sabato 3 gennaio 2015

Le vere gothic ladies: Flannery O' Connor

Flannery O' Connor è una delle più significative rappresentanti del Southern gothic, accanto ad autori come William Faulkner, Truman Capote e Tennessee Williams. Secondo Fernanda Pivano, nella produzione letteraria di Flannery O’Connor “il grottesco e l’orrore, le due caratteristiche della cosiddetta “scuola gotica” degli scrittori del Sud, sono onnipresenti”.
Tutto ciò che caratterizza il gotico americano, la tragicommedia, il grottesco, il sangue e la disperazione, sono infatti elementi ricorrenti nelle sue opere, in cui il male più efferato viene controbilanciato da una sua demolizione attraverso una speranza anche nella più truce tragedia che nasceva dalla fede genuina che aveva accompagnato la travagliata e breve vita dell'autrice, senza mai scadere nel bigottismo.



Nata a Savannah, in Georgia, nel 1925, Flannery O'Connor si trasferisce a soli sette anni nella cittadina di Milledgeville, dove abiterà per tutta la vita. Nel 1947, sei anni dopo la morte del padre, lei e la madre ereditano una grande fattoria: è qui che la O'Connor mette su un allevamento di pavoni.
La passione per la scrittura comincia già all'epoca del college: presso la State University of Iowa Flannery frequenta corsi e laboratori di letteratura e comincia a inviare racconti alle riviste. È nel 1952 che pubblica il suo romanzo d'esordio, Wise Blood (La saggezza nel sangue), a cui faranno seguito una raccolta di racconti, A Good Man Is Hard to Find (1955) e un secondo romanzo, The Violent Bear It Away (Il cielo è dei violenti, 1960). Il successo è immediato: fra il '57 e il '65 tre suoi racconti vincono il prestigioso O'Henry Award, e viene spesso invitata a tenere corsi e conferenze nelle università del Sud degli Stati Uniti.
Il lupus eritematoso, la stessa malattia del sistema immunitario che aveva ucciso il padre, si manifesta per Flannery O'Connor nel 1950, a soli venticinque anni. Malgrado continue cure molto pesanti, che le fanno gonfiare il viso e perdere i capelli, e la costringono a camminare con le stampelle, le sue condizioni non miglioreranno mai. Nel 1964 le viene diagnosticato un tumore, che in concomitanza con la malattia è difficile da curare. Subisce un'operazione, ma poco dopo peggiora nuovamente, e muore il 4 agosto.
Dopo la sua morte è uscita una seconda antologia di racconti (Everything That Rises Must Converge, 1965) e, a cura di Robert e Sally Fitzgerald, due fra i suoi amici più cari, una raccolta di saggi, Mystery and Manners, nel 1969 e una di lettere, The Habit of Being (Sola a presidiare la fortezza), nel 1979.


Incipit di Il cielo è dei violenti

Lo zio di Francis Marion Tarwater era morto solo da mezza giornata quando il ragazzo si ubriacò troppo per finire la fossa, e un negro di nome Buford Munson, che era venuto a riempire una brocca, dovette terminare di scavarla e trascinarci il corpo, che era ancora seduto alla tavola della prima colazione, per dargli una sepoltura da cristiani, con le insegne del Salvatore sopra la testa e abbastanza terra perché i cani non lo scavassero fuori.

mercoledì 24 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Shirley Jackson

Shirley Jackson un'autrice che può essere considerata uno dei capisaldi della letteratura fantastica/horror contemporanea, che ha influenzato notissimi scrittori Richard Matheson e Stephen King.
Una delle sue opere più note è il raggelante racconto La lotteria, che dimostra come con gran classe e senza alcun barocchismo cruento si possa turbare l'animo; questa storia introdurrà il motivo del sacrificio propiziatorio e dell'orrore celato nelle piccole comunità che ispirerà opere come Ritual di David Pinner (da cui sarà tratto il film culto The Wicker Man) e i Figli del grano di Stephen King.
Inoltre è l'autrice di L'incubo di Hill House, considerato un capolavoro della narrativa horror e non solo, ed è stato spesso avvicinato al Giro di vite di Henry James per affinità di temi e di soluzioni narrative. Nel suo saggio Danse macabre, Stephen King ha trattato diffusamente del romanzo, dichiarandolo come una delle sue maggiori influenze. Il libro ha avuto due adattamenti cinematografici: Gli invasati (The Haunting), di Robert Wise, nel 1963 e Haunting - Presenze (The Haunting), di Jan de Bont, nel 1999.




