venerdì 7 marzo 2014

7 MARZO: AUGURI A BRET EASTON ELLIS


Auguri a Bret Easton Ellis, scrittore e sceneggiatore statunitense, nato a Los Angeles, il 7 marzo 1964.
Nel 1983, durante gli studi al Bennington College, nel Vermont, si iscrive a un corso di scrittura creativa: ne uscirà con il suo primo romanzo, pubblicato nel 1985, Meno di zero, che lo impone all'attenzione del grande pubblico.
La sua carriera di scrittore prosegue con la pubblicazione di Le regole dell'attrazione del 1987, che diventa nel 2002 un film dall'omonimo titolo diretto da Roger Avary.
La sua opera più significativa, quella che lo porta al successo, è del 1991, American Psycho. Al centro della narrazione, le vicende del giovane yuppie newyorkese Patrick Bateman, che alla vita dissoluta e superficiale tra Wall Street e i ristoranti di lusso alterna le notti da sanguinario serial killer. La pubblicazione giunge solo dopo una lunga vertenza, a causa delle contestazioni da parte degli stessi editori per la violenza di numerose
scene.
Nel 1994 pubblica una raccolta di racconti scritta quasi interamente ai tempi del college, con il titolo di Acqua dal sole. Glamorama, romanzo covato per quasi dieci anni, esce nel 1999 e riporta lo scrittore ad un successo mondiale.
Lunar Park, uscito in Italia il 18 ottobre 2005, è una storia pseudo-autobiografica declinante verso il genere horror che parla, in ultima analisi, del complicato rapporto fra padri e figli. Da segnalare, al suo interno, anche il ritorno in scena di Patrick Bateman.
Il suo ultimo romanzo è Imperial Bedrooms, pubblicato nel 2010, sequel del suo primo lavoro Meno di zero, uscito nel 1985.

giovedì 6 marzo 2014

6 MARZO: AUGURI A DAVID GILMOUR


Auguri a David Gilmour, cantautore, polistrumentista, compositore e produttore discografico britannico, nato a Cambridge, il 6 marzo 1946.
Dal 1968 al 1995 è stato il chitarrista e cantante dello storico gruppo inglese dei Pink Floyd, con cui è diventato uno dei più influenti e celebri chitarristi del rock.
Fu un buon amico di infanzia di Syd Barrett, con il quale al tempo delle scuole imparò a suonare la chitarra.
La sua carriera prende una svolta decisiva quando viene reclutato negli ancor giovani ma già famosi Pink Floyd. Il suo ingresso è datato 1968 quando, durante l'incisione del disco "A saucerful of secrets", sostituisce Barret, incapace a quanto pare di reggere il successo che aveva investito la band e alienato da seri problemi di natura mentale.
Da quel momento in poi il gruppo subisce varie metamorfosi stilistiche nel tentativo di assorbire lo choc della dipartita di Barrett, il creativo. Le redini della conduzione artistica passano proprio nelle mani di Gilmour e del bassista Roger Waters, i quali si rivelano entrambi dotati di notevole intuito musicale. Non a caso i grandi successi commerciali dei Pink Floyd si devono equamente alla firma dei due.
Gilmour provò anche la carriera solista. Debutta in questa nuova veste nel 1978 con un album omonimo composto durante i momenti vuoti di produzione dei Pink Floyd. L'album ha comunque avuto un buon successo ed è rimasto per lungo tempo nelle classifiche inglesi e americane.
Nel 1984 esce "About face", secondo album firmato in proprio e toccato da scarso successo. Tuttavia nello stesso anno David Gilmour si diletta in numerose collaborazioni: suona prima in concerto come ospite con Bryan Ferry, poi incide insieme all'ex Roxy Music il disco "Bete noire"; in seguito suona con Grace Jones nell'album "Slave to the rhythm".
In seguito forma un gruppo con il batterista Simon Phillips. L'esperienza è negativa e nel 1986 decide di continuare le tournèe che aveva in corso con il redivivo nome di Pink Floyd:
Nel 1986 i Pink Floyd incidono "A momentary lapse of reason", contenente hit-singles come "On the turning away", "Learning to fly" e "Sorrow". In parte è un ritorno alla musicalità di album come "Wish you were here", con un buon successo di vendite.
Nel 1987 Wright rientra attivamente nel gruppo e i Pink Floyd (o almeno quello che ne rimane) iniziano una grandiosa tournèe zeppa di effetti speciali e soluzioni spettacolari, durata circa quattro anni e segnata da un enorme afflusso di persone.
Nel 2006 è uscito il suo album solista "On an Island" nel quale, oltre alla moglie Polly, autrice di molti dei testi, hanno collaborato gli amici Graham Nash, David Crosby, Robert Wyatt, Phil Manzanera.


