Crush
Alpinestars – Carbon Kid
Trash Palace – The Metric System
Hotel Persona – Modern Kids
Indochine – Pink Water 3
Westbam – Sick
Fiona Brice – West End Girls
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10 DICEMBRE 1935: NASCE JAROMIL JIRES

Jaromil Jireš, regista della nouvelle vague cecoslovacca, nasce il 10 dicembre 1935 a Bratislava.
Durante gli anni Sessanta entrò spesso in conflitto con la censura, il suo primo lungometraggio del 1963, Il grido, viene ritenuto la prima opera della nouvelle vague cecoslovacca, un movimento noto per il suo humor nero, l'uso di attori non professionisti, la predilezione per il grottesco e il surreale, sovvertendo le strutture narrative convenzionali.
Adattò in Lo scherzo (1969) un libro di Milan Kundera, realizzando il film durante il periodo della Primavera di Praga, infatti possiamo trovarvi la satira e la critica del potere comunista; la proiezione del film fu in seguito vietata dalle autorità per ben 20 anni.
Fantasie di una tredicenne (1970) è basato su un romanzo di Vítězslav Nezval; il film fu realizzato con uno stile gotico, concentrandosi sul tema della scoperta della sessualità da parte di una tredicenne.
I suoi lavori successivi furono meno controversi, continuò ad essere attivo fino agli anni Novanta, occupandosi anche della regia di opere liriche e balletti.
Muore a Praga, il 24 ottobre 2001

10 DICEMBRE 1824: NASCE GEORGE MACDONALD


George MacDonald naque il 10 dicembre 1824 a Huntly e morì il 18 settembre 1905 ad Ashtead.
Fu scrittore, poeta e ministro di culto cristiano scozzese, noto soprattutto come romanziere di genere fantasy, ispirando molti autori  come W. H. Auden, J. R. R. Tolkien, C. S. Lewis, E. Nesbit e Madeleine L'Engle.
Figlio di contadini, crebbe in terra scozzese di culto calvinista, fede che però contestò nella dottrina relativa alla predestinazione dell'anima; nei suoi romanzi successivi, infatti, come ad esempio Robert Falconer e
Lilith, si noterà un suo disgusto per l'idea che l'amore di Dio sia limitato solo ad alcuni e negato ad altri. Sua madre Helen muore nel 1832, sei anni dopo suo padre si risposerà con Margaret McColl.
George studia e si laurea ad Aberdeen, dove si mette a insegnare matematica, quindi si trasferisce a Londra per studiare teologia e diventare pastore alla Trinity Congregational Church nel 1850. Tuttavia i suoi sermoni,
appunto non sempre coerenti al protestantesimo inglese, ebbero poco consenso tra i fedeli tanto da fargli ben presto abbandonare la vita pastorale. L'anno dopo, inoltre, si sposerà con quella che sarà il suo unico amore, Louisa Powell.
Successivamente lavorò per il ministero inglese a Manchester, poi si trasferì per qualche anno ad Algeri, quindi di nuovo a Londra come docente. Nel 1872-1873 viaggiò anche negli Stati Uniti, dove conobbe anche gli scrittori americani Longfellow e Walt Whitman.
Sebbene non particolarmente conosciuti, i suoi lavori (in particolare le sue fiabe e romanzi fantasy) hanno ispirato ed ammirato autori del calibro di W. H. Auden, J. R. R. Tolkien e Madeleine L'Engle. C. S. Lewis addirittura ha scritto di ritenere MacDonald come suo "maestro": un giorno, leggendo una copia di Phantastes in una stazione ferroviaria, Lewis pensò di aver «attraversato una grande frontiera».
Chesterton citò La principessa e i goblin come libro che «made a difference to my whole existence» («cambiò la mia esistenza»). Perfino Mark Twain, che inizialmente disprezzava MacDonald, diventò suo amico, e ci sono alcune prove che Mark Twain sarebbe stato influenzato da MacDonald.
Nel 1879 lo scrittore e la famiglia si trasferirono definitivamente in una delle mete da lui - e da tanti altri
inglesi - molto amata, la Riviera dei Fiori in Liguria, Italia, quasi al confine francese, e precisamente a Bordighera dove, tra l'altro vi era presente una chiesa anglicana; innamorato di quel paese, vi visse per ben 20 anni, scrivendo quasi la metà dell'intera sua produzione letteraria, soprattutto quella in stile fantasy.
Nella cittadina ligure fondò anche uno studio letterario, da lui battezzato Casa Coraggio, che divenne ben presto uno dei maggiori centri culturali del tempo, frequentata da viaggiatori italiani e stranieri (ovviamente in maggioranza inglesi) e da persone del luogo. Nella residenza si
svolgevano spesso apprezzate recite ed ogni settimana avvenivano letture dei classici, da Dante a Shakespeare.
MacDonald ebbe ben otto figli, tuttavia la sua vita fu funestata dalla morte, per malattia e lungo i suoi anni, di ben quattro delle sue creature: Mary Josephine, Maurice, Grace e Lilia, e poi anche sua moglie nel 1902. Dopo aver seppellito tutti a Bordighera, rattristato fece ritorno in Inghilterra, prima a Haslemere, quindi nella vicina Ashstead, entrambe nella contea del Surrey, a sud di Londra.
Morì in terra inglese nel 1905 ma le sue ceneri furono, secondo le sue volontà, riportate a Bordighera nel 1906, dai suoi figli ancora vivi Ronald, Caroline, Irene e Winifrid, per giacere accanto alla moglie.
Casa Coraggio passò di proprietà e divenne l'albergo della Regina. Lo scrittore ligure-piemontese Edmondo de Amicis, affascinato dalla vita dello scrittore scozzese, visse proprio lì dal 1906 fino alla sua morte, nel 1908. Oggi non esistono più né Casa Coraggio né l'hotel della Regina, ma sulla facciata della costruzione, nell'attuale via Vittorio Veneto, 34, due targhe commemorative ricordano entrambi gli scrittori