Shirley Jackson nasce a San Francisco nel 1916. Proveniente da una famiglia della medio borghesia la Jackson crebbe in una piccola cittadina di provincia che fornirà l'ispirazione per il suo prima romanzo The Road Through the Wall (1948). Durante il liceo si trasferì con la famiglia a New York, dove completò gli studi per poi frequentare il college a Rochester e, successivamente, alla Syracuse University. Fu qui che, tramite la partecipazione al giornale dell'università conobbe il futuro marito, Stanley Edgar Hyman, destinato a diventare un famoso critico letterario, con cui si sposerà nel 1940.
Dopo il matrimonio la coppia si trasferisce in Vermont dove Hyman inizia a insegnare e la Jackson intraprende l'attività di scrittrice a tempo pieno, affiancandola a quella di mamma visto che la coppia negli anni ha avuto 4 figli, destinati tutti ad una piccola fetta di celebrità perché l'autrice si divertiva a usarli come fonti di ispirazione per alcuni dei suoi racconti. La Jackson scrisse e pubblicò anche opere per bambini come Nine Magic Wishes e la commedia The Bad Children, ispirata alla favola di Hansel e Gretel. Ancora più famosa, fra questo tipo di produzione è però l'opera Vita fra i selvaggi (Life Among the Savages, 1963), dove raccontò romanzandola la storia del suo matrimonio e le sue esperienze nell'allevare quattro pargoli.
La celebrità, ad oggi, rimane però legata alle storie di paura e in particolare al racconto La Lotteria che suscitò enorme scalpore quando venne pubblicato nel 1948 per aver osato rispolverare un rito antico e violento ambientandolo in una piccola comunità dell'America benpensante. Nonostante in molti abbiano tentato di attribuire le ragioni delle tematiche violente e spaventose scelte dalla Jackson alle sue personali idiosincrasie e ad una sua presunta instabilità, la verità è che l'intenzione dell'autrice non era altro che quella di mostrare il lato barbaro e crudele della società a lei contemporanea che cercava di ignorare lo shock dei campi di concentramento e delle bombe atomiche.
L'autrice morì di attacco cardiaco a soli 48 anni, la salute minata da problemi di peso e dall'abuso di farmaci prescritti per curare malattie prevalentemente psicosomatiche.


Incipit di La Lotteria

La mattina del 27 giugno si levò chiara e piena di sole, con il calore di una bella giornata estiva; i prati erano pieni di fiori e l'erba era già alta. Gli abitanti del villaggio cominciarono a radunarsi nella piazza, tra l'uffico po-stale e la banca, verso le dieci.
In alcune città gli abitanti erano così numerosi che la lotteria durava due giorni e doveva iniziare il 26 giugno, ma in quel villaggio, dove gli abitanti erano solo trecento, l'intera lotteria richiedeva meno di due ore: iniziava alle dieci del mattino e finiva in tempo per l'ora di pranzo.

I primi ad accorrere, come sempre, furono i bambini. La scuola era finita, e molti ragazzi non si trovavano a proprio agio, in tanta libertà; tendevano a riunirsi in silenzio per qualche minuto, per poi mettersi a gridare e a parlare di scuola e di insegnanti, di libri e di brutti voti.

martedì 23 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Eudora Welty

Nell'opera di Eudora Welty alcune tematiche gotiche, come la tipica atmosfera, i temi della prigionia e della fuga, la figura femminile perseguitata, incontrano l'ambientazione del sud degli Stati Uniti, avvicinandola al genere del Southern Gothic, sebbene la scrittrice abbia sempre rifiutato di essere inclusa in esso, forse per timore di cadere in alcuni suoi stereotipi.
Tra le sue opere troviamo The Robber Bridegroom (Lo sposo brigante), riscritura della fiaba omonima; The Optimist's Daughter (La figlia dell'ottimista), vincitore del premio Pulitzer nel 1973; la raccolta di racconti A Curtain of Green and Other Stories (Un sipario di verde).