 

6 MARZO: AUGURI A GABRIEL GARCIA MARQUEZ


Auguri a Gabriel García Márquez, scrittore e giornalista colombiano, insignito, nel 1982, del Premio Nobel per la letteratura, nato ad Aracataca, il 6 marzo 1927.
Considerato il maggior esponente del cosiddetto realismo magico in narrativa, ha contribuito a rilanciare fortemente l'interesse per la letteratura latinoamericana.
Primogenito dei sedici figli del telegrafista Gabriel Eligio García e della chiaroveggente Luisa Santiaga Márquez Iguarán, Gabriel García Márquez nacque ad Aracataca, un paesino fluviale della Colombia. Dopo il trasferimento a Riohacha, crebbe con i nonni materni: il colonnello d'ispirazione politica liberale Nicolás Márquez Mejía e sua moglie Tranquilina Iguarán Cotes.
Nel 1937, a seguito della morte del nonno, Gabriel García Márquez si trasferì a Barranquilla per studiare. Dal 1940 frequentò il Colegio San José e si diplomò al Colegio Liceo de Zipaquirá nel 1946. L'anno dopo, García Márquez si trasferì a Bogotá per studiare giurisprudenza e scienze politiche presso l'Universidad Nacional de Colombia, ma presto abbandonò lo studio di quelle materie che non lo affascinavano.
Dopo i disordini del 1948, in cui nel rogo della pensione in cui abitava bruciarono alcuni suoi scritti, si trasferì a Cartagena dove cominciò a lavorare dapprima come redattore e poi come reporter de "El Universal". Alla fine del 1949 si trasferì a Barranquilla per lavorare come opinionista e reporter a "El Heraldo". Su invito di Álvaro Mutis, nel 1954 García Márquez tornò a Bogotá, a lavorare a El Espectador come reporter e critico cinematografico.
L'anno successivo trascorre alcuni mesi a Roma, dove segue dei corsi di regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, in seguito si trasferisce a Parigi. Nel 1958 sposa a Barranquilla Mercedes Barcha e, dopo la vittoria di Fidel Castro, visita Cuba e lavora (prima a Bogotà, poi a New York) per l'agenzia "Prensa latina", fondata dallo stesso Castro, del quale divenne amico. Questa amicizia gli ha fruttato alcune critiche, ma non ha impedito che egli venisse stimato anche negli Stati Uniti, ad esempio da Bill Clinton.
Nel 1958, dopo un soggiorno a Londra, García Márquez tornò in America, stabilendosi in Venezuela. Dalla moglie Mercedes ha avuto due figli, Rodrigo (nato a Bogotá nel 1959) e Gonzalo (che nacque in Messico tre anni più tardi).
Nel 1961 si trasferisce a New York come corrispondente di Prensa Latina. Le continue minacce della CIA e degli esuli cubani lo inducono a trasferirsi in Messico.
Il suo esordio letterario avvenne nel 1955, ma il primo racconto risale al 1947. Nel 1967 pubblicò la sua opera più nota: Cent'anni di solitudine un romanzo che narra le vicende della famiglia Buendía a Macondo attraverso diverse generazioni. Un'opera complessa e ricca di riferimenti e allusioni alla storia e alla cultura popolare sudamericana, considerata la massima espressione del cosiddetto realismo magico, e che ha consacrato in tutto il mondo García Márquez come un autore del massimo livello. Nel 1973 abbandona temporaneamente, per circa due anni, la letteratura per dedicarsi al giornalismo sul campo, come segno di protesta per il colpo di stato cileno del generale Pinochet, che portò alla morte del presidente Salvador Allende.