Nata a Jackson, nel Mississippi, da Christian Webb Welty e Chestina Andrews, ha studiato al "Mississippi College for Women" e si è poi trasferita all'Università del Wisconsin, dove si è laureata nel 1929. Dopo aver studiato "Linguaggio pubblicitario" per un anno presso la Columbia University, alla morte del padre (1931), che era un appassionato fotografo dilettante, tornò a casa, dove cominciò a lavorare in una radio e poi come agente pubblicitario, viaggiando per gli Stati Uniti del sud, in particolare nel Mississippi.
Durante il tempo libero si appassionò di fotografia, facendo il ritratto delle classi più povere durante la grande depressione che seguì la crisi del 1929. Alcune sue foto le ispirarono quindi dei racconti, come per esempio Why I Live at the Post Office basato sul ritratto di una donna che stira da lei fatto sul retro di un ufficio postale.
Contemporaneamente i suoi racconti cominciarono a uscire su diverse riviste. Il suo primo racconto (Death of a Traveling Salesman) uscì nel 1936, stimolando interesse in Katherine Anne Porter che decise di aiutarla scrivendo la postfazione alla sua prima raccolta (A Curtain of Green, 1941). Il primo romanzo, The Robber Bridegroom uscì l'anno seguente. 
Faceva parte del "Fellowship of Southern Writers" (Sodalizio degli scrittori sudisti), fondato nel 1987 e ha tenuto corsi e seminari come ospite di diverse università e altre istituzioni.
Non si è mai sposata e non ha avuto figli. È morta a 92 anni, nel 2001, ed è stata sepolta al Greenwood Cemetery di Jackson, Mississippi.

lunedì 22 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Daphne du Maurier

La gothic lady oggi è Daphne du Maurier, autrice di diversi capolavori, tra i quali Rebecca, film da cui fu tratto l'omonimo film di Alfred Hitchcock.
L'opera può essere vista come una ripresa e sovversione del tema di Cenerentola, ricca di riferimenti alla psicanalisi freudiana intrecciati a elementi tipici del romanzo gotico, come il castello infestato, un villain sinistro, un paesaggio perturbante, un delitto nascosto e una donna folle.
La du Maurier ha infatti sviluppato in diverse sue opere i motivi del romanzo gotico.
Da uno dei suoi racconti, Gli uccelli, è stato tratto l'omonimo film di Hitchcock.


Daphne du Maurier nasce a Londra, il 13 maggio 1907.
I genitori di Daphne avevano entrambi un passato di attori teatrali. Gerald era stato anche impresario, la madre era Moriel Beaumont.
Ultima di tre sorelle, completa gli studi a Parigi e torna in Inghilterra, per seguire la famiglia in Cornovaglia, a Fowey.
Nel 1931, grazie anche all'aiuto di uno zio editore, Daphne pubblica il suo primo libro Spirito d'amore, decide di rimanere in quel luogo mentre gli altri tornano a Londra. Nel 1932 Daphne sposa sir Frederick Arthur Montagne Browning, componente dell'esercito (era un maggiore). Per la sua attività nel 1939 si trasferiscono ad Alessandria d'Egitto, qui scriverà Rebecca, la prima moglie, il suo romanzo più conosciuto.
Molti saranno i luoghi in cui il marito verrà assegnato ma non sempre lei lo seguirà. Nel 1943 tornano in Inghilterra e riesce ad affittare un maniero, a Menabilly, dove si stabilisce con i figli ma nel 1964 è costretta ad andarsene. Nel 1965 muore Frederick, e per queste notizie sceglie di vivere in solitudine. Dopo la sua morte, avvenuta il 19 aprile 1989, le ceneri vengono sparse, assecondando i suoi desideri, nei campi che circondano la sua ultima residenza.