Nel 1974, a Roma ha fatto parte della sessione II del Tribunale Russell, organizzazione indipendente fondata dal matematico e pensatore Bertrand Russell e dal filosofo Jean-Paul Sartre ai tempi della guerra del Vietnam, che ha esaminato le violazioni di diritti umani in Cile.
Negli anni successivi seguiranno numerosi altri romanzi e saggi, fra i quali spiccano soprattutto L'autunno del patriarca (1975) e Cronaca di una morte annunciata, e l'ironico L'amore ai tempi del colera, pubblicati negli anni settanta e ottanta, che ottengono un grande successo di pubblico in tutto il mondo, e dai quali sono state tratte omonime versioni cinematografiche.
Dal 1975, Gabriel García Márquez vive tra il Messico, Cartagena de Indias, L'Avana e Parigi. Nel 1982, venne insignito del Premio Nobel per la letteratura. Dagli anni '80 agli anni '90 trascorrerà poco tempo in patria, insanguinata dalla guerra tra governo, narcotrafficanti e guerriglieri come le FARC. Come già fatto in passato, Márquez si proporrà e svolgerà ruolo di mediatore per cercare di ottenere la pace in Colombia, fino agli anni 2000.
Nel 1999 gli viene diagnosticato un cancro linfatico che lo spinge a iniziare a scrivere le sue memorie e nel 2000 il periodico peruviano "La República" diffonde l'errata notizia secondo cui il Nobel sarebbe ormai agonizzante. Poco dopo circolò in rete lo scritto La Marioneta, una sorta di commiato dagli amici più cari. In un'intervista al periodico mattutino salvadoregno El Diario de Hoy, datata 2 giugno 2000, fu lo stesso Garcìa Màrquez a negarne la paternità, affermando, tra l'altro: «Quello che potrebbe uccidermi è che qualcuno creda che io abbia scritto una cosa così kitsch. È la sola cosa che mi preoccupa». In seguito, García Márquez e l'autore del brano, Johnny Welch, si incontrarono, ponendo fine alla querelle. In questo stesso periodo diventa un simpatizzante del leader venezuelano Hugo Chávez e del socialismo del XXI secolo, anche se non ne apprezza tutte le iniziative. Inoltre critica il presidente colombiano Álvaro Uribe Vélez, soprattutto per la sua politica proibizionista sulla droga che, secondo lo scrittore, rafforzerebbe i cartelli dei narcotrafficanti, anziché indebolirli.
Nel 2002 ha pubblicato la prima parte della sua autobiografia intitolata Vivere per raccontarla. Nel 2005 García Márquez, vinta la sua battaglia contro il cancro, è tornato alla narrativa con il suo ultimo romanzo Memorie delle mie puttane tristi, mentre nel 2010 ha pubblicato il saggio Non sono venuto a far discorsi.
Nel 2012 l'amico Plinio Mendoza ha dato notizia che lo scrittore è affetto dalla malattia di Alzheimer e che a causa della perdita di memoria dovuta a questa malattia non potrà più scrivere, notizia confermata dal fratello dello scrittore, che afferma che "Gabo" ha la demenza senile, ma non confermata dalla moglie, che tramite un
portavoce afferma che il Nobel ha solo qualche problema di memoria dovuto all'età, ma non è malato. Lo stesso scrittore ha dichiarato alla stampa, per il suo 86º compleanno, il 6 marzo 2013, di essere "molto felice" di essere arrivato a quest'età, senza fare cenno alla presunta malattia. Márquez è ricomparso in pubblico il 30 settembre 2013, in buone condizioni di salute.


Citazioni di Gabriel García Márquez

La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla (Vivere per raccontarla)

Non gli era mai venuto in mente fino allora di pensare alla letteratura come al miglior giocattolo che si fosse inventato per burlarsi della gente. (Cent'anni di solitudine)

Doveva insegnarle a pensare all'amore come a uno stato di grazia che non era un mezzo per nulla, bensì un'origine e un fine in sé. (L'amore ai tempi del colera)


martedì 4 marzo 2014

4 MARZO: AUGURI A LEN WISEMAN


Auguri a Len Ryan Wiseman, regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scenografo statunitense, nato a Fremont (California), il 4 marzo 1973.
Inizia la sua carriera come assistente trovarobe per i film Stargate e Independence Day, in seguito dirige alcune pubblicità per la PlayStation e alcuni videoclip per gruppi come Megadeth e Static-X.
Debutta alla regia nel 2003 con Underworld, sul set del quale conosce l'attrice protagonista Kate Beckinsale che sposa nel maggio del 2004.
Torna a dirigere la moglie nel 2006 in Underworld: Evolution.
Nel 2007 dirige Bruce Willis nel quarto capitolo della saga di Die Hard, intitolato Die Hard - Vivere o morire. Ha lavorato al prequel Underworld - La ribellione dei Lycans e al quarto capitolo della saga
Underworld - Il risveglio.
Nel 2012 dirige Total Recall - Atto di forza, remake di Atto di forza.


lunedì 3 marzo 2014

3 MARZO 1863: NASCE ARTHUR MACHEN


Arthur Machen,  scrittore gallese, noto soprattutto per i suoi racconti dell'orrore, del fantastico e del soprannaturale, nasce il 3 marzo 1863, a a Caerleon, nel Monmouthshire.
Machen discendeva da una lunga stirpe di sacerdoti; suo padre era infatti il vicario della parrocchia di LLanddewy Facc. Lo scrittore già all’età di otto anni dimostra di possedere un interesse precoce verso la lettura.
La famiglia  non è sufficientemente abbiente per potergli garantire gli studi all’università di Oxford, così completata la scuola dell’obbligo comincia a lavorare come giornalista.
Si trasferisce a Londra dove realizza il suo primo romanzo, L’anatomia del tabacco, e per provvedere a se stesso si dedica a lavori di traduzione testi. A 24 anni sposa Amy Hogg, una giovane artista londinese.
Nel 1891 realizza quella che probabilmente è la sua opera principale, Il grande dio Pan, una storia incentrata sul mito pagano del dio Pan, la follia e la sessualità.
Machen scrive anche una vasta quantità di racconti, che però risultano  sconvenienti per il puritano clima dell’epoca,  suscitando sovente scandalo e un eccessivo terrore nei lettori. Va infatti incontro a grandi difficoltà per ottenere la pubblicazione delle sue opere. Arthur Machen trascorre una decina d’anni in miseria, barcamenandosi a Londra come meglio può nelle vesti di giornalista.
Il periodo nefasto culmina con la prematura morte della moglie Amy a causa di un grave male.
Da questa tragica fase della sua vita Machen riesce a riprendersi risposandosi e dedicandosi alla recitazione, passione che lo stimola decisamente più del giornalismo. Si aggrega inoltre all'ordine ermetico della Golden Dawn, un ordine magico attivo in Gran Bretagna dedito all'occultismo e allo spiritismo. Il misticismo è infatti la colonna portante nelle opere di Arthur Machen.
Ma Arthur Machen fu soprattutto un autore di horror story dal ritmo incalzante, nelle quali è riuscito a dar forma a un proprio mondo coerente e al tempo stesso terrificante. Fu inoltre pioniere della psicogeografia, un genere  che mette in primo piano il paesaggio, in grado di condizionare la psiche degli uomini.
Inoltre, egli è considerato l’artefice del ritorno in auge del romanzo gotico, che sembrava aver esaurito la sua ragion d’essere in epoca vittoriana.
Il periodo di miseria termina grazie al riaccendersi dell’interesse in America per le sue opere. Gli anni 20 rappresentano gli anni del grande boom, i suoi racconti vengono inseriti in numerose raccolte americane e la cerchia delle sue conoscenze si amplia. Tuttavia, nel Regno Unito, Arthur Machen resta lo stesso autore sconveniente di sempre. Esauritosi l’effimero eco mediatico, Machen si ritrova nuovamente in miseria nella sua Londra e decide di concludere gli ultimi anni della sua vita ad Amersham. Solamente grazie alla solidarietà di alcuni letterati del tempo riesce ad ottenere un sussidio che gli permette di vivere una vecchiaia serena fino alla sua morte, avvenuta ad 84 anni, nel 1947.