venerdì 19 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Jean Rhys

Jean Rhys, pseudonimo di Ella Gwendolen Rees Williams, è stata una scrittrice britannica di origini caraibiche attiva nella metà del Novecento, a lungo trascurata nonostante il suo talento. Dal suo primo romanzo Quartetto, uscito nel 1928, verrà tratto il film di James Ivory, nel 1981, ma lei sarà morta da tre anni. Conoscerà il successo solo a 76 anni quando, nel 1966, verrà pubblicato Il grande mare dei sargassi.
Si tratta di un romanzo postcoloniale, prequel del famoso romanzo Jane Eyre di Charlotte Brontë. È chiaro che tratti la storia della prima Signora Rochester, Antoinette (Bertha) Mason, ma il nome di Rochester non appare mai nel romanzo.



La Rhys nacque nel 1890 in Dominica (un'ex colonia britannica nei Caraibi) da padre gallese e madre creola di origine scozzese. Si trasferì in Inghilterra all'età di sedici anni, dove intraprese una sfortunata carriera come corista. Negli anni venti si trasferì in Europa, viaggiando come un'artista bohémien e risiedendo occasionalmente a Parigi. Durante questo periodo, la Rhys visse praticamente in povertà, familiarizzando con l'arte e la letteratura modernista e sviluppando la dipendenza dall'alcol che l'accompagnò per il resto della sua vita. La sua esperienza con la società patriarcale e la sensazione di confusione durante questo periodo andranno a formare temi importanti nella sua opera. Le opere della Rhys sono centrate spesso sulla vita di donne strappate dalle proprie radici e lasciate morire secondo il capriccio di società a loro estranee, un'ovvia eco della sua stessa vita. Il suo stile è spesso citato per la capacità di fondere le tecniche moderniste alla sensibilità tipica delle Indie Occidentali. I suoi lavori furono soprattutto pubblicati e promossi da Ford Madox Ford. Diana Athill della casa editrice Andre Deutsch ebbe il merito di far tornare alla ribalta presso il grande pubblico gli scritti della Rhys ormai dimenticati e fu la responsabile della pubblicazione de Il grande mare dei Sargassi.
Dal 1919 al 1932 fu sposata con Jean Lenglet, dal quale ebbe anche un figlio.
Nel 1947 si sposò con Max Hamer.
Negli ultimi anni della sua vita la Rhys visse a Londra presso l'amico jazzista George Melly.
Morì il 14 maggio 1979 a Exeter, nel Devon, in Inghilterra.

giovedì 18 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Charlotte Perkins Gilman

Charlotte Perkins Gilman fu non solo una "gothic lady", ma anche una delle prime attiviste per la difesa dei diritti delle donne, divenuta un modello per le future generazioni di femministe. Il suo lavoro più noto è La carta da parati gialla, scritto dopo una psicosi post-parto, un racconto semibiografico, ritenuto per decenni un semplice racconto del terrore, è stato rivalutato negli anni Settanta, nell'ambito del pensiero femminista, al punto che l’autrice è assurta a icona del movimento femminista in America.
Il tema di questa short story, infatti, non è tanto la follia della protagonista, soggetta a una grave forma di depressione che la porterà a deliri allucinatori e finanche allo sdoppiamento di personalità, quanto piuttosto l’oppressione sociale, economica e linguistica della donna. 