domenica 2 marzo 2014

2 MARZO: AUGURI A PETER STRAUB


Auguri a Peter Straub, scrittore statunitense noto per le sue opere di genere fantastico e horror,  nato a Milwauke, il 2 marzo 1943.
Dopo successi alterni grazie a due romanzi pubblicati nella metà degli anni settanta, Straub scrisse il suo primo romanzo sul soprannaturale, Julia, nel 1976; quindi scrisse altri romanzi sullo stesso genere, come
If You Could See Me Now (1977) e La casa dei fantasmi  (1979), suo quinto romanzo che gli diede grande fama internazionale, considerato da Stephen King uno dei migliori romanzi gotici dell'orrore.Questo romanzo fu poi adattato anche in un film del 1981 con Fred Astaire. Negli anni seguenti furono pubblicati altri romanzi horror, con un successo crescente, fra i quali Il talismano (1984) e La casa del buio (2001), due horror creati con Stephen King.
Dopo un periodo di stasi, Straub riemerse nel 1988 con il romanzo Koko, una storia sul Vietnam non di soprannaturale, ma comunque allo stesso modo terrificante. Koko fu seguito nei primi anni novanta dai due romanzi Mystery e The Throat, i quali insieme a Koko formano la cosiddetta "Trilogia della Rosa Blu".
Nel 1996 Straub scrisse un ambizioso thriller chiamato The Hellfire Club, nel quale applicò molti elementi della trilogia della Rosa Blu ad un'ambientazione e una trama molto più gotica; dello stesso periodo Mr. X, sul tema del doppelgänger.
L'ultimo suo romanzo è un thriller del 2010, La cosa oscura.


sabato 1 marzo 2014

1° MARZO: AUGURI A JACK SNYDER


Auguri a Zack Snyder, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, nato a Green Bay, il 1° marzo 1966.
Snyder si afferma nel mondo dello spettacolo prima come regista di videoclip musicali e poi di spot pubblicitari. Ottiene numerosi premi che lo consacrano a livello internazionale in ambito pubblicitario.
Nel 2004 fonda insieme alla moglie Deborah Johnson una propria casa cinematografica, la Cruel and Unusual Films, fungente da coproduttore non accreditato per i film nei quali compare regista.
La sua prima fatica cinematografica è il film L'alba dei morti viventi, remake del noto film di George A. Romero, presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2004, che incassa circa 100 milioni di dollari in tutto il mondo. La storia narra di una strana epidemia che colpisce la popolazione mondiale, trasformando le persone in zombi carnivori. Nonostante il film si distacchi parecchio dall'originale, perdendo la tematica di forte critica sociale espressa da Romero, Snyder riesce a imprimergli uno stile forte e visivamente potente.
Grazie allo stile messo in mostra nella pellicola precedente, il regista viene incaricato di dirigere 300, adattamento cinematografico della graphic novel di Frank Miller, raggiungendo così un successo che lo pone all'attenzione del pubblico mondiale. Il film si rivela campione d'incassi ai botteghini di tutto il mondo con un record per i cinema IMAX, realizzando nel week-end di apertura 3,6 milioni di dollari, un livello molto alto rispetto alle aspettative, tant'è che il film è al nono posto dei film del 2007 e ha incassato, a livello internazionale, ben 456 milioni di dollari.
Dopo questo successo Snyder dirige un'altra trasposizione cinematografica, Watchmen, tratta della miniserie
fumettistica di 12 numeri vincitrice di un premio Hugo creata da Alan Moore e Dave Gibbons. Nel 2010, Snyder realizza Sucker Punch, ambientato negli anni cinquanta. Nel film una ragazzina viene rinchiusa dal suo patrigno in un manicomio, dove è destinata a subire una lobotomia; decide così di rinchiudersi nella sua fantasia cercando di immaginare tante vie di fuga in cui dovrà cercare cinque oggetti magici insieme a quattro sorprendenti eroine.
Il 5 ottobre 2010 firma per dirigere il nuovo reboot di Superman, distribuito poi il 14 giugno 2013 con il titolo di L'uomo d'acciaio.
Il 19 luglio 2013, durante il Comic-Con si San Diego, annuncia che ci sarà un sequel de L'uomo d'acciaio, in cui sarà presente oltre al protagonista Superman, anche un altro supereroe DC Comics: Batman.