I primi anni.
Charlotte nacque il 3 luglio 1860 a  Hartford, Connecticut, da Mary Perkins (prima Mary Fitch Westcott) e Frederic Beecher Perkins.
Il padre abbandonò la famiglia lasciandola nell'indigenza, finchè la madre non fu in grado di mantenere i figli essi furono spesso a casa delle zie paterne, Isabella Beecher Hooker, una suffragetta, Harriet Beecher Stowe (autrice della Capanna dello zio Tom) e Catharine Beecher.
A cinque anni imparò da sola a leggere perché la madre era malata. Il rapporto della madre con i figli fu sempre molto difficile, per proteggerli proibì loro di avere amicizie e leggere libri di narrativa. Nella sua autobiografia, The Living of Charlotte Perkins Gilman, la Gilman racconta che la madre le dimostrava affetto solo quando pensava dormisse. Sebbene abbia vissuto la propria infanzia nella solitudine e nella povertà, visitava spesso la libreria pubblica e studiava da autodidatta le civiltà antiche. Inoltre l'amore paterno per la letteratura l'aveva influenzata, tanto che anni dopo lui l'avrebbe contattata con una lista di libri che sarebbero stati meritevoli,secondo la sua opinione, d'essere letti.La Gilman trascorse gran parte della propria giovinezza a Providende, Rhode Island. Ebbe soprattutto amici di sesso maschile e non si vergognava di definirsi un "maschiaccio". Frequentò sette diverse scuole pubbliche e fu studente per corrispondenza della Society to Encourage Studies at Home, ma studiò solo fino ai quindici anni. La sua intelligenza naturale e il desiderio di conoscenza impressionarono sempre i suoi insegnanti, ma ebbe comunque delle difficoltà in quanto studentessa povera. La sua materia preferita era la filosofia naturale, conosciuta in seguito come fisica. Nel 1878, a diciotto anni, si iscrisse  al  Rhode Island School of Design, e divenne in seguito una realizzatrice di figurine. Insegnò e incoraggiò gli altri a espandere la propria creatività artistica. Fu anche pittrice.
Nel 1884 sposò Charles Walter Stetson, di cui inizialmente aveva declinato la proposta di matrimonio perché un presentimento le aveva suggerito che non fosse la scelta giusta per lei. La loro unica figlia,  Katharine Beecher Stetson, nacque l'anno seguente. Charlotte Perkins Gilman soffrì di una grave depressione post-partum, un mese dopo la nascita di Katharine. Quella era un'epoca in cui le donne erano considerate esseri per natura isterici e nervosi; quindi una donna dichiarata d'essere seriamente malata dopo avere partorito non veniva presa sul serio. Nel 1888, Charlotte si separò dal marito, un fatto raro nel XIX secolo, ma questa decisione fu importante per la sua saluta mentale. Divorziò legalmente nel 1894 e, con la figlia, andò a vivere a Pasadena, in California, dove divenne membro attivo di diverse organizzazioni femministi e riformiste, come The Pacific Coast Woman's Press Association, Woman's Alliance, Economic Club, Ebell Society, Parents Association e State Council of Women, inoltre scrisse e collaborò col  Bulletin, un giornale di una di queste associazioni. 
Nel 1894 la Gilman mandò la figlia a vivere col padre e la sua seconda moglie Grace Ellery Channing, una sua cara amica. Nelle sue memorie la Gilman raccontò di essere stata felice per la coppia, poichè la "seconda madre" di Katharine "era buona come la prima e forse migliore in molti lati". La Gilman aveva idee progressiste a proposito dei diritti paterni e la consapevolezza che il suo ex marito avesse il diritto di vedere la figlia e Katharine lo avesse di conoscere e amare il padre. Dopo la morte della madre, nel 1893, la Gilman decise di tornare a est per la prima volta dopo otto anni. Contattò Houghton Gilman, suo cugino che non aveva visto da quindici anni, con cui ebbe successivamente una relazione e si sposò nel 1900. La Gilman perse il marito nel 1934, a causa di un'emorragia cerebrale, in seguito ritornò a Pasadena, dove viveva la figlia. Due anni prima le era stato diagnosticato un cancro incurabile al seno, sostenitrice dell'eutanasia per i malati terminali, si suicidò il 17 agosto 1935, con un'overdose di cloroformio. Lasciò come ultimo messaggio l'affermazione di aver "preferito il cloroformio al cancro", e pare sia morta velocemente e tranquillamente.