1° MARZO: NASCE OSKAR KOKOSCHKA


Oskar Kokoschka, pittore e drammaturgo austriaco, nacque a Pöchlarn, cittadina della Bassa Austria, il
1º marzo 1886 in una casa di periferia.
Studiò dapprima chimica, poi dal 1903 al 1909 frequentò l’Accademia di belle arti di Vienna, dove fu attratto dalle opere barocche di Franz Anton Maulbertsch, dal nuovo stile di Gustav Klimt e dalla pittura
incisiva di Lovis Corinth. Studiò a diretto contatto con Gustav Klimt, grazie al quale fu presentato al pubblico viennese durante il Kunstschau (Art Show) del 1908. Proprio in quest'occasione egli artista si fece notare dalla critica, che gli attribuì l'appellativo di “super selvaggio”. Le sue opere, infatti, rifuggivano da ogni ideale di bellezza e di grazia e mettevano a nudo invece gli aspetti più duri e sconcertanti dell’esistenza. In questa stessa occasione fu rappresentato il suo dramma “Assassino, speranza delle donne” che suscitò scandalo
e tumulti in platea. Le opere prodotte tra il 1907 e il 1912 influenzarono tra gli altri, Egon Schiele; le sue figure erano disegnate in maniera delicata e disposte in modo irregolare. Nel 1910, Walden, fondatore della rivista d’avanguardia berlinese Der Sturm, convinse il giovane Kokoschka a trasferirsi a Berlino, dove iniziò a curare il Ritratto della settimana, divenendo il primo illustratore della rivista.
Frequentò i circoli culturali radicali e d'avanguardia, nutrendo particolare ammirazione per Edvard Munch, per i Fauves e per i pittori del gruppo Die Brücke, uno dei primi nuclei dell'espressionismo tedesco. Nel 1914 divenne un membro della Secessione di Berlino, poi entrò a far parte del Blaue Reiter, un gruppo di artisti che facevano uso di colori puri stesi a larghe macchie. Nei suoi lavori di questo periodo sono presenti un violento cromatismo e un'attenta analisi psicologica che intende indagare l'intimo del personaggio, influenzato in questo delle nuove teorie psicoanalitiche di Sigmund Freud. Con La sposa nel vento, del 1914, la sua pittura tragica, raggiunse la piena maturità espressiva, che lo collocò in una posizione personale all’interno dell’Espressionismo. Il dipinto era un omaggio ad Alma Mahler, pittrice e compositrice austriaca, vedova del compositore Gustav Mahler, con la quale aveva avuto una sfortunata relazione amorosa che influenzò tutta la sua vita e la sua produzione. Con lo stile espressionista Oskar Kokoschka aveva in comune l'intenzione di esprimere sensazioni, sentimenti e stati d'animo e l'attitudine a deformare i soggetti, ma è divergente da quello di molti suoi contemporanei, per cui, anche se oggi viene generalmente considerato come uno dei massimi esponenti dell’espressionismo, a quel tempo fu talvolta isolato dagli altri esponenti del gruppo. Durante la prima guerra mondiale fu ferito sul fronte orientale; dopo un ricovero all'ospedale militare, fu congedato per instabilità mentale.
Dal 1917 al 1924 insegnò all’Accademia di Dresda, dove ebbe modo di studiare da vicino Rembrandt e la pittura antica. In questi anni espose alla Galleria Dada di Zurigo con Max Ernst, Paul Klee e Vasily Kandinsky, e partecipò alla Biennale di Venezia.
A partire dal 1924 viaggiò in Europa e in Africa, dipingendo i paesaggi che incontrava attraverso disegni vibranti con colori accesi.
Si cimentò anche nella drammaturgia, scrivendo testi teatrali fondamentali per il teatro espressionista.
Tornato a Vienna, dopo l'annessione tedesca dell'Austria si rifugiò a Praga. Nel 1938, quando anche Praga stava per essere controllata dai tedeschi, emigrò a Londra. Il regime hitleriano confiscò le sue opere, alcune delle quali furono esposte a Monaco nella mostra d’arte degenerata.
Nel 1953 si stabilì a Villeneuve, nel Cantone di Vaud in Svizzera.
Inizia un ciclo di lezioni ed incontri che lo portano a formare numerosi artisti. Tra gli italiani che studiano con lui e lo frequentano a lungo Marco Sassone e Silvio Loffredo.
Morì a Montreux il 22 febbraio 1980.