La carta da parati gialla
Sebbene non sia né il suo primo lavoro, né il più lungo, questo racconto è indubbiamente la più nota opera della Gilman. Fu scritto tra il 6 e il 7 giugno del 1890, nella sua casa di Pasadena, e pubblicato un anno e mezzo dopo in The New England Magazine.
In seguito è stato pubblicato in diverse raccolte di scrittrici femministe, di letteratura americana e libri di testo. La storia è quella di una donna che soffre di una malattia mentale e che, per questo motivo, è stata rinchiusa in una stanza dal marito, per il suo bene. Sviluppa dunque un'ossessione per una pessima carta da parati gialla. La Gilman scrisse questa storia per aprire gli occhi alla gente riguardo al ruolo delle donne nella società, mostrando come la mancanza di autonomia sia la causa di ogni loro disagio mentale, emozionale e fisico. Il marito della protagonista è un medico e pensa di risolvere il problema solo con il trattamento farmacologico, senza darle ciò di cui ella ha realmente bisogno, come lo stimolo mentale e la libertà di fuggire alla monotonia di quella stanza in cui è confinata. La carta da parati gialla è soprattutto una risposta a quel medico, Dr.S. Weir Mitchell, che provò a curare la depressione della Gilman con la "terapia del riposo"; infatti gli spedì una copia del racconto.

Altre opere.
Il primo libro della Gilman fu Art Gems for the Home and Fireside (1888); comunque fu la sua prima raccolta di poesie, In This World (1893), una collezione di scritti satirici, a darle la notorietà. Nelle due successive decadi fu famosa per i suoi interventi sui diritti umani e delle donne e sulle riforme sociali. Nel 1898 scrisse Women and Economics. Quest'opera le diede la notorietà internazionale.Nel 1903 scrisse l'opera più acclamata dalla critica, The Home: Its Work and Influence, riprendendo i temi di Women and Economics, denunciò lo stato di confinamento delle donne in casa e la necessità di dare loro più autonomia per il loro benessere mentale. Ebbe un giornale, The Forerunner, in cui scrisse e di cui curò anche la pubblicazione. Qui furono pubblicati molti suoi racconti, come What Diantha Did(1910), The Crux (1911), Moving the Mountain (1911), ed Herland.  Scrisse inoltre articoli per Louisville HeraldThe Baltimore Sun  e Buffalo Evening News. La sua autobiografia,The Living of Charlotte Perkins Gilman, iniziata nel 1925, fu pubblicata postuma nel 1935.


Incipit di La carta da parati gialla.
Accade molto di rado che gente comune come John e me prenda in affitto antiche case di campagna per le vacanze estive: una villa in stile coloniale, un podere tramandato di generazione in generazione... magari una casa infestata dagli spiriti oh sì!, e raggiungerei il culmine della felicità romantica... ma questo sarebbe chiedere troppo!
Ciononostante, e lo dico con orgoglio, la casa che abbiamo affittato ha qualcosa di strano.

lunedì 15 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Emily Brontë

Passiamo alla seconda delle sorelle Brontë, Emily, nota per aver scritto il romanzo Cime Tempestose, considerato uno dei classici della letteratura straniera, una tormentata storia appartenente al genere del “gothic novel”.



Nacque nel  1818 a Thornton in Inghilterra.
Aveva ben 6 fratelli, tra cui in particolare sono note le 2 sorelle, divenute scrittrici come lei, Anne e Charlotte. La sua vita trascorse principalmente ad Haworth dove la famiglia si trasferì già nel 1820. Negli anni 2 dei fratelli Brontë muoiono in giovane età e muore anche la madre di Emily Bronte. Dopo questi avvenimenti nascono i primi racconti dei fratelli sopravvissuti. Sembra che nello stile narrativo di Emily abbia avuto molta influenza la tata Tabitha, perché lei spesso le raccontava storie di fantasmi. Negli anni successivi al 1830 nascono le poesie di Emily Brontë, a noi ne sono giunte circa 200. Nel 1845 la sorella Charlotte convince Emily a pubblicare insieme e con la sorella Anne le loro poesie usando degli pseudonimi. La pubblicazione riuscì a vendere solo 2 copie. Ma fu nel 1847 che venne pubblicato il romanzo più famoso di Emily, Cime Tempestose, mentre la sorella Anne pubblicava Agnes Grey. Poco prima era stato pubblicato il romanzo di Charlotte, Jane Eyre, che ottenne un grande successo. Al contrario, Cime Tempestose fu molto criticato: mancava un fine morale, inoltre la vicenda narrata apparve troppo cupa e triste; fu definita dai critici un’opera ‘perversa e brutale’, e sembrava quasi impossibile che una "sensibilità femminile" potesse averla concepita, facendo addirittura nascere il dubbio che fosse stata scritta dal fratello Patrick.
Di lì a poco morì il fratello delle 3 sorelle Brontë e nel corso del suo funerale Emily si ammalò di tubercolosi. La morte la colse nel dicembre del 1848.


Incipit di Cime tempestose.

1801. — Sono appena ritornato da una visita al mio padrone di casa, il solo vicino col quale avrò a che fare. Questa è indubbiamente una bella contrada. Credo che in tutta l'Inghilterra non avrei potuto scegliermi un altro posto più lontano dal frastuono della società. È il paradiso del perfetto misantropo; e il signor Heathcliff ed io siamo fatti apposta per una simile desolazione. Un uomo veramente singolare! Non immaginava certo quale viva simpatia sentissi per lui quando vidi i suoi occhi neri ritrarsi così sospettosamente sotto le ciglia al mio avanzare a cavallo, e le sue mani rifugiarsi ancor più addentro nel panciotto, con gelosa risolutezza, all'annuncio del mio nome.
«Il signor Heathcliff» dissi.

domenica 14 dicembre 2014

Le vere gothic ladies: Charlotte Brontë

Charlotte Brontë, la maggiore delle sorelle Brontë, col suo romanzo Jane Eyre ha ritratto un tipo di eroina diversa dai soliti romanzi gotici, una giovane donna che, pur innamorandosi di un personaggio maschile tipicamente byroniano, mostra d'essere indipendente, anticonvenzionale, in grado di affrontare da sola le avversità, aggiungendo un nuovo tassello al genere gotico.


Nata nel 1816, figlia di un ecclesiastico irlandese, nel 1820 si stabilì con la famiglia a Haworth, nella regione delle brughiere. Fin dall'infanzia Charlotte, lasciata sovente a se stessa, insieme con le sorelle Emily e Anne e al fratello Branwell, creò con loro un mondo immaginario, sul quale i ragazzi costruirono complicati cicli di storie infantili. Studiò in modo irregolare presso due collegi, nel secondo dei quali tornò poi come insegnante dal 1835 al 1838. Dopo aver lavorato per un breve periodo come istitutrice, si recò a Bruxelles e qui, nel 1843, insegnò in una scuola. Tornata a Haworth, nel 1854 sposò il coadiutore del padre, A.B. Nicholls, e cominciò a scrivere romanzi: il primo, Il professore (The professor), fu pubblicato solo nel 1859, mentre il secondo, Jane Eyre (1847), ebbe un successo immediato: ma parte della critica restò scandalizzata dalla descrizione della passione amorosa della protagonista, una donna rispettabile. Seguirono Shirley (1849) e Villette (1852), quest’ultimo, come Il professore, parzialmente autobiografico. Morirà nel 1855, quando sarà in attesa del primo figlio.



Incipit di Jane Eyre

In quel giorno era impossibile passeggiare. La mattina avevamo errato per un'ora nel boschetto spogliato di foglie, ma dopo pranzo (quando non vi erano invitati, la signora Reed desinava presto), il vento gelato d'inverno aveva portato seco nubi così scure e una pioggia così penetrante, che non si poteva pensare a nessuna escursione.
Ne ero contenta. Non mi sono mai piaciute le lunghe passeggiate, sopra tutto col freddo, ed era cosa penosa per me di tornar di notte con le mani e i piedi gelati, col cuore amareggiato dalle sgridate di Bessie, la bambinaia, e con lo spirito abbattuto dalla coscienza della mia inferiorità fisica di fronte a Eliza, a John e a Georgiana Reed.